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Topolino 3554

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di Paolo Castagno

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Topolino fuori dai radar
Paperino nullafare d'eccezione
Paperoga in... Sempre più buono
Filo & Brigitta e i tesori di serie B: I centrini della tavola rotonda
Le Giovani Marmotte e la pietra che parla - Prima parte

Topolino 3554

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Samu
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    Topolino 3554
    Mercoledì 3 Gen 2024, 16:38:52
    Sommario

    Topolino fuori dai radar

    Soggetto e sceneggiatura di Tito Faraci
    Disegni di Casty
    Chine di Michela Frare
    Colori di Irene Fornari

    Paperino nullafare d'eccezione
    Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Fontana
    Disegni e supervisione colore di Emmanuele Baccinelli
    Colori di Gaetano Gabriele D'Aprile

    Paperoga in: sempre più buono
    Soggetto e sceneggiatura di Giulio Gualtieri
    Disegni e chine di Valerio Held
    Colori di Valentina Mauri

    Filo & Brigitta e i Tesori di Serie B
    Soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor
    Disegni e chine di Andrea Maccarini
    Colori di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil

    Le Giovani Marmotte e la pietra che parla (Primo episodio)
    Soggetto e sceneggiatura di Bruno Enna
    Disegni e chine di Alessandro Perina
    Colori di Diana Laudando

    Dal Diario di Paperina - Meditazione rurale (Tavola autoconclusiva di Giulia Lomurno per i colori di Valentina Mauri)

    L'albo esce anche in abbinata con l'allegato opzionale del Topolibro incentrato sulla televisione (Disney Special Events n.41 ) al prezzo complessivo di 9,50 €.

    Copertina (disegno di Corrado Mastantuono, colori di Andrea Cagol):

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    Samu
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      Re:Topolino 3554
      Risposta #1: Mercoledì 3 Gen 2024, 20:49:50
      Ad eccezione della storia d'apertura questo numero del libretto non è riuscito ad offrirmi una lettura interessante.
      Prevedibili la storia con protagonista Paperino e la successiva con Paperoga di Gualtieri/Held; le ultime due non sono state in grado di catturare la mia attenzione e non mi hanno saputo coinvolgere nel loro sviluppo, ragion per cui mi sono ritrovato insoddisfatto una volta giunto alla conclusione delle rispettive letture.

      L'unica vicenda per me intrigante contenuta in questo numero è stata quella di Faraci/Casty - Topolino fuori dai radar - una storia dal taglio investigativo che ho apprezzato nella sua costruzione e nella sua evoluzione.
      Faraci ha saputo creare delle dinamiche interessanti nell'interazione tra Topolino e il borioso ispettore Irk, tanto compassato il primo quanto vanesio e pieno di sé il secondo, la cui propensione per l'utilizzo delle nuove tecnologie gli si rivolta contro in certe circostanze che ingigantiscono certe sue magre figure mentre in altri frangenti il loro supporto si rivela essere decisamente appropriato e funzionale.
      La storia dosa bene l'atmosfera di pericolo in cui si ritrovano invischiati i due protagonisti (soli a fronteggiare i fuorilegge di turno) con i momenti ironici e di genuino humour disseminati nei vari snodi narrativi della vicenda, che regalano siparietti molto simpatici (come nel momento in cui Topolino riprende conoscenza senza avere un'idea ben definita di chi abbia davanti a sé, l'incontro col cugino... di campagna e le impagabili mosse di autodifesa presentate con convinzione da Irk).
      Insomma, un'ottima prova, godibile e dotata di verve tanto nei rapporti tra i personaggi quanto nel suo impianto narrativo e la cui valida sceneggiatura è ben supportata dai disegni espressivi, caratteristici e sempre molto gradevoli di Casty.

      *

      Ruhan
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        Re:Topolino 3554
        Risposta #2: Venerdì 5 Gen 2024, 05:26:11
        Questa settimana, ho provato una generale insoddisfazione. Molto forte. Storie ben poco brillanti. Meno di quelle della scorsa settimana e che inquietano, date le buone punte raggiunte con i tre numeri natalizi. Verrebbe da chiedere: così si vuole cominciare l'anno?

        "Topolino fuori dai radar"

        Parte fiacco questo n° 3554; la storia, nonostante i grandi annunci e la bella copertina, promette molto, ma mantiene poco. La trama è scontata, banale. E sì. La paura che avevo espresso la scorsa settimana si è rivelata fondata: è un noir che non vuole fare il noir. Insomma: il noir non è pervenuto. È "fuori dai radar" di questa sceneggiatura di Faraci che pare quasi sia stata pensata, unicamente, come pretesto per far entrare in relazione Irk e Topolino. Cosa che avrei anche ritenuto accettabile, se non fosse che il loro rapporto appare scritto male e basato su un unico tema (= "sono cose per la Polizia!") ripetuto all'infinito.
        Infatti, la dinamica tra i due viene delineata in maniera più o meno realistica solo nelle prime pagine; discretamente buona la successione di punzecchiature iniziale: scorrevole e credibile. Stile sit-com.
        Interessante, in special modo, il Topolino che non sa se essere felice o no per il fallimento del rivale. Qui, Faraci (aiutato dal bravissimo Casty) delinea — vignetta dopo vignetta — un Topolino sospeso, incapace di avere dei sentimenti chiari. Il tutto attraverso il dialogo con Minni, nel quale, a momenti di evidente "godimento", si intervallano antitetici dubbi sul cosa provare davanti ad una notizia del genere; tensione tra sentimenti sostenuta dall'incapacità di rispondere con chiarezza alle "insinuazioni" di Minni.
        Quest'ultima fa da motore per il pungulamento psicologico del Topo. La resa è buona. La successione di silenzi, frasi che mostrano la goduria per la rivincita, subito sostituite da riflessioni amare sul come basti poco — sul web — per passare dall'essere delle star all'essere considerati delle "merdine", rendono l'idea del contrasto di sentimenti, come accennato.

        E poi? Poi, basta. Tolta Minni, Topolino passa ad un rapporto piatto con Irk e alle solite punzecchiature. Queste erano buone per introdurre la storia, ma — successivamente — divengono meno scorrevoli di quelle iniziali (di cui tentano di riprodurre lo spirito, con scarsi risultati) e, addirittura, fuori luogo: basare il rapporto tra i due su una successione di battute, stoccate e blastature rende il rapporto altamente stereotipato.
        Insomma. Va bene qualche battuta, specie nelle scene iniziali. Ma poi, da lettore, mi aspetto un approfondimento diverso.
        E me lo aspetto anche perché ad annunciarlo era stato lo stesso Faraci sul n° 3553; su quest'ultimo, parlava di un rapporto che avrebbe messo in luce le peculiarità dei due: la razionalità professionistica e perfettina di Irk e l'intuito di Topolino.

        Qui, invece, vediamo un Topolino che intuisce il misfatto. E va bene. E, poi, un Irk che: intuisce, anche lui, il misfatto. Non seguendo metodologie da professionista (in antitesi con quelle del rivale). No. Ci arriva per puro e semplice intuito. Come Topolino! E si reca sul luogo, da solo. Come Topolino. Senza seguire nessuna procedura standard, se non appiccicare una cimice. Quest'ultima cosa sembra il tentativo di Faraci di rendere "professionale" — all'ultimo minuto — un intuitivo e raffazzonato Irk.

        Il risultato è che entrambi hanno usato l'intuito e, di conseguenza, la differenza tra i metodi e il modo di pensare dei due non viene delineata affatto.
        Vediamo solo un Irk intento ad escludere Topolino perché "sono cose per la Polizia", ma non vediamo — in alcun modo — il confronto/scontro di metodo e filosofia d'indagine tanto annunciato. Lo scontro si riduce a "tu sei un semplice cittadino" e "no, dai, portami con te". Ben poca cosa, direi. Poca cosa riproposta, tra l'altro, anche in modo poco credibile, come alla fine, con una gag vista e rivista.

        Va bene mostrare come, nonostante le differenze, i due siano più simili di quel che potrebbero credere o volere loro stessi. Ma quelle differenze vanno mostrate o il processo di disvelamento non ha alcuna possibilità di mettersi in moto.

        Discrete alcune battute metanarrative (come quella del cattivo che espone i suoi piani ai complici che già sanno tutto). Anche se già viste. Quella messa in spoiler mi è parsa un metodo per non inventare altri modi di rappresentare la cosa e limitarsi ad inserire la battuta finale, come a dire "ei, guardate che lo so eh".
        Più apprezzabili, invece, le battute sul Topolino "amico delle guardie".

        Purtroppo, i disegni dell'ottimo Casty non salvano una sceneggiatura che non brilla nelle dinamiche tra personaggi e nemmeno nell'intreccio del giallo che risulta noioso e non in grado di attirare la curiosità come dovrebbe.

        Voto: 1/5



        "Paperino nullafare d'eccezione"

        Storia simpatica, ma non incredibile. Tenta di far ridere e riesce a far fare qualche sorriso appena accennato. Le gag non brillano particolarmente. Il finale, oltre ad essere un po' troppo didascalico, risulta intuibile fin dai primi istanti. Ma, d'altra parte, il tema è classico (la pigrizia di Paperino) e il modo di trattarlo è altrettanto classico; il finale non poteva andare da altre parti, messe così le cose. Si lascia leggere.
        Avrei preferito, date le premesse iniziali (= un Paperino affranto perché sente di non avere altra capacità se non il poltrire), una storia che proseguisse nella introspezione del Papero. Anche in modo comico. E invece, questa viene (immediatamente) bloccata, per far spazio ad un ottimismo che trascinerà il Nostro in un progetto fatto, unicamente, di gag non sempre riuscitissime. Il minimo sindacabile.

        Dinamici e freschi i disegni. Molto buona la colorazione.

        Voto: 2/5



        "Paperoga in: sempre più buono."

        Breve storia godibile. Una lunga gag che, però, non appare come un allungamento del brodo di una tavola autoconclusiva. Il crescendo comico è più che giustificato e il finale non è scontato. Certo. Pur non essendo scontato, strappa solo un sorriso.

        Voto: 2/5



        "Filo & Brigitta e i Tesori di Serie B: I centrini della tavola rotonda"

        Scritta male; la motivazione che mette in moto il viaggio non riesce a catturare il lettore; una trama che pare quasi giocare tutto sul tentativo (malriuscito) di strappare un sorriso con una trama costruita attorno ad un gioco di parole.
        Insomma, l'idea dei centrini aveva del potenziale, ma è costruita in modo poco avvincente, anche dal punto di vista comico; pare che l'autore speri che a salvare tutto sia il gioco di parole stesso, da solo, senza nessuna aggiunta; il fatto che... capito? Dei centrini! Per la tavola rotonda!!! Capisci??! Partono le risate preregistrate. Lo studio è vuoto.

        Paperone è inserito a forza e finanzia un qualcosa che pare interessargli solo alla fine della storia. Prima no. E non si capisce perché acconsenta, se non per dare modo allo sceneggiatore di giustificare un viaggio costoso con protagonisti Brigitta e Filo, oltre che l'entrata in scena di Rockerduck.

        L'evoluzione improbabile e poco credibile delle situazioni e degli eventi non aiuta e dona un senso di fastidio e imbarazzo. Il finale, poi, con quella virata casuale sul calcio, è pessimo. Tale virata è messa lì pur di strappare (nuovamente) un sorriso che non arriva. Sembra che l'autore abbia pensato ad una parodia del ciclo arturiano, ma — non sapendo come svilupparla — si sia ingegnato nel tirar fuori un'ultima gag (una qualsiasi) che lo aiutasse a tirarsi fuori dal pantano e trascinarsi verso la parola "Fine". Ci è riuscito? Per niente.

        Unica nota di merito: i disegni. Freschi e dinamici. La scena del paracadute è molto ben fatta e ci sono altre chicche di questo genere, nel corso delle tavole.

        Voto: 1/5



        "Le Giovani Marmotte e la Pietra che parla"

        Mi ha abbastanza convinto. Certo. Siamo solo al primo episodio, ma promette — se non benissimo (come fu per la Lampada Bisestile) — almeno benino. Le situazioni sono abbastanza classiche ( si preannuncia il solito viaggio nel tempo e intorno al mondo), però ricche di potenzialità. Un tema classico, insomma, potrebbe anche essere reso in maniera brillante e insolita. Questo potrà dircelo solo il secondo episodio; dunque, mi riservo per allora eventuali commenti.

        Ecco. Un problema di questo episodio è il fatto di apparire come fin troppo scarno. Una specie di lungo incipit in cui accade ben poco, ma vengono citati elementi per il futuro.

        E questo incipit, almeno, è avvincente? Abbastanza. Non memorabile, ma cattura la curiosità. Tra una pietra che nasconde un folletto che parla, pietre rare legate a variegate leggende e il "piccolo popolo" citato in un disegno iniziale, la storia riesce a rendersi interessante ed intrigante. Più che altro, perchè si vuole vedere dove andrà a parare: se l'autore saprà usare al meglio il minestrone di cose citate o no.

        Questa commistione di elementi, unita all'idea di una pietra che parla (come da titolo), dona un mix potenzialmente originale, ma di cui si sa ancora troppo poco. Come dicevo in apertura, si tratta di elementi classici, ma — tuttavia — posti in un miscuglio insolito e discretamente ricco, sostenuto da un'idea non banale (la pietra come portale su qualcosa o qualcuno). Ma, ripeto, tutto ancora troppo abbozzato per emettere un giudizio definitivo.

        Interessante l'idea di una specie di Paperon de' Paperoni in versione pietresca, con tanto di deposito a tema.
        Assieme a Newton, appare essere l'unico personaggio dotato di una caratterizzazione almeno credibile. Anche se, rispetto al nipote di Archimede, Tycoon è ancora un po' troppo acerbo (si spera che il personaggio non si fermi a questa caratterizzazione, ma venga esplorato nel corso degli episodi). Non brillano particolarmente i tre paperotti. Il ruolo di semplici balie di Newton li costringe in un carattere fin troppo giudizioso che entra in antitesi con lo spirito avventuroso che li contraddistingue di solito.

        Voto: un 2.5/5 perchè è un episodio ancora fin troppo embrionale. Il ".5" per via delle potenzialità abbozzate; speriamo possa alzarsi almeno a 3.



        "Dal Diario di Paperina: meditazione rurale".

        Sarà un mio problema, ma non riesco proprio ad apprezzare questa serie di tavole autoconclusive della Lomurno. Gag scontata. Ti chiedi solo se il "maestro" sarà Paperino o Ciccio, ma sai dove andrà a parare, fin dalle prime vignette.

        Voto: 1/5



        Voto finale del numero: un faticosissimo 1.5/5 di media.



        Bonus: interessante l'anteprima de "Il Corsaro", storia in due episodi che sarà presente nel 3555. Viene ripescato un personaggio barksiano: Malcom McDuck. Certo. Ci risiamo. L'osare "per finta", attraverso lo stratagemma del passato e degli antenati di Paperone. Però, quantomeno, non si parlerà di Klondike :D e non è detto che non regali qualcosa di buono.
        « Ultima modifica: Venerdì 5 Gen 2024, 14:34:22 da Ruhan »

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        Cornelius
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          Re:Topolino 3554
          Risposta #3: Venerdì 5 Gen 2024, 14:36:54
          Una doppia continuity caratterizza questo numero: la ripresa da parte di Tito Faraci dell'Ispettore Irk, presentato da Blasco Pisapia tre anni fa nello Strano caso di Villa Ghirlanda (come ricordato da Marco Nucci nella intro) ed ora ben disegnato dal sempre ottimo Casty. E quella del miliardario Bob Tycoon che Bruno Enna riprende dal suo Megaricchi di un paio di anni fa. Dunque una continuity 'interna', in quest'ultimo caso, caratterizzata anche da invenzioni che avevamo visto in altri ambiti dell'Ennaverso'

          Riprese interessanti, considerando certe caratteristiche ed interazioni dei due con altri personaggi:
          se Irk è sicuramente una spina nel fianco di Topolino, inizialmente chiamato per sostituire Manetta ma poi rimasto al Commissariato nonostante il suo ritorno (e il tenente non sembra soffrirlo come Topolino, sebbene lo rimproveri per essere troppo severo con Mickey - strano anche questo, visto che Manetta non ha mai particolarmente 'amato' il topo),
          Bob Tycoon ha con le pietre (non preziose ma generiche) lo stesso 'feeling' che Paperone ha con le monete.

          La storia con l'Ispettore Irk si risolve in un unico episodio, interessante e divertente grazie alla presenza di questo nuovo character che ha sicuramente una prospettiva di continuità stabile nei plot polizieschi di Topolinia. Forse "Fuori dai radar" non è il noir che ci aspettavamo come da pubblicità però non delude se visto come giallo 'leggero' dove la nuova rivalità si alterna all'azione furfantesca vera e propria. Da notare quello che reputo uno strafalcione grammaticale che ho postato in Off Topic, in attesa di qualche ulteriore giudizio in merito che potrebbe anche sconfessare questa mia valutazione.

          La storia con il 'collezionista di pietre' (che è comunque un magnate arrivato alla presidenza del Club dei Miliardari e per questo visto con ancora più sospetto e insofferenza dai colleghi, Paperone, Rockerduck e Red Duckan compresi) è solo all'inizio ma sembra promettere bene, grazie anche al coinvolgimento di Pico e Newton (quest'ultimo come GM insieme ai nipotini). Vedremo se il secondo utilizzo del Tycoon (di nome e di fatto) convincerà i lettori per renderlo un personaggio stabile del Club, location dove i 'fissi' sono davvero pochi.
          ____________________________________________________________________________________________________

          Riguardo le storie centrali (brevi e mediolunghe), il mio giudizio è alterno: Paperino 'amplia' la sua dote di dormiglione, diventando addirittura insegnante di relax (con iniziale successo apparentemente non retribuito) ma alla fine torna a lavorare per lo zio in situazioni viste già diverse volte. Paperoga ha a che fare con delle tovaglie e l'unica cosa da sottolineare è la bravura del maturo Valerio Held nell'aver reso molto più dinamiche le sue matite che erano invero un po' appesantite nel suo vecchio stile.

          Il ritorno della coppia Filo-Brigitta è troppo 'à la Gagnor', con un tipo di umorismo che sicuramente nuoce alla McBridge (più mielosa e appiccicosa che mai, nonostante la 'distrazione' dei centrini inglesi) e ridimensiona l'altra coppia Rockerduck-Lusky che in passato è stata molto più convincente, vittima anch'essa della comicità demenziale dell'autore. Forse l'unico che mantiene la 'barra dritta' è il buon Filo, disegnato fra l'altro molto bene dal bravo Andrea Maccarini.

          « Ultima modifica: Venerdì 5 Gen 2024, 16:00:14 da Cornelius »

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            Re:Topolino 3554
            Risposta #4: Venerdì 5 Gen 2024, 14:58:06
            Voto finale del numero: un faticosissimo 1.5/5 di media.
            Severo ma giusto.
            "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel"

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              Re:Topolino 3554
              Risposta #5: Venerdì 5 Gen 2024, 15:42:29
              Deluso dalla prima storia perché davvero piatta. Il personaggio di Irk a me piace, ci sta, ma poi tutto è banale, non ci sono guizzi momenti di interesse (credo che il punto più alto della storia siano le orecchie rivelatrici). Aggiungo che nemmeno i disegni di Casty  mi hanno entusiasmato, per carità belli ma anche loro forse soffrono nella pochezza della trama.

              Se invece salto a parlare di una di quelle in cui riponevo fiducia posso dire solo che fino a poche pagine dalla fine ero contento e pensavo speriamo ad una buona evoluzione e metto in spoiler il resto:

              Spoiler: mostra

              ho trovato la presenza annunciata degli occhiali (addirittura potenziati..probabilmente male) qualcosa che già aveva affossato la qualità della storia in cui furono proposti , perchè come in altre occasioni non si può usar il presente ma bisogna andar sul fantascientifico/assurdo ? Amo le cacce al tesoro quando sono ben articolate e la trama non eccede nel banale 'risolvi l enigma ed avanza' ma davvero fatico a pensare che una macchina del tempo & affini, per l ennesima volta, siano l unico modo di far partire quest avventura e svilupparla. E' un mio limite probabilmente ma davvero ne perdo interesse


              Credo che la cosa che mi è piaciuta di più di questo numero sia la tavola che annuncia i thriller disegnato da Celoni in arrivo e anche la copertina l ho trovata gradevole
              Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

              *

              hendrik
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                Re:Topolino 3554
                Risposta #6: Venerdì 5 Gen 2024, 16:04:42
                Concordo, Casty sottotono. Non tanto per i personaggi, ma più che altro perché gli sfondi li ho trovati anonimi e poco curati... Forse gli farebbe bene una bella storia da autore completo (e farebbe bene anche a noi, o almeno a me)!

                ... non ferma a Verkuragon!

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                  Re:Topolino 3554
                  Risposta #7: Venerdì 5 Gen 2024, 16:57:10
                  - "Topolino fuori dai radar" mette in mostra la parte migliore di Faraci, quella dei dialoghi. La trama nel complesso è buona ed interessante ma resta nel solco della tradizione. Quello che invece emerge con vigore sono i dialoghi, i confronti e gli "scontri" tra Topolino e Irk. Le risposte piccate, gli affondi quasi sul personale e le sfide che i due si scambiano a vicenda danno tridimensionalita' alla vicenda e mettono Topolino sotto una nuova luce. Come dichiarato dallo stesso Faraci in una intervista (sul numero precedente) questa contrapposizione tra i due investigatori fa uscire fuori alcuni lati "oscuri" (o semplicemente umani...) di Topolino che si ritrova a provare invidia, gelosia e quasi piacere nel vedere il rivale "messo alla berlina" su internet. Il tutto sottolineato dallo stupore di Minni che quasi non riconosce i comportamenti del compagno.
                  Nel totale un'ottima analisi introspettiva del personaggio che si incastra in una trama svelta, ben elaborata ma che forse termina rapidamente sul più bello. Di certo questo finale fa capire che Irk è diventato, diciamo anche con merito, un personaggio in pianta stabile del cast di Topolinia. Un contraltare che probabilmente mancava all'interno della Polizia forse sempre troppo accondiscendente e quasi "servile" nei riguardi di Topolino. Ampiamente classici e di genere le matite di Casty che si fanno sempre guardare con gran piacere (a parte qualche sfondo poco dettagliato).
                  Facendo una summa....
                  ​​​​​​~Non c'è nulla del mistero, della suspense e dell'ansiogeno che avevano preventivato in fase di presentazione (forse una delle grosse pecche degli ultimi tempi, sempre troppo pompose da non mantenere poi le premesse...)
                  ~​​​​​​Non c'azzecca minimamente nulla con MMMM, come la presentazione o le nostre speranze potevano far pensare
                  ​​​​​​~È una brutta storia ? No.
                  ~​​​​​​È imperdibile ? No.
                  Però, come detto in precedenza, ha il merito di scavare nella psiche di Topolino dandogli maggiore tridimensionalita' e spessore. Non è la prima volta che succede, ovviamente, ma è sempre interessante vedere questi concetti messi in mostra, specialmente se trattati con cura.
                  - "Paperino nullafare d'eccezione" è una storia surreale che tratta uno dei temi più inflazionati che ruotano attorno alla figura di Paperino. Ma ha il plus di esporli con brio e buon senso dell'umorismo. Credo però che, senza nulla togliere alla sceneggiatura di Fontana, grande merito vada alle matite di Baccinelli. A parte dei disegni accurati, vividi e semplicemente belli ci sia proprio una ottima capacità recitativa dei personaggi che trasmettono tutte le emozioni attraverso il foglio. E in una storia dove si parla di stress, "depressione" lavorativa e altre dinamiche psicologiche sia fondamentale far tastare queste sensazioni al lettore.
                  - Molto simpatica come breve "Paperoga in...sempre più buono". Semplice nell'elaborazione ma proprio per questo arriva bene al risultato.
                  - Nuovo capitolo dei "Tesori di Serie B" che presenta una avventurosa caccia al tesoro sgangherata e assurda...ma proprio per questo divertente ! Gagnor costruisce una trama spassosa con alcuni colpi veramente divertenti e un finale giusto. Originali, personali e adeguati alla trama i disegni di Maccarini.
                  - Bruno Enna come al solito non sbaglia e fa partire una saga sulle GM interessante, immersiva, curiosa e che ha il potere di incollare alle pagine ! Ottimo l'utilizzo di Tycoon (quasi da alter-ego di Paperone) e sapiente quello di Newton che qui viene in lunga parte contenuto da Qui, Quo e Qua.
                  Ci sono accenni di storia, leggende e miti che se vengono usati con arguzia sono sempre attraenti. Sempre ottimi ed espressivi i disegni di Perina. Insomma un ottimo inizio che speriamo possa condurci a nuovi e sorprendenti capitoli di questa saga.
                  Nel totale un numero che risale subito la china intrapresa con la precedente uscita e che mi ha soddisfatto in ogni storia. In grande risalto questa volta il comparto grafico che ho trovato ottimo e fortemente personale in ogni aspetto. Un Topo che si avvicina tantissimo alle 3,5 stelle, anche restando sulle 3 stelle.
                  Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                    Re:Topolino 3554
                    Risposta #8: Venerdì 5 Gen 2024, 20:11:22
                    se come qualcuno auspicava la continuity complessiva nelle storie del Topolino deve essere preservata... vuol dire che non ci sarà più stonehenge?

                    inoltre, come mai gagno (senza r, come scritto nell'indice) infila sempre il calcio in tutte le sue storie?

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                    Ruhan
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                      Re:Topolino 3554
                      Risposta #9: Venerdì 5 Gen 2024, 20:23:31
                      inoltre, come mai gagno (senza r, come scritto nell'indice) infila sempre il calcio in tutte le sue storie?
                      Notato anche io.
                      Credo che il suo ragionamento sia più o meno questo:

                      1) il calcio è molto seguito e conosciuto
                      2) anche io sono un appassionato di calcio! (Suppongo)
                      3) inserire una parodia sul calcio significa giocare col facilmente riconoscibile
                      4) farà sicuramente sganasciare dalle risate, indipendentemente dalla qualità della parodia: basta citare il calcio! Per citare il Maestro Frassica "da buttarsi sotto al tram dal ridere"...

                      Tra l'altro, questo clichè degli sport contemporanei trasportati in contesti storici diversi mi ha (personalmente) stancato. È vecchissima come gag.
                      « Ultima modifica: Venerdì 5 Gen 2024, 20:28:45 da Ruhan »

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                        Re:Topolino 3554
                        Risposta #10: Venerdì 5 Gen 2024, 21:02:43
                        Comunque c'è da dire che il calcio fiorentino ad esempio era praticato già nel tardo Medioevo. Altri sport con una palla erano praticati anche in Francia e Inghilterra. Quindi non è così insensata come idea. Anche perchè non si parla mai chiaramente di "calcio" come lo intendiamo noi oggigiorno.
                        Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                          Re:Topolino 3554
                          Risposta #11: Venerdì 5 Gen 2024, 22:03:42
                          Comunque c'è da dire che il calcio fiorentino ad esempio era praticato già nel tardo Medioevo. Altri sport con una palla erano praticati anche in Francia e Inghilterra. Quindi non è così insensata come idea. Anche perchè non si parla mai chiaramente di "calcio" come lo intendiamo noi oggigiorno.
                          Il punto, secondo me, non è l'insensatezza. Anzi. Più è insensata e più è possibile aumentare l'effetto comico. Il problema è che è un clichè abusatissimo, non solo sul Topo. E un clichè o lo sai rivoltare come un calzino e darne una versione fresca o finisce per stufare. Specie se è un clichè comico. L'impressione è di essere davanti — ogni volta — alla medesima barzelletta, ma raccontata sempre peggio.

                          Diciamo che, qui, Gagnor ci mette anche del suo per renderlo insopportabile. Non solo usa un clichè che lui stesso (nella sua storia artistica) ha aiutato a rendere tale, con le sue parodie. Ma lo riempie di battute che, personalmente, ho trovato banali. Basate, unicamente, sul tentativo di far ridere tramite l'accostamento "Stonehenge", "calcio" (ripete per ben due vignette la medesima battuta, ma in salsa diversa...) e "ciclo arturiano", senza arricchirlo di altre trovate in tema.

                          Ovviamente, può essere anche una questione di gusti eh. Lungi da me voler avere la patente di critico ahah
                          « Ultima modifica: Venerdì 5 Gen 2024, 23:49:57 da Ruhan »

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                            Re:Topolino 3554
                            Risposta #12: Venerdì 5 Gen 2024, 22:47:58
                            La storia con protagonisti Topolino e Irk, vede il Topo alle prese con una sua controparte vanesia. Tuttavia c'è spazio per presentare sia i pregi che i difetti di ognuno dei due, con una trama che li vede bilanciare nei momenti più cruciali del semplice, ma simpatico, giallo.
                            La seconda storia, che vede Paperino dispensare consigli soporiferi, mi ha ricordato la storia "Tanti auguri, sindaco Paperino!" ma in questo caso aveva una premessa e un finale differente. Sempre in forma Baccinelli ai disegni.
                            Segue una breve con Paperoga, che parla di un problema sicuramente abituale nei centri commerciali: il volantinaggio. Carino il finale, ma la storia si trascina troppo la stessa gag.
                            Torna la serie di Filo & Brigitta, la storia non è nulla di che ma ho apprezzato lo stile di disegno.
                            L'ultima storia mi ha lasciato perplesso. Bob Tycoon per quanto simpatico e bonario, non me la racconta tanto giusta ma sarà solo una mia impressione. Non so cosa aspettarmi per la storia, spero che non sia una saga...pietrosa.
                            Nel complesso numero altalenante.

                            *

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                              Re:Topolino 3554
                              Risposta #13: Sabato 6 Gen 2024, 14:11:52
                              Trovo che sia Topolino fuori dai radar che Paperino nullafare d'eccezione non sfruttino appieno le possibilità di scavare nel rapporto tra la coppia di protagonisti (Topolino e Irk nella prima, Paperino e Paperone nella seconda che, per la premessa iniziale, poteva prestarsi bene a un maggiore dialogo tra i due, ma si è limitata a uno svolgimento un po' troppo classico). La prima, come già detto da voi, indaga bene la psicologia di Topolino ma non molto le sue dinamiche e differenze con l'ispettore Irk. Forse l'unica scena degna di nota in tal senso è quando
                              Spoiler: mostra
                              Irk soccorre Topolino anzichè inseguire i malfattori, gesto che viene però vanificato dal suo porre la cimice sul furgone prima di soccorrere il Topo...

                              Per il resto ho trovato molto carina la breve con Paperoga e anche i tesori di serie B, nella loro demenzialità, riescono sempre a strapparmi una risata. Molto azzeccati soprattutto i disegni di Maccarini.
                              « Ultima modifica: Sabato 6 Gen 2024, 14:14:17 da Tuta_ »

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                                Re:Topolino 3554
                                Risposta #14: Domenica 7 Gen 2024, 11:52:24
                                casty sprecato per storie anonime

                                 

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