Mi aggiungo alle già buone impressioni sulla storia del ritorno di Frida. Vedere una nemica papera trasformista porta davvero a delle trovate interessanti, ma in questo caso ho anche apprezzato il piccolo colpo di scena riguardo alla sua informatrice e il coinvolgimento nelle indagini di Archimede, situazione fresca, ma in questo caso davvero funzionale alla trama. Mi incuriosisce questa "saga", chissà fin dove Frida potrà spingersi!
Prosegue invece la serie di autoconclusive De Paperis Rhetorica. Ormai la struttura la conosciamo, ma è comunque un esperimento interessante e che si fa leggere senza essere eccessivamente verboso e senza cadere nella noia. Certo, il finale è esattamente ciò che ci si aspettava, ma il modo in cui è sceneggiata la storia del passato è di solito la parte migliore di questo intreccio retorico-temporale. Una sorta di giallo, in poche parole, ma molto importante per il pubblico più giovane: valutare tutte le possibilità, quando capita un fattaccio!
Sempre adatti al contesto i disegni di Vian.
Invece segue forse una delle estere più brevi, che sembra uscita da quell'universo racchiuso che era il Mega 2000, ma che ci ricorda anche il più recente Pippo Spot. Carini i disegni, ma è praticamente una one page allungata.
Infine si conclude Topolino e l'isola delle folgori, che purtroppo non mi ha convinto al pieno delle sue potenzialità. Se il lato tecnico è indiscutibile, dal punto di vista della sceneggiatura ho perso il filo più volte e non capivo davvero dove volesse arrivare. Magari necessita sicuramente di una rilettura completa, perciò sospendo il mio giudizio per capire meglio.
In generale un numero equilibrato.