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Topolino 3471 - Recensione di Simone Devoto

Negli ultimi anni, è stato dato un grande risalto ai protagonisti più giovani all’interno di Topolino, quei ragazzi che dovrebbero(!) essere più vicini al target ideale del giornalino. La maggior parte dell’attenzione, tuttavia, è stata finora data a Qui, Quo e Qua e alla creazione di un microcosmo che ruota intorno a loro, con svariate saghe attive dedicate ai loro diversi interessi: dagli ormai annuali tornei (uno dei quali in corso) dedicati ai loro interessi sportivi alle avventure musicali dei Bumpers, per arrivare alle sempre più ricorrenti storie di Area 15 per quanto riguarda il loro lato “nerd”, senza dimenticare le Giovani Marmotte e i mai dimenticati interessi naturalistici. Poco spazio è invece per ora stato dedicato ai nipotini di Topolino, Tip e Tap, che fatta eccezione per l’interessante esperimento di Sciarrone con Foglie rosse mancano complessivamente dal settimanale. È dunque interessante trovarli protagonisti di Topolino e il ritorno dell’uomo falena, storia di apertura di Topolino 3471. Grazie ai testi di Sergio Badino, questa settimana veniamo a conoscenza di un loro nuovo interesse: i misteri sovrannaturali, analizzati e risolti razionalmente tramite il metodo scientifico dal loro nuovo idolo, Max Topidoro, “topizzazione” del giornalista e co-fondatore del CICAP Massimo Polidoro. Dopo aver assistito all’ultimo episodio de Il ficcanaso scettico, il programma di Topidoro, dedicato a un misterioso uomo falena apparentemente avvistato nella vicina località di Topoint Pesant, Topolino e i nipotini decidono di rendere quella la meta del campeggio già programmato per il weekend. Nonostante la promessa di non indagare sull’uomo falena e di non disturbare Topidoro al lavoro, con poca sorpresa dei lettori questo è proprio quello che si troveranno a fare Tip e Tap dopo appena un giorno a Topoint Pesant. Un vip perfettamente funzionale alla trama Questo primo episodio ci mostra una buona panoramica sugli abitanti del villaggio e sul mistero dell’uomo falena, oltre che sull’inizio delle indagini bruscamente interrotte dal termine del primo episodio, che lascia il lettore con il fiato sospeso grazie a un riuscito cliffhanger. È prematuro dare un giudizio sulla storia dopo solo un episodio, ma è sicuramente già possibile applaudire l’interessante idea di base. I misteri e il sovrannaturale sono argomenti affascinanti, e far affrontare a Tip e Tap leggende legate al mondo reale in modo razionale ha tutte le carte in regola per diventare un format ricorrente tra le pagine di Topolino, oltre a essere un argomento potenzialmente di attualità e educativo. Anche la presenza della disneyanizzazione di un VIP risulta in questo caso molto meno pesante e fuori luogo del solito, complice il minore impatto mediatico di Massimo Polidoro. Ottimi anche i disegni di Andrea Malgeri, che ci presentano Tip e Tap nello stesso look più moderno e vicino ai giovani di oggi inaugurato proprio da Sciarrone, mettendo via nell’armadio le tipiche coroncine e le salopette a favore di meno anacronistiche felpe e magliette. Aspettiamo dunque con ottimismo la conclusione di questa storia settimana prossima, nella speranza che un suo buon successo possa offrire a Tip e Tap più spazio nel settimanale, magari proprio in veste di “investigatori dell’insolito”. A seguire abbiamo un nuovo episodio di Papersera News: Zio Paperone e il ritorno dei Wakasnort. Corrado Mastantuono è sempre più a suo agio come autore completo e in questo caso riporta il lettore sull’isola di Moai, nella tribù dei Wakasnort già creati da lui per La filantropia contagiosa, altra storia nello stesso ciclo pubblicata su Topolino 3351. In questo caso è una strabiliante scoperta numismatica a convincere la redazione del Papersera, e soprattutto Paperone, a ritornare sull’isola, nella speranza di ottenere una rarissima moneta che potrebbe consentire al magnate di superare in importanza la collezione di monete antiche del rivale Rockerduck. Le insospettabili capacità di Paperoga Quest’ultimo ha ovviamente la stessa idea, e questo offre a Mastantuono l’occasione di cucire una trama che, nella prima parte, ha un sapore molto classico, con una gara tra Paperone e Rockerduck che purtroppo non si vede più così spesso sul settimanale, arricchita dalle gag legate ai Wakasnort e a Paperoga, perfettamente in grado di decifrare il loro linguaggio grazie al loro preciso gesticolare. La parte finale si discosta però dal formato più classico e Mastantuono riesce a preparare una serie di efficaci colpi di scena, mostrandoci un Paperone con un cuore in un modo più riflessivo e meno buonista di tante simili prove recenti. Questa settimana è anche un’altra serie a tornare tra le pagine di Topolino: I misteri di Paperopoli, storie scollegate tra loro ma che, tutte insieme, si propongono di dipingere un quadro della città dei Paperi esplorando un diverso edificio in ciascun episodio. In questo caso tocca al Cinema Paperopoli, vecchio locale che ha forgiato l’adolescenza di Paperino e Archimede ma che, con grande delusione del proprietario Joe, sta lentamente cadendo in disuso ai giorni nostri, come purtroppo tante sale nel mondo reale. Cinema e nostalgia Grazie dall’impegno e all’entusiasmo di Paperino e Archimede però gli verrà offerta una nuova possibilità, e il locale riesce a attirare molti nuovi clienti e a riunire la comunità. Quella di Bruno Sarda è una vera e propria lettera d’amore alla sala cinematografica, e lo sceneggiatore riesce a imbastire una trama allo stesso tempo coinvolgente e retorica al punto giusto, ottima nuova aggiunta a una serie che per ora si sta dimostrando piuttosto ben riuscita. Concludono il numero due storie brevi. Paperina e la voce vegetale è sceneggiata da Giorgio Salati con i disegni di Giulia Lomurno. Si tratta di una divertente classica avventura cittadina in cui un’invenzione di Archimede sconvolge, in questo caso, la vita di Paperina, mostrandole come una pianta parlante, a lungo andare, possa diventare una presenza pesante. Infine, Marco Nucci si mette alla prova con una breve su Malachia, Malachia e la zampata esponenziale. Le altre storie di questo ciclo avevano iniziato a mostrare la stanchezza del tema, ma Nucci riesce, in questo caso, a darci un’interessante svolta surreale e inaspettata, con un (doppio) finale molto riuscito, catturando l’attenzione del lettore. Topolino 3471 è un ottimo numero che riesce a convincere anche nelle storie brevi. Le storie appartenenti a cicli già esistenti si mostrano valide aggiunte, nella media se non sopra delle rispettive saghe, e la storia di apertura getta le basi per una avventura interessante e che, auspicabilmente, può diventare a sua volta un appuntamento ricorrente. Appuntamento settimana prossima con la seconda parte di Topolino e l’uomo falena, per vedere se riuscirà a soddisfare le aspettative date dal primo episodio, e con un esordio in Disney di Emiliano e Matteo Mammucari, con Gastone lo sfortunato, cui è dedicata un’intervista in chiusura del numero.

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Topolino 3458

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Dippy Dawg
Dittatore di Saturno
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    Re:Topolino 3458
    Risposta #15: Lunedì 7 Mar 2022, 09:13:20
    ... ridurre il rapporto Paperone-Amelia a quello Pippo-Nocciola: non credere a streghe e sortilegi dopo tante battaglie e difese anti stregonesche del Deposito (come già osservato da Alkja) è semplicemente 'anti storico'...
    Don Rosa risponderebbe che Amelia non è una strega, ma una fattucchiera, quindi il problema non si pone! ;D

    Comunque, io in tali casi tendo ad essere elastico: semplicemente, per lo svolgimento di questa storia serviva un Paperone scettico, e quindi scettico è stato! Oltretutto, mi è sembrata una bella storia, piacevole da leggere, per cui nulla da dire! :)
    Io son nomato Pippo e son poeta
    Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
    Verso un'oscura e dolorosa meta

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    Manuel Crispo
    Sceriffo di Valmitraglia
    PolliceSu

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    PolliceSu
      Topolino 3458
      Risposta #16: Lunedì 7 Mar 2022, 16:46:40
      Recensione Topolino 3458


       Alla fine, è successo: il fumetto Disney italiano ha sdoganato i racconti di Lovecraft.

       Mai avrei creduto, infatti, che sulle pagine di Topolino avremmo avuto così dei riferimenti al ciclo cthulhiano o in generale all’arte del cosiddetto “Solitario di Providence”; e ciò accade, vedi alle volte il caso, in quella che per me è la storia migliore fra tutte quelle prodotte da Marco Nucci, in Disney o altrove. Sto parlando ovviamente di Zio Paperone e la maledizione delle maledizioni, disegnata da un incredibile Giorgio Cavazzano e sceneggiata dal già citato Nucci, che condivide la firma del soggetto con Giulio Antonio Gualtieri. Con Gualtieri, autore Bonelli, Eura e Cosmo, Nucci ha già firmato una storia di ispirazione lovecraftiana, Il richiamo delle tenebre.

       La trama vede Paperone acquistare a un’asta di miliardari, per pura incoscienza, un grimorio notoriamente maledetto, il Tetronomiduck, vergato da un esperto e appassionato di occultismo, Mortimer Hatequack. Attivata per errore la maledizione che innesca tutte le maledizioni del mondo, a Paperone, coadiuvato da Battista, Pico e una new entry, il Professor Kinsgsport, spetterà il compito di riportare tutto alla normalità.

       Chi ha avuto modo di accostarsi all’opera di Lovecraft avrà notato alcuni riferimenti: innanzitutto la città di Kingsport, immaginario borgo del Massachusetts a sud della più celebre Arkham, citata in racconti come Il terribile vecchio, La ricorrenza, La casa misteriosa lassù nella nebbia, Il caso di Charles Dexter Ward, La cosa sulla soglia, La maschera di Innsmouth, nonché nei racconti del ciclo di Randolph Carter; Hatequack è una ovvia paperizzazione dello stesso Lovecraft; inoltre, il Tetronomiduck è un richiamo al testo maledetto Necronomicon, che ricorre praticamente in tutte le opere di Lovecraft e che rappresenta la vera pietra angolare su cui si fonda la sua poetica.

       Niente è più pericoloso di un libro contenente una conoscenza perduta per chi a suo tempo scrisse: «Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l’incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d’ignoranza in mezzo a neri mari d’infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d’insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura».

       
      Non è papero ciò che in eterno può attendere

       Poco conta che nella storia di Nucci e Gualtieri il grimorio si stato scritto da Hatequack in persona, e che non si citi la figura dell’arabo pazzo Abdul Alhazred. Si tratta chiaramente di una ispirazione molto vaga, suggestiva ma innocua. Non abbiamo quindi Paperone al cospetto di Yog-Sothoth o Battista decervellato dai Funghi di Yuggoth – “purtroppo”. Il plot estremamente semplice è sorretto da una sceneggiatura briosa, con un Cavazzano in grado di far recitare i personaggi in modo magistrale. Anche le da me odiatissime didascalie (espediente antifumettistico per eccellenza), come sempre abbondanti, qui trovano un proprio senso e contribuiscono a dare un’atmosfera brillante alla storia.

       Dopo un redazionale non particolarmente approfondito (avrei preferito, anche se so che è molto difficile considerato il bacino d’utenza della rivista, qualche riga in più sul Necronimocon giacché è citato nella storia di apertura) su libri più o meno famosi, abbiamo la conclusione della castyana Topolino e le Sgambascarpe Smart, per i disegni di un eccellente Alessandro Perina.

       
      Antipolitica

      Da amante delle storie di medio respiro di Casty ho trovato questa seconda parte molto divertente, anche più della prima (impagabile il cattivissimo Gambadilegno che bullizza Topolino grazie alle scarpe telecomandate, meravigliosa Clarabella che prende a calci il sindaco), e pienamente in linea con le mie aspettative.

       Dopo la necessaria introduzione dell’argomento, avvenuta nel numero precedente, qui la storia prende decisamente il volo regalando al lettore più sequenze memorabili. In una avventura che ondeggia costantemente fra il demenziale e lo zombie-movie (le Sgambascarpe sono inarrestabili, invincibili, implacabili) c’è anche spazio per Minni, una volta tanto parte integrante della risoluzione della vicenda. Per chi ama questo genere di cose, è anche presente un riferimento alla nuova teledipendenza di Pippo, elemento di continuità tra varie storie.

       A seguire troviamo due storie sceneggiate da Marco Bosco. La prima è una breve, molto simpatica, appartenente al ciclo Pillole di Pico, intitolata La matematica. Evidentemente il tema ispirava l’autore, perché la storia è molto piacevole e divertente, al netto della ridotta estensione; molto interessanti anche i disegni di Giulia La Torre. La seconda, anch’essa gradevole, vede ai disegni il ritorno di un autore da me molto amato, Lucio Leoni, che dona a Clarabella e lo chef personalissimo il giusto brio grafico. Questa avventura, di stampo molto classico, è una gustosa commedia degli equivoci che vede il povero Orazio come sempre succube delle borghesissime ambizioni della propria compagna – con un Bosco sempre più deciso a mettere alla berlina le nuove mode legate alla raffinata cucina moderna.

       Se queste storie lasciano poco spazio ai colpi di scena, la successiva Zio Paperone e la contesa burocratica acrobatica di Riccardo Pesce e Mario Ferracina riesce a regalare qualche sussulto in più grazie alle vibes ciminiane e l’inedito tandem con il sindaco di Paperopoli. Perdendosi nei meandri della burocrazia, Paperone e il primo cittadino si ritroveranno a navigare (letteralmente) in un mare di carta bollata, tra riferimenti a Escher e citazioni più o meno esplicite alle burocrazie asterixiane e dylandoghiane.

       
      La casa che rende folli

      Alla fine di questa lettura mi sono ritrovato piuttosto soddisfatto, come in realtà non mi capitava da tempo, e credo di poter chiudere con questa nota di positiva sorpresa la disamina sul numero di questa settimana, su cui penso di essermi speso a sufficienza. Vorrei dedicare queste ultime righe alla memoria di un caro amico che seguiva il mondo di Topolino con una forza e una purezza che non ho conosciuto in altri.

       Francesco Gerbaldo, per noi che lo sentivamo quotidianamente aggirarsi perle losche camere virtuali in cui si costruiscono i contenuti del Papersera, era semplicemente Gerba.

       Quella di Gerba era molto di più della passione che agita il petto di qualunque fan, era amore. Incondizionato e senza riserve. Sempre il primo a voler parlare di, e perché no, a difendere Topolino, anche quando forse questo meritava più di una tirata d’orecchie. Gerba era serissimo nel proteggere il complicato mondo di cui era divenuto uno dei divulgatori, ma al contempo sempre pronto allo scherzo, alla battuta. Mi rammarico delle conversazioni che non avremo, ma mi rallegro del suo fecondo passaggio nel mondo Disney, dove la morte è bandita e ogni sofferenza è destinata a sciogliersi in risata. Lì, sulle pagine dei fumetti che amava, le sue parole e la sua gentilezza saranno in eterno.



      Voto del recensore: 5/5
      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
      https://www.papersera.net/wp/2022/03/07/topolino-3458/


      Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

      “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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      camminatadisney
      Evroniano
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      PolliceSu   (1)
        Re:Topolino 3458
        Risposta #17: Lunedì 7 Mar 2022, 20:45:28
         
        SmOld


        In merito a 'Zio Paperone e la Maledizione delle Maledizioni'. 


        E' stato scritto da chi mi precede che è una storia tutto sommato "promossa" e "che si fa leggere volentieri".
        A mio avviso è un' avventura riuscitissima. E, come sottolineato dal colto e documentatissimo Manuel Crispo, è ad oggi la miglior performance di Marco Nucci.

        Il soggetto è un soggettone, da maneggiare con cautela.
        Il Necronomicon è quanto di più oscuro e spettrale si possa immaginare; riuscire a trasporlo con lievità (non leggerezza, occhio!) e toni da commedia sulle pagine della rivista Disney politically correct per eccellenza, è roba da professionisti della sceneggiatura.

        Il plot è serratissimo, ogni vignetta ha un senso, tutto sembra improntato al 'less is more'.
        Tanto che l' approccio di Nucci ai vari registri (dalla commedia all' horror) richiede una lettura attenta e circostanziata.
        Niente è insistito, su nulla la sceneggiatura indugia.
        Se il lettore è attento, coglie il senso dell' intreccio, e ne gode.
        Nucci a mio modo di vedere riesce meglio quando è libero di cambiare registro e non si appiattisce su un unico piano di lettura. Personalmente 'Topolino e i Misteri di Mister Mc Guffin' l' ho trovata enormemente superiore a 'Gastone e la Solitudine del Quadrifoglio' o all' intero, uggioso, ciclo di Mister Vertigo.

        Già il titolo di questa avventura evoca, e per ben due volte, una parola che si credeva bandita dal Topolino libretto.
        La tavola iniziale ed alcune delle successive fanno la gioia dei filologi disneyani.
        Le dida interloquiscono col lettore, non appesantendo ma anzi rendendo più agile la vicenda.

        Ogni character è sì abbozzato, ma ben definito.
        Lo scetticismo di Paperone è in linea col personaggio creato nel '47, anche alla luce dei numerosi scontri con Amelia, di cui pure nel recente restyling si sottolinea il ruolo di fattucchiera e non di strega.
        Il doppio malvagio è un' intuizione spassosa e geniale.
        Gli altri personaggi restituiscono, nei limiti delle poche vignette a disposizione, una loro tridimensionalità. 

        Ai disegni, Giorgio Cavazzano è una garanzia.
        Essere sulla breccia nonostante più di 50 anni di carriera ai massimi livelli è cosa rara (unica?).
        Qualche piccola défaillance grafica forse si intravede, ma il suo storyboard è comunque sublime.
        Sembra di veder scorrere un accumulo di frames cinematografici, tanto è fluida la successione delle immagini.
        Eppure, fateci caso, non c' è né un inseguimento né gente che corre. Ma, a lettura ultimata, l' impressione è quella di aver assistito ad un cortometraggio.

        Come commentare insomma questa 'Zio Paperone e la Maledizione delle Maledizioni'?
        Si dice che a guardare l' albero si rischi di perdersi la foresta.
        Ma questo è uno di quei casi in cui non affrontare la lettura "in a big picture", come direbbero gli inglesi.
        Bisogna invece assaporare ogni vignetta.
        Albero per albero.
        Alla fine, la foresta apparirà tutta insieme. In tutto il suo splendore.

         


        *

        Tenebroga
        Evroniano
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          Re:Topolino 3458
          Risposta #18: Lunedì 7 Mar 2022, 21:29:42
          A me il numero è piaciuto ma non mi ha esaltato così tanto come probabilmente è successo a coloro che hanno dato 5 stelle. Storie buone senza dubbio, "Zio Paperone e la maledizione delle maledizioni", "Topolino e le sgambascarpe smart", "Clarabella e lo chef personalissimo" e "Zio Paperone e la contesa burocratica acrobatica" mi sono piaciute.
          Voterò 4 stelle.
          Spiego un le mie motivazioni:
          • Zio Paperone e la maledizione delle maledizioni: bella la storia e bella la trama, ma forse il genere horror è il più difficile da adattare a Topolino. L'ho vista più come una commedia anche se però non mi ha fatto ridere troppo.
          • Topolino e le sgambascarpe smart: storia buona ma da Casty ci si aspetta sempre l'ottimo.
          • Clarabella e lo chef personalissimo: questa per essere una riempitiva è stata davvero super. Magari le riempitive fossero tutte così! Forse questa storia è quella che ha superato maggiormente le mie aspettative.
          • Zio Paperone e la contesa burocratica acrobatica: bella, divertente e molto comica. Mi ha ricordato quella comicità che non si vedeva da un po' sul settimanale.

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          Geronimo
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            Re:Topolino 3458
            Risposta #19: Lunedì 7 Mar 2022, 21:56:38
            A me il numero è piaciuto ma non mi ha esaltato così tanto come probabilmente è successo a coloro che hanno dato 5 stelle. Storie buone senza dubbio, "Zio Paperone e la maledizione delle maledizioni", "Topolino e le sgambascarpe smart", "Clarabella e lo chef personalissimo" e "Zio Paperone e la contesa burocratica acrobatica" mi sono piaciute.
            Voterò 4 stelle.
            Spiego un le mie motivazioni:
            • Zio Paperone e la maledizione delle maledizioni: bella la storia e bella la trama, ma forse il genere horror è il più difficile da adattare a Topolino. L'ho vista più come una commedia anche se però non mi ha fatto ridere troppo.
            • Topolino e le sgambascarpe smart: storia buona ma da Casty ci si aspetta sempre l'ottimo.
            • Clarabella e lo chef personalissimo: questa per essere una riempitiva è stata davvero super. Magari le riempitive fossero tutte così! Forse questa storia è quella che ha superato maggiormente le mie aspettative.
            • Zio Paperone e la contesa burocratica acrobatica: bella, divertente e molto comica. Mi ha ricordato quella comicità che non si vedeva da un po' sul settimanale.
            Pensa che addirittura io ho dato 3 stelle.
            Discrete la prima e l'ultima, buona la castyana, niente di che le riempitive, soprattutto poco ispirata quella di Pico secondo me. A mio parere siamo ben lontani dai fasti natalizi
            Luca Giacalone

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              Re:Topolino 3458
              Risposta #20: Lunedì 7 Mar 2022, 23:02:31
              Pensa che addirittura io ho dato 3 stelle.
              Anch'io ho dato 3 stelle... onestamente 5 mi sembravano un'esagerazione.

              Probabilmente sono stato condizionato dalle aspettative che avevo per la prima storia: erano mesi che vedevo i disegni pubblicati sul profilo Instagram di Cavazzano e Bertani la esaltava come storia "horror"... non che la consideri una brutta storia eh, sia chiaro, ma alla fin fine non è stata nulla di che. Anzi, mi è sembrato che si sia arrivati alla soluzione finale troppo in fretta e troppo facilmente. Non posso negare però di aver trovato geniale la battuta del doppio di Paperone che vuole regalare un milione di dollari a Paperone :)

              Per la storia di Casty vale un po' lo stesso discorso, anche se il tono rispetto alla scorsa settimana è rimasto pressoché lo stesso. Dopo tutti questi mesi di assenza di Casty come sceneggiatore di certo ci si aspettava di più.

              Paradossalmente mi hanno sorpreso proprio le riempitive, per le basse aspettative. Molto godibile sia quella più classica su Clarabella sia la finale su Paperone e la burocrazia, in questo caso seguito dal sindaco. Menzione d'onore per la vignetta stupenda di pag. 141! :D
              (Tralascio la storia sulla matematica su cui non ho molto da dire).

              A conti fatti non posso considerarlo migliore del numero precedente a cui avevo dato 3 stelle.

              *

              fab4mas
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                Re:Topolino 3458
                Risposta #21: Mercoledì 9 Mar 2022, 10:54:11
                Un numero in cui una storia di Casty non è per me la migliore...sarà già capitato ma davvero non lo ricordo.

                 La maledizione delle maledizioni, per quanto sia un dark non troppo dark, incontra particolarmente i miei gusti, la disegna straordinariamente Cavazzano quindi non posso certo dire che avrei preferito i disegni di Casty ma pagherei (poco) per un confronto di qualche vignetta tra le più significative.

                le sgambascarpe invece non la trovo davvero memorabile a molti sarà piaciuta ma la metto tra le meno riuscite dell autore, che non vuol dire sia 'insufficiente' ma ci ha abituati a ben altro.

                La contesa burocratica ha il problema opposto alla prima storia, riesce a trattare in maniera divertente un argomento che davvero non cattura il mio interesse, l ho finita a fatica.
                Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                *

                Filo Sganga
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                  Re:Topolino 3458
                  Risposta #22: Mercoledì 9 Mar 2022, 11:40:31
                  Un numero discreto rispetto alla piattezza dei numeri precedenti.
                  La storia di Casty non mi ha convinto sino in fondo, io come tanti di voi aspetto i kolossal (mi sembra inconcepibile che anche tra le ristampe figurino sempre troppo poco le storie di Casty , vedi il mondo di Tutor, o Topolino e la marea dei secoli, mai ristampate e se facessero una collana come quella di Pezzin per queste storie con i commenti e le sceneggiature di Casty originali ne comprerei almeno 5  ;D (vi prego redazione teneteci in considerazione)  :inLove:

                  La storia di Nucci e Cavazzano invece è discreta, io amo Lovecraft e appena ho saputo che finalmente c'era una storia dedicata a lui su Topolino ho gioito. Peccato che nonostante si veda l'impegno, non ho percepito quasi nulla dell'atmosfera dello scrittore, il cui pregio principale è giocare molto sul non detto, sulla percezione della minaccia piuttosto che sulla minaccia stessa. Sembra come è stato detto più Ducktales che Lovecraft. Va bene la commedia ma un minimo più d'inquietudine e serietà sarebbe stata pronosticabile.  _Mi aspetto però altre storie su Lovecraft a breve dato che sembra una prima di una serie. O sbaglio io?

                  E poi quando ci sarà di nuovo l'accoppiata Nucci-Celoni? Per quanto adori Cavazzano io queste storie le vedo meglio con un disegnatore come Celoni che valorizza meglio quell'inquietudine che vuole trasmettere Nucci.
                  « Ultima modifica: Mercoledì 9 Mar 2022, 11:46:22 da Filo Sganga »

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                    Re:Topolino 3458
                    Risposta #23: Venerdì 11 Mar 2022, 22:20:16
                    Casty sempre fantastico. Vogliamo parlare del Gamb Gamb Style?  ;D
                    Mi è piaciuta moltissimo anche la storia di Nucci, molto divertente e disegni superlativi del Maestro Cavazzano.
                    Mi ha stupito in positivo la breve sulla burocrazia, dagli echi secondo me molto ciminiani.

                    Ciao!

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                      Re:Topolino 3458
                      Risposta #24: Lunedì 13 Giu 2022, 17:58:03
                      Buongiorno a tutti, sono già state spese bellissime parole su questo topo, ma voglio dare il mio piccolo contributo... Dunque le due storie che promuovo sono la contesa burocratica e il duo clarabella e orazio, la prima è piena di echi ciminiani, ce n'è qua e la per tutta la storia, mi pare sia un sentito omaggio allo scrittore del novecento,e ben riuscito

                      Ultimo appunto che mi sono segnato, ho trovato molto piacevole anche l ultima parte della storia di  casty e perina, forse una concatenazione di eventi ben incastonati fra loro si intenda, ma secondo me abbastanza prevedibili, dico che la prima parte delle sgambascarpe mi ha lasciato un po meno prevedibile la lettura, rispetto alla seconda  ;;D

                      Anche la maledizione delle maledizioni fa la sua bella figura, con un cavazzano da leggenda, la sua arte è degna di un artista rinascimentale, se proprio devo fare un appunto, forse la trama era molto ricca di elementi tra cui prendere spunto evidentemente,all  inizio ho avuto come una sensazione di tanta carne al fuoco appunto, mi ha fatto una testa grossa cosi :shocked:
                      « Ultima modifica: Lunedì 13 Giu 2022, 18:14:38 da Thenewme »

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                        Re:Topolino 3458
                        Risposta #25: Lunedì 13 Giu 2022, 19:04:32
                        Buongiorno a tutti, sono già state spese bellissime parole su questo topo, ma voglio dare il mio piccolo contributo...
                        Innanzitutto benvenuto sul Forum, Thenewme!  ;)
                        Hai scelto un ottimo numero per lasciare il tuo primo commento in questo spazio dedicato agli appassionati Disney e mi trovo d'accordo circa la gradevolezza delle due storie in chiusura di libretto da te attenzionate.
                        Sono storie leggere ma che si leggono bene sia dal punto di vista della sceneggiatura che per quanto riguarda i rispettivi disegni ed ho particolarmente apprezzato la presa in giro alla macchina della burocrazia che risalta nella storia di Pesce/Ferracina.
                        Per il resto, la storia di apertura dedicata al "varo" del ciclo che vede l'introduzione di un personaggio singolare quale Lord Hatequack e, contestualmente, dei suoi "racconti del terrore" non mi ha entusiasmato più di tanto e la storia in questione la giudico carina ma senza che sia riuscita a coinvolgermi più di tanto.
                        A breve, cioè la settimana prossima, verrà pubblicata la terza storia di questo ciclo e spero che questo nuovo racconto sia all'altezza delle mie aspettative, visto che sia l'esordio disegnato da Cavazzano che la successiva storia disegnata da Casty [e sempre a firma del duo Nucci-Gualtieri alla sceneggiatura] si erano rivelati sì di gradevole lettura ma comunque al di sotto delle mie aspettative iniziali.

                         

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