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Topolino 3428 - Recensione di Simone Devoto

Questa settimana Topolino ci stupisce con un ritorno che, fino a poco tempo fa, avremmo considerato quasi impossibile. Come anticipato dalla copertina di Andrea Freccero, in apertura del numero troviamo infatti Topolino e la fonte della giovinezza, una nuova storia di Giorgio Pezzin con protagonista Sir Top de Tops, che torna così tra le pagine del settimanale dopo quasi vent’anni di assenza. Come recentemente rivelato dall’autore stesso al The Fisbio Show, si tratta di un soggetto realizzato all’epoca in cui la serie era un appuntamento fisso, ma che per varie vicissitudini non era mai stato pubblicato. Solo ora è stato recuperato, sceneggiato e vede finalmente la luce su Topolino 3428, con un ottimo Davide Cesarello ai disegni al quale tocca l’ingrato compito di prendere il pesante testimone di Massimo De Vita. Il nostro primo incontro con de Tops risale a Topolino e la pietra di Sbilenque, su Topolino 2250. Nella prima storia della serie Topolino eredita un vecchio baule appartenuto a un suo antenato, un ricco baronetto inglese con una particolare passione per misteri e leggende: Top de Tops. Ed è proprio a questo aspetto della vita del gentiluomo britannico che fa riferimento l’eredità che arriva a Topolino: all’interno del baule si trovano infatti numerosi diari che raccontano le avventure da lui vissute mentre indagava in giro per il mondo sui più svariati misteri. Topolino legge avidamente uno dopo l’altro i diari del suo antenato, ciascuno dei quali corrisponde a un nuovo episodio della serie, talvolta andando poi a interagire nel presente con i luoghi descritti dalle testimonianze di de Tops. Questa cornice è completamente rimossa da Topolino e la fonte della giovinezza, che ci getta immediatamente nel cuore della vicenda, mantenendo, per il resto, inalterati lo spirito e le atmosfere delle Tops Stories. Sì, de Tops: il tuo ritorno sulle pagine di Topolino La scelta di eliminare la cornice è facilmente giustificata dal lunghissimo iato dall’ultimo episodio del 2002 a questo del 2021: sarebbe stato necessario ripresentare ai nuovi lettori la situazione nella sua interezza, mentre in questo formato appare sia come una semplice storia in costume, sia come un nuovo diario per chi invece ha già una certa familiarità con la struttura della serie. La storia è ottima, e mantiene tutti i punti fondamentali che hanno reso le Tops Stories una saga così amata: l’avventura, un mistero sovrannaturale che viene solo parzialmente spiegato, un finale aperto. Se da un lato pare di trovarsi tra le mani un Topolino di vent’anni fa, soprattutto a chi tale periodo lo ha vissuto in prima persona come lettore abituale del settimanale, dall’altro la vicenda e le atmosfere sono, per certi aspetti, in ottima sintonia con la linea della direzione Bertani. Le insidie del viaggio Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre recensioni, la presente linea editoriale si trova infatti ad avere, tra gli altri, due focus importanti: il mondo dei ragazzi di Paperopoli (e Topolinia) e i viaggi. Ed è proprio in quest’ultimo filone che le Tops Stories riescono a inserirsi in modo naturale, andandosi ad affiancare alle avventure delle rilanciate Giovani Marmotte, a Topolino giramondo e alle storie in costume che riprendono l’era delle grandi esplorazioni, come Topolino, Pippo e la scalata del secolo o Sir Topleton e la sfida al Grande Bianco. Ma se è interessante osservare le analogie con altre storie della presente gestione, lo è forse ancora di più andarne a vedere le differenze. La prima a saltare agli occhi del lettore è sicuramente la presenza di elementi fantastici e misteriosi. Le recenti storie di questo filone mettono infatti il viaggio stesso al centro della narrazione, che poi cerca di darci, quasi fosse un breve documentario a fumetti, uno spaccato il più accurato e il più realistico possibile dei luoghi teatro dell’azione; nelle Tops Stories, invece, il viaggio è solo un pretesto, e il vero nucleo del racconto sono misteri e leggende. Il secondo aspetto che va a marcare un’evidente differenza rispetto alle moderne storie di viaggio sono i temi trattati, che in Topolino e la fonte della giovinezza sono molto più “adulti” della media cui il settimanale ci ha abituato. Ci troviamo infatti a parlare di invecchiamento e libero arbitrio, della ricerca della vita eterna e di modi di ingannare la morte, che risulta una presenza costante sebbene mai direttamente nominata per tutta la storia. La differenza nei toni e nelle tematiche risulta evidente al lettore fin dalle prime tavole: veniamo infatti accolti da una citazione biblica che apre il prologo e, poche pagine dopo, ci troviamo in un piccolo villaggio ad assistere a un triste consesso che ha tutte le caratteristiche del raduno al capezzale di un defunto. Anche il finale risulta atipico nei confronti delle moderne storie di Topolino, ma perfettamente in linea con le altre Tops Stories. È infatti aperto, non risponde a tutte le domande del lettore e lo lascia piuttosto davanti a un piccolo dilemma etico di non facile soluzione: quanto si è disposti a sacrificare per ottenere la vita eterna? Il dubbio e il libero arbitrio Il resto del numero, purtroppo, non riesce a mantenere l’alto livello qualitativo fissato dalla storia di apertura. A seguire troviamo il secondo episodio della storia a tema sportivo di Tito Faraci, Topolino e l’oscura finale. Iniziano le indagini di Topolino al campo dei Giochi del Calisota, manifestazione sportiva “parallela” alle nostre Olimpiadi che rischia di essere boicottata da ignoti cospiratori. Il mistero fatica per ora a coinvolgere il lettore, ma la storia risulta comunque godibile, sia grazie agli ottimi disegni di Libero Ermetti, sia per i numerosi siparietti comici offerti dal nuovo sport preferito di Pippo, la “palla a caso”, gioco dalle regole così complicate e assurde da somigliare quasi a quelle che a noi europei paiono le regole del… baseball, come osservato dalla guida sportiva di Topolino, la new entry Milka. Ulteriore nota di merito al fatto che, nel corso della vicenda, la sceneggiatura vada a porre i riflettori su sport meno classici di quelli che siamo abituati a vedere, come l’arrampicata e lo skateboard. Lo sport perfetto per Pippo Al centro dell’albo troviamo due storie brevi: Rockerduck e il problema bombettico, sceneggiata da Monica Manzoni e disegnata da Giulia Lomurno, e Paperino e l’agognato condizionatore, scritta da Bruno Sarda e disegnata da Giampaolo Soldati. Si tratta di vicende che basano le loro gag su alcuni topoi cui Topolino ci ha più che abituato nei suoi oltre settant’anni di pubblicazioni: i fallimenti di Rockerduck con la sua conseguente fame di bombette nel primo caso, i disastri di Paperoga ai danni del povero cugino Paperino nel secondo. La storia con Rockerduck tenta la via dell’originalità nel suo essere completamente muta, mentre quella con Paperoga procede sui binari ben rodati della tipica struttura di brevi simili, ma nessuna delle due riesce a colpire particolarmente il lettore, finendo per essere facilmente dimenticate a lettura ultimata. In chiusura troviamo una storia a bivi estivi di Vito Stabile, con i disegni di Marco Palazzi: Zio Paperone e il bucaniere vacanziere. Interessante è la scelta di strutturarla non come una classica avventura a bivi, ma come una storia a livelli, in cui uno solo è il finale buono, mentre gli altri portano i protagonisti alla sconfitta a causa di scelte sbagliate. Si tratta di un formato con ottime potenzialità su Topolino, ma che deve essere ancora un po’ più raffinato: le scelte del lettore avvengono infatti in questa storia completamente a caso, senza nessun vero indizio che porti alla scelta corretta. Se alcuni particolari nascosti nelle vignette dessero invece delle velate indicazioni sulla via da seguire, la storia diventerebbe un vero e proprio… gioco, obiettivo implicito nella scelta di usare numerosi riferimenti grafici al mondo dei videogame, portando a un notevole salto di qualità. In definitiva, il numero di questa settimana vale sicuramente l’acquisto anche da parte del lettore più occasionale solo per la storia di apertura, mentre per il resto si assesta sul trend medio-basso del settimanale, senza particolari guizzi di creatività ma riuscendo comunque a intrattenere in queste calde giornate estive. Il ritorno di Top de Tops con un nuovo diario è però già di per sé un evento assolutamente da non perdere, ancora di più se – come in questo caso – ci si trova davanti a una storia di ottima qualità. Speriamo non si tratti di un unicum ma dell’inizio del recupero del personaggio e di una nuova collaborazione in pianta stabile del suo ideatore con Topolino. Nell’attesa, la nostra sete di Tops Stories potrà comunque essere parzialmente saziata tra pochi giorni, con l’uscita del numero 14 dei Classici Disney d’autore, la cui selezione e la storia di raccordo inedita sono opera dello stesso Pezzin.

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Topolino 3428

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Paper_Butler
Gran Mogol

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    Re:Topolino 3428
    Risposta #30: Venerdì 6 Ago 2021, 13:37:56
    Che bella la storia di Pezzin!
    Tematiche "adulte", atmosfera, azione, spunti per riflettere... Il tutto in sole trentadue pagine, a conferma che non necessariamente le storie di spessore debbano andare su più puntate (poi, certo, se Casty fosse libero di sfornare uno dei suoi kolossal... ;)).
    All'altezza di un compito difficile e stimolante i disegni di Cesarello.
    Il ritorno di Pezzin è stato davvero un gran colpo. Spero fortemente che non si tratti di un caso isolato, ma in ogni caso è già stato emozionante rivederne la firma sul libretto appena uscito.

    Aggiungo che in questo numero mi è piaciuta la storia a bivi di Vito Stabile (con matite di Marco Palazzi): semplice ma efficace, più lineare del solito (si può leggere quasi come una storia normale) e con percorsi che conducono a finali diversi tra loro
    Spoiler: mostra
    (giustamente solo in un caso lo zione riesce a fare suo il tesoro di Long John Summer)
    . In generale non sono un grande fan dei "bivi", ma in questo caso la lettura si è rivelata gradevole.

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    Manuel Crispo
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      Re:Topolino 3428
      Risposta #31: Venerdì 6 Ago 2021, 14:36:20
      Pezzin torna sul Topo con una delle migliori storie dell'anno e tutto il resto scompare.
      Pezzin bello e bravo. Cit.
      😂

      Esatto 😂😂
      “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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      Anapisa
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        Re:Topolino 3428
        Risposta #32: Venerdì 6 Ago 2021, 23:02:45
        Tutto il peso del Topolino di questa settimana viene retto dal ritorno del grande maestro Pezzin..
        Il resto viene annebbiato da cotanta nostalgia delle storie che furono..
        Intravedo uno spiraglio di luce a fine numero, gradevole,estiva e leggera la storia a bivi.
        Ho pensato con nostalgia a Faccini mentre leggevo la muta e la storia dei condizionatori con Paperoga..

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        Maximilian
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          Re:Topolino 3428
          Risposta #33: Sabato 7 Ago 2021, 14:30:22
          L'ho solo sfogliato, ma ho avuto la netta impressione che i disegni di tutte le storie fossero estremamente simili, in particolare tendenti ad uno stile Freccero/Mazzarello.
          Probabilmente ciò è in parte dovuto al fatto che non seguo la testata da un po' e quindi non mi sia abituato ai nuovi autori e all'evoluzione dei vecchi... ma l'idea di non possedere un altro topolino così graficamente omogeneo è forte.

          In particolare mi ha sconvolto Palazzi (ma è veramente lui), il quale possedeva un tratto molto plastico che io apprezzavo tanto, mentre ora...
          Aspetto di leggere tutto per dare un giudizio.

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          Simone McD
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            Topolino 3428
            Risposta #34: Sabato 7 Ago 2021, 17:04:32
            Recensione Topolino 3428


             Questa settimana Topolino ci stupisce con un ritorno che, fino a poco tempo fa, avremmo considerato quasi impossibile. Come anticipato dalla copertina di Andrea Freccero, in apertura del numero troviamo infatti Topolino e la fonte della giovinezza, una nuova storia di Giorgio Pezzin con protagonista Sir Top de Tops, che torna così tra le pagine del settimanale dopo quasi vent’anni di assenza.

             Come recentemente rivelato dall’autore stesso al The Fisbio Show, si tratta di un soggetto realizzato all’epoca in cui la serie era un appuntamento fisso, ma che per varie vicissitudini non era mai stato pubblicato. Solo ora è stato recuperato, sceneggiato e vede finalmente la luce su Topolino 3428, con un ottimo Davide Cesarello ai disegni al quale tocca l’ingrato compito di prendere il pesante testimone di Massimo De Vita.

             Il nostro primo incontro con de Tops risale a Topolino e la pietra di Sbilenque, su Topolino 2250. Nella prima storia della serie Topolino eredita un vecchio baule appartenuto a un suo antenato, un ricco baronetto inglese con una particolare passione per misteri e leggende: Top de Tops. Ed è proprio a questo aspetto della vita del gentiluomo britannico che fa riferimento l’eredità che arriva a Topolino: all’interno del baule si trovano infatti numerosi diari che raccontano le avventure da lui vissute mentre indagava in giro per il mondo sui più svariati misteri.

             Topolino legge avidamente uno dopo l’altro i diari del suo antenato, ciascuno dei quali corrisponde a un nuovo episodio della serie, talvolta andando poi a interagire nel presente con i luoghi descritti dalle testimonianze di de Tops. Questa cornice è completamente rimossa da Topolino e la fonte della giovinezza, che ci getta immediatamente nel cuore della vicenda, mantenendo, per il resto, inalterati lo spirito e le atmosfere delle Tops Stories.

             
            Sì, de Tops: il tuo ritorno sulle pagine di Topolino

             La scelta di eliminare la cornice è facilmente giustificata dal lunghissimo iato dall’ultimo episodio del 2002 a questo del 2021: sarebbe stato necessario ripresentare ai nuovi lettori la situazione nella sua interezza, mentre in questo formato appare sia come una semplice storia in costume, sia come un nuovo diario per chi invece ha già una certa familiarità con la struttura della serie.

             La storia è ottima, e mantiene tutti i punti fondamentali che hanno reso le Tops Stories una saga così amata: l’avventura, un mistero sovrannaturale che viene solo parzialmente spiegato, un finale aperto. Se da un lato pare di trovarsi tra le mani un Topolino di vent’anni fa, soprattutto a chi tale periodo lo ha vissuto in prima persona come lettore abituale del settimanale, dall’altro la vicenda e le atmosfere sono, per certi aspetti, in ottima sintonia con la linea della direzione Bertani.

             
            Le insidie del viaggio

             Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre recensioni, la presente linea editoriale si trova infatti ad avere, tra gli altri, due focus importanti: il mondo dei ragazzi di Paperopoli (e Topolinia) e i viaggi. Ed è proprio in quest’ultimo filone che le Tops Stories riescono a inserirsi in modo naturale, andandosi ad affiancare alle avventure delle rilanciate Giovani Marmotte, a Topolino giramondo e alle storie in costume che riprendono l’era delle grandi esplorazioni, come Topolino, Pippo e la scalata del secolo o Sir Topleton e la sfida al Grande Bianco.

             Ma se è interessante osservare le analogie con altre storie della presente gestione, lo è forse ancora di più andarne a vedere le differenze. La prima a saltare agli occhi del lettore è sicuramente la presenza di elementi fantastici e misteriosi. Le recenti storie di questo filone mettono infatti il viaggio stesso al centro della narrazione, che poi cerca di darci, quasi fosse un breve documentario a fumetti, uno spaccato il più accurato e il più realistico possibile dei luoghi teatro dell’azione; nelle Tops Stories, invece, il viaggio è solo un pretesto, e il vero nucleo del racconto sono misteri e leggende.

             Il secondo aspetto che va a marcare un’evidente differenza rispetto alle moderne storie di viaggio sono i temi trattati, che in Topolino e la fonte della giovinezza sono molto più “adulti” della media cui il settimanale ci ha abituato. Ci troviamo infatti a parlare di invecchiamento e libero arbitrio, della ricerca della vita eterna e di modi di ingannare la morte, che risulta una presenza costante sebbene mai direttamente nominata per tutta la storia.

             La differenza nei toni e nelle tematiche risulta evidente al lettore fin dalle prime tavole: veniamo infatti accolti da una citazione biblica che apre il prologo e, poche pagine dopo, ci troviamo in un piccolo villaggio ad assistere a un triste consesso che ha tutte le caratteristiche del raduno al capezzale di un defunto. Anche il finale risulta atipico nei confronti delle moderne storie di Topolino, ma perfettamente in linea con le altre Tops Stories. È infatti aperto, non risponde a tutte le domande del lettore e lo lascia piuttosto davanti a un piccolo dilemma etico di non facile soluzione: quanto si è disposti a sacrificare per ottenere la vita eterna?

             
            Il dubbio e il libero arbitrio

             Il resto del numero, purtroppo, non riesce a mantenere l’alto livello qualitativo fissato dalla storia di apertura. A seguire troviamo il secondo episodio della storia a tema sportivo di Tito Faraci, Topolino e l’oscura finale. Iniziano le indagini di Topolino al campo dei Giochi del Calisota, manifestazione sportiva “parallela” alle nostre Olimpiadi che rischia di essere boicottata da ignoti cospiratori.

             Il mistero fatica per ora a coinvolgere il lettore, ma la storia risulta comunque godibile, sia grazie agli ottimi disegni di Libero Ermetti, sia per i numerosi siparietti comici offerti dal nuovo sport preferito di Pippo, la “palla a caso”, gioco dalle regole così complicate e assurde da somigliare quasi a quelle che a noi europei paiono le regole del… baseball, come osservato dalla guida sportiva di Topolino, la new entry Milka. Ulteriore nota di merito al fatto che, nel corso della vicenda, la sceneggiatura vada a porre i riflettori su sport meno classici di quelli che siamo abituati a vedere, come l’arrampicata e lo skateboard.

             
            Lo sport perfetto per Pippo

            Al centro dell’albo troviamo due storie brevi: Rockerduck e il problema bombettico, sceneggiata da Monica Manzoni e disegnata da Giulia Lomurno, e Paperino e l’agognato condizionatore, scritta da Bruno Sarda e disegnata da Giampaolo Soldati. Si tratta di vicende che basano le loro gag su alcuni topoi cui Topolino ci ha più che abituato nei suoi oltre settant’anni di pubblicazioni: i fallimenti di Rockerduck con la sua conseguente fame di bombette nel primo caso, i disastri di Paperoga ai danni del povero cugino Paperino nel secondo.

             La storia con Rockerduck tenta la via dell’originalità nel suo essere completamente muta, mentre quella con Paperoga procede sui binari ben rodati della tipica struttura di brevi simili, ma nessuna delle due riesce a colpire particolarmente il lettore, finendo per essere facilmente dimenticate a lettura ultimata.

             In chiusura troviamo una storia a bivi estivi di Vito Stabile, con i disegni di Marco Palazzi: Zio Paperone e il bucaniere vacanziere. Interessante è la scelta di strutturarla non come una classica avventura a bivi, ma come una storia a livelli, in cui uno solo è il finale buono, mentre gli altri portano i protagonisti alla sconfitta a causa di scelte sbagliate.

             Si tratta di un formato con ottime potenzialità su Topolino, ma che deve essere ancora un po’ più raffinato: le scelte del lettore avvengono infatti in questa storia completamente a caso, senza nessun vero indizio che porti alla scelta corretta. Se alcuni particolari nascosti nelle vignette dessero invece delle velate indicazioni sulla via da seguire, la storia diventerebbe un vero e proprio… gioco, obiettivo implicito nella scelta di usare numerosi riferimenti grafici al mondo dei videogame, portando a un notevole salto di qualità.

             In definitiva, il numero di questa settimana vale sicuramente l’acquisto anche da parte del lettore più occasionale solo per la storia di apertura, mentre per il resto si assesta sul trend medio-basso del settimanale, senza particolari guizzi di creatività ma riuscendo comunque a intrattenere in queste calde giornate estive.

             Il ritorno di Top de Tops con un nuovo diario è però già di per sé un evento assolutamente da non perdere, ancora di più se – come in questo caso – ci si trova davanti a una storia di ottima qualità. Speriamo non si tratti di un unicum ma dell’inizio del recupero del personaggio e di una nuova collaborazione in pianta stabile del suo ideatore con Topolino. Nell’attesa, la nostra sete di Tops Stories potrà comunque essere parzialmente saziata tra pochi giorni, con l’uscita del numero 14 dei Classici Disney d’autore, la cui selezione e la storia di raccordo inedita sono opera dello stesso Pezzin.

             


            Voto del recensore: 4/5
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            Samu
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              Re:Topolino 3428
              Risposta #35: Sabato 7 Ago 2021, 17:24:09
              Avendo già parlato della storia di copertina del numero di questa settimana, mi sembra giusto esprimere un commento anche per le altre storie presenti.
              Innanzitutto, devo fare i complimenti a Vito in merito a Zio Paperone e il bucaniere vacanziere.
              Come avevo già avuto modo di dire in precedenza, le storie a bivi non mi hanno mai particolarmente appassionato, soprattutto se si rivelano una lettura blanda o monotona.
              D'altro canto, posso dire che l'Autore conferma la sua bravura e la sua estrema dimestichezza nel narrare delle ottime storie anche quando queste non sono le classiche avventure che si strutturano in un unico sviluppo (senza vie alternative) e che giungono ad un finale univoco.
              Questa storia in particolare l'ho trovata molto piacevole, fresca, dinamica, estremamente gradevole e fatta veramente bene.
              Di nuovo complimenti a Vito che si conferma garanzia di storie di qualità anche quando queste appartengono ad alcuni "generi narrativi" che, di solito, non mi convincono.  ;)

              Prosegue poi in maniera molto gradevole anche la storia a puntate di Tito Faraci.
              Mi piace lo stile che ha adottato per sceneggiare questa vicenda, concentrandosi su due linee narrative principali e che vedono protagonisti da un lato Topolino e le sue investigazioni e, dall'altro, la bizzarra competizione di Pippo che prosegue nelle sue simpatiche stramberie.
              Mi hanno strappato un sincero sorriso le vignette che mostrano un Pippo dal volto serio pronto a calciare un rigore e, allo stesso modo, il portiere che sembra attentissimo alla traiettoria della sfera e che poi, incomprensibilmente, dopo aver subito il gol, verrà portato in trionfo dai suoi stessi avversari.  :))
              La storia si rivela molto piacevole anche dal punto di vista grafico, con le belle tavole di Ermetti che accompagnano alla grande la sceneggiatura briosa, rendendo i personaggi in maniera squisitamente espressiva e dinamica.

              Quanto al resto, non posso dirmi soddisfatto delle storie che compongono la parte centrale del numero.
              La breve con Rockerduck non mi ha lasciato assolutamente nulla, né un sorriso né un motivo per essere ricordata.
              Quanto all'altra storia, non posso esimermi dal condividere una riflessione.
              Io non capisco per quale motivo Paperoga, spesso, debba essere utilizzato come un eterno combinaguai, quasi come un'irresistibile calamita per i disastri che, puntualmente, ricadono su Paperino.
              Questo atteggiamento lo porta chiaramente ad essere percepito con una evidente "insofferenza" e ad essere allontanato dal suo stesso cugino.
              Ho sempre amato il personaggio di Paperoga proprio perché rappresenta l'esplosività in salsa Disney e anche se non raggiunge i livelli "estremi" di Sgrizzo, è pur sempre un papero fuori dall'ordinario, che ha una sua logica personale ma che, non per questo, deve essere percepito come un inetto, buono solo a combinare disastri.
              E, per come la vedo io, il papero con il pon-pon e il maglione rosso racchiude in sé  l'essenza stessa della simpatia, dell'essere dinamico, dell'essere fuori dagli schemi, certo, ma non di un antipatico che deve essere scacciato via in malo modo quasi come fosse un pericolo pubblico.
              Ho amato tantissimo la sua rappresentazione nella bella Paperoga e la metamorfosi arborea o ancora in Paperino e l'idolo acquatico, dove emergono il suo lato ingenuo, altruista, bonaccione ma anche e soprattutto umano e veramente simpatico, ed è questa la caratterizzazione che più mi piace del personaggio...
              Alla luce di tutto questo, non ho potuto apprezzare questa storia, che mi ha lasciato con un forte senso di amarezza e che non mi ha per nulla divertito.

              In conclusione, posso dire che, al netto delle storie brevi, questo numero, nel complesso, si è rivelato una lettura piacevole e graziosa e che trova nella sua storia di copertina quello che rappresenta, per me, il "fiore all'occhiello" del numero di questa settimana.  ;)
              « Ultima modifica: Sabato 7 Ago 2021, 17:26:28 da Samu »

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                Re:Topolino 3428
                Risposta #36: Sabato 7 Ago 2021, 21:54:53
                Non ho mai seguito questa serie, pur avendo due piccoli Vatt che la riguardano. Mi ha sempre trasmesso un che di 'noioso' (tipo Ser Lock)...
                Mi hai fatto quasi venire un infarto con questa affermazione, sappilo! ;D

                Paragonare le Tops Stories con Ser Lock!!! :o

                Pensavo che De Tops fosse un alter ego di Mickey e invece è il suo bisnonno.
                Bisnonno? Io ricordo che era un lontano parente "ritiratosi a vita privata", non un antenato diretto...

                In particolare mi ha sconvolto Palazzi (ma è veramente lui), il quale possedeva un tratto molto plastico che io apprezzavo tanto, mentre ora...
                Inizialmente, avevo gradito la "supervisione" di Freccero, perché aveva permesso netti miglioramenti in alcuni disegnatori giovani un (bel) po' grezzi...
                Però, ora, vedere il tratto di uno bravo ed esperto come Palazzi completamente snaturato, mi fa arrabbiare non poco!
                Così non va bene, per niente! >:(
                Io son nomato Pippo e son poeta
                Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                Verso un'oscura e dolorosa meta

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                  Re:Topolino 3428
                  Risposta #37: Sabato 7 Ago 2021, 22:24:22
                  Anche Held e Soldati li ho visti cambiati molto rispetto al passato. Uno dei pochi a essersi salvato è Zironi per fortuna
                  Luca Giacalone

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                    Re:Topolino 3428
                    Risposta #38: Sabato 7 Ago 2021, 22:40:24
                    Pensavo che De Tops fosse un alter ego di Mickey e invece è il suo bisnonno.
                    Bisnonno? Io ricordo che era un lontano parente "ritiratosi a vita privata", non un antenato diretto...
                    In merito alla parentela tra Topolino e De Tops anche io ricordavo che fossero solo parenti alla "lontana", anche perché nelle altre Tops Stories che ho letto, quando Topolino si appresta a leggere un nuovo diario dell'esploratore britannico, non si fa riferimento ad una parentela "stretta", ma al contrario, si parla solo di un lontano parente.
                    Per scrupolo, sono andato a controllare se da qualche parte si dicesse che De Tops fosse il bisnonno di Topolino e, effettivamente, ho visto che ciò viene affermato nell'editoriale introduttivo dei Grandi Classici n.43, scritto da Lidia Cannatella, anche se, negli altri articoli iniziali dei GCD viene sempre nominato come un "lontano parente" di Topolino...
                    In ogni caso, allego l'immagine di cui parlavo poco sopra riguardo ad una parentela più "definita" tra Topolino e Sir Top de Tops:  ;)

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                      Re:Topolino 3428
                      Risposta #39: Domenica 8 Ago 2021, 13:00:58
                      Propongo Pezzin come Patrimonio Topol-INESCO.
                      Spesso si usa l'espressione "le belle storie di una volta" con ingiustificata facilità; ecco, in questo caso invece la riterrei più che appropriata.
                      « Ultima modifica: Domenica 8 Ago 2021, 20:02:49 da brigo »

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                        Re:Topolino 3428
                        Risposta #40: Domenica 8 Ago 2021, 13:50:41
                        Il finale di Topolino e la fonte della giovinezza mi è sembrato abbastanza aperto da permettere che ci possa essere un seguito in cui
                        Spoiler: mostra
                        si vedranno insieme Topolino e sir Top de Tops ai giorni nostri.
                        « Ultima modifica: Domenica 8 Ago 2021, 20:13:22 da Giona »
                        "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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                          Re:Topolino 3428
                          Risposta #41: Domenica 8 Ago 2021, 18:43:50
                          Il finale di Topolino e la fonte della giovinezza mi è sembrato abbastanza aperto da permettere che ci possa essere un seguito in cui
                          Spoiler: mostra
                          si vedranno insieme Topolino e sir Tops de Tops ai giorni nostri.


                          In teoria De Tops dovrebbe essere morto, infatti ne La pietra di Sbilenque il notaio Unzpapper parla di lascito (sottinteso "testamentario"). Nulla vieta che De Tops sia sopravvissuto e abbia simulato la propria dipartita, ma personalmente credo che il finale aperto sia il classico finale "alla Tops Stories" in cui ti resta il dubbio senza aprire necessariamente a un seguito.
                          “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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                            Re:Topolino 3428
                            Risposta #42: Domenica 8 Ago 2021, 22:14:36
                            Pensavo che De Tops fosse un alter ego di Mickey e invece è il suo bisnonno.
                            Bisnonno? Io ricordo che era un lontano parente "ritiratosi a vita privata", non un antenato diretto...
                            In merito alla parentela tra Topolino e De Tops anche io ricordavo che fossero solo parenti alla "lontana", anche perché nelle altre Tops Stories che ho letto, quando Topolino si appresta a leggere un nuovo diario dell'esploratore britannico, non si fa riferimento ad una parentela "stretta", ma al contrario, si parla solo di un lontano parente.
                            Per scrupolo, sono andato a controllare se da qualche parte si dicesse che De Tops fosse il bisnonno di Topolino e, effettivamente, ho visto che ciò viene affermato nell'editoriale introduttivo dei Grandi Classici n.43, scritto da Lidia Cannatella, anche se, negli altri articoli iniziali dei GCD viene sempre nominato come un "lontano parente" di Topolino...
                            Anche Barbara Garufi nell'intro alla storia parla di Topolino come bisnipote di DeTops il quale potrebbe essere anche un prozio, volendo. Paperpedia scrive che Topolino "risulta essere il suo ultimo discendente diretto, nonché suo bisnipote". La discendenza diretta dovrebbe essere quella da padre a figlio, per cui DeTops dovrebbe essere il bisnonno di Topolino, confermato dal fatto che un parente intermedio, Topina DeTops, è figlia di Top e nonna di Mickey (sempre secondo Paperpedia). Potremmo chiedere lumi a Pezzin...  ;D
                            « Ultima modifica: Domenica 8 Ago 2021, 22:19:13 da Cornelius Coot »

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                              Re:Topolino 3428
                              Risposta #43: Lunedì 9 Ago 2021, 09:20:57
                              Che tordi! potevate chiedere a me se sono il nonno, il bisnonno o il trisnonno  ;D

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                                Re:Topolino 3428
                                Risposta #44: Venerdì 13 Ago 2021, 14:02:21
                                Che bella la storia di Pezzin! Dopo quasi vent'anni ho riassaporato tutte le atmosfere delle precedenti Tops stories: mistero, elementi leggendari e soprannaturali, un pizzico di inquietudine e il finale aperto. Inoltre non mancano i riferimenti bibliografici e storici (in questo caso addirittura la Bibbia).
                                Quanto sarebbe bello leggere nuove storie di questa serie. Sono d'accordo con il recensore: un nuovo ciclo di queste storie sarebbe proprio adatto per il Topolino bertaniano dove sono presenti numerose saghe. Le Tops stories potrebbero affiancarsi al ciclo di Topolino giramondo e al ciclo di storie avventurose che sono uscite di recente sul Topo (Sir Topleton o la scalata del secolo).
                                 

                                 

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