Lo dico? Si lo dico. questa è veramente tutta un'altra storia. E per questo un grazie come un oceano va ad Alessandro Sisti.
Finito di leggere-2, la prima cosa che ho pensato è stata proprio questa. Non tanto perché ci siano chissà quali richiami espliciti al passato, ma perché, mentre leggevo, ho iniziato a sentire di nuovo quelle atmosfere. Quel particolare modo di raccontare PK che ti fa pensare che sotto quello che stai leggendo ci sia sempre qualcosa di più con riprese di alcune linee temporali e narrative che inevitabilmente riportano alla mente PKNA e PKNE, ma la cosa che mi ha convinto maggiormente è che non lo fa soltanto attraverso i riferimenti alla continuity. Lo fa soprattutto attraverso le atmosfere.
C'è di nuovo quel leggero senso di inquietudine, quella sensazione che qualcosa stia per succedere o che dietro quello che stiamo leggendo ci sia qualcosa che ancora non riusciamo a vedere completamente. Una componente che apparteneva moltissimo al PK delle origini e che, diciamolo, era anche piuttosto desueta rispetto ai normali canoni Disney.
Il -1 mi era piaciuto proprio perché aveva quel sapore da vero prequel: tutto doveva ancora succedere, i tasselli dovevano essere messi al loro posto e il lettore sapeva che stava assistendo a qualcosa che avrebbe portato verso il PK che conosciamo. E quell'ultima vignetta, continuo a trovarla geniale.
Qui però succede qualcosa di diverso. La storia si spinge ancora più indietro nel tempo e, proprio mentre torna indietro, sembra quasi avvicinarsi ancora di più a quello che ricordiamo.
Si ricomincia a respirare aria pikappera.
E per me è questo il vero pregio dell'albo.
Non è soltanto una questione di nostalgia o di personaggi che tornano. È proprio il modo in cui vengono trattati il tempo, gli eventi e le loro conseguenze. C'è quella sensazione di universo enorme, nel quale quello che stiamo leggendo è soltanto un piccolo pezzo di qualcosa che è già accaduto, deve ancora accadere o magari potrebbe accadere in modo completamente diverso.
E poi ci sono i disegni di Claudio Sciarrone, che trovo semplicemente perfetti per questo progetto.
Non ho la sensazione di vedere qualcuno che cerca di riprodurre il PK di trent'anni fa. Ho la sensazione molto più bella di vedere qualcuno che riesce a riportarci dentro quel mondo, mantenendo il proprio tratto.
E poi, naturalmente, c'è lei. Oh, mia adorata Lyla, disegnata magistralmente da Claudio.
L'unico vero problema di questa storia è che finisce troppo presto.
Quando ho girato la pagina e ho visto che era finita ci sono rimasto malissimo. Non perché ci fosse qualcosa che non funzionava, ma esattamente per il motivo opposto: mi stava piacendo e volevo continuare.
Avrei voluto altre pagine, altre situazioni, magari qualche altro piccolo tassello da mettere insieme.
E l'altro difetto è ancora peggiore: sapere che dopo il -3 questo ritorno allo spillato finirà e finirà anche il nostro viaggio nel tempo nei fine anni 90. Questi tre spillati sono un vero successo e spero che la Panini si convinca a tornare a pubblicarli con una certa regolarità (mensile è chiedere troppo, mi accontenterei di un bimestrale o trimestrale).
Chi sa di aver già vinto non combatte. Solo chi deve rovesciare la sorte lotta fino all'ultimo.