Circa 'Paperinik e la vendetta di Frida'.
Bruno Enna non sbaglia un colpo!
In qualunque genere si cimenti (commedia, fantascienza, thriller,...) il soggetto è sempre stimolante e lo sviluppo del plot sempre lineare, senza inciampi e perciò dannatamente leggibile.
Questa avventura ne è l' esemplare dimostrazione.
La vicenda si dipana seguendo la moderata continuity delle recenti vicende del diabolico vendicatore, ma è più che fruibile anche come episodio a sé stante.
Il registro è piuttosto leggero, con toni da commedia.
Ma gli accenni a temi più sottotraccia -e le strizzate d' occhio al lettore critico, per dirla con U. Eco- ci sono. Eccome se ce ne sono!
Due su tutti: in ambito Disney, il côté meno supereroistico e più vendicativo del protagonista; in un ambito di più generica attualità, la possibile deriva delle neuroscienze e dell' intelligenza artificiale.
Il plot, per quanto lineare e ben leggibile, segue un ritmo frenetico.
Personalmente, ho letto questa avventura tutta d' un fiato, senza nemmeno essermi accorto che fosse divisa in due parti!
Più dinamiche, con relativi personaggi e scenari, vengono portate avanti in parallelo, con passaggi da una tavola all' altra per analogia o per contrasto.
Ultimamente sulle pagine del Papersera ci si è interrogati su quanto in molte avventure "di atmosfera" del Topo accadesse poco se non addirittura nulla.
Beh, qui c'è una tale densità di accadimenti che rende la lettura piacevole e divertente, vivaddio!
Il bravo Alessandro Perina rende un buon servizio al dispiegarsi dei vari eventi di questa avventura.
Plastico dove serve, più dinamico altrove.
Forse qualche altro disegnatore avrebbe valorizzato di più una storia come questa; ma sicuramente molti altri avrebbero fatto di peggio.
Uno storyboard a mio avviso non semplice da realizzare.
Bravi dunque entrambi gli Autori!
Avventure così, classiche ma non vintage, vorrei vederne più spesso sulle pagine del Topo!
"Meliora latent", le cose migliori rimangono nascoste, suggeriva maliziosamente Ovidio.
Qui, come detto, molto rimane sottotraccia. Ma, caspita, quanto è bello pure quello che non è nascosto!