Torno dopo aver finalmente letto l'albo e... mi ritrovo a scrivere subito sotto al Maestro Sisti in persona! Ammetto un certo timore reverenziale, comunque... che dire?
Ah, sì: applausi! Una storia poetica, con profondità filosofica e per giunta commovente!
Vediamo la conclusione o, comunque, un passaggio altissimo del percorso di Uno che, a questo punto, potremmo definire iniziatico, come iniziatico è il percorso di Pinocchio per diventare da burattino a ragazzo vero...
Come Odin, il nostro amico era diventato pienamente umano avendo capacità di discernimento morale, empatia, sentimenti, emozioni e, grazie al corpo fisico, la capacità di interagire con gli altri. Gli mancava, però, "ancora un altro passo". Come potremmo definirlo? L'anima? La spiritualità? La trascendenza? Comunque la vogliamo chiamare, si tratta di superare la propria individualità per percepirsi come parte di qualcosa di più ampio, l'universo circostante. La capacità dei monaci di Dasham Buhl di spostare gli oggetti con il pensiero non è un gioco di prestigio o una magia, ma il risultato di questa maggior maturazione raggiunta. Ecco, quindi, il nostro Uno/Odin/Eldos/Cyg, non senza la difficoltà che tutto questo comporta, fare finalmente questo passo.
Altra particolare: Uno ha sempre chiamato Everett "il mio creatore" o "padron Ducklair": creatore, padrone, termini reverenziali che denotano un rapporto di subordinazione. Ora, reincontrandolo dopo quelli che per lui sono stati secoli, dopo un lungo cammino, lo chiama amico, fratello e padre, termini pieni di affetto, che denotano come il modo di vedere colui che lo ha creato sia profondamente mutato. Forse lo stesso Uno se ne rende conto solo ora e, guardacaso, solo una volta raggiunta questa "illuminazione" riesce a fare il passo mancante.
Ancora. Il passo finale del percorso ci viene mostrato contestualmente al primo: quello in cui il creatore, colui che fino a quel momento è stato tutto l'universo di Uno, se ne va, dandogli il trauma dell'abbandono e del lutto. Avete visto l'espressione sconfortata della nostra IA mentre le porte dell'ascensore si chiudono sulla figura di Everett? Al tempo stesso però, Everett compie nei confronti della sua creatura una gesto importante di liberazione: rimuove le limitazioni che impedivano ad Uno di osservare il mondo esterno, permettendogli di uscire dal guscio di autoreferenzialità in cui è esistito fino ad adesso ed iniziare il suo cammino.
Sto farneticando? Pazienza ... se leggendo una storia di Pk si giungono a fare simili elucubrazioni filosofiche, la "colpa" (si fa per dire) è solo di Pk, ed è per questo che dopo più di 30 anni non riesco a privarmene...