Topolino 3469

24 MAG 2022
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Topolino 3469

Gara a chi vola più in alto con tanto di evidente curvatura terrestre…

Arrivano l’estate e la saga calcistica, ormai un consolidato appuntamento, con una copertina opera di Ivan Bigarella, che sembrerebbe ispirarsi più alle vicende di Holly e Benji che alle fangose partite di calcetto destinate alle squadre come quella di Qui e Quo.

L’apertura del fascicolo però è dedicata alla prima puntata della riscossa di Fantomius. Nonostante le poche pagine, L’alba di Fantomius riesce a coinvolgere il lettore, lasciandolo con molti dubbi in attesa del secondo episodio: come avverrà la liberazione di Dolly? Sarà stata davvero Lady Senape a tradire il trio? L’equivalenza Fantomius/Lord Quackett è già di pubblico dominio? E come verrà svelata (spero non con un abuso delle car-can…)?

L’impressione in questa nuova ambientazione della saga è che ci stia spostando da quella dei romanzi realizzati da Allain e Souvestre a quella di Arsène Lupin, e non è detto che sia un male, anzi!

Il risultato è una storia d’azione godibile, al cui ritmo avrebbe forse giovato una riduzione delle spiegazioni/giustificazioni date da Fantomius di quanto il lettore può già vedere accadere nelle vignette. Molto più vivace invece lo scambio di battute tra Copernico e il suo “avvocato” in carcere.

Come curiosità notiamo la citazione-omaggio a Don Rosa nella scena della Paperopoli sotterranea, con una ripresa fedele anche del testo della vignetta realizzata dall’autore statunitense, che a sua volta (in maniera ovviamente del tutto inconsapevole ed indipendente) riprese un topos sempre di derivazione statunitense con la Paperopoli sotterranea immaginata da Jerry Siegel e resa da Giancarlo Gatti.

Evoluzione paperopolese

Passeggiando sotto Paperopoli…

Ne Il ritorno di Mister Spazzolone Nucci e Intini mettono in scena l’avvio della Coppa del Mondo, e in questa prima puntata curiosamente vengono trascurati i punti di vista dei ragazzi della squadra, a favore di quelli degli adulti del gruppo e delle loro rivincite personali.

Ottimo l’utilizzo di Pennino (del resto è brasiliano, il calcio è il suo gioco molto più di quanto non lo sia della squadra statunitense!) e la resa grafica che ne dà Intini al momento dell’esordio in campo con quelle espressioni di “determinata follia” che aderiscono perfettamente al suo personaggio è ottima.

Ho apprezzato anche lo sforzo di dare al Calisota una maglia i cui colori non possono essere riferiti a quelli di squadre reali o note ai più, ci sarebbe una seconda maglia dell’Arsenal a inizio anni Ottanta, o quella della nazionale del Lesotho, ma sono dettagli… A proposito del discorso sulla scelta di dare più attenzione ai protagonisti adulti della storia, probabilmente continuerà anche nella prossima puntata, che si svolgerà – guarda caso – proprio a Dawson… il mondo è piccolo, ma quello dei Paperi lo è molto di più!

Piacevole e nei binari della tradizione la storia Pippo e la gara di barzellette di Rudy Salvagnini e Giulia Lomurno, con Pippo che si muove tra la sua tipica incarnazione dei Mercoledì scritti dello stesso autore e atteggiamenti più folli alla Paperoga.

Ed eccoci alla controverse ultime puntate de Gli urbani paperi. Sottolineo subito cosa secondo me non è riuscito – a differenza immagino di quanto voluto dall’autore – a renderne piacevole la lettura: la frammentazione dello svolgimento degli eventi, dedicando 1-2 tavole ad ognuna delle molte sotto-trame, facendole terminare con la didascalia di introduzione della tavola successiva (tipicamente dopo aver girato pagina) con un fastidioso effetto di enjambement.

L’elevato numero di temi messi in campo non ha permesso a Matteo Venerus di riuscire a portarli avanti con risultati omogenei: argomenti ripetuti allo sfinimento durante le puntate precedenti (qualcuno sta pensando al comportamento di Nonna Papera?) si risolvono con motivi risibili e che non riescono ad essere giustificati dalla soluzione della vicenda.

Carisma da console

Il carisma del console Tizio Caio

Si nota comunque una particolare attenzione dell’autore per la Roma antica già dal titolo, Il favorito della fortuna, che riprende gli antichi motti latini; significativa anche la rappresentazione dell’organizzazione della tarda Repubblica di Roma, distribuendo nel racconto reali informazioni storiche come la presenza dei due consoli nel Senato, la fazione degli “ottimi” (sebbene mi sembra di ricordare che fossero gli “ottimati”), le modalità di svolgimento del processo con le lunghe oratorie dei personaggi coinvolti… Tutti elementi che mi ha fatto piacere ritrovare ma chissà che non abbiano contribuito anche questi alla farraginosità della lettura…

Da sottolineare anche la nuova visione dell’utilizzo dei vari personaggi: ad ognuno è stato dato più spazio del solito (finendo per penalizzare Paperino, ora ridotto a poco più di comparsa in un ruolo che si sarebbe potuto affidare a chiunque), e la carismatica entrata in scena di Amelia prelude alla realizzazione di una terza serie. In tal caso l’auspicio è che possano essere razionalizzate (e razionate…) le sotto-trame, e che la storia possa continuare ad essere impreziosita dai sontuosi disegni del sempre più bravo Emmanuele Baccinelli: autore di sfondi maestosi, tagli di vignette nella pagina molto dinamici e un tratto sottile ed elegante che non può non piacere a chi deve la formazione del suo gusto per il fumetto (anche) a G.B. Carpi.

Per concludere, come si inquadra quindi il numero in edicola con l’andamento e le ambizioni attuali di Topolino?

Siamo al punto che Fantomius, il personaggio che pochi anni fa era precursore dell’allargamento del settimanale a nuovi contesti e ambientazioni, è oggi da considerarsi un classico; Gli urbani paperi e la saga calcistica di Nucci e Intini sono invece la rappresentazione della vera innovazione intrapresa dal libretto, dove praticamente tutti i personaggi hanno un loro spazio, le personalità di ognuno sono caratterizzate ed approfondite (certo, non tutti: Ciccio dorme e mangia, mangia e dorme… è inadatto anche come caratterista, figuriamoci come personaggio!), l’introspezione e i pensieri dei protagonisti sono condivisi con il lettore.

Lo scopo probabilmente è quello di spostare/allargare il core target dai “bambini svegli delle elementari” (cit.) al segmento anagrafico immediatamente successivo. Prova ne siano anche gli articoli di approfondimento che accompagnano le storie principali: anche quello di questa settimana sui giochi dell’antica Roma ha un livello di dettaglio molto interessante e destinato a lettori oltre i 7-8 anni.



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Autore dell'articolo: Paolo Castagno

Sono appassionato lettore e collezionista di fumetti Disney sin da quando ho imparato a... guardare le figure. Il Papersera - sia il sito sia l'associazione - sono per me motivo d'orgoglio!