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Topolino 3399 - Recensione di Gianni Santarelli

Da un po’ ho cambiato il mio approccio alla lettura di Topolino, è stato inevitabile. Il pubblico di riferimento è stato individuato da tempo e io (e tanti altri come me) forse non ne faccio parte. Dopotutto gli appassionati questo sono: fondamentalmente dei rompiscatole, persi nella loro conoscenza della materia, supremi guardiani di cosa sia canonico e cosa no, memoria storica di quanto scritto e disegnato. Memoria però che oltre un certo limite può diventare inopportuna dal punto di vista di chi deve ideare e vendere storie sempre nuove. E poi, in fin dei conti, gli appassionati sono comunque pochi, molto pochi, mentre lì fuori c’è un vasto pubblico nuovo e ignorante (nel senso che, per motivi anagrafici, ignora ancora tutto ciò che è avvenuto in passato) che aspetta solo di essere conquistato. È un ragionamento che non fa una piega, da addetto ai lavori lo farei anche io. Per questo (la prendo alla lontana) dopo aver tuonato contro il responsabile della riscrittura di Paperoidi e Ki-Kongi, dopo aver assistito impotente a una infantilizzazione sempre più marcata della rivista proseguita per anni, dopo aver subìto, rassegnato, gli ammodernamenti dei personaggi per venire incontro ai lettori più giovani, ho deciso che era inutile combattere. Capita la tendenza e capito che non era invertibile, sono venuto ad un compromesso (unilaterale, ovviamente): “Ok, fate quello che volete, ma fatelo bene”. In Topolino le origini: Il segreto del museo, Giorgio Fontana riscrive la storia dei primi incontri tra Topolino, Zapotec e Indiana Pipps e riesce a infrangere questo accordo (di cui non era a conoscenza ovviamente, ma ciò non lo rende meno colpevole) nella maniera peggiore: mancando di rispetto agli autori originali, Massimo De Vita e Bruno Sarda in primis;mancando di rispetto ai vecchi lettori che non possono accettare che si passi da un’entrata in scena thrilling del professore ad un’asettica stretta di mano;mancando di rispetto ai nuovi lettori a cui viene consegnata una storiella infantile che vorrebbe essere contemporaneamente seria e leggera senza avere la forza di essere né l’una né l’altra cosa, partorendo gag e battute da cabaret dopolavoristico (la “scenetta” di Topolino impacciato al pensiero di Minni è mortificante). Quale preferite? Per farla breve, si passa da un antropologo di fama mondiale che Topolino riconosce dal nome e che discetta, con la giusta fantasia, di vere ipotesi storiche e archeologiche (fondate o no, ha poca importanza), a un tale che studia popoli antichi dediti ai fagioli lessi, che ha bisogno delle “intuizioni” di un ragazzino per comprendere i manufatti contenuti nel suo museo e che anziché indagare sulla possibile reale esistenza di miti leggendari è impegnato a ritrovare un sottovaso. L’ho detto altre volte e continuerò a ripeterlo perché non voglio e non posso arrendermi alla mediocrità innalzata a valore di riferimento: i nuovi lettori meritano di meglio. Finora avevo trattato con sufficienza questa serie sul giovane Topolino considerandola superflua, certo, ma per lo più innocua. Un capriccio editoriale che sarebbe presto caduto nel dimenticatoio. Peccato il professore non ci abbia resi edotti anche sugli effetti dei fagioli lessi Ora credo si sia fatto un consistente passo avanti verso il dolo. Dolo, non danno, perché il disegno pare chiaro: non si tratta di leggerezze di sceneggiatura ma di una volontà precisa di tradire le caratterizzazioni originarie dei personaggi per restituirci una colossale accozzaglia di banalità. Per me può anche non essere un problema, l’appassionato di lunga data ha la sua collezione di belle storie a cui attingere ogni volta che ne sente il bisogno e può permettersi di ignorare queste brutture, ma chi penserà a quegli inermi ed inesperti lettori là fuori? Silhouette sinuose Venendo alla storia a cui è dedicata la copertina, si tratta della nuova, lunga avventura di Fantomius scritta e disegnata da Marco Gervasio: L’inizio e la fine. Come sempre davanti ad un lavoro in più puntate, è preferibile aspettare la conclusione per un giudizio corretto. Al momento, al netto di uno spunto non originalissimo (i viaggi nel tempo sono alquanto inflazionati) e di alcuni passaggi troppo meccanici che in alcuni punti tolgono un po’ di naturalezza alla svolgimento, si prospetta una storia avventurosa e intrigante, focalizzata più sui meccanismi narrativi che sulle questioni accessorie, insomma una sorta di ritorno alle prime vicende del ladro gentiluomo e questo non può non essere che un valore aggiunto. Sul fronte disegni, a una Lady Senape ritratta anche con una certa naturalezza e, perché no?, sinuosità, si alterna un Quackett/Fantomius a volte in pose rigidamente innaturali. Nulla che pregiudichi la lettura, comunque. L’analisi del numero si può concludere con Zio Paperone e la Gazzella del Nord di Vito Stabile con, ai disegni, Marco e Stefano Rota: sicuramente la storia, facente parte di un ciclo di omaggi a Barks, funziona. Agli occhi di chi già conosce i lavori dell’autore americano il tutto può sembrare già visto, dato che lo sceneggiatore realizza una sorta di fusione tra due classici come La cassa di rafano e A nord dello Yukon, ma voglio credere che l’operazione sia anche motivata dall’intenzione di far conoscere Barks a chi ancora non ha avuto modo di leggerlo, di diffondere schemi, strutture narrative, caratterizzazioni dei personaggi che sono degli evergreen e che come tali dovrebbero essere patrimonio di chiunque si avvicina al fumetto tout court, non solo disneyano. Una scommessa troppo a cuor leggero Da questo punto di vista sarebbe servito anche un appoggio redazionale con un minimo di presentazione del progetto, delle storie omaggiate, qualcosa di significativo insomma, anziché lasciare il lettore orfano di riferimenti per consegnargli un’inutile paginetta di introduzione. Per essere pignoli (ma ora sto parlando da appassionato rompiscatole) il finale, fin troppo “comodo”, lascia non del tutto soddisfatti: sarebbe stato più adatto un guizzo che risolvesse la vicenda in maniera maggiormente originale, ma ce lo facciamo andare bene. Sul Rota recente, invece, mi sono già espresso in precedenza: a parte il nome, evidentemente ancora spendibile, non vengono rinnovati i fasti del passato e l’apporto (non so in quale misura) del suo collaboratore non è sufficiente per elevare il risultato complessivo. Il numero è completato da una nuova puntata della rubrica “Luoghi da scoprire” dedicata a un particolarissimo hotel di ghiaccio (l’intervista al direttore di questo hotel è più interessante della storia abbinata, fate un po’ voi) e una doppia intervista a Sergio Cabella e Giampaolo Soldati per un’anticipazione della loro storia che verrà pubblicata sul prossimo albo

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Topolino 3399

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raes
Gran Mogol

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    Re:Topolino 3399
    Risposta #75: Lunedì 18 Gen 2021, 17:21:55
    gervasio siu facebook dice che le origini di paperinik non sono nel 1969 maq al massimo 20 anni fa ma lui dice che possono essere anche 10 anni fa

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      Re:Topolino 3399
      Risposta #76: Lunedì 18 Gen 2021, 17:25:54
      Secondo me dobbiamo guardare con la giusta obbiettività: quando scorro le copie dei fumetti Disney anni '70-'80'90 di cui sono in possesso, trovo moltissimo materiale scadente, intervallato di capolavori o di storie comunque buone
      Ma questo è sacrosanto e si è sempre detto qui.
      Io stesso non parlo mai delle tante storie dimenticabili dei vari numeri (anche in questo caso ne ho volutamente saltate 2 o 3), mi limito sempre a quelle più importanti, quelle cioè per cui uno compra il settimanale.
      Il punto è che "Topolino le origini" non è una storia singola, non è un inciampo occasionale. E' un qualcosa con una progettualità e che promette (o minaccia) di riscrivere elementi totalmente consolidati.
      Si può fare? Certamente ma, come dice Dippy (e prima ancora Gumi), deve valerne la pena, non puoi presentare una cosa simile, deficitaria anche come storia a sè, figuriamoci nel contesto in cui è stata pensata

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        Re:Topolino 3399
        Risposta #77: Lunedì 18 Gen 2021, 19:40:32
        Bertani aveva detto poco tempo fa che Topolino: le origini avrebbe avuto un grosso restyling a causa delle critiche ricevute ma con questa storia c'è stato un nuovo peggioramento.
        Ma questo è sacrosanto e si è sempre detto qui.
        Io stesso non parlo mai delle tante storie dimenticabili dei vari numeri (anche in questo caso ne ho volutamente saltate 2 o 3), mi limito sempre a quelle più importanti, quelle cioè per cui uno compra il settimanale.
        Il punto è che "Topolino le origini" non è una storia singola, non è un inciampo occasionale. E' un qualcosa con una progettualità e che promette (o minaccia) di riscrivere elementi totalmente consolidati.
        Si può fare? Certamente ma, come dice Dippy (e prima ancora Gumi), deve valerne la pena, non puoi presentare una cosa simile, deficitaria anche come storia a sè, figuriamoci nel contesto in cui è stata pensata
        Concordo assolutamente. Peraltro Topolino: le origini tratta un tema (quello dei giovani) che ultimamente sta avendo un abnorme quantità di spazio su Topolino: da Area 15 al ciclo di Newton, dalle storie con Qui,Quo, Qua a quelle con Young Indiana, Donald e Archimede. Negli ultimi mesi abbiamo letto tantissime storie con giovani protagonisti e tematiche adolescenziali o pre-adolescenziali. Diverse di esse sono state ottime storie e hanno trattato bene il tema ma altre sono state completamente dimenticabili e anche superflue, dato che avrebbero potuto lasciare spazio ad altre storie con tematiche differenti.

        Detto questo, in attesa degli episodi successivi di Fantomius, salvo il numero per la storia su Zio Paperone. Stabile è uno dei migliori con Paperone e questa collaborazione con il maestro Rota mi sta piacendo sempre di più. Apprezzo molto queste storie dal sapore classico, che ultimamente si vedono molto poco su Topolino.

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          Re:Topolino 3399
          Risposta #78: Lunedì 18 Gen 2021, 23:05:19
          Ma quale sarebbe la continuity fra YDD e Topolino le origini?

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            Re:Topolino 3399
            Risposta #79: Lunedì 18 Gen 2021, 23:29:00
            Di tanto in tanto nei vari episodi Topolino menziona la scuola Jeremy Ratt dove si svolgono le storie di YDD. Si lascia velatamente intendere che gli eventi di YDD sono antecedenti a quelli raccontati in Topolino le Origini.
            Questo però è in antitesi con l'ambientazione dato che YDD pullula di smartphone, computer e social network mentre queste cose sono completamente assenti in Topolino le Origini.

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              Re:Topolino 3399
              Risposta #80: Martedì 19 Gen 2021, 19:38:54
              Recensione a quattro mani di Topolino 3399 (Leopk! e Grande Tiranno)

              Il numero si apre con una splendida copertina di Andrea Freccero, che riunisce tutto il cast di Fantomius. Solo non ci convince la posizione di quest'ultimo, un po' innaturale e, non sapremmo come spiegarlo meglio, "pesante".
              Probabilmente la più bella del numero, la prima storia, infatti oltre che a essere ottimi i disegni Gervasio lo è anche la sceneggiatura. Aspettiamo la prossima puntata perché si potrebbe scadere nei cliché triti e ritriti. Solo non ci convince in alcuni tratti la caratterizzazione di Fantomius, in alcuni tratti (come ampiamente sottolineato da Cornelius) molto, troppo politically correct.
              SI prosegue con una classicheggiante avventura dello Zione, scritta da Vito e disegnata magistralmente dall'(appunto) Maestro Marco Rota. Una storia molto godibile che fa il suo dovere e non viene a noia, appassiona, prende... insomma un'ottima storia dagli echi barksiani. Ovviamente felici della ripetuta non-censura.
              La seguente non ha, secondo noi, una buona trama, infatti è un po' banale, Sarda può fare di più, ma i disegni di Fecchi ci sembrano molto belli, e siamo contenti che sia tornato a lavorare a tempo pieno solo per l'Italia.
              Le due brevissime ce le siamo dimenticate subito, tranne che gli orrendi disegni di Amendola.
              Su Topolino-Le origini ha già detto tutto Gumi, un vero scempio dei personaggi e una mancanza di rispetto verso gli autori. I disegni invece sono ottimi (almeno quelli!!! :P).
              Il numero si chiude con una divertente Ciak.
               

              Ciao!

              Leopk! e il Grande Tiranno
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                Re:Topolino 3399
                Risposta #81: Giovedì 28 Gen 2021, 17:48:41
                Questo però è in antitesi con l'ambientazione dato che YDD pullula di smartphone, computer e social network mentre queste cose sono completamente assenti in Topolino le Origini.
                Computer e mail ci sono anche in Topolino, le origini. Social network non ne ricordo, ma non mi sento di escludere che siano del tutto assenti. Dovrei rileggere la varie storie, ma credo di avere modi decisamente più invitanti di perdere tempo. :P

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                  Re:Topolino 3399
                  Risposta #82: Martedì 27 Apr 2021, 12:57:53
                  Della storia di Fantomius, rilevo solo una stranezza:
                  Il fatto che Lady Senape non conosca la tecnologia del tempo, e si faccia fregare dal GPS, è ovviamente logico e ragionevole. Proprio per questo trovo curioso che invece, poche pagine prima, sempre lei intuisca l'esistenza di antifurto sui vestiti...

                   

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