Sorprende non solo vedere certi disegni in luoghi così tragici, sebbene si sia detto che questo campo di concentramento non ebbe alcun morto e alcuna violenza, fortunatamente: rimango colpito anche dalla loro bellezza, dall'armonia delle figure e dai chiaroscuri delle tonalità di 'colore' che forse sono solo diverse sfumature di grigio. Chi li ha fatti era sicuramente un artista, un disegnatore, oltretutto appassionato dei fumetti e dei cartoni Disney che fino a quei primi anni 40 erano regolarmente letti e visti in Italia.
Non conosco la storia di questo campo particolare anche se lo avevo sentito nominare: penso che la ragione della non violenza che vi regnava sia dipesa anche dal suo essere un campo periferico, isolato e poco controllato, rispetto agli altri campi dell'Europa centrale dove, anche volendo, sarebbe stato molto difficile (se non impossibile) creare queste 'isole' non violente. Un merito per ciò può essere dato alle autorità locali della Venezia Giulia e non certo a quelle centrali di Roma che, anzi, qualche anno prima avevano elaborato le famigerate 'leggi razziali' che furono un macabro prologo per le tragedie che sarebbero accadute dopo.