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Topolino 3469 - Recensione di Paolo Castagno

Gara a chi vola più in alto con tanto di evidente curvatura terrestre… Arrivano l’estate e la saga calcistica, ormai un consolidato appuntamento, con una copertina opera di Ivan Bigarella, che sembrerebbe ispirarsi più alle vicende di Holly e Benji che alle fangose partite di calcetto destinate alle squadre come quella di Qui e Quo. L’apertura del fascicolo però è dedicata alla prima puntata della riscossa di Fantomius. Nonostante le poche pagine, L’alba di Fantomius riesce a coinvolgere il lettore, lasciandolo con molti dubbi in attesa del secondo episodio: come avverrà la liberazione di Dolly? Sarà stata davvero Lady Senape a tradire il trio? L’equivalenza Fantomius/Lord Quackett è già di pubblico dominio? E come verrà svelata (spero non con un abuso delle car-can…)? L’impressione in questa nuova ambientazione della saga è che ci stia spostando da quella dei romanzi realizzati da Allain e Souvestre a quella di Arsène Lupin, e non è detto che sia un male, anzi! Il risultato è una storia d’azione godibile, al cui ritmo avrebbe forse giovato una riduzione delle spiegazioni/giustificazioni date da Fantomius di quanto il lettore può già vedere accadere nelle vignette. Molto più vivace invece lo scambio di battute tra Copernico e il suo “avvocato” in carcere. Come curiosità notiamo la citazione-omaggio a Don Rosa nella scena della Paperopoli sotterranea, con una ripresa fedele anche del testo della vignetta realizzata dall’autore statunitense, che a sua volta (in maniera ovviamente del tutto inconsapevole ed indipendente) riprese un topos sempre di derivazione statunitense con la Paperopoli sotterranea immaginata da Jerry Siegel e resa da Giancarlo Gatti. Passeggiando sotto Paperopoli… Ne Il ritorno di Mister Spazzolone Nucci e Intini mettono in scena l’avvio della Coppa del Mondo, e in questa prima puntata curiosamente vengono trascurati i punti di vista dei ragazzi della squadra, a favore di quelli degli adulti del gruppo e delle loro rivincite personali. Ottimo l’utilizzo di Pennino (del resto è brasiliano, il calcio è il suo gioco molto più di quanto non lo sia della squadra statunitense!) e la resa grafica che ne dà Intini al momento dell’esordio in campo con quelle espressioni di “determinata follia” che aderiscono perfettamente al suo personaggio è ottima. Ho apprezzato anche lo sforzo di dare al Calisota una maglia i cui colori non possono essere riferiti a quelli di squadre reali o note ai più, ci sarebbe una seconda maglia dell’Arsenal a inizio anni Ottanta, o quella della nazionale del Lesotho, ma sono dettagli… A proposito del discorso sulla scelta di dare più attenzione ai protagonisti adulti della storia, probabilmente continuerà anche nella prossima puntata, che si svolgerà – guarda caso – proprio a Dawson… il mondo è piccolo, ma quello dei Paperi lo è molto di più! Piacevole e nei binari della tradizione la storia Pippo e la gara di barzellette di Rudy Salvagnini e Giulia Lomurno, con Pippo che si muove tra la sua tipica incarnazione dei Mercoledì scritti dello stesso autore e atteggiamenti più folli alla Paperoga. Ed eccoci alla controverse ultime puntate de Gli urbani paperi. Sottolineo subito cosa secondo me non è riuscito – a differenza immagino di quanto voluto dall’autore – a renderne piacevole la lettura: la frammentazione dello svolgimento degli eventi, dedicando 1-2 tavole ad ognuna delle molte sotto-trame, facendole terminare con la didascalia di introduzione della tavola successiva (tipicamente dopo aver girato pagina) con un fastidioso effetto di enjambement. L’elevato numero di temi messi in campo non ha permesso a Matteo Venerus di riuscire a portarli avanti con risultati omogenei: argomenti ripetuti allo sfinimento durante le puntate precedenti (qualcuno sta pensando al comportamento di Nonna Papera?) si risolvono con motivi risibili e che non riescono ad essere giustificati dalla soluzione della vicenda. Il carisma del console Tizio Caio Si nota comunque una particolare attenzione dell’autore per la Roma antica già dal titolo, Il favorito della fortuna, che riprende gli antichi motti latini; significativa anche la rappresentazione dell’organizzazione della tarda Repubblica di Roma, distribuendo nel racconto reali informazioni storiche come la presenza dei due consoli nel Senato, la fazione degli “ottimi” (sebbene mi sembra di ricordare che fossero gli “ottimati”), le modalità di svolgimento del processo con le lunghe oratorie dei personaggi coinvolti… Tutti elementi che mi ha fatto piacere ritrovare ma chissà che non abbiano contribuito anche questi alla farraginosità della lettura… Da sottolineare anche la nuova visione dell’utilizzo dei vari personaggi: ad ognuno è stato dato più spazio del solito (finendo per penalizzare Paperino, ora ridotto a poco più di comparsa in un ruolo che si sarebbe potuto affidare a chiunque), e la carismatica entrata in scena di Amelia prelude alla realizzazione di una terza serie. In tal caso l’auspicio è che possano essere razionalizzate (e razionate…) le sotto-trame, e che la storia possa continuare ad essere impreziosita dai sontuosi disegni del sempre più bravo Emmanuele Baccinelli: autore di sfondi maestosi, tagli di vignette nella pagina molto dinamici e un tratto sottile ed elegante che non può non piacere a chi deve la formazione del suo gusto per il fumetto (anche) a G.B. Carpi. Per concludere, come si inquadra quindi il numero in edicola con l’andamento e le ambizioni attuali di Topolino? Siamo al punto che Fantomius, il personaggio che pochi anni fa era precursore dell’allargamento del settimanale a nuovi contesti e ambientazioni, è oggi da considerarsi un classico; Gli urbani paperi e la saga calcistica di Nucci e Intini sono invece la rappresentazione della vera innovazione intrapresa dal libretto, dove praticamente tutti i personaggi hanno un loro spazio, le personalità di ognuno sono caratterizzate ed approfondite (certo, non tutti: Ciccio dorme e mangia, mangia e dorme… è inadatto anche come caratterista, figuriamoci come personaggio!), l’introspezione e i pensieri dei protagonisti sono condivisi con il lettore. Lo scopo probabilmente è quello di spostare/allargare il core target dai “bambini svegli delle elementari” (cit.) al segmento anagrafico immediatamente successivo. Prova ne siano anche gli articoli di approfondimento che accompagnano le storie principali: anche quello di questa settimana sui giochi dell’antica Roma ha un livello di dettaglio molto interessante e destinato a lettori oltre i 7-8 anni.

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Topolino 3469

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Castyano
Pifferosauro Uranifago
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    Re:Topolino 3469
    Risposta #15: Venerdì 20 Mag 2022, 16:20:31
    L'ultima puntata degli italici paperi - urbani paperi porta a una naturale
    Spoiler: mostra
    prosecuzione con gli imperiali paperi

    "Chissà che cosa stava cercando Moby Dick?"

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      Re:Topolino 3469
      Risposta #16: Venerdì 20 Mag 2022, 16:31:47
      L'ultima puntata degli italici paperi - urbani paperi porta a una naturale
      Spoiler: mostra
      prosecuzione con gli imperiali paperi


      Sarò telegrafico e scusate il maiuscolo: MA ANCHE NO, PER FAVORE.

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      Samu
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        Re:Topolino 3469
        Risposta #17: Venerdì 20 Mag 2022, 16:35:29
        Mi incarico della funzione di "illuminatore" per poter sciogliere il dubbio legato alla apparizione dal nulla della balena giaguaro.
        Anapisa ricorda bene perché il tema della sorpresa che Paperino si vanta di avere dato al tronfio ammiraglio Bellyboat rimanda proprio al prologo della storia, pubblicato sul numero 3459.
        La vignetta che allego, tratta dal prologo, dovrebbe risultare abbastanza chiarificatrice da un lato della sicurezza di Paperino e dall'altro dello stupore che si scolpisce sul volto dell'ammiraglio nel momento in cui emerge dalle acque la leggendaria balena: :D

        però questo perdonami ma non 'illumina'

        Spoiler: mostra

        io mi aspettavo qualcosa che spiegasse perchè il pareggio , l incredibile esordio di pennino, non fosse una fortuna come ipotizzato dal 'cattivo'. Infatti finisce questa storia solo col fatto che pennino è a quanto pare un fenomeno calcistico inaspettato schiarato giustamente perchè tutti devono aver la possibilità di giocare e non certo come 'arma finale'

        I tre aspetti che vengono evidenziati nel giro di poche vignette (ovvero il tema della sorpresa, la "fortuna" con cui Bellyboat etichetta il risultato di Mister Spazzolone/Paperino e l'improvvisa apparizione della leggendaria balena) sono tutti collegati.
        Nel senso che l'ammiraglio sarebbe rimasto comunque nella sua convinzione che il risultato ottenuto da "Mister Spazzolone" fosse stato frutto di un semplice colpo di fortuna se, contestualmente, non fosse comparsa dal nulla la mitologica creatura.
        Lo stupore di Bellyboat, per come ho interpretato io la sequenza, va a "ritroso".
        Voglio dire che la sua sorpresa (come si precipita ad esternare a Paperino sin da subito) non deriva tanto dal pareggio agguantato all'ultimo minuto dai suoi avversari e che viene infatti bollato come evento fortuito e dipendente dal caso.
        Bensì, il suo stupore è originato dalla sicurezza con cui Paperino gli mostra l'apparizione di una creatura che tutti credevano inesistente ma che in realtà esiste davvero, per cui mettendo insieme il risultato della partita a tutti gli effetti stupefacente (sebbene egli stesso non voglia dargli, quantomeno all'inizio, chissà quanta importanza) con la ancor più sorprendente comparsa della leggendaria balena, è chiaro che le certezze di Bellyboat cadano rovinosamente.
        Per cui, lo spavaldo ammiraglio non può far altro che ammettere (quantomeno a sé stesso) tanto di avere mal giudicato, sia in passato che nel presente, il suo "Mister Spazzolone" quanto di avere compiuto un errore di superbia nell'avere etichettato il risultato agguantato all'ultimo dalla squadra avversaria come semplice colpo di fortuna.
        E il fatto che rimanga stupefatto a volersi convincere che ciò che ha visto non può essere vero, secondo me rappresenta proprio lo "scacco matto" delle errate convinzioni dell'ammiraglio che forse, da questa lezione avrà imparato ad essere meno tronfio e meno altezzoso nei confronti degli altri.
        Quest'ultima però è solo una mia opinione, ma spero di avere fornito una chiave di interpretazione di un passaggio che, convengo anch'io, non risulta essere chiarissimo di primo acchito (soprattutto se non si ha presente quanto visto nel suo prologo) ma che io ho letto sin da subito nel modo in cui l'ho esposto qui in questa discussione.  ;)

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          Re:Topolino 3469
          Risposta #18: Venerdì 20 Mag 2022, 16:49:22
          diciamo che il prologo lo sono andato a rileggere proprio per questa mia incertezza ma ritengo comunque non 'completa' e poi intuitiva, o quantomeno un po' cervellotica, la motivazione finale.

          Spoiler: mostra
          Posso capire lo stupore per la balena, il rendersi conto che tutto è possibile ma mi sembra un po' tirata per i capelli. Io poi ho avuto proprio la sensazione che la sorpresa fosse tutta nel pareggio, specie dopo aveva ripreso a piovere e si erano quindi affossate le possibilità di recupero. Diciamo incredulità. Al di la di questi giri avrei dato un po' più di merito a Pennino che alla fine pare avercela fatta più per una congiunzione astrale che per altro. A una prima lettura l 'impressione è stata "vedi che non è fortuna...c'è una balena improbabile in mare !"
          Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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            Re:Topolino 3469
            Risposta #19: Venerdì 20 Mag 2022, 18:47:46
            Spoiler: mostra
            Al di la di questi giri avrei dato un po' più di merito a Pennino che alla fine pare avercela fatta più per una congiunzione astrale che per altro. A una prima lettura l 'impressione è stata "vedi che non è fortuna...c'è una balena improbabile in mare !"

            Oppure il piccoletto in questione aveva del potenziale inespresso e, una volta in campo, lo ha saputo liberare proprio nel momento in cui più bisognava?  :crazy:

            Questo numero mi è piaciuto davvero tanto, a partire dalla storia di Marco Gervasio.
            Questa prima puntata de L'Alba di Fantomius, contraltare della precedente "Notte" del ladro gentiluomo, ha saputo tenere alta la mia attenzione per tutto il tempo della lettura e sono curioso non solo per il prosieguo della vicenda in sé ma anche al riguardo della figura di Sam Plaid, l'agente incaricato dal sindaco di scortare il trasferimento di Dolly.
            Per ora posso dire che mi ha fatto sorridere il suo vezzo di portarsi appresso il lecca-lecca ma, d'altra parte, voglio capire di che pasta sia veramente fatto questo poliziotto nella seconda parte della storia, se saprà dimostrare di tenere testa a Fantomius oppure se il ladro gentiluomo si farà beffe di lui.

            Mi ha davvero appassionato poi, al di là dell'apparizione dal nulla della balena, la storia calcistica firmata dalla rodata coppia Nucci/Intini.
            Bella, simpatica, fresca, allegra, portata avanti da uno stile di scrittura che trovo incalzante e godibile, che non mi stanca né mi fa perdere interesse a quanto sto leggendo.
            Molto graziosi gli scambi di battute tra Ginger e Pibody, con quest'ultima che soffre terribilmente tanto le vertigini quanto il mal di mare, ma la parte più bella e che mi ha dato più coinvolgimento (e che per questo ho più apprezzato della storia) è stato quel momento di pausa e di silenzio con il focus prima su un certo ragazzetto e poi sul giovane Paperino.
            Le stesse facce deluse, la stessa consapevolezza di una occasione persa, di fiducia non ricevuta, con la delusione scolpita nei volti dei due che, messi a confronto, sono praticamente identici e che caricano la sequenza di una forte intensità che io ho "sentito" anche a livello emotivo.
            Il tutto poi si risolve con un giusto lieto fine (anche se la qualificazione per il Paperopoli è chiaramente ancora di là da venire) ma è stata proprio questa la parte che più mi è rimasta impressa di una vicenda che mi ha restituito delle palpabili sensazioni di brio, verve, coinvolgimento e anche tanta simpatia, sia a livello di sceneggiatura che per quanto riguarda l'aspetto grafico e visivo della storia.
            Intini ha un tratto così dinamico, ben movimentato e adrenalinico da un lato quanto dotato, dall'altro, di una espressività che sa infondere ai suoi personaggi che io sinceramente gli ammiro e che ha contribuito, per quel che mi riguarda, a farmi vivere a tutti gli effetti la storia come se fosse una vera partita di calcio, in cui si confrontano due squadre delle giovanili, anche se in un campo da calcio tutto fuorché normale.

            Sinceri complimenti da parte mia tanto a Marco Nucci quanto a Stefano Intini per come questa storia si è rivelata essere per me una lettura bella, intensa, fresca e davvero, davvero piacevole!
            « Ultima modifica: Venerdì 20 Mag 2022, 18:51:10 da Samu »

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              Re:Topolino 3469
              Risposta #20: Sabato 21 Mag 2022, 12:42:30
              Vado controcorrente e dico che a me gli urbani paperi è piaciuta molto! Intrighi politici, complotti, processi… tutte cose non si vedono spesso su Topolino.

              Ciao!

              Il Grande Tiranno
              Catturamento Catturamento!

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              Samu
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                Re:Topolino 3469
                Risposta #21: Sabato 21 Mag 2022, 16:11:30
                Vado controcorrente e dico che a me gli urbani paperi è piaciuta molto! Intrighi politici, complotti, processi… tutte cose non si vedono spesso su Topolino.
                Condivido quanto detto dal Grande Tiranno perché, nel complesso, valutando cioè quanto mi è piaciuto e quanto ho trovato al di sotto del potenziale della storia, mi sono ritrovato anch'io, a lettura ultimata, a fare un bilancio positivo del ciclo degli Urbani Paperi.
                Certo, la storia ha avuto i suoi difetti, soprattutto nel terzo episodio e nel quarto episodio ho trovato la vicenda un po' pesante da leggere e da seguire visti i continui cambi di scenario e di personaggi protagonisti dell'azione del momento che si susseguivano in maniera troppo repentina e d'improvviso.
                Eppure, l'episodio doppio di questa settimana è riuscito a mantenere alto e vivido il mio interesse per la vicenda raccontata senza nessun calo di attenzione o momenti di noia.
                La storia mi ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina, certamente ben sorretta dai disegni di un Baccinelli che ritengo abbia fatto un lavoro davvero encomiabile (tanto nella resa dei personaggi quanto nella regia e nella costruzione della singola tavola) ma essenzialmente intrigante e coinvolgente nella trama, nell'aspetto narrativo della vicenda e in particolare nei risvolti del processo in cui è imputato Paperonoro.
                Mi ha sorpreso il fatto di restare tanto interessato alla conclusione della storia perché temevo altra pesantezza nel seguire nuovi cambi repentini di ambientazione e di narrazione come quelli che avevo riscontrato nei due episodi precedenti e invece questo non è successo.
                Nel complesso quindi valuto la storia come una lettura piacevole ed interessante, perché è vero che il tema politico è ben raro dall'essere trattato nel fumetto Disney moderno.
                E poi voglio rimarcare il fatto di avere molto apprezzato che il ruolo da protagonista di questa serie sia stato affidato al personaggio di Gastone e che raggiunge il suo apice nella tavola finale della storia, nella quale la posa del papero baciato dalla fortuna ricalca quella del principe Augusto e che è stata resa in maniera semplicemente sublime dal bravissimo Emmanuele Baccinelli!

                Infine, giusto due parole sulla breve di Rudy Salvagnini e Giulia Lomurno.
                Questa Pippo e la gara delle barzellette è stata una storia che ho letto con piacere e che ho trovato simpatica e godibile.
                Una lettura breve per carità, che si risolve nel giro di poche pagine, ma che mi è piaciuta proprio nel suo piglio fresco e scanzonato.  :D

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                  Re:Topolino 3469
                  Risposta #22: Sabato 21 Mag 2022, 19:17:29
                  Vado controcorrente e dico che a me gli urbani paperi è piaciuta molto! Intrighi politici, complotti, processi… tutte cose non si vedono spesso su Topolino.
                  Condivido quanto detto dal Grande Tiranno [...]
                  Son contento che ci sia qualcun'altro a cui è piaciuta ;D

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                    Re:Topolino 3469
                    Risposta #23: Lunedì 23 Mag 2022, 11:22:40
                    Per ora posso dire che mi ha fatto sorridere il suo vezzo di portarsi appresso il lecca-lecca ma, d'altra parte, voglio capire di che pasta sia veramente fatto questo poliziotto nella seconda parte della storia, se saprà dimostrare di tenere testa a Fantomius oppure se il ladro gentiluomo si farà beffe di lui.

                    Credo che il lecca-lecca sia una citazione del Tenente Kojak (Telly Savalas) e dei suoi telefilm polizieschi, molto conosciuti alla fine degli anni '70.

                    Ciao,
                        Marco

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                      Re:Topolino 3469
                      Risposta #24: Lunedì 23 Mag 2022, 16:48:00
                      Mi son deciso e ho preso coraggio per terminare la lettura degli urbani paperi.

                      Il lato positivo è che credo questo doppio capitolo sia il più 'facile' nella lettura anche perchè dovendo chiudere un cerchio altro non poteva essere. Trovo un filo esagerato il finale con la 'nomina' conclusiva.

                      Se devo dar un voto a tutta la storia devo dire che ho dei dubbi. Da una parte ho la perversa convinzione che rileggendola e capendola meglio il voto potrebbe alzarsi e l ho già detto, a differenza di altre storie che ho semplicemente messo nel dimenticatoio, questa mi ha lasciato una specie di voglia di rivalsa per cui mi son ripromesso di dargli una seconda e magari più 'concentrata' lettura, come se sapessi che c'è qualcoa di buono ma non avessi ancora inquadrato bene cosa. Dall altra parte trovo che la parte politica e complottistica sia eccessiva e ci sia davvero troppa carne al fuoco. Avrei visto meglio il tutto più diluito su magari due cicli differenti o , meglio e più semplice, sforbiciato  di qualche sottotrama.

                      la fantomius è inutile che mi ripeta, io e quel personaggio, non ci piacciamo a Pelle per cui il mio giudizio parte sempre un po' in salita. la sparo grossa ma, in questo numero, ho preferito gli urbani paperi  :shocked:

                      Attendo con ottimismo le storie definite dei 'futuri classici' se non sbaglio in seconda di copertina , tre su quattro sembrano il mio genere a partir dall'uomo falena.... il tutto senza aver nessuna informaizone che non sia il titolo  ;D
                      Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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                      Paolo
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                        Topolino 3469
                        Risposta #25: Martedì 24 Mag 2022, 16:54:25
                        Recensione Topolino 3469


                        Gara a chi vola più in alto con tanto di evidente curvatura terrestre…

                        Arrivano l’estate e la saga calcistica, ormai un consolidato appuntamento, con una copertina opera di Ivan Bigarella, che sembrerebbe ispirarsi più alle vicende di Holly e Benji che alle fangose partite di calcetto destinate alle squadre come quella di Qui e Quo.

                         L’apertura del fascicolo però è dedicata alla prima puntata della riscossa di Fantomius. Nonostante le poche pagine, L’alba di Fantomius riesce a coinvolgere il lettore, lasciandolo con molti dubbi in attesa del secondo episodio: come avverrà la liberazione di Dolly? Sarà stata davvero Lady Senape a tradire il trio? L’equivalenza Fantomius/Lord Quackett è già di pubblico dominio? E come verrà svelata (spero non con un abuso delle car-can…)?

                         L’impressione in questa nuova ambientazione della saga è che ci stia spostando da quella dei romanzi realizzati da Allain e Souvestre a quella di Arsène Lupin, e non è detto che sia un male, anzi!

                         Il risultato è una storia d’azione godibile, al cui ritmo avrebbe forse giovato una riduzione delle spiegazioni/giustificazioni date da Fantomius di quanto il lettore può già vedere accadere nelle vignette. Molto più vivace invece lo scambio di battute tra Copernico e il suo “avvocato” in carcere.

                         Come curiosità notiamo la citazione-omaggio a Don Rosa nella scena della Paperopoli sotterranea, con una ripresa fedele anche del testo della vignetta realizzata dall’autore statunitense, che a sua volta (in maniera ovviamente del tutto inconsapevole ed indipendente) riprese un topos sempre di derivazione statunitense con la Paperopoli sotterranea immaginata da Jerry Siegel e resa da Giancarlo Gatti.

                         
                        Passeggiando sotto Paperopoli…

                        Ne Il ritorno di Mister Spazzolone Nucci e Intini mettono in scena l’avvio della Coppa del Mondo, e in questa prima puntata curiosamente vengono trascurati i punti di vista dei ragazzi della squadra, a favore di quelli degli adulti del gruppo e delle loro rivincite personali.

                         Ottimo l’utilizzo di Pennino (del resto è brasiliano, il calcio è il suo gioco molto più di quanto non lo sia della squadra statunitense!) e la resa grafica che ne dà Intini al momento dell’esordio in campo con quelle espressioni di “determinata follia” che aderiscono perfettamente al suo personaggio è ottima.

                         Ho apprezzato anche lo sforzo di dare al Calisota una maglia i cui colori non possono essere riferiti a quelli di squadre reali o note ai più, ci sarebbe una seconda maglia dell’Arsenal a inizio anni Ottanta, o quella della nazionale del Lesotho, ma sono dettagli… A proposito del discorso sulla scelta di dare più attenzione ai protagonisti adulti della storia, probabilmente continuerà anche nella prossima puntata, che si svolgerà – guarda caso – proprio a Dawson… il mondo è piccolo, ma quello dei Paperi lo è molto di più!

                         Piacevole e nei binari della tradizione la storia Pippo e la gara di barzellette di Rudy Salvagnini e Giulia Lomurno, con Pippo che si muove tra la sua tipica incarnazione dei Mercoledì scritti dello stesso autore e atteggiamenti più folli alla Paperoga.

                         Ed eccoci alla controverse ultime puntate de Gli urbani paperi. Sottolineo subito cosa secondo me non è riuscito – a differenza immagino di quanto voluto dall’autore – a renderne piacevole la lettura: la frammentazione dello svolgimento degli eventi, dedicando 1-2 tavole ad ognuna delle molte sotto-trame, facendole terminare con la didascalia di introduzione della tavola successiva (tipicamente dopo aver girato pagina) con un fastidioso effetto di enjambement.

                         L’elevato numero di temi messi in campo non ha permesso a Matteo Venerus di riuscire a portarli avanti con risultati omogenei: argomenti ripetuti allo sfinimento durante le puntate precedenti (qualcuno sta pensando al comportamento di Nonna Papera?) si risolvono con motivi risibili e che non riescono ad essere giustificati dalla soluzione della vicenda.

                         
                        Il carisma del console Tizio Caio

                        Si nota comunque una particolare attenzione dell’autore per la Roma antica già dal titolo, Il favorito della fortuna, che riprende gli antichi motti latini; significativa anche la rappresentazione dell’organizzazione della tarda Repubblica di Roma, distribuendo nel racconto reali informazioni storiche come la presenza dei due consoli nel Senato, la fazione degli “ottimi” (sebbene mi sembra di ricordare che fossero gli “ottimati”), le modalità di svolgimento del processo con le lunghe oratorie dei personaggi coinvolti… Tutti elementi che mi ha fatto piacere ritrovare ma chissà che non abbiano contribuito anche questi alla farraginosità della lettura…

                         Da sottolineare anche la nuova visione dell’utilizzo dei vari personaggi: ad ognuno è stato dato più spazio del solito (finendo per penalizzare Paperino, ora ridotto a poco più di comparsa in un ruolo che si sarebbe potuto affidare a chiunque), e la carismatica entrata in scena di Amelia prelude alla realizzazione di una terza serie. In tal caso l’auspicio è che possano essere razionalizzate (e razionate…) le sotto-trame, e che la storia possa continuare ad essere impreziosita dai sontuosi disegni del sempre più bravo Emmanuele Baccinelli: autore di sfondi maestosi, tagli di vignette nella pagina molto dinamici e un tratto sottile ed elegante che non può non piacere a chi deve la formazione del suo gusto per il fumetto (anche) a G.B. Carpi.

                         Per concludere, come si inquadra quindi il numero in edicola con l’andamento e le ambizioni attuali di Topolino?

                         Siamo al punto che Fantomius, il personaggio che pochi anni fa era precursore dell’allargamento del settimanale a nuovi contesti e ambientazioni, è oggi da considerarsi un classico; Gli urbani paperi e la saga calcistica di Nucci e Intini sono invece la rappresentazione della vera innovazione intrapresa dal libretto, dove praticamente tutti i personaggi hanno un loro spazio, le personalità di ognuno sono caratterizzate ed approfondite (certo, non tutti: Ciccio dorme e mangia, mangia e dorme… è inadatto anche come caratterista, figuriamoci come personaggio!), l’introspezione e i pensieri dei protagonisti sono condivisi con il lettore.

                         Lo scopo probabilmente è quello di spostare/allargare il core target dai “bambini svegli delle elementari” (cit.) al segmento anagrafico immediatamente successivo. Prova ne siano anche gli articoli di approfondimento che accompagnano le storie principali: anche quello di questa settimana sui giochi dell’antica Roma ha un livello di dettaglio molto interessante e destinato a lettori oltre i 7-8 anni.



                        Voto del recensore: 3.5/5
                        Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                        https://www.papersera.net/wp/2022/05/24/topolino-3469/


                        Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

                        Orrore! Panzaal non è Panzaal!

                        *

                        Samu
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                          Re:Topolino 3469
                          Risposta #26: Martedì 24 Mag 2022, 22:33:01
                          Trovo decisamente condivisibile il punto sottolineato da Paolo nella sua recensione al riguardo della parte eccessivamente sacrificata di Paperino nella storia degli Urbani Paperi che pure, come ho avuto già modo di sottolineare, come storia in sé mi è piaciuta.
                          Anch'io non ho potuto fare a meno di inquadrare l'eccessivo poco spazio riservato a Paperino in questa serie di ben cinque episodi (di cui l'ultimo doppio) e che a parte competere nella corsa delle bighe nel secondo episodio si trova decisamente defilato nell'economia della trama, avendo ben poco spazio per esprimersi.
                          Ora, io non mi ricordo se nella serie degli Italici Paperi avesse avuto un ruolo importante o meno ma spero comunque che nel prosieguo di questo ciclo il personaggio possa assurgere ad un ruolo più rilevante rispetto a quanto si è visto nella saga appena conclusa.

                          *

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                            Re:Topolino 3469
                            Risposta #27: Mercoledì 25 Mag 2022, 09:56:48

                            ............................


                            Il mio timore è che la tua analisi sia corretta  ;D

                            nel senso che se questo numero è in qualche modo davvero una rappresentazione della strada intrapresa dal libretto, spero che il navigatore dica 'ricalcolo' a breve.

                            fantomius è vero che è diventato un personaggio centrale sicuramente a ragione ma davvero non lo trovo appassionante...se paperino e il sui paperinik riescono a piacermi in entrambi le vesti...lord quacket  e fantomius mi suscitano il sentimento opposto (ma questo l ho già scritto)

                            la parte in cui dici che gli urbani paperi e la saga calcistica sono un esempio di questa strada mi trova d accordo ma in senso di difetto ... parliamo prima di una saga riuscita a metà nonostante la fiducia datagli (vedendo anche il direttore come autore) e la saga calcistica è carina ma davvero rischiamo un holly e benji visto che non penso si possa andar molto più in la che cambiare avversari e infarcire il tutto di qualche sottotrama adolescenziale.

                            Son sicuramente pessimista ma mi pare un settimanale poco coraggioso a volte..spero di esser smentito già dall uomo falena del prossimo numero.
                            Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                            *

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                              Re:Topolino 3469
                              Risposta #28: Mercoledì 25 Mag 2022, 10:06:35
                              Nella saga calcistica a me, più che sottotrame adolescenziali, mi è sembrato che il tutto fosse focalizzato sui personaggi più adulti (in questa, ad esempio, di fatto, il protagonista è Paperino e il suo passato)
                              O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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                                Re:Topolino 3469
                                Risposta #29: Mercoledì 25 Mag 2022, 10:33:41
                                Nella saga calcistica a me, più che sottotrame adolescenziali, mi è sembrato che il tutto fosse focalizzato sui personaggi più adulti (in questa, ad esempio, di fatto, il protagonista è Paperino e il suo passato)
                                intendevo il fatto che di calcio si parla e quindi le strade percorribili non mi paiono moltissime a differenza, chessò, delle GM. Sicuramente squadre nuovi, campi diversi e più astrusi, da tirar appunto fuori quando si è in vista di qualche evento importante.
                                Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                                 

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