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Topolino 3494 - Recensione di Luigi Sammartino

Il rapporto tra il genere umano e la tecnologia è sempre stato molto intricato, fatto di fiducia imperitura e di ripensamenti paranoici. Se è vero che la tecnologia deve aiutare l’esistenza di ognuno e migliorala, è pur vero che il pensiero che la tecnologia “invada” le nostre vite e ad esse si sostituisca è il leit motiv del XXI secolo, soprattutto dopo l’avvio della Rivoluzione Industriale 4.0. La storia Zio Paperone e la P.A.I. Paper Artificial Intelligence (Pezzin/Perina) muove da questi presupposti, ma sembra porsi da un lato con sufficienza e dall’altro con un’esagerazione assurda tipica delle storie umoristiche. La sufficienza dell’approccio alla trama è data soprattutto dalla conoscenza dell’intelligenza artificiale e del suo funzionamento: è pur vero che l’IA apprende continuamente e si adatta, ma anche vero che la configurazione di limiti (l’autorità che deve seguire, e che viene introdotta per limitarla solo nella terza parte della storia) è la premessa originaria con cui si avvia l’intelligenza stessa, che si muoverà secondo schemi e algoritmi precisi; difatti il primo problema è proprio quello di non aver impostato limiti all’algoritmo della P.A.I. L’assurdità deriva, invece, dall’esagerazione che la storia pone in primo piano relativamente al comportamento umano (pardon, papero) di seguire istintivamente tutti i consigli dell’IA, quasi in un crescendo spasmodico di annullamento della propria intelligenza e sottomissione. Difatti, è questo l’elemento che regge la storia in sé: un elemento sci-fi che sembra derivato nemmeno dalla classica letteratura fantascientifica, ma arriva da più vicino, parendo quasi una parodia di un episodio di Black Mirror. Tuttavia, nemmeno questa reference riesce a togliere l’innocenza di questa storia e la rende anche superabile dopo la lettura. Una lettura da classico Topolino. Un nome che non scorderemo facilmente Di sapore classico anche la storia promozionale legata alla città di Matera, capace di far letteralmente esaurire le copie di questo albo in Basilicata, anticipata dalla bella copertina “prospettica” di Stefano Zanchi con i colori di Andrea Cagol. Topolino e il segreto dei Sassi (Artibani/Soldati) gioca molto sulla bivalenza dei nomi, ed in particolare sul nome del co-protagonista (Rock Sassi) e dei quartieri storici della città lucana (i Sassi, appunto), ma che trae la sua origine dalla precedente Topolino, Rock Sassi e Manetta in: Una maglia rosa in giallo e ne conserva la continuity. Storia che parte in medias res, con Topolino e Rock che entrano furtivamente nella casa di famiglia di quest’ultimo, per essere scoperti dai suoi inquilini e rivelare la terribile notizia. Un giallo molto topolinesco, che però presenta molte sfumature sentimentali (soprattutto nel motivo della sparizione del bisnonno di Rock, Pietro) e dinamiche molto energiche tra i contrapposti personaggi. Il finale interviene bruscamente e lascia aperto ad un seguito che potrebbe esplicarsi nelle prossime storie sul punto (come annunciato anche dall’autore stesso). I disegni di Soldati paiono molto freschi e proporzionati, ma si apprezza soprattutto la bella visuale di Matera nella sesta tavola. Miao cronache feline: La cosa più importante (Faccini) gioca ancora una volta sulla parodia (o sull’esplicazione umoristica) del comportamento dei gatti. E lo fa mettendo in scena una simpatica bagarre tra Malachia e un topo teppistello che ha deciso di rubargli tutto quello che possedesse. Tutto ciò che di materiale ci fosse, certo, ma non “la cosa più importante” che lega il gatto al suo padrone. Faccini mostra di essere ancora un potente umorista (soprattutto nel mettere in scena la gag della luce laser e dell’ossessione felina per le stesse), ma lo fa anche con gentilezza e con affetto, dimostrando di essere un grande narratore, sia come sceneggiatore che come disegnatore. La sfida è lanciata! Di tenore diverso Paperino Paperotto e i misteri di Villa Lecoccodé (Vacca/Franzò), che trae spunto da una trama elaborata da una scolaresca e selezionata per apparire su Topolino (come spiegato nell’editoriale di apertura della storia) relativa alla salvaguardia e al recupero del patrimonio cittadino comune. Simpatica la moda della pantomima tra gli abitanti di Quack Town, ma al contempo si gira molto attorno al vero focus della storia (ovvero il mistero della villa stesso) e alla ragione del soggetto appena menzionato (ovvero la valorizzazione del patrimonio cittadino). Una storia che rimane anch’essa gradevole, ma non esaltante. Primo confronto di Franzò con la lore giovanile di Paperino e prova ancora una volta riuscita, con disegni espressivi e dinamici al contempo. Chiude questo albo la terza parte di Topolinia contro (Bertani, Gervasio/Mazzarello), la storia che segue le vicende di Grosso guaio a Paperopoli sulla collaborazione tra Topolino e Paperinik e che mette al centro la vita capovolta del primo. Un atto finale che si ricollega, a mo’ di sequel, a Topolino e le lettere ipnotiche e che prova addirittura a riprenderne l’elemento di svolta della storia, ovvero il rumore che serve ad uscire dalla situazione ipnotica. Finale che intriga e tiene col fiato sospeso, ma che rimane molto verboso nello sciorinare la spiegazione del piano di Wilson Risk. Decisamente fuori luogo, poi, il rancore che Topolino prova verso coloro che gli si sono rivoltati contro, benché consapevole della loro ipnosi. Immagine senza commento Nonostante ciò, l’idea di riprendere la storia del 1974 e portarla avanti (e creare un intermezzo, come si vede dal finale aperto) è interessante, anche per il focus su un autore differente e che non sia il solito Guido Martina. I disegni di Mazzarello paiono migliorati, ma ancora ci sono delle pecche nelle espressioni e nella narrativa grafica complessiva. Tutto sommato, la storia in sé regge bene ed il risultato è apprezzabile. Non potevamo sperare in un albo che tenesse il livello di quelli di poco precedenti, dove la grande qualità ci ha “ubriacato”. L’effetto “Lucca Comics” pare ora dissolversi e molto di quanto avevamo apprezzato sta tornando nella solita media degli albi. In attesa anche di leggere le storie del prossimo mese (dove è annunciata, tra le altre, anche una nuova storia della saga della Spada di Ghiaccio curata da Marco Nucci, come annunciato dal direttore nell’editoriale di apertura e come evidente anche dalla quarta di copertina), questo numero torna nei ranghi e propone storie di media qualità che intrattengono ma affascinano poco. Benché consci del risultato comunque apprezzabile, sicuramente il calo fisiologico giova poco al lettore. L’unica è pensare che tutto ciò ci permetta di esprimere tutta la nostra meraviglia per le storie che verranno.

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Topolino 3494

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Samu
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PolliceSu
    Topolino 3494
    Mercoledì 9 Nov 2022, 15:49:17
    SOMMARIO

    Zio Paperone e la P.A.I. - Paper Artificial Intelligence (30 tavole)
    Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Pezzin
    Disegni e chine di Alessandro Perina
    Colore di Chiara Bonacini

    Topolino e il segreto dei Sassi (26 tavole)
    Soggetto e sceneggiatura di Francesco Artibani
    Disegni di Giampaolo Soldati
    Colore di Martina Andonova

    MIAO, Cronache feline - La cosa più importante (10 tavole)
    Soggetto, sceneggiatura, disegni e chine di Enrico Faccini
    Colore di Giulia Castoldi

    Paperino Paperotto e il mistero di Villa Lecoccodé (22 tavole)
    Soggetto e sceneggiatura di Francesco Vacca
    Disegni e chine di Federico Franzò
    Colore di Monica Rossi

    Topolinia contro - Terzo episodio (24 tavole)
    Soggetto e sceneggiatura di Alex Bertani e Marco Gervasio
    Disegni e chine di Marco Mazzarello
    Colore di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil

    Copertina (disegno di Stefano Zanchi, colori di Andrea Cagol):

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      Re:Topolino 3494
      Risposta #1: Mercoledì 9 Nov 2022, 16:18:31
      Mi fa piacere che Topolinia contro
      Spoiler: mostra
      non sfoci nella fantascienza come successo in altri gialli. La soluzione dell'enigma fa sì che il lavoro sia un po' come, nel cinema, fu Glass per Unbreakable e Split, cioè l'incontro di due storie (in questo caso Topolino e le lettere ipnotiche e Grosso guaio a Paperopoli). Forse un po' corto questa terzo capitolo, peraltro con Paperinik che fa (incredibilmente, per Gervasio!) la figura del babbeo e un'ultimissima parte che mi ha fatto un po' storcere la bocca. Nel complesso, però, mi sono divertito.

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      Cornelius Coot
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        Re:Topolino 3494
        Risposta #2: Mercoledì 9 Nov 2022, 19:44:39
        Abbinato a questo numero del Topo c'è un puzzle di 500 pezzi (9,50 euro) che ripropone la ormai iconica immagine natalizia di paperi e topi riuniti sotto l'albero, già utilizzata in occasione di due poster usciti tempo fa.

                                                             
        « Ultima modifica: Giovedì 17 Nov 2022, 17:21:34 da Cornelius Coot »

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          Re:Topolino 3494
          Risposta #3: Mercoledì 9 Nov 2022, 23:03:48
          Altro numerone.

          Per cominciare, "Topolinia contro" non delude, riallacciandosi a una storia dimenticata. Scorre bene e ci dà un criminale bello tosto, molto più di Mister Vertigo, per capirci. Unico neo, per me, e sottolineo la soggettività della cosa, le ultime vignette che mi sa spingono sulla fantascienza troppo esagerata per un giallo. Gusto mio, sia chiaro.

          Grande ritorno per Pezzin su una trama "ordinaria", ben supportato da un ottimo Perina: una storia tipica pezziniana, che ci era mancata tanto. E siamo lieti del suo ritorno, ovviamente.

          Fantastico lavoro anche per Artibani e Soldati: per quanto storia "con inserimento di prodotti a fini commerciali", regge benissimo, ha una trama solida, buone gag e splendidi disegni, anche nei fondali. Avercene di più non sarebbe male, anzi.

          La facciniana è chiara solo a chi ha un gatto: sono gli unici a poterla capire davvero!

          Insomma, altro gran Topo. Solo vorrei capire di cosa stia parlando il "Sapevatelo", del tutto privo di soggetti, e perché, nel citare le creazioni di Stan Lee, non si menzioni l'Uomo Ragno...

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            Re:Topolino 3494
            Risposta #4: Giovedì 10 Nov 2022, 14:05:02
            Per numero passabile.

            Lievemente deluso dalla topolina contro, non la trovavo una storia, ora che ne ho visto al conclusione, che richiedesse l intervento 'supereroistico' di paperinik. l ho visto più per un discorso di riallaccio con l altra storia del duo che per un esigenza reale. Il villan non mi ha fatto impazzire ma vedremo il futuro cosa ci riserva. Ho trovato anche esagerati gli scatti 'irosi' di topolino nel finale, soprattutto con paperinik mi pare spesso un contrasto un po' forzato, forse per non scadere in dinamiche fraterne&mielose . Comunque la promuovo nonostante mi aspettassi di più.

            Deluso invece da quella di Pezzin, sarà che non è esattamente il mio genere ma ho colto alcune parti riferite alle IA un po' esagerate, tipo quando lo scontro a schermo delle due IA (non penso sia da spoiler messa così). Son quelle storie che dimentico davvero in fretta.
            Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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              Re:Topolino 3494
              Risposta #5: Giovedì 10 Nov 2022, 15:40:24

              Insomma, altro gran Topo. Solo vorrei capire di cosa stia parlando il "Sapevatelo", del tutto privo di soggetti, e perché, nel citare le creazioni di Stan Lee, non si menzioni l'Uomo Ragno...

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              Wilson Fisk, alias Kingpin, nel nome e nell' aspetto del cattivo di "Topolinia contro"?
              « Ultima modifica: Giovedì 10 Nov 2022, 15:48:12 da InfinityDuck »
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                Re:Topolino 3494
                Risposta #6: Giovedì 10 Nov 2022, 16:26:08

                Insomma, altro gran Topo. Solo vorrei capire di cosa stia parlando il "Sapevatelo", del tutto privo di soggetti, e perché, nel citare le creazioni di Stan Lee, non si menzioni l'Uomo Ragno...

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                Wilson Fisk, alias Kingpin, nel nome e nell' aspetto del cattivo di "Topolinia contro"?

                Credo si riferisca a un paragrafo nell'articolo riguardante il nuovo film di Pantera Nera.

                Ciao!

                Il Grande Tiranno
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                  Re:Topolino 3494
                  Risposta #7: Giovedì 10 Nov 2022, 16:34:19

                  Insomma, altro gran Topo. Solo vorrei capire di cosa stia parlando il "Sapevatelo", del tutto privo di soggetti, e perché, nel citare le creazioni di Stan Lee, non si menzioni l'Uomo Ragno...

                  Ti riferisci al chiaro riferimento a
                  Spoiler: mostra
                  Wilson Fisk, alias Kingpin, nel nome e nell' aspetto del cattivo di "Topolinia contro"?

                  Credo si riferisca a un paragrafo nell'articolo riguardante il nuovo film di Pantera Nera.

                  Ciao!

                  Il Grande Tiranno

                  Esatto: mi riferivo all'articolo su Pantera Nera, dove si nominano tanti eroi di Stan Lee, ma non quello più iconico di tutti. Diciamo che è come se considerassimo Disney padre di Paperino, Pippo, Pluto e Minni, senza menzionare Topolino...

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                    Re:Topolino 3494
                    Risposta #8: Giovedì 10 Nov 2022, 16:40:24
                    Ah, ok, pensavo ti riferissi alle storie. E comunque, da brava fan Marvel che sono, non ho potuto fare a meno di notare il cameo presente nella storia ;D
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                      Re:Topolino 3494
                      Risposta #9: Giovedì 10 Nov 2022, 17:33:06
                      Ho letto con particolare gusto e piacere la storia che segna il ritorno di Giorgio Pezzin alla sceneggiatura di un racconto con protagonisti i Paperi a distanza di dieci anni dalla sua prova precedente con Paperino & Co.
                      Specialmente le prime pagine della storia, quelle ambientate nel Deposito, mi hanno suscitato delle spontanee risate al vedere i siparietti e le scene di quotidianità familiare (e "maggiordomesca") con al centro la parsimonia di Paperone.
                      Il catino con le lacrime versate da riutilizzare per lavare i pavimenti, i "doveri" di Battista che riguardano anche il dover sgambettare sulla bicicletta per alimentare la corrente necessaria a far accendere il computer e a far uscire il caffè, l'invito a pranzo in cui - secondo lo Zione - le due controparti si dividono perfettamente i ruoli, la reazione convulsiva del piagnisteo del vecchio cilindro non appena il nipote tocca il tasto sbagliato...
                      Sono tutti momenti briosi che mi hanno fatto iniziare la storia con allegria e vivacità e il racconto ha continuato ad essere una piacevolissima lettura per tutto il tempo a seguire, facendomi arrivare pienamente soddisfatto di quanto avevo letto una volta giunto alla sua conclusione.
                      Una storia che ho veramente gustato appieno, la quale ha sì un chiaro intento didattico al riguardo del funzionamento dell'intelligenza artificiale ma che viene inserito all'interno di una sceneggiatura briosa e divertente, che mi ha trasmesso tanta simpatia, freschezza e un piacere palpabile nel mentre la leggevo.
                      E a ciò contribuiscono senza dubbio anche i disegni di un Alessandro Perina che è da sempre uno dei miei artisti disneyani preferiti, col suo tratto morbido, pulito, espressivo e che ha il merito di farmi calare sin da subito nelle atmosfere della vicenda narrata.
                      Per me, questo ritorno di Pezzin alle prese con i Paperi è stato letteralmente entusiasmante e spero ne avrà in serbo altre di storie così: vivaci, gustose, scandite da un ottimo ritmo narrativo ed istruttive mantenendo una dinamicità della vicenda ed una simpatia dei personaggi coinvolti che è davvero un piacere da ritrovarsi!

                      *

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                        Re:Topolino 3494
                        Risposta #10: Venerdì 11 Nov 2022, 10:01:47
                        Ho trovato anche esagerati gli scatti 'irosi' di topolino nel finale, soprattutto con paperinik mi pare spesso un contrasto un po' forzato, forse per non scadere in dinamiche fraterne&mielose
                        A me sono piaciuti, proprio per le "dinamiche" che dici tu! ;D
                        Una volta tanto, vedere Topolino sinceramente arrabbiato mi ha fatto piacere! :D
                        Io son nomato Pippo e son poeta
                        Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                        Verso un'oscura e dolorosa meta

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                          Re:Topolino 3494
                          Risposta #11: Venerdì 11 Nov 2022, 11:24:32

                          Anche io credo che topolino sia quasi fuori dal personaggio, e anche paperinik fa la figura dello stupido.
                          Interessanti le prime 2 parti ma il finale non mi ha convinto per nulla.


                          Ho trovato anche esagerati gli scatti 'irosi' di topolino nel finale, soprattutto con paperinik mi pare spesso un contrasto un po' forzato, forse per non scadere in dinamiche fraterne&mielose
                          A me sono piaciuti, proprio per le "dinamiche" che dici tu! ;D
                          Una volta tanto, vedere Topolino sinceramente arrabbiato mi ha fatto piacere! :D

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                            Re:Topolino 3494
                            Risposta #12: Venerdì 11 Nov 2022, 12:08:40
                            Ho letto solo Topolinia Contro e il risultato è buono, anche se Paperinik nel momento dell'azione è piuttosto marginale.
                            Spoiler: mostra
                            Però era proprio neccessario far sfuggire l'antagonista anzichè acciuffarlo? Stiamo parlando di un tizio piuttosto anonimo, tirato fuori da una storia one shot di quasi 50 anni fa

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                              Re:Topolino 3494
                              Risposta #13: Venerdì 11 Nov 2022, 17:44:17
                              Ho letto solo Topolinia Contro e il risultato è buono, anche se Paperinik nel momento dell'azione è piuttosto marginale.
                              Spoiler: mostra
                              Però era proprio neccessario far sfuggire l'antagonista anzichè acciuffarlo? Stiamo parlando di un tizio piuttosto anonimo, tirato fuori da una storia one shot di quasi 50 anni fa

                              Penso che l'intento della direzione sia quello di proporre "nuovi" nemici che vadano a rinfoltire la platea degli antagonisti di Topolino (oltre ai classici Macchia Nera e Gambadilegno) e che non siano solo e soltanto personaggi one-shot, tali da fare una fugace apparizione e basta.
                              Prima c'è stato il progetto Vertigo, ora credo sia evidente che si voglia riproporre in futuro, in nuove storie, lo stesso cattivo di Topolinia Contro.

                              Riguardo alla storia, posso dire che mi è piaciuta ed anche il finale l'ho accolto con curiosità.
                              D'altra parte ci sono due elementi che non mi hanno tanto convinto: il condizionamento di Pluto (considerando il metodo usato dal responsabile della faccenda, avrei preferito fosse rimasto scevro da qualsiasi condizionamento indotto) e il comportamento fin troppo astioso di Topolino.
                              E non mi riferisco al battibecco con Paperinik, quanto piuttosto ad un rancore nei confronti di Basettoni che mi è parso eccessivo.
                              Che Topolino sia scosso dalla faccenda architettata ad arte contro di lui è comprensibile, però il fatto che già subito dopo aver avuto uno scatto di rabbia verso Paperinik (con conseguente presa di coscienza del fatto di avere sbagliato ad essere troppo invettivo) ne abbia un altro nei confronti del Commissario, il cui comportamento non era diretto dalla sua volontà, non mi convince fino in fondo.
                              Tra i due c'è un rapporto di intesa e reciproco sostegno da sempre e... insomma, la reazione di un Topolino che sbrocca così proprio contro di lui mi è parsa un po' eccessiva!  :rotfl:
                              Per il resto, invece, il racconto lo reputo valido e mi ha saputo coinvolgere nelle sue atmosfere stranianti ed intriganti.
                              Il finale mi lascia con la curiosità di saperne di più di che cosa sarà ora in grado di fare il "ritrovato" antagonista della vicenda e della storia ho gradito molto anche la composizione particolare della singola tavola, diversa dagli standard, fuori dagli schemi della gabbia classica e la cui impostazione ha dato al racconto un ritmo ancora più serrato e coinvolgente.

                              Mi è piaciuta tanto, poi, la storia di Topolino e il segreto dei Sassi.
                              La premiata ditta Francesco Artibani/Giampaolo Soldati - dopo aver collaborato brillantemente nella realizzazione della bellissima "Topolino e lo zio d'America" - firmano un'altra storia topolinesca molto ben riuscita e che per me è stata un vero piacere da leggere.
                              Ventisei tavole che scorrono via con naturalezza e gusto, dove l'intento divulgativo è sapientemente incastrato all'interno di una trama valida, riuscita e davvero intrigante, che ruota attorno ad un mistero...il segreto della famiglia di Rock Sassi.
                              La sparizione di uno zio del poliziotto di origini texane si intreccia con il passato della famiglia, le vicissitudini del bisnonno Pietro Sassi (anziano sì ma ancora capacissimo di badare a sé stesso con una grinta ammirabile) e con la presa di posizione di Topolino che giunge fino in Italia per aiutare Rock nelle indagini, dimostrando il solito, forte, carattere non appena "respira" aria di ingiustizia.
                              Insieme a "Zio Paperone e la P.A.I", questa è senza dubbio l'altra mia storia preferita del numero.

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                                Re:Topolino 3494
                                Risposta #14: Venerdì 11 Nov 2022, 18:13:40
                                D'altra parte ci sono due elementi che non mi hanno tanto convinto: il condizionamento di Pluto (considerando il metodo usato dal responsabile della faccenda, avrei preferito fosse rimasto scevro da qualsiasi condizionamento indotto) e il comportamento fin troppo astioso di Topolino.
                                E non mi riferisco al battibecco con Paperinik, quanto piuttosto ad un rancore nei confronti di Basettoni che mi è parso eccessivo.
                                Condivido in toto questo giudizio, anche se i difetti della storia non si fermano qui - magari fossero solo questi! Che raggiunga la sufficienza non ci piove, ma che qualcosa non vada pure non ci piove. Ci ho riflettuto molto, mi sono riletto la storia di cui è il seguito e alla fine penso di aver capito che due sono le cose che non vanno. La prima, la storia è troppo lunga. L'originale durava 33 pagine e, sia pure volendo considerare che aveva un finale troppo affrettato, questo contava allora 7 pagine (su 33), qui occupa l'intera terza puntata. Inoltre
                                Spoiler: mostra
                                Paperinik
                                è un pesce fuor d'acqua, e andava tagliata tutta la parte che lo riguarda (Topolino poteva e doveva cavarsela da solo, come è stato ne "L'isola di corallo", dove partiva da una situazione ben peggiore), e il finale "aperto" con sfumature supereroistiche lascia molto a desiderare. La storia sarebbe stata ben più valida se fosse durata 50-55 pagine, non di più; invece ne dura 76. Il problema è che Gervasio eccelle nelle storie brevi (le 24 pagine del primo Fantomius) o anche in quelle lunghe, purché lineari e poco complesse (Paperbridge), così da poter lavorare sulla psicologia dei personaggi e sui loro conflitti piuttosto che sui misteri e la loro risoluzione (da sempre il suo punto debole). Qui ha voluto cimentarsi con una trama complessa, finendo per girare in tondo, con troppe pause e troppe lungaggini (soprattutto il lungo finale, come già indicato prima, e l'uso di
                                Spoiler: mostra
                                Paperinik
                                , qui tanto inutile quanto geniale era stato in "Grosso guaio a Paperopoli", dove aveva tutt'altro senso). Ad ogni modo credo che neanche Martina sarebbe riuscito a padroneggiare una trama come questa; ci sarebbe voluto uno Scarpa al suo meglio se non addittura un De Maris.

                                La seconda, non ci siamo col disegno. Io ho sempre ritenuto che il lavoro degli sceneggiatori sia sottovalutato, e quello dei disegnatori sopravvalutato; ma ciò non toglie che se uno legge una storia di Cimino/Perego (anche "Il pugno di pietra", tra le migliori del duo) e la confronta con una di Cimino/Scarpa si accorge della differenza abissale. Scarpa sapeva scegliere le inquadrature, i dettagli, sapeva rendere al meglio le espressioni e le loro sfumature; Perego no. "Topolinia contro", fosse stata disegnata da Casty, sarebbe stata a un livello vicino a quello dell'isola di Corallo, pur con una sceneggiatura non così buona (ma neanche troppo inferiore; anche quella di Nucci soffre di lungaggini e di misteri gestiti non troppo bene). Ma Casty più di tanto non può fare, e Mazzarello si arrangia come può. Sufficiente, questo sì, ma incerto nelle scene statiche dove le espressioni farebbero la differenza (prima vignetta di pagina 137, con Topolino che sembra impegnato in un incontro di pugilato), poco incisivo nei momenti di tensione (la lotta di sguardi a pagina 129), ondivago nelle inquadrature (campi lunghi e silhouette a pagina 137-138, la prospettiva a pagina 146).

                                Voto finale: 6. Gervasio deve tentare di disegnarsi da solo le sceneggiature più ambiziose, e soprattutto deve capire che la sua bravura sta nella caratterizzazione dei personaggi e nella loro evoluzione, non in trame misteriose e complesse. Se solo volesse potrebbe diventare il Don Rosa italiano (anche se, vista la disistima che tanti appassionati nutrono nei confronti di Don Rosa, forse è meglio che non ci provi).

                                Delle altre storie, notevole quella di Pezzin, satira feroce (e quindi ben riuscita) dell'e-commerce e delle sue storture, ma anche di un certo marketing e di un certo modo di fare affari troppo basato sull'economia virtuale e troppo poco su quella reale. Storia sorprendente per un autore ultrasettantenne, ma che evidentemente è riuscito a stare al passo coi tempi. Purtroppo scarso (neanche sufficiente) il disegno, e non posso andare oltre un 6 e mezzo.

                                Notevole, invece, la storia di Artibani, che mette a segno un altro buon colpo dopo il piccolo capolavoro dello scorso numero; non siamo neanche lontanamente a quei livelli, ma l'ambientazione è formidabile e l'idea godibile. Monocorde ma efficace il disegno di Soldati, specialmente nelle inquadrature a campo lungo. Non è Cavazzano, ma è tra quelli che sanno imitare meglio il suo stile. Nell'insieme la storia potrebbe anche meritare un 7.
                                She's going on, without even looking back!

                                 

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