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Zio Paperone e il telescrocco è un'ottima storia scritta e disegnata da Luciano Bottaro e pubblicata nel 1963. I protagonisti sono Paperone e Nocciola, una coppia insolita ma perfettamente riuscita.
Nocciola scrocca a Paperone la visione in TV del loro quiz preferito, perché lei non può permettersi un televisore. Paperone quindi promette di regalargliene uno se lei riuscirà a comparire in diretta TV. Da qui parte una serie di irresistibili
gags comiche e disavventure della povera Nocciola. C'è anche spazio per una breve apparizione di Paperino.
Nocciola è un personaggio che mi è sempre piaciuto. È una strega, ma è ben lontana dall'affascinante e ingannevole Amelia (che, tra l'altro, è una fattucchiera, almeno nelle sue prime storie). Nocciola è buona, persino ingenua a volte, ma è anche dotata di umorismo e inventiva.
L'intreccio è divertente e appassionante. In un processo che mi ricorda molto l'ironia barksiana di storie come
Paperino enciclopedico,
Zio Paperone a "Lascia o prendi" o
Paperino alla televisione, anche ne "Il telescrocco" abbiamo la satira sul mondo televisivo: quiz a prova di chiunque, spot pubblicitari anche esilaranti e l'immancabile pubblico che pende dalle labbra di chi partecipa ai quiz e che crede alle pubblicità. Paperone, che pure è un appassionato spettatore del quiz
presentato dal solito presentatore, è anche il proprietario dei marchi pubblicizzati e della rete TV. Perciò non perde l'occasione di monetizzare e farsi beffe della "scroccona" Nocciola.
I disegni sono del migliore Bottaro, che tratteggia con la sua solita maestria i personaggi.
Una storia davvero bella, che merita di essere letta.