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Topolino 3620

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di Alberto E. Lunghi

Voto del recensore:
Voto medio: (40)
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L'anno del Topo
Terravento - Capitolo Primo 
Lord HateQuack presenta - Topolino e il gatto con la G maiuscola 
Gambadilegno e il maxcalzone maximo 
Paperino e gli incontri ravvicinati dello scherzotipo 
Zio Paperone e il centesimo della discordia 
Topolino 3620
 - Aperto da Cornelius, Martedì 8 Apr 2025, 16:49:51
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Re:Topolino 3620 (# 30)

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    Re:Topolino 3620 (# 30) Ultima modifica: Domenica 13 Apr 2025, 22:53:34 di Cornelius

                                                                       

                                                                                     La  regola del  3  di Francesco Vacca :   :-)

                                                                                                3   vicini di casa
                                                                                                3   miliardari
                                                                                                3   maggiordomi (o segretari)
                                                                                                3   nipotini
                                                                                                3   Bassotti (+ il Nonno)

                                                                    Mescolare e shakerare il tutto per un delizioso cocktail    :crazy:

                                            PS  -  Non è semplice utilizzare 15/16 'ingredienti' ed ottenere un risultato simile   ;)

                                                                                               

                                                                                               

                                                                                   

                                                                                               
                                       
                                                             
                                                                                                           

    Re:Topolino 3620 (# 31)

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    Re:Topolino 3620 (# 31)

    Che differenza tra l'ultima storia e la prima.
    Da una parte, una fan fiction scombinata e forzata, ma che si fa notare e ricordare.
    Dall'altra, un' altra strombazzata saga con personaggi che sospirano e panoramiche riempitive, in cui ad ogni pagina ci si è già dimenticati la precedente.

    Passabile Hatequack, sebbene avrei calcato di più sul gioco gatto-topo.

    Carina la storia di Sgrinfia, non so spiegare bene il motivo, forse non ce n'è uno, o forse è strano vedere Gervasio occuparsi d'altro rispetto al solito.
    Qualche anno fa Vitaliano e qualcun altro avevano già rilanciato Sgrinfia, il personaggio che fino a vent'anni fa era "il tizio che accompagna Gamba nelle storie di Murry", ma la cosa non mi aveva colpito particolarmente. "Uff, pure lui" - avevo sbuffato - "devono rendere protagonista?". Forse sono pronto per cambiare idea.

    Spero scada il contratto con Midthun e si ritorni a pescare danesi più brillanti.

    Re:Topolino 3620 (# 32)

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    Re:Topolino 3620 (# 32)

    Citazione di: Apatico Volontario il Venerdì 11 Apr 2025, 21:44:59
    Spero scada il contratto con Midthun e si ritorni a pescare danesi più brillanti.

    A chi lo dici... :rolleye:
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    Re:Topolino 3620 (# 33)

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    Re:Topolino 3620 (# 33)

    Citazione di: Apatico Volontario il Venerdì 11 Apr 2025, 21:44:59
    Dall'altra, un' altra strombazzata saga con personaggi che sospirano e panoramiche riempitive, in cui ad ogni pagina ci si è già dimenticati la precedente.
    Quando si indulge in una narrazione dilatata e rarefatta, può capitare che girando la pagina ci si dimentichi della precedente; questo perché, spesso, non c'è nulla da ricordare.
    A volte nel tentativo di creare un'atmosfera si trascurano i contenuti narrativi, spero non sia questo il caso. Mie impressioni da lettore completamente digiuno di meccanismi narrativi e dell'arte dello scrivere, comunque.

    Re:Topolino 3620 (# 34)

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    Re:Topolino 3620 (# 34)

    Terravento ha un unico grosso problema per me: è stata preceduta dalle 'comete' (due volte) e quindi parto sfiduciato. Spero si riveli memorabile ma per ora ho avuto la sensazione che voglia andar a premere gli stessi tasti.

    Per me la migliore è quella di Hatequack, concordo che si potesse calcare di più la mano ma e aggiungo che meritava qualche tavola in più ma devo dire che mi è proprio piaciuta.

    Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

    Topolino 3620 (# 35)

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    Topolino 3620 (# 35)

    Recensione Topolino 3620


     Sin dagli albori della sua direzione, Alex Bertani era stato chiarissimo su un punto: le copertine dovevano essere le più pulite possibili, prive di scritte o di quant’altro potesse coprire il disegno, vero biglietto da visita del settimanale. Ecco perché il trovare sulla prima pagina di Topolino 3620 tanto il disegno base (integralmente ad opera di Mastantuono), quanto un inusuale strillo dedicati alla storia di apertura lascia ben intendere come la redazione abbia molto puntato su tale vicenda.

     E la prima puntata di Terravento non sembra avere tradito le attese. E’ troppo presto per dire se la promessa di una memorabile trama sarà stata rispettata, però questa parte iniziale dimostra già di avere l’indiscutibile merito di non perdersi in chiacchiere, andando abbastanza al sodo senza tralasciare di darci una prima, seppur sommaria, ricostruzione dei caratteri dei protagonisti. La sceneggiatura di Luca Barbieri procede per mimiche e gesti anziché per ampie descrizioni; e la cosa, per ora, sembra stia funzionando. Ma, ci sia concesso di dirlo, ciò sarebbe impossibile se il disegnatore non ci avesse messo del suo.

     
    Come rompere una gabbia senza disturbare l’armonia di una tavola

     Mario Ferracina del suo ha messo veramente tanto. Infatti, non solo la mimica dei personaggi è perfetta, ma al contempo il disegnatore ci ha permesso di godere di sfondi assolutamente magistrali, che vengono esaltati da una continua e ripetuta distruzione della gabbia tradizionale, senza che però questa si traduca in un appesantimento della lettura, o in un ostacolo alla comprensione della vignetta. Anche la colorazione di Irene Fornari completa questa autentica meraviglia per lo sguardo.

     Ci auguriamo che funzioni anche l’idea di avere dato a Topolino come alleato una variante di Topesio, cosa che pare promettere scintille, anche se al momento ci sfugge il motivo per il quale Mickey (come Pippo) abbia tenuto il suo nome italiano tradizionale, mentre quello di Topesio sia stato modificato pesantemente nel più semplice Hap.

     Aspettavamo al varco invece Pietro B. Zemelo dopo la conclusione delle Isole della Cometa, stanti le forti perplessità che in molti lettori (compreso chi scrive) quest’ultima vicenda aveva lasciato. Lord Hatequack presenta: Topolino e il Gatto con la G maiuscola, però, si distacca completamente dal modo d’essere della precedente trama e ci restituisce il suo lato migliore: dritto al punto, efficace, sintetico ma capace di dire tutto quel che si deve senza rinunciare ad alcunché di essenziale.

     Lo sceneggiatore riesce al meglio a trasmettere l’inquietudine che dalle storie di Lord Hatequack deve necessariamente trasudare, senza dimenticarsi dei fondamentali rapporti che legano i protagonisti della vicenda. I disegni di Francesco D’Ippolito sono il contraltare quasi perfetto per una trama che doveva essere cupa e capace di incutere terrore (nei limiti disneyani, beninteso): obiettivo certamente raggiunto, anche se ci lasciano qualche perplessità alcune espressioni di Pippo, a fronte di un Topolino, di un Manetta e di un Lord Hatequack assolutamente ineccepibili.

     
    Che il mascalzone alla destra di Gambadilegno sia una autocitazione di Gervasio?

     Dai toni molto più leggeri è invece Gambadilegno e il Maxcalzone Maximo, che indaga nel profondo l’amicizia tra Gamba e Sgrinfia, cogliendo un incidente capitato a quest’ultimo come pretesto per mettere in moto una divertente vicenda nella quale per una volta si capovolgono i ruoli canonici, seppur solo per poco: proprio nel momento in cui gli stessi torneranno alla normalità, però, si avrà l’apice della trama e non la sua conclusione come ci si sarebbe aspettati, rinviando di qualche estremamente significativa pagina la fine. La narrazione orchestrata da Matteo Venerus è più che godibile e nel novero delle storie tipicamente centrali del libretto, si innalza di svariati gradini sopra la media del genere. Dal canto suo, Marco Gervasio fa un lavoro egregio, per mimica e per ricostruzione degli ambienti: giù il cappello e applausi ad un’altra gioia per gli occhi che conferma l’estremo livello qualitativo della parte grafica del numero.

     Paperino e gli incontri ravvicinati dello scherzotipo (Moe/Midthun) potrebbe essere invece considerata come l’anello debole della tornata. Intendiamoci, è una storia danese che risente del modo di narrare tipico di quelle parti, diverso dal nostro in massimo grado. Però, per quanto non sia una storia priva di ingenuità e di qualche passaggio forzato, ci propone comunque una sua trama di sfondo abbastanza coerente, la rispetta, e non scade in banalità gratuite troppo esasperate spesso incontrate nella produzione nordica. Insomma, trattasi di una riempitiva più che dignitosa, che strappa anche qualche risata, con un comparto grafico gradevole, ma, a parere di chi scrive, sin troppo fedele al canone barksiano, quindi indubitabilmente molto retro ed in contrasto netto con il resto dell’albo: non brutto di certo, ma esageratamente tradizionale e senza veri e propri guizzi che lo possano fare apprezzare appieno.

     L’albo si chiude con Zio Paperone e il centesimo della discordia. Si tratta di storia la cui trama vira dalla tradizionale sfida PDP/RK verso qualcosa di totalmente inatteso, arricchita da un lessico ricercato e piacevolmente buffo allo stesso tempo, come non si vedeva da un po’ sul settimanale.

     Nel complesso l’avventura scorre via liscia e senza intoppi: tuttavia, per i lettori più scafati potrebbe essere faticoso accettare che la differenza tra i patrimoni di Paperone e di Cuordipietra Famedoro sia data da un solo centesimo americano. Se si chiude un occhio su tale dettaglio (che poi tanto dettaglio non è), la trama ideata da Francesco Vacca è divertente anche grazie ai doppi e tripli giochi che la reggono da parte di personaggi bassi e nefandi come non vedevamo da un po’, ma anche per questo in fondo di estrema simpatia per noi lettori.

     Anche Alessio Coppola ai disegni è ottimo, dato che aggiunge un sapiente tocco di surrealtà alle espressioni di un po’ tutti i personaggi, a fronte della vicenda, ai limiti del grottesco, alla quale un Paperone assolutamente scatenato e geniale ha dato la stura con una dose non trascurabile di divertente cinismo.

     
    Come realizzare un’efficacissima manifestazione di estremo giubilo, quando si è taccagni in Sudafrica[/size][/i]

     Se da un lato completano la parte fumettistica il Che aria tira… a Paperopoli (Ziche) di apertura e la one page finale a cura di Enrico Faccini, segnaliamo fra i redazionali il lancio della nuova collana Le Storie di Topolino, con la prima uscita dedicata proprio alle già citate Isole della Cometa. Troviamo poi l’ormai classico La parola della settimana (sempre benvoluto, anche se questa settimana non sfrutta i molti lemmi ricercati presenti nell’ultima storia) e l’ultimo appuntamento con le schede per disegnare Newton Pitagorico (stavolta a figura intera), a cura di Andrea Maccarini.

     Citiamo infine l’articolo di presentazione della fiera Torino Comics, dove si prevede un programma ricco di appuntamenti disneyani suggellato dalla realizzazione di una variant apposita, ad opera di Paolo Mottura e dedicata proprio alla prima capitale d’Italia.

     In conclusione, si tratta nel complesso di un’uscita che, a mio parere, merita un voto quasi pieno, ridotto solo dal fatto che al momento Terravento è ancora una mera scommessa sulla quale puntare e non una certezza: comunque trattasi di un numero particolarmente riuscito che non deluderà di certo neppure il più esigente tra gli appassionati.



    Voto del recensore: 4.5/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2025/04/14/topolino-3620/


    Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


    Re:Topolino 3620 (# 36)

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    Re:Topolino 3620 (# 36)

    Gran bel numero. La storia finale l'ho trovata geniale, penso che gli autori Vacca e Coppola abbiano fatto un lavoro superbo sotto ogni punto di vista e penso che si siano anche divertiti un sacco a realizzare questa storia. Si capisce che ci hanno creduto molto dall'inizio alla fine con grande giovamento del risultato.
    Pagina 142 per me è stata l'apice del divertimento.
    Anche il resto del numero mi è piaciuto molto ad eccezione della storia danese e sempre per i soliti motivi: il modo di scrivere del nord Europa non mi attrae e i disegni erano davvero troppo sacrificati. C'era anche qualche gag divertente come il costume da mostro marino tranciato dall'auto o il gallo cacciato a pedate fuori dal pollaio ma quasi ci voleva la lente di ingrandimento per capirle appieno. Queste storie meritano di stare sull'Almanacco anziché sul Topo.

    Re:Topolino 3620 (# 37)

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    Re:Topolino 3620 (# 37)

    Unica "stranezza" nella storia del Cent della discordia...a pagina 132, Rockerduck sta leggendo il giornale della concorrenza!
    I grandi si concentrano su come spiegare la morte, dimenticandosi di un altro problema: dopo la morte cosa succede ai vivi? Chi muore va in cielo, su una nuvola. Nessuno che dica dove dovrebbe andare chi resta, quando le nuvole si sporcano di fango e il senso dell orientamento si perde chissà dove

    Re:Topolino 3620 (# 38)

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    Re:Topolino 3620 (# 38)

    Anche a me questo numero è piaciuto molto.
    Per assurdo Terravento che dovrebbe essere la storia di punta del numero è quella che ho già un po' dimenticato.Pensare che conta di 5 episodi la trovo un po' troppo dilazionata, dato che l'impressione che mi ha dato è che sia accaduto poco (che però è stato compensato con la resa scenica e l'ambientazione di tutto rispetto).Troppo presto per parlare, per ora ne rimango incuriosita e leggerò volentieri il seguito.
    Dovrebbe essere una storia semplicissima e che sa di già visto quella di Gambadilegno per la trama ampliamente sfruttata, e invece mi ha stupita perché l'ho trovata scorrevole e coinvolgente, è stato un piacere leggerla,la ricorderò e rileggerò con piacere.
    Lord Hatequack ritorna in gran stile, anche qui un vero piacere poter leggere un racconto più inquietante rispetto al solito.
    Tornado poi in un tradizionale scontro fra Rockerduck e Paperone, pare anche questa una storia di quelle già viste e invece...ottima anche lei, la si legge tutta d'un fiato perché si vuole sapere come andrà a finire.Coinvolgente anche grazie ai disegni che si sposano perfettamente con la trama e alle piccole-grandi trovate comico espressive e nelle gestualità dei personaggi.

    Re:Topolino 3620 (# 39)

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    Re:Topolino 3620 (# 39)

    fa sempre effetto vedere Famedoro con un patrimonio di sterline che oggi in Sudafrica sono carta straccia in quanto fuori corso sin dal 1961 e sostituite dal rand
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    Re:Topolino 3620 (# 40)

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    Re:Topolino 3620 (# 40) Ultima modifica: Sabato 19 Apr 2025, 11:15:18 di Cornelius

    Citazione di: conker il Sabato 19 Apr 2025, 10:01:38fa sempre effetto vedere Famedoro con un patrimonio di sterline che oggi in Sudafrica sono carta straccia in quanto fuori corso sin dal 1961 e sostituite dal rand
    In effetti quella £, per quanto storica e 'barksiana', andrebbe sostituita dalla più 'attuale' (da oltre 60 anni) R. Anche per una maggior chiarezza verso quei lettori più piccoli (ma anche grandi) che potrebbero continuare a credere che il Sudafrica abbia la sterlina come moneta invece che il rand. Poi non si dica che "l'hanno letto su Topolino". In questo caso i 'detrattori' (Matteo Salvini in primis) avrebbero le loro ragioni.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Sterlina_sudafricana
    https://it.wikipedia.org/wiki/Rand_sudafricano#:~:text=Il%20Rand%20%C3%A8%20la%20valuta,dalla%20sua%20indipendenza%20nel%201961.

                                                                                         

    Re:Topolino 3620 (# 41)

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    Re:Topolino 3620 (# 41)

    Citazione di: conker il Sabato 19 Apr 2025, 10:01:38
    fa sempre effetto vedere Famedoro con un patrimonio di sterline che oggi in Sudafrica sono carta straccia in quanto fuori corso sin dal 1961 e sostituite dal rand
    Effettivamente è vero, però sono abbastanza sicura di aver letto una storia (ovviamente non quella di questa settimana) in cui Cuordipietra menzionava "il suo primo rand", una sorta di Numero 1. Qualcuno ricorda che storia fosse?

    Re:Topolino 3620 (# 42)

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    Re:Topolino 3620 (# 42)

    Citazione di: Claudia8 il Sabato 19 Apr 2025, 12:04:16
    Citazione di: conker il Sabato 19 Apr 2025, 10:01:38
    fa sempre effetto vedere Famedoro con un patrimonio di sterline che oggi in Sudafrica sono carta straccia in quanto fuori corso sin dal 1961 e sostituite dal rand
    Effettivamente è vero, però sono abbastanza sicura di aver letto una storia (ovviamente non quella di questa settimana) in cui Cuordipietra menzionava "il suo primo rand", una sorta di Numero 1. Qualcuno ricorda che storia fosse?
    In realtà sarebbe contraddittoria questa frase, visto che Cuordipietra, essendo coetaneo di Paperone, dovrebbe aver 'guadagnato' (o sgraffignato) la sua prima moneta da ragazzino, alla fine dell'800, quando in Sud Africa c'era sicuramente la sterlina.

    Re:Topolino 3620 (# 43)

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    Re:Topolino 3620 (# 43)

    Citazione di: Cornelius il Sabato 19 Apr 2025, 13:03:51
    Citazione di: Claudia8 il Sabato 19 Apr 2025, 12:04:16
    Citazione di: conker il Sabato 19 Apr 2025, 10:01:38
    fa sempre effetto vedere Famedoro con un patrimonio di sterline che oggi in Sudafrica sono carta straccia in quanto fuori corso sin dal 1961 e sostituite dal rand
    Effettivamente è vero, però sono abbastanza sicura di aver letto una storia (ovviamente non quella di questa settimana) in cui Cuordipietra menzionava "il suo primo rand", una sorta di Numero 1. Qualcuno ricorda che storia fosse?
    In realtà sarebbe contraddittoria questa frase, visto che Cuordipietra, essendo coetaneo di Paperone, dovrebbe aver 'guadagnato' (o sgraffignato) la sua prima moneta da ragazzino, alla fine dell'800, quando in Sud Africa c'era sicuramente la sterlina.
    È quello che penso anch'io, però mi sembra di ricordare proprio che si parlasse di "primo rand". Magari è una traduzione un po' disattenta di qualche storia straniera.

    Citazione di: Euri il Sabato 19 Apr 2025, 13:10:25
    Qualche anno fa mi sono imbattuta in questa storia in cui Amelia ha cercato di rubare la numero uno di Cuordipietra, dato che non ha difese contro le maghe come Paperone.

    Non penso che si tratti di questa perché non è stata pubblicata in Italia e io mi ricordo proprio quella frase in italiano.

    Re:Topolino 3620 (# 44)

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    Re:Topolino 3620 (# 44)

    Citazione di: Claudia8 il Sabato 19 Apr 2025, 13:49:24È quello che penso anch'io, però mi sembra di ricordare proprio che si parlasse di "primo rand". Magari è una traduzione un po' disattenta di qualche storia straniera.
    Puoi spostare l'interrogativo in Sfide e richieste d'aiuto. Sicuramente Anders And risolverà la cosa   ;D