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Topolino 3503

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di Guglielmo Nocera

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Topolino 3509

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    Re:Topolino 3509
    Risposta #15: Lunedì 27 Feb 2023, 22:56:57
    Numero grazioso,si fa leggere.Non prendo neanche in considerazione il principe delle sabbie perché son troppe puntate e solo a pensare che ne mancano ancora tre, mi vien male.Sarà magari un mio rifiuto, ma ad ora mi sembra si sia detto poco niente. Quel poco comunque mi incuriosisce, ma avrei preferito fosse un 3 tempi magari su un numero e 2 su quello successivo.
    Molto carina Zio Paperone e la palandrana rosa, una classica avventura ambientata nel Klondike, con delle super matite a corredo! Storia semplice ma gustosa.
    Molto divertente la storia dei Bassotti,con un sacco di trovate spassose,e una trama interessante.Anche se non ho capito perché nonno Bassotto faccia in modo di farsi arrestare  :-?
    Divertente ma nel finale al limite del surreale Paperino Postino,mentre, nonostante abbia trovato divertenti alcune situazioni creatasi con Dinamite Bla, ammetto che questo personaggio così buzzurro riesco a reggerlo poco.
    Concludendo..siamo sicuri che queste super mega storie evento, con tanto di teaser anticipazioni redazionali ecc siano davvero da evento?Le storie che in questo numero mi hanno lasciato qualcosa, son tutte quelle da un tempo (o una pagina) soltanto!

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      Re:Topolino 3509
      Risposta #16: Martedì 28 Feb 2023, 19:00:40
      Questo numero non è andato incontro ai miei gusti.
      "Zio Paperone e la palandrana rosa" è una classica storia sulle avventure del giovane Paperone quando era ancora un cercatore d'oro. La trama è lineare e semplice ma il Klondike di questi tempi è molto inflazionato e inoltre ho trovato gli antagonisti abbastanza scontati. Non è una brutta storia in sé e i disegni sono anche molto belli ma mi ha lasciato poco.
      Ne "Il principe delle sabbie", come già detto da molti succede assai poco, tuttavia questa è la storia del numero che ho preferito perché ha un bel ritmo narrativo e mi è piaciuta la tecnica con cui si fa entrare in scena il vero cattivo:
      Spoiler: mostra
      Macchianera compare solo di sfuggita per tutta la storia mentre lo si vede a figura intera solo nella tavola finale in pieno delirio di onnipotenza.

      Anche qui disegni superlativi: bei personaggi e ancor più belle le scenografie che finalmente ci mostrano un Egitto un po' diverso da quello dei soliti cliché.
      "I bassotti e le leggi del furfantismo" forse è quella che mi è piaciuta di meno. Riconosco che la trama offra uno spunto nuovo basato su un ribaltamento dei ruoli ma secondo me i Bassotti fanno ancora troppo spesso la figura dei ladri di polli. Aggiungo che la loro caratterizzazione grafica in questa storia non mi è piaciuta. Si tratta di personaggi che variano molto da disegnatore a disegnatore ma personalmente preferisco quando sono raffigurati più massicci e cattivi.
      "Paperino sostituto postino" è una storia danese neanche troppo fuori di testa, meno male che non c'erano scienziati pazzi e/o alieni. Simpatiche le sfighe di Paperino (sarebbe bello vederne anche qualcuna di più) ma per il resto ha una trama abbastanza anonima.
      "Archimede e la complicità campagnola" l'ho trovata carina. In generale apprezzo poco Dinamite Bla ma qualche sua storia merita. Questa è una di quelle anche se non particolarmente esplosiva. Se non altro siamo usciti dallo schema: Paperino-e-Paperoga-infastidiscono-Dinamite. Questo è un risultato degno di nota.

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        Topolino 3509
        Risposta #17: Giovedì 2 Mar 2023, 19:16:01
        Recensione Topolino 3509


         La storia vista da Topolino fu, con pochi dubbi, uno dei progetti più riusciti del Topolino degli anni Duemila. Probabilmente, a livello di cicli di storie, il più unitario ed interessante insieme alle Storie della Baia. Non solo: l’ultima storia del ciclo fu l’atto finale di Giorgio Pezzin sul settimanale prima dei suoi due successivi ritorni.

         Un bellissimo viaggio in epoche e scenari diversi, con una gestione del cast molto libera ed essenziale, reso memorabile dai disegni di Paolo Mottura. Ed è, a parere di chi scrive, proprio a quei disegni che si ispira Giuseppe Facciotto nella sua prova di queste settimane con Il principe delle sabbie, saga scritta da Francesco Vacca e dal direttore Alex Bertani.

         Un Facciotto straordinariamente ispirato prende elementi dalla lezione di Mottura (a partire dai personaggi principali) e dal tono della storia, volto all’intrico e alla serrata alternanza del punto di vista, per dare alla resa grafica un quid davvero azzeccato.

         E ciò non solo e non tanto per l’elemento architettonico e paesaggistico, come ci si aspetterebbe da una storia in costume, ma per il coinvolgimento di tutti i personaggi in una recitazione convincente, dinamica, variegata: un esempio su tutti, Macchia Nera, cui vengono regalati una inusuale e apprezzatissima espressività, un rapporto involontariamente conflittuale con i gatti e uno sfolgorante manto bianco che appare in piena luce solo alla fine dell’episodio. Tre pennellate inattese e riuscitissime sul cattivo più ambizioso e al contempo graziosamente alienato di questa storia.

         
        Un’idea sinistra prende forma… ed espressione

        Una storia che, nell’episodio di questa settimana, il secondo, a dire il vero fa poco altro che rimestare le carte. Un momento usualmente presente nelle storie a puntate, spesso proprio in questa posizione, e che di fatto lascia la ribalta proprio a Macchia Nera e a Minni.

         L’avventura di apertura del numero è invece Zio Paperone e la palandrana rosa, di Marco Bosco e Giorgio Cavazzano. Un Cavazzano ottimo, perfettamente a suo agio nelle atmosfere del Klondike (una su tutte, l’inquadratura di Dawson dall’alto, che si aggiunge ad altre panoramiche parimenti suggestive ormai accumulatesi negli anni). Una trama, invece, centrata su uno spunto semplice e che forse avrebbe beneficiato di qualche elemento in più per completarsi.

         È forse un’atmosfera un po’ d’altri tempi (e non per l’ambientazione) quella che si respira in questa storia, specie per il ruolo dei personaggi un po’ irrigidito (Paperina nel presente, ma soprattutto Violet nel passato). L’ennesimo riferimento a Doretta, seppure sobrio e fugace, trascina una volta di più giù dal piedistallo del mito un personaggio che era fatto per rimanerci quando uscì di scena accompagnato dal suo orso memorabile.

         E sullo stesso spunto – una dolce dichiarazione difficile a uscire dall’alveo della timidezza – si basa la storia di Pat e Carol McGreal e Marco Rota, Paperino sostituto postino, che modula il tema nel complicato mondo delle poste paperopolesi senza maggior mordente.

         
        Una città ormai “di casa” nelle vicende disneyane

         Più ispirata la storia di Roberto Gagnor e Nicola Tosolini, I Bassotti e le leggi del furfantismo. La vena umoristica di Gagnor si altalena fra trovate degne dei giorni migliori e sconfortanti freddure spesso latineggianti.

         Il canovaccio, semplice, porta i Bassotti a difendere l’onore delle loro ancestrali tradizioni ladresche ed è forse il più ispirato del numero, tanto da dare l’impressione di sfruttare solo in parte le sue potenzialità comiche, complice anche la brevità della storia.

         Infine, Archimede e la complicità campagnola, che vede il ritorno di Sergio Cabella sia a i testi che ai disegni, lascia un po’ di delusione per l’autore di Sir Topleton e la sfida al grande bianco. La storia ripesca un principio già visto (la bontà-capestro dell’inventore paperopolese) e lo fa reagire con l’usuale refrain di blanda scontrosità del barbuto misantropo che risponde al nome di Dinamite Bla. Altalenante l’ispirazione comica, che fa quel che può aggrappandosi a simpatici dettagli (“Nonno osare”) e ci accompagna ad un finale familiare con l’onore delle armi.

         In conclusione, ci troviamo di fronte ad un numero in cui, a sorpresa, sono le trame a fare un deciso passo indietro rispetto agli standard di originalità e compiutezza. Un risultato, forse, di un ricambio generazionale ancora in cantiere, tra autori rodati e fedeli al proprio linguaggio e nuove leve ancora in cerca di formule collaudate e riconoscibili.



        Voto del recensore: 2.5/5
        Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
        https://www.papersera.net/wp/2023/03/02/topolino-3509/


        Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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        Cornelius
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        PolliceSu

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        PolliceSu
          Re:Topolino 3509
          Risposta #18: Venerdì 3 Mar 2023, 19:50:54
          Zio Paperone e la palandrana rosa
          Ennesimo tuffo nel passato paperoniano del Klondike: ad ogni modo questo plot risulta produrre storie sempre interessanti, tipo questa di ordinaria quotidianità tra Dawson e Beaver Town (inventata da Bosco o già esistente in altri soggetti passati?) dove non mancano spunti di 'colore' oltremodo curiosi. Cavazzano mantiene il suo stile nonostante un incidente al braccio (se non erro) causa di qualche passaggio meno convincente ma non ancora dovuto all'età.
          Il Principe delle Sabbie   (seconda puntata)
          Il duo Vacca-Bertani riesce a tener desta l'attenzione in un soggetto egizio-ellenistico interessante anche per le tavole di Facciotto che disegna una Macchia... Bianca non meno pericolosa di quella Nera, viste le sue ambizioni di potere. Anche i gatti lo temono, per quanto lui li adori (come tutti gli antichi egizi, d'altronde).
          I Bassotti e le leggi del furfantismo
          Interessanti le fisionomie dei Beagles by Tosolini, a cominciare dal Nonno più ossuto e articolato che mai. Da notare la presenza di un nuovo parente, tal Catorcio 176, un po' più tracagnotto dei fratelli e con una targa con scritto Avaria (fa il meccanico aereo). Gagnor scrive un soggetto dinamico e vivace dove le situazioni si alternano velocemente impedendo al lettore il minimo sbadiglio.
          Paperino sostituto postino
          Ten Page di 10 anni fa dei coniugi McGreal illustrata da un Marco Rota ancora in forma. Breve e scorrevole, svolge degnamente il suo ruolo di riempitiva.
          Archimede e la complicità campagnola
          Il lungo prologo all'incontro fra il Pitagorico e Dinamite poteva essere evitato: solite cose per arrivare a un 'dunque' che non ricordo se sia mai avvenuto fra i due (ma immagino di si e comunque, anche solo per 'sentito dire', entrambi sembrano conoscersi). Da notare, oltre alla presenza di Newton, anche quella di una gallinacea di nome Stella che sembra interessata ad Archimede, sebbene lui pare non accorgersene. Potrebbe diventare un character ricorrente, per dare una certa familiarità all'entourage dell'inventore, quanto meno nelle storie di Sergio Cabella, qui autore completo (fra il nipotino, una aspirante fidanzata, senza dimenticarsi di Bum Bum Ghigno, per quanto protagonista quasi esclusivo di Mastantuono).
          « Ultima modifica: Sabato 4 Mar 2023, 10:25:55 da Cornelius Coot »

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          PolliceSu
            Re:Topolino 3509
            Risposta #19: Venerdì 3 Mar 2023, 20:30:33
            Zio Paperone e la palandrana rosa
            Ennesimo tuffo nel passato paperoniano del Klondike: ad ogni modo questo plot risulta produrre storie sempre interessanti, tipo questa di ordinaria quotidianità tra Dawson e Beaver Town (inventata da Bosco o già esistente in altri soggetti passati?) dove non mancano spunti di 'colore' oltremodo curiosi.
            Io mi ricordo di una "Beaver Gulch" che è stata sfondo di uno dei racconti della serie "Topolino in giallo", sceneggiato dallo stesso Marco Bosco e pubblicata sul giornalino nel 2021.
            Citazione
            Cavazzano mantiene il suo stile nonostante un incidente al braccio (se non erro) causa di qualche passaggio meno convincente ma non ancora dovuto all'età.
            Il Maestro veneziano ha dovuto operarsi alla spalla.
            Al riguardo poi della storia della Banda Bassotti...

            Gagnor scrive un soggetto dinamico e vivace dove le situazioni si alternano velocemente impedendo al lettore il minimo sbadiglio.
            Mi ritrovo perfettamente in quanto affermi tu, Cornelius, sul fatto che questa storia non dia nessun motivo per annoiarsi e che, di contro, sappia tenere sempre vivo l'interesse del lettore, con una bella dose di umorismo che mi ha fatto tanto piacere leggere e trovare.
            In particolare, mi vorrei soffermare sulle strane interazioni dei Bassotti con le vecchine apparentemente decrepite (ma che ancora menano da paura!  ;D) che ho trovato gustose e impagabili, così come il graziosissimo asino bolide che intendono sequestrare per giungere prima nella loro destinazione finale con l'animale che, fermatosi di colpo davanti all'acqua, pensa convinto di essere sì veloce ma mica somaro !

             

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