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Topolino 3399

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Garalla
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    Re:Topolino 3399
    Risposta #60: Domenica 17 Gen 2021, 13:55:15
    Credo che bisogna intenderlo come se gli eventi del '69 siano stati slittati agli anni '00
    La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
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      Re:Topolino 3399
      Risposta #61: Domenica 17 Gen 2021, 14:25:25
      Credo che bisogna intenderlo come se gli eventi del '69 siano stati slittati agli anni '00
      E allora si crea un problema mica da ridere, perché le storie di PKNA erano ambientate prima dei '00, e c'erano espliciti riferimenti temporali... :-/ Ciò non toglie che l'idea di Gervasio di far slittare la data per rendere il tutto più realistico la reputo buona, anche se, in verità, all'inizio mi aveva fatto storcere il naso.

      Ciao!

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        Re:Topolino 3399
        Risposta #62: Domenica 17 Gen 2021, 14:27:08
        Io non capisco perché creare tutte queste complicanze temporali. Non importa se la storia di Guido Martina è uscita nel 69, non bisogna per forza considerare che la storia è avvenuta in quell'anno. L'ideale semplicemente è considerare i fatti nell'ordine temporale in cui ci vengono narrati dai vari autori ma senza tenere troppo in considerazione le eventuali date. Cioè io so che negli anni 20 (uniche date IMHO da prendere sul serio perché sono state studiate) agiva Fantomius? Okay, un bel po' di decenni dopo nasce Paperinik, che farà un'infinità di avventure a partire da quelle di Martina fino ad arrivare a quelle dei mensili di Paperinik e poi le nuove di Marco Gervasio: tutto questo in quello che è un presente infinito che non ha alcun bisogno di date che complicherebbero appunto persino l'età di Paperino. Per quanto riguarda gli oggetti usati nelle epoche diverse, ma io dico chi se ne importa. Sappiamo che tutt'ora Paperino agisce con il nuovo millennio in storie normali (e c'era dai tempi di Al Taliaferro), perché dunque fare un dramma temporale per il povero Paperinik che agisce anch'esso giustamente ai tempi nostri.
        In conclusione IMHO le date non vanno considerate (a parte quelle di Fantomius perché sono studiate con tutti gli oggetti dell'epoca) e il presente di Paperinik è un presente infinito in cui la tecnologia è presente, punto e basta.

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          Re:Topolino 3399
          Risposta #63: Domenica 17 Gen 2021, 14:33:08
          Credo che bisogna intenderlo come se gli eventi del '69 siano stati slittati agli anni '00
          E allora si crea un problema mica da ridere, perché le storie di PKNA erano ambientate prima dei '00, e c'erano espliciti riferimenti temporali... :-/ Ciò non toglie che l'idea di Gervasio di far slittare la data per rendere il tutto più realistico la reputo buona, anche se, in verità, all'inizio mi aveva fatto storcere il naso.

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          Anche se le date sono dette esplicitamente in PK, se si vuole evitare di fare confusione, non bisogna prenderle in considerazione. Sappiamo che Paperinik prima ha trovato il Diario di Fantomius ed è diventato Paperinik, dopo è diventato PK e infine è tornato ad essere entrambi i Paperi (oltre alle altre due identità, DD e Qu-Qu-7).
          Prima, dopo e infine sono le parole da usare al posto delle date che altrimenti non avrebbero senso perché Paperino avrebbe un'età micidiale e ci sarebbero altrimenti tante altre cose a livello temporale che non andrebbero.

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            Re:Topolino 3399
            Risposta #64: Domenica 17 Gen 2021, 14:44:10
            Credo che bisogna intenderlo come se gli eventi del '69 siano stati slittati agli anni '00
            E allora si crea un problema mica da ridere, perché le storie di PKNA erano ambientate prima dei '00, e c'erano espliciti riferimenti temporali... :-/ Ciò non toglie che l'idea di Gervasio di far slittare la data per rendere il tutto più realistico la reputo buona, anche se, in verità, all'inizio mi aveva fatto storcere il naso.

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            Anche se le date sono dette esplicitamente in PK, se si vuole evitare di fare confusione, non bisogna prenderle in considerazione. Sappiamo che Paperinik prima ha trovato il Diario di Fantomius ed è diventato Paperinik, dopo è diventato PK e infine è tornato ad essere entrambi i Paperi (oltre alle altre due identità, DD e Qu-Qu-7).
            Prima, dopo e infine sono le parole da usare al posto delle date che altrimenti non avrebbero senso perché Paperino avrebbe un'età micidiale e ci sarebbero altrimenti tante altre cose a livello temporale che non andrebbero.
            Ma ci sono, non si può far finta che non esistano! Inoltre, secondo me, fanno parte del bello di PKNA, e rendono il tutto più realistico.
            Credo che bisogna intenderlo come se gli eventi del '69 siano stati slittati agli anni '00
            E allora si crea un problema mica da ridere, perché le storie di PKNA erano ambientate prima dei '00, e c'erano espliciti riferimenti temporali... :-/ Ciò non toglie che l'idea di Gervasio di far slittare la data per rendere il tutto più realistico la reputo buona, anche se, in verità, all'inizio mi aveva fatto storcere il naso.

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            Anche se le date sono dette esplicitamente in PK, se si vuole evitare di fare confusione, non bisogna prenderle in considerazione. Sappiamo che Paperinik prima ha trovato il Diario di Fantomius ed è diventato Paperinik, dopo è diventato PK e infine è tornato ad essere entrambi i Paperi (oltre alle altre due identità, DD e Qu-Qu-7).
            Prima, dopo e infine sono le parole da usare al posto delle date che altrimenti non avrebbero senso perché Paperino avrebbe un'età micidiale e ci sarebbero altrimenti tante altre cose a livello temporale che non andrebbero.
            Io i Paperi e i Topi li ho sempre visti come creature immortali o comunque longevissime (anche perché sennò molte storie non avrebbero senso, ad esempio nelle strisce di Taliaferro i personaggi si muovono sulle carrozze e nelle storie di oggi ci sono automobili modernissime, ma i character hanno la stessa età, ed è lo stesso in Tutto questo accadde domani, dove i personaggi degli anni '30 e di oggi hanno la stessa età o poco più. Poi capisco che ci siano varie concezioni del mondo disneyano, questa è la mia.

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            « Ultima modifica: Domenica 17 Gen 2021, 14:47:33 da Grande Tiranno »
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              Risposta #65: Domenica 17 Gen 2021, 14:55:38
              Ah okay, io invece per esempio li ho sempre visti come persone che normalmente nascono, crescono e muoiono però tutto ciò in un presente allungato, senza date da prendere sul serio, infinito (tant'è che non moriranno mai non perché sono immortali ma perché non viene raccontata la loro vecchiaia) che vede anche oggetti di più epoche da non considerare più di tanto.

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                Re:Topolino 3399
                Risposta #66: Domenica 17 Gen 2021, 15:56:32
                Pretendere una precisione temporale nei fatti dell'esordio di Paperinik è qualcosa di non realizzabile. Per una serie di motivi. Il primo è che la stessa ambientazione della storia di Martina non coinciderebbe con quella del Fantoumius di Gervasio. Il Professore parlava di un tizio morto cent'anni prima che viveva a Villa Rosa, mentre tra gli anni '20 di Lord Quackett e i '60 dell'esordio del Vendicatore non ne passa nemmeno mezzo. E poi, voglio dire, se Paperino è diventato Paperinik negli anni '60, ora dovrebbe essere un matusalemme con dei nipotini pensionati.
                Penso che ci debba essere un ordine cronologico delle cose, ma temporale. Ci sono degli eventi nel passato, e altri nel presente, che muta.
                Quanto alla questione di Dolly che si dispiace per aver malpensato di Senape, sono anche io d'accordo sul fatto che potesse essere più cattivella senza pentirsi subito dopo. Una caratterizzazione più "umana" e un po' meno senza macchia della coppia li renderebbe più sfaccettati a mio parere, ma è una scelta dell'autore dargli una morale ferrea. Quindi nulla di male perché è coerente con i personaggi.

                Non trovo invece nemmeno io giustificazioni per il lavoro di riscrittura delle origini di Topolino.
                Che, fra l'altro, cade vittima di un corto circuito temporale (stavolta sì) con Young Donald Duck. Più volte abbiamo visto come le due serie siano in stretta continuity tra loro (la Jeremy Ratt, riferimenti vari). Ma allora perché YDD è ambientata nel presente tecnologico (instaduck, smartphone eccetera) e Topolino Origini nel passato? Non bastava tenere separate le due cose anziché creare questo controsenso inutile?

                Ma Topolino le origini ha colpe ben peggiori, cioè quelle di "riscrivere" alcuni pezzi della storia del Topo. Ora, si tratta di una pratica (purtroppo) diffusa, ma quando è avvenuta (Frittole) veniva fatta con cognizione di causa. Il passato veniva immolato sull'altare di idee (per quanto non valide come le precedenti). Topolino le origini no. Ha senso buttare nella spazzatura L'enigma di Mu e l'Arca Perduta per questo episodio di questa serie? Viaggi avventurosi e atmosfere di pericolo gettate dalla finestra in cambio di Topolino che partecipa alla ricerca di un sottovaso smarrito.

                Da eroe dell'avventura a cercatore di oggetti smarriti. Perché nella storia non succede altro. Letteralmente. Magari spoiler, ma c'è anche poco da spoilerare. Topolino mangia un gelato con gli amici al parco. Topolino arrossisce davanti a Minni. Topolino aiuta Zapotec a trovare un sottovaso smarrito. Topolino mangia una pizza con Indiana Pipps. Un tizio delle pulizie ritrova il reperto. Tutto condito da ammiccamenti sulla macchina del tempo. Roba da Oscar (anzi, da Toposcar). Chi non vorrebbe vivere le fantastiche avventure del giovane Topolino?

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                  Re:Topolino 3399
                  Risposta #67: Domenica 17 Gen 2021, 18:49:26
                  Ha senso buttare nella spazzatura L'enigma di Mu e l'Arca Perduta per questo episodio di questa serie?

                  Non mi pare sia stato gettato nulla nella spazzatura. Io ce le ho ancora belle e intonse in libreria pronte per essere rilette.
                  La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                  Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

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                    Risposta #68: Lunedì 18 Gen 2021, 10:48:10
                    Recensione Topolino 3399


                     Da un po’ ho cambiato il mio approccio alla lettura di Topolino, è stato inevitabile.

                     Il pubblico di riferimento è stato individuato da tempo e io (e tanti altri come me) forse non ne faccio parte. Dopotutto gli appassionati questo sono: fondamentalmente dei rompiscatole, persi nella loro conoscenza della materia, supremi guardiani di cosa sia canonico e cosa no, memoria storica di quanto scritto e disegnato. Memoria però che oltre un certo limite può diventare inopportuna dal punto di vista di chi deve ideare e vendere storie sempre nuove.

                     E poi, in fin dei conti, gli appassionati sono comunque pochi, molto pochi, mentre lì fuori c’è un vasto pubblico nuovo e ignorante (nel senso che, per motivi anagrafici, ignora ancora tutto ciò che è avvenuto in passato) che aspetta solo di essere conquistato. È un ragionamento che non fa una piega, da addetto ai lavori lo farei anche io.

                     Per questo (la prendo alla lontana) dopo aver tuonato contro il responsabile della riscrittura di Paperoidi e Ki-Kongi, dopo aver assistito impotente a una infantilizzazione sempre più marcata della rivista proseguita per anni, dopo aver subìto, rassegnato, gli ammodernamenti dei personaggi per venire incontro ai lettori più giovani, ho deciso che era inutile combattere.

                     Capita la tendenza e capito che non era invertibile, sono venuto ad un compromesso (unilaterale, ovviamente): “Ok, fate quello che volete, ma fatelo bene”.

                     In Topolino le origini: Il segreto del museo, Giorgio Fontana riscrive la storia dei primi incontri tra Topolino, Zapotec e Indiana Pipps e riesce a infrangere questo accordo (di cui non era a conoscenza ovviamente, ma ciò non lo rende meno colpevole) nella maniera peggiore:

                     mancando di rispetto agli autori originali, Massimo De Vita e Bruno Sarda in primis;mancando di rispetto ai vecchi lettori che non possono accettare che si passi da un’entrata in scena thrilling del professore ad un’asettica stretta di mano;mancando di rispetto ai nuovi lettori a cui viene consegnata una storiella infantile che vorrebbe essere contemporaneamente seria e leggera senza avere la forza di essere né l’una né l’altra cosa, partorendo gag e battute da cabaret dopolavoristico (la “scenetta” di Topolino impacciato al pensiero di Minni è mortificante).
                    Quale preferite?

                     Per farla breve, si passa da un antropologo di fama mondiale che Topolino riconosce dal nome e che discetta, con la giusta fantasia, di vere ipotesi storiche e archeologiche (fondate o no, ha poca importanza), a un tale che studia popoli antichi dediti ai fagioli lessi, che ha bisogno delle “intuizioni” di un ragazzino per comprendere i manufatti contenuti nel suo museo e che anziché indagare sulla possibile reale esistenza di miti leggendari è impegnato a ritrovare un sottovaso.

                     L’ho detto altre volte e continuerò a ripeterlo perché non voglio e non posso arrendermi alla mediocrità innalzata a valore di riferimento: i nuovi lettori meritano di meglio. Finora avevo trattato con sufficienza questa serie sul giovane Topolino considerandola superflua, certo, ma per lo più innocua. Un capriccio editoriale che sarebbe presto caduto nel dimenticatoio.

                     
                    Peccato il professore non ci abbia resi edotti anche sugli effetti dei fagioli lessi

                     Ora credo si sia fatto un consistente passo avanti verso il dolo. Dolo, non danno, perché il disegno pare chiaro: non si tratta di leggerezze di sceneggiatura ma di una volontà precisa di tradire le caratterizzazioni originarie dei personaggi per restituirci una colossale accozzaglia di banalità.

                     Per me può anche non essere un problema, l’appassionato di lunga data ha la sua collezione di belle storie a cui attingere ogni volta che ne sente il bisogno e può permettersi di ignorare queste brutture, ma chi penserà a quegli inermi ed inesperti lettori là fuori?

                     
                    Silhouette sinuose

                    Venendo alla storia a cui è dedicata la copertina, si tratta della nuova, lunga avventura di Fantomius scritta e disegnata da Marco Gervasio: L’inizio e la fine. Come sempre davanti ad un lavoro in più puntate, è preferibile aspettare la conclusione per un giudizio corretto. Al momento, al netto di uno spunto non originalissimo (i viaggi nel tempo sono alquanto inflazionati) e di alcuni passaggi troppo meccanici che in alcuni punti tolgono un po’ di naturalezza alla svolgimento, si prospetta una storia avventurosa e intrigante, focalizzata più sui meccanismi narrativi che sulle questioni accessorie, insomma una sorta di ritorno alle prime vicende del ladro gentiluomo e questo non può non essere che un valore aggiunto.

                     Sul fronte disegni, a una Lady Senape ritratta anche con una certa naturalezza e, perché no?, sinuosità, si alterna un Quackett/Fantomius a volte in pose rigidamente innaturali. Nulla che pregiudichi la lettura, comunque.

                     L’analisi del numero si può concludere con Zio Paperone e la Gazzella del Nord di Vito Stabile con, ai disegni, Marco e Stefano Rota: sicuramente la storia, facente parte di un ciclo di omaggi a Barks, funziona.

                     Agli occhi di chi già conosce i lavori dell’autore americano il tutto può sembrare già visto, dato che lo sceneggiatore realizza una sorta di fusione tra due classici come La cassa di rafano e A nord dello Yukon, ma voglio credere che l’operazione sia anche motivata dall’intenzione di far conoscere Barks a chi ancora non ha avuto modo di leggerlo, di diffondere schemi, strutture narrative, caratterizzazioni dei personaggi che sono degli evergreen e che come tali dovrebbero essere patrimonio di chiunque si avvicina al fumetto tout court, non solo disneyano.

                     
                    Una scommessa troppo a cuor leggero

                     Da questo punto di vista sarebbe servito anche un appoggio redazionale con un minimo di presentazione del progetto, delle storie omaggiate, qualcosa di significativo insomma, anziché lasciare il lettore orfano di riferimenti per consegnargli un’inutile paginetta di introduzione.

                     Per essere pignoli (ma ora sto parlando da appassionato rompiscatole) il finale, fin troppo “comodo”, lascia non del tutto soddisfatti: sarebbe stato più adatto un guizzo che risolvesse la vicenda in maniera maggiormente originale, ma ce lo facciamo andare bene. Sul Rota recente, invece, mi sono già espresso in precedenza: a parte il nome, evidentemente ancora spendibile, non vengono rinnovati i fasti del passato e l’apporto (non so in quale misura) del suo collaboratore non è sufficiente per elevare il risultato complessivo.

                     Il numero è completato da una nuova puntata della rubrica “Luoghi da scoprire” dedicata a un particolarissimo hotel di ghiaccio (l’intervista al direttore di questo hotel è più interessante della storia abbinata, fate un po’ voi) e una doppia intervista a Sergio Cabella e Giampaolo Soldati per un’anticipazione della loro storia che verrà pubblicata sul prossimo albo



                    Voto del recensore: 2/5
                    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                    http://www.papersera.net/wp/2021/01/18/topolino-3399/

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                      Re:Topolino 3399
                      Risposta #69: Lunedì 18 Gen 2021, 11:18:45
                      Quoto questa encomiabile recensione in ogni parola e prendo la decisione di piantarla col Topolino attuale, per quel che mi riguarda se devo riempire scaffali, preferisco farlo con materiale antiquariale.
                      A parte qualche storia di Casty e poco altro, da quando ho iniziato a ricomprarlo (quasi un anno fa) ad oggi sono arrivato alla conclusione che si tratti della brutta copia del "giornalino" di un tempo.
                      In alcuni casi molto, ma molto brutta.
                      Peccato per i nuovi lettori che hanno a che fare con una ciofeca del genere.
                      « Ultima modifica: Lunedì 18 Gen 2021, 11:23:03 da MarioCX »
                      ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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                        Re:Topolino 3399
                        Risposta #70: Lunedì 18 Gen 2021, 11:39:56
                        Quoto questa encomiabile recensione in ogni parola e prendo la decisione di piantarla col Topolino attuale, per quel che mi riguarda se devo riempire scaffali, preferisco farlo con materiale antiquariale.
                        A parte qualche storia di Casty e poco altro, da quando ho iniziato a ricomprarlo (quasi un anno fa) ad oggi sono arrivato alla conclusione che si tratti della brutta copia del "giornalino" di un tempo.
                        In alcuni casi molto, ma molto brutta.
                        Peccato per i nuovi lettori che hanno a che fare con una ciofeca del genere.
                        E dove metti Paperinik e Fantomius assieme a tutto l'operato di Nucci? E le 19999 leghe di Artibani/Pastrovicchio? Topolino Giramondo? Fast Track Mickey? La classicità di Stabile/Rota? La comicità di Enrico Faccini? ...
                        « Ultima modifica: Lunedì 18 Gen 2021, 11:47:15 da Flash X »

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                          Re:Topolino 3399
                          Risposta #71: Lunedì 18 Gen 2021, 13:04:43
                          Quoto questa encomiabile recensione in ogni parola e prendo la decisione di piantarla col Topolino attuale, per quel che mi riguarda se devo riempire scaffali, preferisco farlo con materiale antiquariale.
                          A parte qualche storia di Casty e poco altro, da quando ho iniziato a ricomprarlo (quasi un anno fa) ad oggi sono arrivato alla conclusione che si tratti della brutta copia del "giornalino" di un tempo.
                          In alcuni casi molto, ma molto brutta.
                          Peccato per i nuovi lettori che hanno a che fare con una ciofeca del genere.
                          E dove metti Paperinik e Fantomius assieme a tutto l'operato di Nucci? E le 19999 leghe di Artibani/Pastrovicchio? Topolino Giramondo? Fast Track Mickey? La classicità di Stabile/Rota? La comicità di Enrico Faccini? ...

                          A fare compagnia a "Foglie Rosse".
                          Vedi cio che ho scritto nel thread dedicato.
                          ...ho la febbre, ma ti porto fuori a bere...

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                            Re:Topolino 3399
                            Risposta #72: Lunedì 18 Gen 2021, 14:57:37
                            Riguardo a Topolino le origini, devo dire che non sono arrabbiato come tanti di cui ho letto qui, ma, più che altro, deluso (MOLTO deluso)... :(
                            Soprattutto, però, mi chiedo: "perché?"

                            Si voleva narrare la giovinezza di Topolino (come se ora fosse vecchio, ma vabbe'...)? Completamente fallito, perché le situazioni, l'epoca e i comprimari sono quasi completamente fuori luogo...
                            Si voleva fare un "uotìf", cioè immaginare Topolino in un'epoca più moderna alle prese con le difficoltà della vita (diciamo così)? Poteva essere una buona idea, ma fin da subito è stata sviluppata male, con storie sinceramente alquanto scarse...
                            E' un universo parallelo, solo simile a quello che conosciamo? Non mi sembra che sia stato detto!

                            Ma soprattutto: la qualità di queste storie vale la candela? A me pare proprio di no!

                            E, specifico, a me della cosiddetta continuity frega relativamente poco (sono cresciuto leggendo topolini di epoche diverse in cui succedeva tutto e il contrario di tutto, per cui sono vaccinato!); però, appunto, se fai delle storie che vanno in contrasto con le storie precedenti, ne deve valere la pena, cosa non vera in questo caso!

                            Per il resto, non si parla (bene) abbastanza di Massimo Fecchi! :)
                            Sarò scemo io, ma (a parte che i suoi disegni mi piacciono un sacco!) il fatto che ora lavori per Topolino, e che sia ancora in perfetta forma (a differenza, mi dispiace dirlo, di Marco Rota, che avrebbe bisogno di un altro inchiostratore...), lo trovo bellissimo! :)

                            A parte qualche storia di Casty e poco altro, da quando ho iniziato a ricomprarlo (quasi un anno fa) ad oggi sono arrivato alla conclusione che si tratti della brutta copia del "giornalino" di un tempo.
                            In alcuni casi molto, ma molto brutta.
                            Come sai, non sono d'accordo... ma non importa! ;)
                            « Ultima modifica: Lunedì 18 Gen 2021, 15:15:59 da Dippy Dawg »
                            Io son nomato Pippo e son poeta
                            Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                            Verso un'oscura e dolorosa meta

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                              Re:Topolino 3399
                              Risposta #73: Lunedì 18 Gen 2021, 15:12:16
                              Nemmeno secondo me il Topolino odierno è da buttare. Almeno secondo me ci sono cose venute bene (come quelle segnalate da FlashX), altre venute abbastanza bene e altre no (appunto Topolino le Origini ma anche YDD e Storia Papera).
                              E poi le storie meno belle ci sono sempre state...
                              Quello che è cambiato è l'introduzione della continuity! La continuity oggi è dappertutto: serie tv, film, libri... era naturale che arrivasse anche in Topolino.
                              Se la usi bene puoi realizzare una sinergia tra le tante storie e fare qualcosa di nuovo e interessante ma se la usi male finisce così...
                              Se l'ultimo episodio fosse stato slegato come gli altri (ok, è legato alla continuity di YDD ma credo che non freghi a nessuno) sarebbe stato archiviato come storia brutta e tra un mese ce lo saremmo dimenticato tutti.

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                                Re:Topolino 3399
                                Risposta #74: Lunedì 18 Gen 2021, 16:51:50
                                Secondo me dobbiamo guardare con la giusta obbiettività: quando scorro le copie dei fumetti Disney anni '70-'80'90 di cui sono in possesso, trovo moltissimo materiale scadente, intervallato di capolavori o di storie comunque buone. E' chiaro che nel ricordo passano solo queste ultime contribuendo a farci mitizzare il passato. Oggi non è molto diverso. Ci sono, secondo me, molte storie che diventeranno classici sul Topolino odierno, insieme ad altre che andranno nel dimenticatoio. Ciò non toglie che sia giusto sottolineare le cose "troppo sbagliate" e lo storia di Topolino: le origini di questo numero lo è. E non è nemmeno, per me, questione di "sacra continuity": certo, l'esordio di un personaggio iconico va rispettato, però se la riscrittura ci desse una storia all'altezza di quelle di Pezzin, penso che applaudiremmo tutti allo "sgarro". Il problema è che qui siamo ad un livello mediocre.

                                 

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