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Topolino 3567

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LCV.11
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    Re:Topolino 3567
    Risposta #15: Lunedì 8 Apr 2024, 14:00:10
    Siamo certi che la Ciurma del Sole Nero sia davvero conclusa per sempre? Leggendo l'introduzione di Marco Nucci, dove afferma (se non sbaglio) che ci troviamo alle soglie di una nuova avventura, personalmente qualche dubbio mi è sorto.
    « Ultima modifica: Lunedì 8 Apr 2024, 14:02:02 da LCV.11 »

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      Re:Topolino 3567
      Risposta #16: Lunedì 8 Apr 2024, 22:08:25
      Quello che mi spiace del finale del Sole Nero è che la carica "inedita" e "drammatica" si intuisce, ma non si vive. Per la terra, gli astronauti sono tutti morti. Per gli astronauti, adesso hanno la certezza che non vedranno più i loro cari. E un finale che fa intuire tagli netti alla pari di lutti.

      Ma... non ha tempo di respirare. Il dramma non si mostra. Ed è quello che non capisco: il coraggio c'è stato, ma non si è voluto arrivare fino in fondo. Comunque la "sfiga" dei finali affrettati delle serie spaziali dopo le prossime ristampate Cronache della Frontiera colpisce ancora. Altra serie quella molto coraggiosa, per l'epoca, e con un finale troppo sbrigativo per quello che si era creato
      Spoiler: mostra
      cioè, in una storia del ciclo mi fai tradire Topolino da Pippo, e per quanto telefonato sia il motivo, me lo giochi subito dopo. E "Il nemico", combattuto e sconfitto in una vignetta fuori campo?
      E considerando che Star Top (capolavorone) non può più ristampare... evviva...  :huh:
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        Re:Topolino 3567
        Risposta #17: Martedì 9 Apr 2024, 10:13:30
        Comunque, alzi la mano chi non ha sorriso nel vedere Amelia spiegare come raggiungere la Campania sorvolando prima la Sicilia...  ;D
        Sappiate che tutte le cose sono così: un miraggio, un castello di nubi... Nulla è come appare  -  Buddha

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          Re:Topolino 3567
          Risposta #18: Martedì 9 Apr 2024, 10:23:15
          In realtà sono curioso di sapere come sistemeranno l'etnaGate nella ristampa.

          Piuttosto, spero che l'idea di Grilla in pianta stabile a Catania permetta di fare vedere dei bellissimi scorci etnei/catanesi. Non avete idea di quanto la casetta di Grilla sia davvero simile a certe casette pedemontane di mia conoscenza. E forse, visto l'avvicinarsi di Etnacomics, potrebbe esserci una incursione di Amelia già subito dopo la fine di questa storia
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            Re:Topolino 3567
            Risposta #19: Martedì 9 Apr 2024, 10:25:28
            Secondo me in questo caso dopo le prime ottime puntate, ci sono stati ordini dall'alto di chiudere proprio perchè si era esagerato troppo. Sarebbe stato davvero bello se effettivamente ci fosse stato anche un focus sulla terra dove altri personaggi davano per spacciati i protagonisti e poi in stile interstellar anni dopo, invecchiati fossero riusciti a tornare.


             
            Quello che mi spiace del finale del Sole Nero è che la carica "inedita" e "drammatica" si intuisce, ma non si vive. Per la terra, gli astronauti sono tutti morti. Per gli astronauti, adesso hanno la certezza che non vedranno più i loro cari. E un finale che fa intuire tagli netti alla pari di lutti.

            Ma... non ha tempo di respirare. Il dramma non si mostra. Ed è quello che non capisco: il coraggio c'è stato, ma non si è voluto arrivare fino in fondo. Comunque la "sfiga" dei finali affrettati delle serie spaziali dopo le prossime ristampate Cronache della Frontiera colpisce ancora. Altra serie quella molto coraggiosa, per l'epoca, e con un finale troppo sbrigativo per quello che si era creato
            Spoiler: mostra
            cioè, in una storia del ciclo mi fai tradire Topolino da Pippo, e per quanto telefonato sia il motivo, me lo giochi subito dopo. E "Il nemico", combattuto e sconfitto in una vignetta fuori campo?
            E considerando che Star Top (capolavorone) non può più ristampare... evviva...  :huh:

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              Re:Topolino 3567
              Risposta #20: Mercoledì 10 Apr 2024, 23:20:11
              Questo numero speciale mi è in parte piaciuto ma mi ha anche deluso. Bellissima la copertina con altrettanta quarta, la superficie cartacea molto liscia e lucida, interessanti i servizi riguardanti i numeri da non dimenticare, le numerose copertine ispirate a quella del libretto n.1, le varie costine susseguitesi in 75 anni (cosa apprezzabile), i personaggi creati dagli autori italiani, dal Gedeone scarpiano del '56 al Dottor Piuma nucciano del '22 (oltre 50/60, considerando i vari "& Co", da PP8  a Doble Duck, fino ai gruppi di paperotti amici di QQQ nei vari campi). Mancano però le streghe vulcaniche, protagoniste proprio in questo numero. Oltre ai pikappici, visto che sono stati creati per una rivista diversa dal libretto. Anche Zenobia non c'è e anche lei esordì 'fuori' dal Topo, nella collana  cartonata Topolino Più.

                                                                                                                                                       

              Però, dal momento che il 75° è un anniversario davvero importante, qualcosa in più poteva essere fatto. Il numero delle pagine poteva essere aumentato, arrivando almeno a 200. Non a caso con questa superficie lucida la costina sembra ancora più stretta del solito, simile a quelle di metà anni '80 dove i numeri venivano addirittura messi in verticale (e la carta era praticamente straccia: credo il periodo più buio dei 75 anni del Topo). Il n. 2264 del 50° (nel 1999) di pagine ne aveva 275! Magari i servizi non sempre erano all'altezza di quelli odierni e le storie erano ristampe di quelle più significative. Quelle di questo numero sono tutte originali (legate a serie che finiscono e a storie che iniziano), un presente talmente 'pregno' da non lasciare spazio a ricordi o malinconie.

                                                                                                   

              Oltretutto i "Best of" che includono il meglio di questo o di quello si sprecano in tante altre testate per cui mi sembra azzeccato festeggiare un 75° con uno sguardo narrativo concentrato sul presente (non dico il futuro perché è una formula in genere più fumosa che sostanziosa). Dunque un numero di per se ok se fosse stato 'normale'. Ma, essendo speciale, almeno la foliazione poteva essere maggiore, dedicando ancor più spazio ai servizi e magari anche alle storie a fumetti. Certo, troviamo un gadget che mi pare mancasse con l'albo del 50°. Consoliamoci col fatto che per il 25° (nel 1974) non fu organizzato proprio nulla per ricordare l'anniversario. Almeno dalle copertine e dai sommari dell'Inducks non trapela nulla. Sarà che in quel periodo le vendite normali sfioravano il milione di copie settimanali per cui Gentilini motivi di festeggiare li aveva sempre e comunque.
              « Ultima modifica: Venerdì 12 Apr 2024, 16:40:14 da Cornelius »

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              Cornelius
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                Re:Topolino 3567
                Risposta #21: Mercoledì 10 Apr 2024, 23:20:46
                Non è detto che le avventure di Tomorrow & C. terminino con la Rapsodia in Verde. La sua stazione spaziale ha lasciato l'orbita senza l'equipaggio, rimasto su un pianeta dove cercherà di continuare a vivere (ma il Sole Nero non poteva restare sul pianeta ospitante?). Lo stesso comandante accenna alla sua stazione ormai al passato e nella didascalia finale i protagonisti parlano di una nuova casa e di un primo giorno della loro nuova vita. Dunque le loro avventure potrebbero proseguire, ovviamente non più come Ciurma del Sole Nero ma con altro titolo.
                ___________________________________________________________________________

                Nel ritorno delle streghe vulcaniche il riassunto di Nucci poteva essere correlato dalle foto di queste protagoniste con i loro nomi dal momento che fra quelle oceaniche e le vulcaniche la confusione è facile. Perché Amelia farebbe parte delle prime e non delle seconde? Forse perché, al di là di vivere sotto il Vesuvio, ha spesso trasvolato l'oceano Atlantico per le sua storica missione impossibile?
                ___________________________________________________________________________

                Tornano i Bumpers di Qua dove compare un certo Eddie, nuovo compagno di classe e gran chitarrista scatenato al punto da suscitare nel nipotino sia ammirazione che una certa invidia (soprattutto per come gli altri lo idolatrano, dimenticandosi quasi di lui - secondo la sua 'percezione'). Considerando che quasi tutti i componenti della band sono ragazzini sui 14/15 anni, è già tanto che abbiano accettato il 'piccolo' Qua fra loro. Che poi questi abbia anche 'crisi di identità', per quanto interessante mi pare una situazione un tantino esagerata, considerando proprio la differenza di età.

                Ad ogni modo la new entry (un teen ager nero, unico fra i tantissimi pennuti bianchi del gruppo e dei fans) esce velocemente di scena, al seguito di un padre giramondo. Peccato perché il nipotino sembrava aver superato la crisi ed un piumato più scuro avrebbe dato maggior realismo ad una scena giovanile calisotiana che sembra più del MidWest che della West Coast.

                                     
                « Ultima modifica: Giovedì 11 Apr 2024, 16:35:49 da Cornelius »

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                  Re:Topolino 3567
                  Risposta #22: Giovedì 11 Apr 2024, 22:41:11
                  Io ho appena rinnovato l'abbonamento, questo sarebbe stato il mio terzo numero, e non mi è arrivato..iniziamo bene..tra l'altro una storia qui finisce, un'altra ne inizia..proprio questo numero poi che ha la cover celebrativa (mi sembra ci sia quella di celebrativo e poco altro da quanto ho letto in giro).
                  Ho già scritto al servizio clienti, sperando ci siano ancora copie da potermi inviare.

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                    Re:Topolino 3567
                    Risposta #23: Lunedì 15 Apr 2024, 20:39:17
                    - Termina la "Ciurma del Sole nero" e anche stavolta rimango piuttosto freddo nel giudizio su questa serie. È una sequenza di storie che è costruita pure bene, ma le vicende raccontate non sono quasi mai riuscite a scaldarmi il cuore. Credo che questo sia un punto di partenza per nuove avventure lontano dalla stazione spaziale...
                    - Con "Il mondo di ghiaccio" Enna parte con un'altra ottima serie che interessa ed appassiona fin dalle prime battute.
                    Molto decisa e ricercata la connotazione di Amelia, titubante tanto da risultare un ottimo contraltare invece Grilla.
                    L'incipit è stato promettente e i disegni di Facciotto sicuramente riusciti e con un tratto nuovo.
                    - "Paperino, Paperina e l'arte della pignatta" è un racconto molto basico sulla famiglia dei paperi in cui, ancora una volta, si assiste ad una "lezione di vita" che serve a far progredire e chiudere la trama.
                    Particolare il personaggio di Max Cucinieri
                    - "Un chitarrista di troppo" continua in modo piacevole il filone delle storie che vedono Qua in solitaria dedito a seguire la sua passione per la musica. La trama è scorrevole ed è pienamente calata nel contesto odierno, trattando con tatto e modernità alcuni temi giovanili come le amicizie, la fine dei rapporti e l'invidia che a volte può nascere in alcuni contesti. Un finale un pochino affrettato (dato il numero di pagine) non penalizza il risultato complessivo. Belli i disegni di Mattia Surroz.
                    Un topo dalla qualità media che per me arriva a 2,5 stelle.
                    Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                      Topolino 3567
                      Risposta #24: Martedì 23 Apr 2024, 15:19:57
                      Recensione Topolino 3567


                      Copertina omaggio a 75 anni fa

                       Il 7 aprile 1949 l’edicola italiana viene sconvolta dall’arrivo di una nuova rivista a fumetti: Topolino. Si trattava in verita di un cambio di formato del glorioso Topolino Giornale, che dal dicembre 1932 pubblicava, nel formato ampio del quotidiano, le storie disney americane di Floyd Gottfredson e parecchio altro materiale non disney. La Mondadori, all’epoca licenziataria dei personaggi Disney per l’editoria, aveva optato per il formato libretto (12,5×18cm), scelta parecchio innovativa per l’epoca e decisamente ancora attuale oggi.

                       La redazione celebra i 75 anni del libretto con una bella copertina (e quarta) di Andrea Freccero, che omaggia il n. 1 dopo l’omaggio di Cavazzano per i 70 anni, con la calamita come gadget e con alcuni articoli interni. In particolare, una bella carrellata dei personaggi inventati dagli autori italiani, una cronistoria del settimanale (con un errore riguardo al 1982, dato che viene menzionata l’esistenza di due parodie, ma si fa il nome di una sola), due interviste a due grandi collezionisti e un bell’approfondimento sull’iter creativo dietro la copertina. Aggiungiamo anche la realizzazione di un elegante logo per l’anniversario, con un claim – 75 anni insieme – che ricicla direttamente quello dei 60 anni.

                       Per il resto, le storie all’interno non hanno nessun intento celebrativo, e potrebbero appartenere a qualsiasi numero degli ultimi anni.

                       
                      Il dilemma delle decisioni difficili

                       Si parte con l’ultimo episodio de La ciurma del sole nero, ovvero Rapsodia in verde. Marco Gervasio come autore completo chiude la serie con una risoluzione semplice ma comunque soddisfacente. L’ultimo episodio risulta leggermente meno retorico rispetto ai precedenti, e pone i nostri eroi davanti ad una scelta difficile, che li obbligherà a fare buon viso a cattivo gioco. Il dilemma da sciogliere non è per nulla banale, ma Gervasio innalza i protagonisti rendendoli un ottimo modello da seguire: la casa è dove sono gli affetti, e i luoghi geografici contano poco. Una lezione molto importante da condividere in un mondo sempre più aperto in cui i confini, per fortuna, contano meno. Spiace solo che alcuni aspetti dei precedenti episodi restino in sospeso, come il destino di un certo personaggio…

                       
                      Inquadrature aeree spericolate

                       Segue il primo episodio de Il Mondo di Ghiaccio – Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche, in cui tornano i nuovi personaggi inventati da Bruno Enna, stavolta con gli eccellenti disegni di Giuseppe Facciotto. Per ora non possiamo dire molto, dato che si tratta di un episodio introduttivo, in cui lo sceneggiatore sardo richiama la precedente avventura (a breve ristampata da Panini in un volume cartonato da libreria) e pone le basi per un complesso intrigo magico. Colpisce comunque nel segno, dato che siamo curiosi di chi ci sia dietro la minaccia. L’aspetto narrativo viene valorizzato dai potenti disegni di Facciotto, che realizza espressioni azzeccate, inquadrature ardite (l’esperienza di Pk ha aiutato) e dettagli archittetonici o grafici mai invasivi e sempre interessanti.

                       Meno interessante la seconda parte dell’albo. Paperina, Paperino e l’arte della pignatta, con i testi di Giulio Gualtieri e i disegni di Ottavio Panaro, è una classica storia che strizza l’occhio ad un fenomeno sociale del presente – in questo caso, i programmi televisivi culinari insieme a chef famosi come in MasterChef – in cui a brillare è la buona chimica di coppia tra Paperino e Paperina.

                       
                      Gestire le amicizie non è facile

                       Infine, torna la band musicale di cui fa parte Qua, ovvero i Bumpers. In Un chitarrista di troppo Giorgio Salati e Mattia Surroz presentano una trama in cui si cerca di presentare uno spaccato, il più possibile realistico, delle dinamiche giovanili e della passione musicale. Al netto di certe ingenuità, la storia si fa portatrice di un buon messaggio: perseguire le proprie passioni, gestendo, non sempre con semplicità, anche le amicizie e il proprio orgoglio.

                       A livello di autoconclusive, oltre ad una tavola dedicata a Battista con la collaborazione di Simone Tempia, vi sono tre tavole sceneggiate da Roberto Gagnor e disegnate da Claudio Sciarrone, che cercano di immaginare il futuro insieme a Qui Quo Qua.

                       In sintesi, abbiamo un numero di Topolino che procede nel solco dei precedenti. Nessuna storia memorabile, ma in gran parte materiale serio e con un senso ben preciso, che cerca di andare oltre la storiella della settimana per lanciare messaggi non banali.



                      Voto del recensore: 3/5
                      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                      https://www.papersera.net/wp/2024/04/23/topolino-3567/

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                        Topolino 3567
                        Risposta #25: Martedì 23 Apr 2024, 15:19:59
                        Recensione Topolino 3567


                        Copertina omaggio a 75 anni fa

                         Il 7 aprile 1949 l’edicola italiana viene sconvolta dall’arrivo di una nuova rivista a fumetti: Topolino. Si trattava in verita di un cambio di formato del glorioso Topolino Giornale, che dal dicembre 1932 pubblicava, nel formato ampio del quotidiano, le storie disney americane di Floyd Gottfredson e parecchio altro materiale non disney. La Mondadori, all’epoca licenziataria dei personaggi Disney per l’editoria, aveva optato per il formato libretto (12,5×18cm), scelta parecchio innovativa per l’epoca e decisamente ancora attuale oggi.

                         La redazione celebra i 75 anni del libretto con una bella copertina (e quarta) di Andrea Freccero, che omaggia il n. 1 dopo l’omaggio di Cavazzano per i 70 anni, con la calamita come gadget e con alcuni articoli interni. In particolare, una bella carrellata dei personaggi inventati dagli autori italiani, una cronistoria del settimanale (con un errore riguardo al 1982, dato che viene menzionata l’esistenza di due parodie, ma si fa il nome di una sola), due interviste a due grandi collezionisti e un bell’approfondimento sull’iter creativo dietro la copertina. Aggiungiamo anche la realizzazione di un elegante logo per l’anniversario, con un claim – 75 anni insieme – che ricicla direttamente quello dei 60 anni.

                         Per il resto, le storie all’interno non hanno nessun intento celebrativo, e potrebbero appartenere a qualsiasi numero degli ultimi anni.

                         
                        Il dilemma delle decisioni difficili

                         Si parte con l’ultimo episodio de La ciurma del sole nero, ovvero Rapsodia in verde. Marco Gervasio come autore completo chiude la serie con una risoluzione semplice ma comunque soddisfacente. L’ultimo episodio risulta leggermente meno retorico rispetto ai precedenti, e pone i nostri eroi davanti ad una scelta difficile, che li obbligherà a fare buon viso a cattivo gioco. Il dilemma da sciogliere non è per nulla banale, ma Gervasio innalza i protagonisti rendendoli un ottimo modello da seguire: la casa è dove sono gli affetti, e i luoghi geografici contano poco. Una lezione molto importante da condividere in un mondo sempre più aperto in cui i confini, per fortuna, contano meno. Spiace solo che alcuni aspetti dei precedenti episodi restino in sospeso, come il destino di un certo personaggio…

                         
                        Inquadrature aeree spericolate

                         Segue il primo episodio de Il Mondo di Ghiaccio – Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche, in cui tornano i nuovi personaggi inventati da Bruno Enna, stavolta con gli eccellenti disegni di Giuseppe Facciotto. Per ora non possiamo dire molto, dato che si tratta di un episodio introduttivo, in cui lo sceneggiatore sardo richiama la precedente avventura (a breve ristampata da Panini in un volume cartonato da libreria) e pone le basi per un complesso intrigo magico. Colpisce comunque nel segno, dato che siamo curiosi di chi ci sia dietro la minaccia. L’aspetto narrativo viene valorizzato dai potenti disegni di Facciotto, che realizza espressioni azzeccate, inquadrature ardite (l’esperienza di Pk ha aiutato) e dettagli archittetonici o grafici mai invasivi e sempre interessanti.

                         Meno interessante la seconda parte dell’albo. Paperina, Paperino e l’arte della pignatta, con i testi di Giulio Gualtieri e i disegni di Ottavio Panaro, è una classica storia che strizza l’occhio ad un fenomeno sociale del presente – in questo caso, i programmi televisivi culinari insieme a chef famosi come in MasterChef – in cui a brillare è la buona chimica di coppia tra Paperino e Paperina.

                         
                        Gestire le amicizie non è facile

                         Infine, torna la band musicale di cui fa parte Qua, ovvero i Bumpers. In Un chitarrista di troppo Giorgio Salati e Mattia Surroz presentano una trama in cui si cerca di presentare uno spaccato, il più possibile realistico, delle dinamiche giovanili e della passione musicale. Al netto di certe ingenuità, la storia si fa portatrice di un buon messaggio: perseguire le proprie passioni, gestendo, non sempre con semplicità, anche le amicizie e il proprio orgoglio.

                         A livello di autoconclusive, oltre ad una tavola dedicata a Battista con la collaborazione di Simone Tempia, vi sono tre tavole sceneggiate da Roberto Gagnor e disegnate da Claudio Sciarrone, che cercano di immaginare il futuro insieme a Qui Quo Qua.

                         In sintesi, abbiamo un numero di Topolino che procede nel solco dei precedenti. Nessuna storia memorabile, ma in gran parte materiale serio e con un senso ben preciso, che cerca di andare oltre la storiella della settimana per lanciare messaggi non banali.



                        Voto del recensore: 3/5
                        Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                        https://www.papersera.net/wp/2024/04/23/topolino-3567/

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                          Re:Topolino 3567
                          Risposta #26: Martedì 23 Apr 2024, 18:29:37
                          Era da un po' che non prendevo in mano Topolino, e complici la riapertura del forum e le celebrazioni dei 75 anni di libretto ho deciso in queste settimane di tornare in edicola. Lascio qualche riflessione.
                          La ciurma del sole nero è una saga che, pur avendo seguito a bocconcelli, ho apprezzato. Sulle psicologie si può andare ancora più a fondo, io credo, e sviluppare meglio i personaggi. Chissà che la nuova ambientazione non possa portare a qualche sviluppo interessante e fresco. I disegni sono ineccepibili, così come la particolare colorazione, molto accattivante.
                          La breve mi è piaciuta molto, un messaggio universale comunicato con dolcezza. Non so se è la vecchiaia, ma ultimamente mi sono trovato ad apprezzare e sorridere alle storie di vita quotidiana, semplici, anche quelle più morali. Forse ho bisogno di certezze.
                          I disegni di Panaro sono meravigliosi, morbidissimi: i ciuffetti della capigliatura del cuoco o di Paperino, gli avambracci di quest'ultimo con le maniche alzate, gli occhi di Paperina, le espressioni sconsolate e quelle soddisfatte, le mani aggraziate. Vedasi quarta vignetta di pagina 100 per capire la gioia dei miei occhi.
                          Anche la finale di Salati mi è piaciuta, tratta di un tema a me caro e vicino, ed è limpidissima.
                          La storia delle streghe mi riservo di leggerla quando sarà conclusa.
                          In generale, tirando le somme di un mio ritorno al Topo un po' improvviso, ho ritrovato un libretto molto curato graficamente, con disegni praticamente impeccabili, forse solo un po' omogenei, e ben pennellato nei contenuti. Davvero un bel numero.

                          -ilFu
                          « Ultima modifica: Martedì 23 Apr 2024, 19:05:29 da ilFumettista »

                           

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