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Topolino 3549

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di Andrea Pasti

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Paperino, Qui, Quo, Qua e i sensazionali ingressi dimensionali

Topolino 3549

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    Re:Topolino 3549
    Risposta #15: Venerdì 1 Dic 2023, 14:29:45
    ok l impossibilità del finale felice...almeno un finale sarebbe stato bello però.
    Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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      Re:Topolino 3549
      Risposta #16: Venerdì 1 Dic 2023, 15:35:08
      A me stanno benissimo le storie a puntate, le storie lunghe, e anche le storie "allungate"! Anche la divisione in stagioni può andare bene, ma devono essere "auto-consistenti", cioè finire! Ci deve essere un finale in cui mi racconti più o meno tutto quello che c'è da raccontare, magari lasciando aperto un piccolo particolare (possibilmente ininfluente sulla trama) da poter essere ripreso in una "stagione" successiva, ma non mi puoi lasciare la trama a metà per poi essere ripresa chissà quando...

      non si usa più così... è una roba da serie TV anni '90 :D

      mettiamola così, lo fanno nei film (dove i tempi di attesa sono nell'ordine di anni), trattandosi di fumetti il seguito arriverà certamente prima ;)

      Peccato che io la odiassi già dagli anni '90... e ritrovarmela ora non mi rende entusiasta affatto, per giunta in una storia che è come "Gundam SEED": bello e ben fatto, per carità, ma che trasuda già visto in molteplici situazioni (difetto che la prima Ducktopia non aveva).
      « Ultima modifica: Venerdì 1 Dic 2023, 15:36:44 da Photomas2 »

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        Re:Topolino 3549
        Risposta #17: Venerdì 1 Dic 2023, 17:02:50
        Nella rubrica sulle idee regalo per Natale si riporta lo scrigno di Paperone ma, curiosamente, la Numero Uno indicata come allegato non è quella dorata proposta sul sito della Panini ma quella argentea della confezione con litografia donrosiana astuccio cartonato già esaurita da un bel po'.

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          Re:Topolino 3549
          Risposta #18: Sabato 2 Dic 2023, 11:08:33
          Mi unisco al coro degli scontenti per il non-finale di Ducktopia... :-!
          Modifico così: "Mi unisco al coro degli scontenti per il non-finale di Ducktopia... :-!"

          Fantasy illeggibile, per i miei gusti.
          ... non ferma a Verkuragon!

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            Re:Topolino 3549
            Risposta #19: Sabato 2 Dic 2023, 19:13:20
            Ci sono anch'io tra gli scontenti per Ducktopia. Peccato: mi era piaciuta fino a poche pagine dalla "fine".
            La storia su Brescia (nonostante la sovraesposizione delle mete italiane di questi ultimi tempi), mi è piaciuta un sacco. Quel turbine di indovinelli e di viaggi su e giù per una città che non ho mai visto mi ha inchiodato alla lettura.
            Simpatica e fresca quella di Bum Bum. Non sono un amante di questo filone di storie ma questa aveva una marcia in più e finalmente si è visto un Bum Bum capace di reagire e rivalersi sulla realtà.
            L'albo si chiude con una danese di Maya Astrup che produce una storia dignitosa (per come la vedo io un capolavoro tra le storie danesi che digerisco con difficoltà). Mi ha letteralmente spiazzato la citazione a una storia italiana di 30 anni fa. Interessante infine il parco giochi che si qualifica come un anti-Disney dove i gatti sono i buoni e il topo è invece un malvagio.

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              Re:Topolino 3549
              Risposta #20: Domenica 3 Dic 2023, 00:43:47
              Tornando a "Minni, Pippo e il mistero del Topoldo", solo per me la guida della primissima pinacoteca è una caricatura di Carl Barks? :-? :-?

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              tang laoya
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                Re:Topolino 3549
                Risposta #21: Domenica 3 Dic 2023, 05:06:59
                Sul Topoldo aggiungerei anche una nota di merito al fatto che il disegnatore è riuscito a rendere interessante e curioso ogni scorcio della città pur tenendosi alla larga da quelli che sono probabilmente i due simboli architettonici più conosciuti, ovvero il Palazzo della Loggia, oggi sede del comune, e il Tempio Capitolino, al centro di una vasta area archeologica romana. Persino la Piazza Vittoria del Piacentini è ritratta con grande precisione, incluso il Palazzo delle Poste e Telegrafi (solo invece che al Bar della Vittoria, Minni e Pippo dovrebbero essere seduti al Caffè Impero).

                Una curiosità nella quadreria conservata in soffitta da Pippo è sicuramente il Basket-Basquiat ;D
                « Ultima modifica: Domenica 3 Dic 2023, 13:10:23 da tang laoya »
                Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                conker
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                  Re:Topolino 3549
                  Risposta #22: Lunedì 4 Dic 2023, 17:22:33
                  Ducktopia per me è tanta, tantissima, roba... promossa a pieni voti e resto in attesa del seguito  :-)

                  visivamente spettacolare, intrattiene, soprende, e nel sottotesto nasconde tante tematiche non banali, suggerendo riflessioni invece di "gridarle" (come troppe volte di questi tempi forse succede)
                  "Remember: when people tell you something's wrong or doesn't work for them, they are almost always right. When they tell you exactly what they think is wrong and how to fix it, they are almost always wrong." - NG

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                  luciochef
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                    Re:Topolino 3549
                    Risposta #23: Martedì 5 Dic 2023, 21:01:11
                    Ultima puntata di Ducktopia (per ora...) che chiude in modo piuttosto banale la vicenda.
                    Oltre a non essermi piaciuta eccessivamente la costruzione della trama, ho trovato davvero stucchevole il cambiamento di Bocciolo (da dama cattiva e quasi sanguinaria a principessa bonaria) solo a causa delle...scuse di Topolino. Veramente una scena da far cascare le braccia.
                    Inoltre a me, come per gli altri, garbano poco queste chiusure "aperte" che stanno cominciando a proliferare sul settimanale. Ma ormai questa sembra essere la tendenza...
                    Molto bravo D'Ippolito alle matite !
                    - "Il mistero del Topoldo" è una discreta avventura confezionata da Nucci che, prendendo spunto dalla nomina di Brescia a capitale della cultura, coinvolge Minni e Pippo in una bizzarra indagine che li porta a visitare e studiare nel dettaglio diversi celebri monumenti della città. Le interazioni tra Minni e Pippo sono buone e funzionali alla trama, meno riuscito lo svolgimento dei fatti che in alcuni punti risultano un tantino forzati.
                    Belle le matite di Cesarello che rappresenta molto accuratamente gli scorci cittadini e dona delle particolari espressioni stralunate ai protagonisti.
                    - Meno riuscita delle precedenti la storia muta di Bum Bum che, pur cullandosi su disegni riusciti e particolarmente demenziali, non riesce ad avere quella verve necessaria in queste prove mute.
                    - Stesso tenore tendente all'insufficienza nella storia di Gagnor sul sistema Iritop, questa volta neanche salvata dalle matite di Lucio Leoni non al massimo delle sue solite capacità.
                    - "Paperino, Qui, Quo, Qua e i sensazionali ingressi dimensionali" non riesce a risollevare la qualità del numero restando sulla scarsa sufficienza. La storia è piuttosto stucchevole e ricorre a schemi narrativi veramente abusati. Buoni i disegni di Cavazzano, anche senza arrivare a vette di gradimento superiore.
                    Numero quindi piuttosto deludente e che non trasmette grosse emozioni (sicuramente meglio la parte grafica, anche se non esente da critiche).
                    In totale possiamo definirlo un Topo da 2 sole stelle.
                    Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                      Topolino 3549
                      Risposta #24: Giovedì 7 Dic 2023, 18:02:51
                      Recensione Topolino 3549


                       È straordinaria l’evoluzione stilistica che Francesco D’Ippolito ha dimostrato nel corso degli ultimi anni. L’evidente influenza carpiana ha dato il “la” per una scintilla che col tempo ha rivoluzionato uno stile già ben definito, portandolo ad una libertà della gabbia, una padronanza della recitazione e una costruzione dell’ambientazione di altissimo livello.

                       Il frontespizio dell’ultima puntata di Ritorno a Ducktopia, che ricorda le antiche antiporte tipografiche, riprende una tradizione inaugurata in Disney da Massimo De Vita nelle gloriose storie martiniane di Paperinik degli anni Ottanta, per poi essere sdoganata definitivamente dalla saga di Wizards of Mickey che ne ha fatto un proprio stilema. E chissà se non è proprio il rinomato ciclo “delle leggende, dei maghi e degli eroi” ad aver suggerito al disegnatore l’accostamento tra il fantasy Disney e la tavola introduttiva ornata.

                       Se il comparto grafico mantiene il promesso livello qualitativo per tutto il resto dell’episodio, tra strabordanti personaggi e colori d’atmosfera, qualcosa scricchiola a livello di trama, ma non per colpa di Francesco Artibani o Licia Troisi.

                       La scelta delle due strutture essenziali per l’ancoraggio tra i due universi mostra in maniera evidente il dislivello tra il worldbuilding “papero” e quello “topo”, dove ad una figura simbolica e dominante come il Deposito di Paperone viene contrapposto il sicuramente più anonimo commissariato di Topolinia, il cui valore è esclusivamente narrativo e legato al predominante genere thriller e poliziesco nelle storie di Topolino.

                       Ad un monumento alla società plutocratica di Paperopoli viene contrapposto un simbolo che se fosse di pari potenza denuncerebbe una vera e propria stratocrazia dei Topi. Che non c’è, ovviamente, e la bilancia sembra non essere equilibrata. Ma, in effetti, quale altro oggetto avrebbe potuto rivaleggiare con il narrativamente, simbolicamente e metaforicamente ingombrante edificio dollaruto?

                       
                      Due differenti valori strutturali

                      Meno polemica è la risoluzione “finale”, che vede Gambadilegno rinnovare la propria appartenenza alla lista dei cattivi-ma-non-troppo con un sicuramente momentaneo sacrificio personale, fornendo anche l’allaccio ad una terza saga. Ducktopia chiude L’ultimo portale promettendone ancora uno e tradendo ormai deliberatamente il principio originario che negava la realtà dell’altro mondo.

                       Una saga che aveva la propria forza non nel racconto – non la più fulgida delle inventive dei due sceneggiatori – quanto nel colpo di scena metanarrativo che ne chiudeva il primo corso e che ormai è andato bruciato nelle notti dell’eroe Topperalt, con un rinnovato focus sull’ancora poco incisiva narrativa.

                       Minni, Pippo e il mistero del Topoldo parte da un presupposto che, data la vicinanza col prossimo ciclo topoliniano, puzza di spin-off di Topolino nel mondo senza Macchia dello stesso Marco Nucci. Non sorprenderebbe, infatti, se un flebile collegamento unisse la prossima saga all’antefatto della storia (Topolino sulle rinnovate tracce di Macchia Nera) che spinge Minni ad imbarcarsi in un’avventura con Pippo: una classica caccia al tesoro (artistico) che porta la protagonista ad indagare su rebus ed enigmi, rivelando una passione in comune col fidanzato.

                       Sotto lo strato narrativo si cela una storia celebrativa per la città di Brescia, Capitale italiana della cultura 2023, che gira attorno alla versione topolinizzata di Giovanni Gerolamo Savoldo e del suo famosissimo Ritratto di giovane flautista. Ai disegni un sempre valido Davide Cesarello, che mette in scena una solidissima rappresentazione di molteplici angoli della città.

                       E dove Minni si avventura sulle tracce del passato, Mickey si proietta verso un presente più moderno e quasi futuristico in Topolino e gli intrusi di Iritop, storia di Roberto Gagnor e Lucio Leoni. Il satellite del titolo (ricalcato nelle funzioni e nel nome sul progetto Iris dell’UE) diventa il fulcro di una mini-indagine su un potenziale crimine, sventato dalle tecnologie troppo avanzate per la conoscenza dei ladri.

                       
                      Mai incontrare i propri idoli, Bum Bum![/size][/i]

                       In Don’t Worry Bum Happy[/b] continua la rappresentazione da parte di Corrado Mastantuono di una Paperopoli degli anni Venti di stampo onirico. Al centro delle vicende, stavolta, è La diva del titolo, che catalizza le attenzioni del protagonista attraverso il grande schermo. L’illusione romantica si sfracella contro la realtà di un’attrice aggressiva e spocchiosa, con risvolti umoristici altamente meta.

                       Chiude l’albo una danese: Paperino, Qui, Quo, Qua e i sensazionali ingressi dimensionali, di Maya Åstrup e Giorgio Cavazzano. Storia molto lineare, principalmente incentrata su un equivoco abbastanza intuibile già a metà narrazione, dove alla nostra realtà di un luna park si sovrappone quella alternativa identica alle avventure a fumetti preferite dei protagonisti. Tutto si basa su un inganno che parla a un target abbastanza infantile, al pari degli stessi personaggi.



                      Voto del recensore: 2.5/5
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                      https://www.papersera.net/wp/2023/12/07/topolino-3549/


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