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Topolino 3441 - Recensione di Andrea Pasti

È un albo esemplare della gestione Bertani, il 3441. Da un’avventura di ampio respiro ad una con protagonisti i bimbi dell’universo Disney, passando per un perfetto esempio di sincretismo e worldbuilding, per una storia volta alla modernità e per un classico vecchio stile, questo numero di Topolino tocca più o meno tutte le corde dell’odierna vision del settimanale. Ma andiamo con ordine. La storia d’apertura rientra in quel filone di eventi una tantum che da un anno e mezzo ravvivano il folklore topoliniano. Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo va infatti ad inserirsi nel solco già tracciato da Sir Topleton e la sfida al grande bianco e da Topolino, Pippo e la scalata del secolo. Storie che vivono più del viaggio che della meta, rappresentando un nuovo punto di vista sulle avventure disneyane, più intimista ed in linea con il taglio attuale. Pietro Zemelo imbastisce una storia che sa prendersi i suoi tempi e permette a chi legge di riscrivere il proprio rapporto coi personaggi dai volti tanto conosciuti: Pigafetta non è la classica estensione di Paperino, e il lettore ha modo di affezionarcisi individualmente; lo stesso vale per il barbuto Paperon Magellano e per Barboso/Pico. Sono personaggi caratteristici e capaci di stimolare simpatie e curiosità verso il loro viaggio interiore. Perfettamente a suo agio, Zemelo fa accomodare anche noi davanti ad una sceneggiatura che trascende il proprio periodo d’appartenenza, a tratti classica nelle atmosfere, ma nuovissima nelle emozioni. Ai disegni un ispirato Paolo Mottura, che ci regala personaggi vivi, memori dell’altra sua avventura marinaresca, con colori altrettanto caldi e coadiuvati dai chiaroscuri tipici dell’autore, rendendo in definitiva questa storia la punta di diamante del numero. Il più duro dei duri in tutte le sue incarnazioni Lo stesso Zemelo riappare oltre la metà del numero con una storia cui eccezionalmente partecipa come disegnatore: Paperino pastore cittadino. Su testi di Marco Bosco, questa è una classica riempitiva vecchio stile senza particolari guizzi. Il novello disegnatore però supera brillantemente la sua prima prova su Topolino, con un tratto molto fresco e moderno ma dalla forte radice carpiana. Una radice che qui e lì forse spicca un po’ troppo, con pose effettivamente talmente simili al proprio riferimento da andare in contrasto col resto delle vignette. Uno stacco assolutamente netto con la sua “prova zero” sul Ridi Paperoga di qualche estate fa. In sostanza, un futuro promettente attende lo Zemelo disegnatore e nasce spontanea la curiosità di leggere, prima o poi, una storia da autore unico. È un mondo piccolo! Totalmente diverso è, invece, il tipo di avventura che caratterizza Foglie rosse: Interludio. Forte ormai di un genere che è sempre più suo, Claudio Sciarrone costruisce l’ennesima prova riuscita da sceneggiatore per ragazzi con una storia su dei ragazzi. Tip, Tap, Phil e l’intera banda (musicale) vivono un’avventura dal sapore onirico, ma pregna di quel desiderio di conoscere il mondo che le generazioni d’oggi provano costantemente. Mentre sullo sfondo continua a muoversi la trama che, partendo dalla prima, ci porterà alla seconda saga, ad essere protagoniste indiscusse sono le panoramiche che l’artista realizza magistralmente in una carrellata mozzafiato che fa eccellente uso della gabbia libera. Sciarrone sembra aver trovato una nuova dimensione, fatta di tecnologie avanzate e sapori nostalgici della Generazione X cresciuta con Topolino e non solo. Grosso Guaio a Paperopoli, dal canto suo, rappresenta invece un tassello particolare dell’albo. La prima puntata è, infatti, una finestra sul mondo Disney, capace di fare un attimo il punto su tutto ciò che di recente è avvenuto sul settimanale. Non è un concetto cui il classico lettore di Topolino è abituato, ma come pochi riesce a rappresentare l’anima attuale del magazine, dove tutto ciò che accade… accade: non c’è più Topolino che incontra Babbo Natale per l’ottava volta come se fosse una novità o Paperino che scopre la quarta Atlantide, perché ora ogni cosa permane. La storia si apre con Topolino che, dopo aver raggiunto la casa di Paperino, discorre amabilmente con i nipotini facendo espliciti riferimenti alla Calisota Summer Cup, a Musicalisota, allo stesso Foglie rosse e a Topolino le origini, che vanno ad aggiungersi a Minni prêt-à-porter, già menzionata nel prologo, e al ciclo di Paperinik dello stesso Marco Gervasio. La storia infatti va quasi ad incastrarsi più in quest’ultima serie di storie che non in una di Mickey. Il team riprende infatti Paperinik e la minaccia alla fattoria, con un validissimo Giuseppe Facciotto che, come allora, si diletta con delle suggestive inquadrature di Paperopoli, rendendola una città estremamente credibile e solida. Ai testi, Gervasio continua nella costruzione del thriller dello scomparso giornalista, affiancando a Topolino proprio Paperinik. I due costruiscono un rapporto… frizzante, totalmente in contrasto con quello “diurno” tra il Topo e Paperino. Abituato a poliziotti più cordiali, eh Topolino? Nonostante ciò, quest’interazione è coerente con quelle che il (nuovamente) diabolico vendicatore sta vivendo oggigiorno con altri comprimari, e ha la verve necessaria a rendere la narrazione più interessante giocando proprio sul contrasto tra due attori che altrimenti sarebbero semplicemente inarrestabili. Tra le storie meno riuscite del numero, invece, c’è un nuovo episodio di Calisota Social Media, Brigitta e l’alleata inusitata. La storia rientra nel filone delle serie pseudo-divulgative di Alessandro Sisti ma, come accaduto a volte in passato, riesce poco nell’intento, diventato piuttosto un semplice gioco di equivoci e situazioni su un incipit vagamente moderno (in questo caso Facebook). Poco c’è da aggiungere sulla storia il cui finale, con un rinnovato intendersi tra Brigitta e Amelia, è quantomeno non convincente. Funzionali ed espressivi, invece, i disegni di Federico Franzò.

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Topolino 3441

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Ciube27
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    Re:Topolino 3441
    Risposta #15: Sabato 6 Nov 2021, 13:09:06
    Ma non è che, con l'uscita della storia di Pigafetta e di quella di Sit Topleton lo scorso anno, si voglia andare a creare un ciclo di storie legato alle grandi esplorazioni? Una mossa a metà fra quella del Ciclo Italiano e della Trilogia Gotica per spunti e disegni. Non so se effettivamente è così, ma è un'idea che non mi dispiacerebbe...
    Lettore convinto...

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      Re:Topolino 3441
      Risposta #16: Sabato 6 Nov 2021, 13:47:39
      Quoto Dippy, nel prologo (che è un modo gentile per non farci storcere il naso sul numero di puntate suddivise su più numeri) vedere Topolino e Pippo nella boutique ci poteva anche stare, non mi aveva disturbata, ma se in una storia pur di allungarla iniziamo ad inserire citazioni su citazioni non ne usciamo più.Che poi, con la trama non mi pare ci azzecchino nulla o non diano informazioni così importanti da non poter essere tralasciate.

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      Atius
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        Re:Topolino 3441
        Risposta #17: Sabato 6 Nov 2021, 14:47:38
        Adesso, "citazioni su citazioni". È vero, è un passaggio in po' forzato, ma occuperà massimo una pagina e mezza. Non mi sembra che, per il resto della storia, regni il citazionismo. Anzi, la trama va avanti in maniera anche abbastanza serrata.
        O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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        Anapisa
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          Re:Topolino 3441
          Risposta #18: Sabato 6 Nov 2021, 15:58:33
          Adesso, "citazioni su citazioni". È vero, è un passaggio in po' forzato, ma occuperà massimo una pagina e mezza. Non mi sembra che, per il resto della storia, regni il citazionismo. Anzi, la trama va avanti in maniera anche abbastanza serrata.
          Hai ragione, le citazioni stanno tutte lì, mi pare.
          È che trovarmele così concentrate,tutte all'inizio della storia, me l'ha fatta finire con avversione.
          Pazienza, si scrive per confrontarsi, vedremo come andrà a finire  ;)  :D

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            Re:Topolino 3441
            Risposta #19: Sabato 6 Nov 2021, 16:19:21
            Per quanto mi riguarda, sono d'accordo con Atius sul fatto che le rievocazioni effettuate da Topolino e dai nipotini in merito alle loro recenti avventure occupino soltanto poche vignette e che fungano soltanto da semplice "aggancio" tra l'arrivo di Topolino in città e il successivo sviluppo della trama stessa.
            Potrei essere d'accordo sul fatto che le citazioni che vengono riportate sarebbero state fuori luogo o superflue se al posto di Topolino ci sarebbe stato un altro personaggio che vive a Paperopoli, ad esempio Paperoga, Gastone, Archimede...
            In quel caso, il tutto sarebbe potuto risultare eccessivamente fine a sé stesso ed anche superfluo poiché quei personaggi vivono nella stessa città di Paperino e dei nipotini e quindi, gioco-forza, sono comunque aggiornati rispetto a quello che succede ai propri familiari o ai propri amici.
            Ma visto che non solo loro ad interagire con i paperotti, non mi ritrovo assolutamente con la sensazione di "fastidio" rilevata poco sopra da Dippy perché nella storia colui che interagisce con Qui, Quo e Qua è Topolino, il quale vive in un'altra città e che quindi non ha la possibilità di incontrarli e di scambiarci quattro chiacchiere così frequentemente come invece accade per Paperoga, Gastone e gli altri personaggi che sono in qualche modo a loro collegati da un rapporto di "famiglia" o quasi.
            E alla luce di tutto questo, posso dire in sincerità che ho percepito il tutto come molto naturale, scorrevole e che non mi ha dato per nulla la sensazione di essere un dialogo riempitivo o che servisse giusto per allungare la trama.

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            Cornelius Coot
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              Re:Topolino 3441
              Risposta #20: Sabato 6 Nov 2021, 16:58:40
              È che trovarmele così concentrate,tutte all'inizio della storia, me l'ha fatta finire con avversione.
              Forse questa avversione dipenderà anche dal fatto che le storie citate non ti sono particolarmente piaciute. Non ricordo cosa scrivesti al riguardo ma se ti fossero piaciute troveresti queste citazioni quantomeno simpatiche.

              A me piacquero fino a un certo punto, non è che smaniassi all'arrivo delle puntate successive. Però hanno caratterizzato il recente percorso di QQQ e il fatto che vengano citate mi è piaciuto più che altro per la continuity 'orizzontale' che rende più realistica la vita quotidiana dei personaggi di Paperopoli (e anche di Topolinia, visto che Mickey cita gli amici di Tip e Tap che troviamo alla fine dello stesso albo in Foglie Rosse)

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              Anapisa
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                Re:Topolino 3441
                Risposta #21: Sabato 6 Nov 2021, 20:17:16
                È che trovarmele così concentrate,tutte all'inizio della storia, me l'ha fatta finire con avversione.
                Forse questa avversione dipenderà anche dal fatto che le storie citate non ti sono particolarmente piaciute. Non ricordo cosa scrivesti al riguardo ma se ti fossero piaciute troveresti queste citazioni quantomeno simpatiche.

                A me piacquero fino a un certo punto, non è che smaniassi all'arrivo delle puntate successive. Però hanno caratterizzato il recente percorso di QQQ e il fatto che vengano citate mi è piaciuto più che altro per la continuity 'orizzontale' che rende più realistica la vita quotidiana dei personaggi di Paperopoli (e anche di Topolinia, visto che Mickey cita gli amici di Tip e Tap che troviamo alla fine dello stesso albo in Foglie Rosse)
                Si Cornelius hai ragione, le storie citate certamente non sono state le mie storie preferite, non sono storie che rileggerei.

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                  Re:Topolino 3441
                  Risposta #22: Sabato 6 Nov 2021, 23:20:24
                  Adesso, "citazioni su citazioni". È vero, è un passaggio in po' forzato, ma occuperà massimo una pagina e mezza. Non mi sembra che, per il resto della storia, regni il citazionismo. Anzi, la trama va avanti in maniera anche abbastanza serrata.
                  Hai ragione, le citazioni stanno tutte lì, mi pare.
                  È che trovarmele così concentrate,tutte all'inizio della storia, me l'ha fatta finire con avversione.
                  Pazienza, si scrive per confrontarsi, vedremo come andrà a finire  ;)  :D

                  Certamente, è stato un passaggio che ha dato fastidio anche a me. Però non l'ho visto come un voler allungare il brodo, quanto la volontà di proseguire quanto iniziato da Bertani, all'insegna della continuity interna. Poi, ci sta percepirla in un altro modo: come dici tu, si scrive per avere un confronto ;)
                  O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

                    Topolino 3441
                    Risposta #23: Domenica 7 Nov 2021, 15:06:08
                    Recensione Topolino 3441


                     È un albo esemplare della gestione Bertani, il 3441. Da un’avventura di ampio respiro ad una con protagonisti i bimbi dell’universo Disney, passando per un perfetto esempio di sincretismo e worldbuilding, per una storia volta alla modernità e per un classico vecchio stile, questo numero di Topolino tocca più o meno tutte le corde dell’odierna vision del settimanale. Ma andiamo con ordine.

                     La storia d’apertura rientra in quel filone di eventi una tantum che da un anno e mezzo ravvivano il folklore topoliniano. Paperin Pigafetta oltre i confini del mondo va infatti ad inserirsi nel solco già tracciato da Sir Topleton e la sfida al grande bianco e da Topolino, Pippo e la scalata del secolo. Storie che vivono più del viaggio che della meta, rappresentando un nuovo punto di vista sulle avventure disneyane, più intimista ed in linea con il taglio attuale.

                     Pietro Zemelo imbastisce una storia che sa prendersi i suoi tempi e permette a chi legge di riscrivere il proprio rapporto coi personaggi dai volti tanto conosciuti: Pigafetta non è la classica estensione di Paperino, e il lettore ha modo di affezionarcisi individualmente; lo stesso vale per il barbuto Paperon Magellano e per Barboso/Pico. Sono personaggi caratteristici e capaci di stimolare simpatie e curiosità verso il loro viaggio interiore.

                     Perfettamente a suo agio, Zemelo fa accomodare anche noi davanti ad una sceneggiatura che trascende il proprio periodo d’appartenenza, a tratti classica nelle atmosfere, ma nuovissima nelle emozioni. Ai disegni un ispirato Paolo Mottura, che ci regala personaggi vivi, memori dell’altra sua avventura marinaresca, con colori altrettanto caldi e coadiuvati dai chiaroscuri tipici dell’autore, rendendo in definitiva questa storia la punta di diamante del numero.

                     
                    Il più duro dei duri in tutte le sue incarnazioni

                     Lo stesso Zemelo riappare oltre la metà del numero con una storia cui eccezionalmente partecipa come disegnatore: Paperino pastore cittadino. Su testi di Marco Bosco, questa è una classica riempitiva vecchio stile senza particolari guizzi. Il novello disegnatore però supera brillantemente la sua prima prova su Topolino, con un tratto molto fresco e moderno ma dalla forte radice carpiana.

                     Una radice che qui e lì forse spicca un po’ troppo, con pose effettivamente talmente simili al proprio riferimento da andare in contrasto col resto delle vignette. Uno stacco assolutamente netto con la sua “prova zero” sul Ridi Paperoga di qualche estate fa. In sostanza, un futuro promettente attende lo Zemelo disegnatore e nasce spontanea la curiosità di leggere, prima o poi, una storia da autore unico.

                     
                    È un mondo piccolo!

                    Totalmente diverso è, invece, il tipo di avventura che caratterizza Foglie rosse: Interludio. Forte ormai di un genere che è sempre più suo, Claudio Sciarrone costruisce l’ennesima prova riuscita da sceneggiatore per ragazzi con una storia su dei ragazzi. Tip, Tap, Phil e l’intera banda (musicale) vivono un’avventura dal sapore onirico, ma pregna di quel desiderio di conoscere il mondo che le generazioni d’oggi provano costantemente.

                     Mentre sullo sfondo continua a muoversi la trama che, partendo dalla prima, ci porterà alla seconda saga, ad essere protagoniste indiscusse sono le panoramiche che l’artista realizza magistralmente in una carrellata mozzafiato che fa eccellente uso della gabbia libera. Sciarrone sembra aver trovato una nuova dimensione, fatta di tecnologie avanzate e sapori nostalgici della Generazione X cresciuta con Topolino e non solo.

                     Grosso Guaio a Paperopoli, dal canto suo, rappresenta invece un tassello particolare dell’albo. La prima puntata è, infatti, una finestra sul mondo Disney, capace di fare un attimo il punto su tutto ciò che di recente è avvenuto sul settimanale. Non è un concetto cui il classico lettore di Topolino è abituato, ma come pochi riesce a rappresentare l’anima attuale del magazine, dove tutto ciò che accade… accade: non c’è più Topolino che incontra Babbo Natale per l’ottava volta come se fosse una novità o Paperino che scopre la quarta Atlantide, perché ora ogni cosa permane.

                     La storia si apre con Topolino che, dopo aver raggiunto la casa di Paperino, discorre amabilmente con i nipotini facendo espliciti riferimenti alla Calisota Summer Cup, a Musicalisota, allo stesso Foglie rosse e a Topolino le origini, che vanno ad aggiungersi a Minni prêt-à-porter, già menzionata nel prologo, e al ciclo di Paperinik dello stesso Marco Gervasio. La storia infatti va quasi ad incastrarsi più in quest’ultima serie di storie che non in una di Mickey.

                     Il team riprende infatti Paperinik e la minaccia alla fattoria, con un validissimo Giuseppe Facciotto che, come allora, si diletta con delle suggestive inquadrature di Paperopoli, rendendola una città estremamente credibile e solida. Ai testi, Gervasio continua nella costruzione del thriller dello scomparso giornalista, affiancando a Topolino proprio Paperinik. I due costruiscono un rapporto… frizzante, totalmente in contrasto con quello “diurno” tra il Topo e Paperino.

                     
                    Abituato a poliziotti più cordiali, eh Topolino?

                     Nonostante ciò, quest’interazione è coerente con quelle che il (nuovamente) diabolico vendicatore sta vivendo oggigiorno con altri comprimari, e ha la verve necessaria a rendere la narrazione più interessante giocando proprio sul contrasto tra due attori che altrimenti sarebbero semplicemente inarrestabili.

                     Tra le storie meno riuscite del numero, invece, c’è un nuovo episodio di Calisota Social Media, Brigitta e l’alleata inusitata. La storia rientra nel filone delle serie pseudo-divulgative di Alessandro Sisti ma, come accaduto a volte in passato, riesce poco nell’intento, diventato piuttosto un semplice gioco di equivoci e situazioni su un incipit vagamente moderno (in questo caso Facebook). Poco c’è da aggiungere sulla storia il cui finale, con un rinnovato intendersi tra Brigitta e Amelia, è quantomeno non convincente. Funzionali ed espressivi, invece, i disegni di Federico Franzò.



                    Voto del recensore: 3.5/5
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                      Re:Topolino 3441
                      Risposta #24: Lunedì 8 Nov 2021, 23:50:04
                      Posso dire una cosa?
                      Che noia  ???   quando su grosso guaio a Paperopoli si parla di
                      Spoiler: mostra
                      ciao come va?che piacere vederti, ora ti parlo di cosa abbiamo fatto questa estate: calisota Summer Camp,mondiali giovanili rintronati/bumpers, tour del calisota
                      che lentezza
                      quoto, ho smesso di leggere a pagina due appena sono cominciate queste citazioni

                      *

                      Davison
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                        Re:Topolino 3441
                        Risposta #25: Martedì 9 Nov 2021, 08:59:02
                        Posso dire una cosa?
                        Che noia  ???   quando su grosso guaio a Paperopoli si parla di
                        Spoiler: mostra
                        ciao come va?che piacere vederti, ora ti parlo di cosa abbiamo fatto questa estate: calisota Summer Camp,mondiali giovanili rintronati/bumpers, tour del calisota
                        che lentezza


                        È quella continuity forzata e inutile di cui, penso, non freghi nulla a nessuno.

                        Probabilmente è più facile ficcare rimandi a storie tranquillamente dimenticabili (e rivolte alle nuove situazioni create in epoca Bertaniana) piuttosto che suggerire/correggere a Cavazzano il suo Howard Rockerduck di qualche Topolino fa', dando così del vero fanservice a quella fascia di lettori a cui le citazioni (fatte per bene) potrebbero fare davvero piacere ;D

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                          Re:Topolino 3441
                          Risposta #26: Martedì 9 Nov 2021, 12:17:15
                          Davvero non capisco.
                          Passi ancora il discorso che Cavazzano potesse fare un Howard più simile a quello don rosiano (da cui si cerca di tenere in parte le distanza perché quello non è il modo di intendere il fumetto Disney).
                          Ma davvero non capisco che problema ci sia nel rendere una storia di Topolino una storia credibile, a rendere i personaggi più umani, e più vicini ai lettori.
                          Io se vado a casa di Carlo, amico che non vedo da tempo, non è che ex abrupto parto in 4° a raccontagli affari di stato o problemi.
                          E' mio amico, ci voglio bene, lo saluto, gli chiedo come fa, faccio conversazione, instauro o rafforzo un rapporto umano.

                          Che poi sarò sciocco io, ma reputo questo rilassamento anche interessante per fare quei piccoli, brevi rimandi alle storie passate e dare la sensazione di essere in un mondo reale, credibile, in cui i personaggi abbiano un ruolo e un senso e non che non sappiano cosa fare dalla mattina alla sera.
                          Cosa per cui i grandi autori del passato, Gottfredson e Scarpa in primis non avrebbero mai fatto, vero?

                          E vedere commenti atti solo a screditare e distruggere una storia perché non piace la direzione anziché leggerla sgombra di pregiudizi.

                          atmosfera e introduzioni varie a parte, cosa accade davvero in queste storie? Non granché, trattandosi di primi episodi. In aggiunta ci sono due interludi di Foglie Rosse, storie di collegamento.

                          Non è necessario che in una storia accada qualcosa per essere bella e interessante.
                          La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                          Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                          https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                            Re:Topolino 3441
                            Risposta #27: Martedì 9 Nov 2021, 12:29:58
                            Citazione
                            o Paperino che scopre la quarta Atlantide

                            E questa è la vera tragedia. Visto che è letteralmente quello che moltissimi di noi vorrebbero più di ogni altra cosa (non Paperino, nello specifico, bensì Topolino, ovviamente).
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                              Re:Topolino 3441
                              Risposta #28: Martedì 9 Nov 2021, 13:00:09


                              E vedere commenti atti solo a screditare e distruggere una storia perché non piace la direzione anziché leggerla sgombra di pregiudizi.

                              atmosfera e introduzioni varie a parte, cosa accade davvero in queste storie? Non granché, trattandosi di primi episodi. In aggiunta ci sono due interludi di Foglie Rosse, storie di collegamento.

                              Non è necessario che in una storia accada qualcosa per essere bella e interessante.
                              Personalmente credo che sia necessario che in una storia accada qualcosa per essere bella ovviamente, perché altrimenti valuteremmo le storie solo per le ambientazioni e le idee di fondo e non per come queste vengono sviluppate, per la profondità e la coerenza della trama ecc.
                               Detto ciò il senso del mio commento era che questo numero è pieno di capitoli introduttivi o di passaggio, che vedranno la loro trama svilupparsi più approfonditamente (mi auguro) nei prossimi numeri, per questo non lo considero uno dei migliori tra quei pochi che ho avuto il piacere di leggere quest'anno.

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                                Re:Topolino 3441
                                Risposta #29: Martedì 9 Nov 2021, 13:30:53
                                Io se vado a casa di Carlo, amico che non vedo da tempo, non è che ex abrupto parto in 4° a raccontagli affari di stato o problemi.
                                E' mio amico, ci voglio bene, lo saluto, gli chiedo come fa, faccio conversazione, instauro o rafforzo un rapporto umano.
                                Certo, nel mondo reale funziona così, però a me sembra che in fumetto, invece, una cosa del genere suoni forzata e innaturale!
                                Poi, oh, a me ha dato questa sensazione, ma se ad altri va bene così, allora evidentemente è solo una questione di gusti...

                                Comunque, mi hanno dato fastidio solo quelle due pagine, perché il resto della storia mi è piaciuto (soprattutto nel rapporto Topolino-Paperinik e nella loro diversa visione del modo di agire!) e voglio vedere come prosegue!

                                E questa è la vera tragedia. Visto che è letteralmente quello che moltissimi di noi vorrebbero più di ogni altra cosa (non Paperino, nello specifico, bensì Topolino, ovviamente).
                                "Delenda Carthago"... ;D
                                Io son nomato Pippo e son poeta
                                Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                                Verso un'oscura e dolorosa meta

                                 

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