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Topolino 3659
 - Aperto da Geena, Domenica 11 Gen 2026, 17:01:31
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Topolino 3659

Geena
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    Topolino 3659 Ultima modifica: Domenica 11 Gen 2026, 17:05:08 di Geena

    Scusate se non ho aperto il topic prima, ero convinta che qualcuno lo avesse già fatto.

    Le storie

    Newton Pitagorico e il propulsore Pim-pum-pam
    Storia di Niccolò Testi
    Disegni e chine di Carlo Limido
    Colore di Manuel Giarolli (Gfb Comics)


    500 piedi e 1 zampa-Pluto e l'amico senza nome
    Storia di Bruno Enna
    Disegni e chine di Davide Cesarello
    Colore di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil (Gfb Comics)


    Gli antichi mestieri di Paperino-In una selva
    Storia di Tito Faraci
    Disegni e chine di Enrico Faccini
    Colore di Gaetano Gabriele D'Aprile (Gfb Comics)


    Topolino e Pippo con la testa tra le nuvole
    Storia di Francesco Pelosi
    Disegni di Giampaolo Soldati
    Chine di Simone Paoloni
    Colore di Valentina Mauri (Gfb Comics)


    Pico de Paperis e le reciproche risorse
    Storia di Carlo Panaro
    Disegni di Ottavio Panaro
    Chine di Simone Paoloni
    Colore di Marco Di Grazia (Gfb Comics)


    A GIORNALE CAPOVOLTO
    Zio Paperone, il papero più potente della Terra-Il giorno più nero di Paperone
    Storia di Jason Aaron
    Disegni di Ario Anindito (tavole 1-4), Esad Ribić (tavole 5-7), Pete Woods (tavole 8-11), Nick Bradshaw (tavole 12-14 e 19) e Mirka Andolfo (tavole 15-18 e 20)
    Colore di Arianna Consonni (Arancia Studio)


    Servizi e rubriche

    A caccia di fake news
    Primo appuntamento su come riconoscere le fake news
    Sulle tracce del passato
    Breve riassunto delle puntate di "500 piedi"
    Un profilo sospettoso
    Secondo appuntamento su come disegnare Manetta
    La regina del mistero
    Servizio su Agatha Christie
    Navigare nel cielo
    Articolo sulle mongolfiere
    Quattro dialetti, stesso imperdibile Topolino
    Informazioni sul prossimo numero con la storia in quattro dialetti

    Copertina
    Disegno di Ivan Bigarella
    Colore di Mario Perrotta
    Copertina rovesciata
    Disegno e colore di Gabriele dell'Otto

    Topolino con il Topolibro su Agatha Christie: €9,50
    Topolino senza Topolibro: €3,50
    I grandi si concentrano su come spiegare la morte, dimenticandosi di un altro problema: dopo la morte cosa succede ai vivi? Chi muore va in cielo, su una nuvola. Nessuno che dica dove dovrebbe andare chi resta, quando le nuvole si sporcano di fango e il senso dell orientamento si perde chissà dove

    Re: Topolino 3659 (# 1)

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    Re: Topolino 3659 (# 1)

    Penso che questa seconda parte de "il papero più potente della Terra" sia tra le cose peggiori che abbia mai letto sulla rivista, senza dubbio la peggiore da molti anni a questa parte, e da ogni punto di vista.
    "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel"

    Re: Topolino 3659 (# 2)

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    Re: Topolino 3659 (# 2)

    Grazie Geena per aver aperto il topic,qualcuno ha l'indice del Topolibro di Agatha Christie?

    Re: Topolino 3659 (# 3)

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    Re: Topolino 3659 (# 3) Ultima modifica: Domenica 11 Gen 2026, 20:02:21 di Geena

    I grandi si concentrano su come spiegare la morte, dimenticandosi di un altro problema: dopo la morte cosa succede ai vivi? Chi muore va in cielo, su una nuvola. Nessuno che dica dove dovrebbe andare chi resta, quando le nuvole si sporcano di fango e il senso dell orientamento si perde chissà dove

    Re: Topolino 3659 (# 4)

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    Re: Topolino 3659 (# 4) Ultima modifica: Lunedì 12 Gen 2026, 03:06:41 di Ruhan

    - Non male "Newton Pitagorico e il propulsore Pim-pum-pam": Testi costruisce una trama molto lineare, anche questa (come la scorsa volta con Orazio e Clarabella) basata sul "tempo", in cui ogni evento s'incastra al precedente e al successivo senza fatica. Non brilla, ma fa il suo lavoro.

    3.5/5



    - "500 piedi e 1 zampa-Pluto e l'amico senza nome" è riuscita a farmi provare emozioni contrastanti. In primo luogo, ritengo che Enna abbia svelato troppo presto il segreto di Smith: 1) perché non si era ancora creata la necessaria patina di suspense che solo più puntate avrebbero potuto creare attorno al personaggio e 2) perchè la particolarità di Smith (il suo essere anonimo e, apparentemente, privo di passato) poteva essere motivo di qualche episodio ulteriore.
    Ma, al tempo stesso, l'autore è riuscito a stupirmi all'ultimo momento, trasformando quella che mi pareva una banalizzazione di tutto quanto in un punto di forza. Ripeto: avrei preferito arrivarci tra qualche episodio in più, creando più atmosfera attorno a Smith, ma non è male quel dare una spiegazione perfettamente logica che, però, si rivela falsa e complica ancora di più il quadro. Si potrebbe dire che Enna stia creando la suspense attorno a John Smith, anziché attraverso il classico "mistero senza volto", con un mostrare come, pur rivelata la sua identità, nulla torni. Vedremo come se la giocherà nelle prossime puntate.

    4/5



    - Molto bella "Gli antichi mestieri di Paperino-In una selva": Faraci costruisce degli ottimi dialoghi densi di umorismo demenziale e surreale che, personalmente, ho trovato gradevole e scorrevole. Il finale ha un qualcosa che richiama i finali dei tempi andati, con un Paperino che raccoglie i cocci dell'esperienza vissuta, traendone una morale che non risulta stucchevole, grazie alle sfilettate ciniche di Paperone. Forse la sua spensierata e ingenua semplicità, seppur nel quadro di qualche malizia "postmoderna" rappresentata dal sarcasmo Paperonesco che, tuttavia, non mette in ridicolo Paperino, ma aiuta a farne risaltare il buon cuore.
    L'unica pecca è, forse, il troppo cinismo soddisfatto di Paperone, il quale — in linea con una tendenza degli ultimi anni — non è mai davvero messo in difficoltà dagli eventi, cosa che toglie ricchezza allo svolgersi delle vicende comiche.
    Per quanto riguarda il reparto grafico, Faccini regala il meglio di sé, con un tratto che ben si adatta alle atmosfere rappresentate.

    4.5/5



    - "Topolino e Pippo con la testa tra le nuvole" appare più che altro come una riempitiva per accompagnare una rubrica tematica. Lo svolgimento degli eventi non è particolarmente brillante, anche se il surrealismo pippesco è abbastanza azzeccato ed è del tipo che preferisco (non il Pippo dei giochi di parole, ma il Pippo dei ribaltamenti di prospettive). Non si ride, ma si sorride in una o due vignette. Tuttavia, ho apprezzato due cose dello svolgimento della narrazione: 1) il fatto che Pelosi gestisca con maestria le poche vignette a disposizione per dare il senso reale del tempo che scorre e della maturazione di Topolino; quest'ultimo raggiunge delle conclusioni che non stupiscono particolarmente (parere personale: se si fosse lasciata stare la questione della zia e si fosse puntato tutto sul rapporto tra Topolino e Minnie, ne sarebbe venuto fuori qualcosa di più coraggioso e maturo), ma lo fa nei giusti tempi; 2) il fatto di aver puntato tutto su un viaggio mentale (come suggerisce anche il titolo), specie accompagnato dai disegni molto gradevoli di Soldati.

    2.5/5



    - "Pico de Paperis e le reciproche risorse" è una seconda riempitiva che parte da un'ottimo incipit, ma ci vuole inserire, a forza, il solito rapper che sembra quel famoso meme del signor Burns che strizza l'occhio ai giovani risultando, al contrario, un pesce fuor d'acqua:



    Con una rappresentazione della metrica rapper che è la stessa di quando, negli anni '90 e 2000, i media tradizionali tentavano di fare il verso all'hip hop. Il risultato è un po' forzato e crea quel tipo di "imbarazzo" che non facilita l'immersione. E se lo crea a me che sono grandicello, immagino faccia lo stesso sui più giovani.

    Peccato perché, dal lato Pico de Paperis, la cosa funziona molto, mentre mi è stato quasi impossibile percepire il "glow up" del rapper, proprio per via di quelle metriche poco realistiche che davano l'idea che fosse rimasto, nonostante i nuovi termini imparati, abbastanza goffo nel suo rappare.

    1.5/5



    - "Zio Paperone, il papero più potente della Terra-Il giorno più nero di Paperone" mi è piaciuta parecchio. Sul fronte grafico, qualche volta altelenante nella rappresentazione dei paperi, ma (almeno personalmente) sopportabile e cosa ben controbilanciata da altre tavole molto gradevoli; l'ho preso come un semplice esperimento tipo "vediamo come suona un disegnatore Marvel/realistico sul Topo" e mi è interessato poco se, talvolta, Paperone sia apparso simile ad Howard Il Papero (lol).

    Per quanto riguarda gli avvenimenti, ho apprezzato gli scambi di battute tra i Paperoni, ma — soprattutto — il coraggio di toccare corde realistiche dell'umanità di Paperone (parlo delle scene con Doretta). Sarà che sto invecchiando, ma tutta la dinamica sui rimpianti, con successiva perdita "mentale" di Doretta e del suo ricordo (resa ancora più emotivamente scottante dal fatto di essere preceduta da un abortito ritorno sui propri passi pieno di potenzialità che vanno in frantumi, come a ricordare l'impossibilità di cambiare il passato, nonostante ogni rimuginare o fantasticare su mondi possibili) l'ho trovata abbastanza commovente e molto matura, oltre che capace di osare (anche per via dello sparire di Doretta tra le fiamme, un tipo di scena cruda che è una "mosca bianca" di questi tempi). Specie per gli standard del Topo degli ultimi anni.

    Non è indenne da problemi; ad esempio, il finale di questa puntata sa di "dobbiamo chiudere, come facciamo??", perché non è credibile che Paperone e Paperino perdano contemporaneamente i sensi per via di un semplice scontro del tutto evitabile (Paperone è in trance, ma Paperino come diamine ha fatto a non evitarlo?) e questa trovata un po' banale ammazza il climax tragico di un Paperone che sta perdendo il suo ricordo più caro. Inoltre, è poco comprensibile come facciano dei robot a seguire Paperone nella sua mente (immagino sia qualcosa alla Matrix, ma andrebbe almeno accennato) e come mai il Deposito sia quasi del tutto sprovvisto di difese, nonostante ciò che dicono Qui, Quo e Qua.
    In ogni caso, mi è piaciuta molto e aspetto le prossime puntate.

    4.5/5



    Quanto alle due copertine (avanti e retro), quella davanti non mi fa impazzire, mentre quella di dietro/capovolta è tra le più belle abbia visto ultimamente, specie per quei grigi/neri e quei verdi del robot.





    Citazione di: Geena il Domenica 11 Gen 2026, 19:53:37Dovrebbe essere Topolino sull'Orient Express, Minni e i misteri di Miss Torple-Giallo sulla scogliera e Super Pippo e il mistero di Rock Hill (fonte: Topolino 3658).

    Confermo. Sono solo queste tre:


    Re: Topolino 3659 (# 5)

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    Re: Topolino 3659 (# 5) Ultima modifica: Lunedì 12 Gen 2026, 07:58:28 di tang laoya

    Molto bella la tavola panoramica di Mondovì nella storia delle mongolfiere.
    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

    Topolino 3659 (# 6)

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    Topolino 3659 (# 6)

    Recensione Topolino 3659


     In questo secondo numero del nuovo anno, Topolino 3659 ci presenta una serie di storie dal sapore quasi completamente autoconclusivo e, dopo più di un mese, il ritorno della miniserie Marvel/Disney su Zio Paperone, il cui sviluppo è previsto in quattro parti.

     A dispetto della copertina, la storia di apertura è ambientata a Paperopoli. In Newton Pitagorico e il propulsore Pim-pum-pam, il giovane genio viene coinvolto in un progetto scolastico dove potrà dare sfogo a tutto il suo estro e la sua competitività. Cercherà di rendersi degno agli occhi dello zio, perfezionando una sua invenzione (un tema tipico del personaggio dal suo rilancio), ma la sua hybris lo porterà, però, a causare seri problemi addirittura nel tessuto spazio-temporale, che dovrà risolvere con l’aiuto dei suoi coetanei Qui, Quo e Qua.

     Niccolò Testi idea una vicenda insolitamente lineare, per il tema trattato, giocando col principio di autoconsistenza di Novikov e con un gergo forbito, assistito dai disegni di Carlo Limido, che sa sempre come esaltare la dinamicità delle figure e delle azioni dei personaggi.

     
    La ricerca di validazione di Newton colpisce ancora!

     In 500 piedi e 1 zampa – Pluto e l’amico senza nome, tornano in scena per la terza volta i personaggi della saga, assieme a Pluto, attraverso dei team-up che approfondiscono un po’ il mondo dei 500 piedi. Si continua a vedere Pluto affidato ad un diverso membro del cast della storia originale: in questa occasione si tratta di Minni e Clarabella. Se da un lato le avventure hanno chiaramente una portata inferiore, dall’altro questo non induce gli autori a limitarsi al compitino, riuscendo anzi nel non semplice risultato di confezionare una piacevole avventura.

     Bruno Enna decide di esplorare il passato dell’indagatore del paranormale John Smith, scrivendo una storia con genuini momenti di tensione. Davide Cesarello, d’altro canto, ci regala un Pluto protagonista: ogni sua espressione è utile a rappresentare con precisione uno stato d’animo, ogni sua azione ci restituisce una chiara intenzione. Le ambientazioni sono altresì curate, sia nell’illustrare scene madri potenti che inquadrature inquietanti. Non posso evitare di sottolineare, poi, la cura posta nelle scelte di stile e di abbigliamento dei personaggi, grazie alla quale questi elementi si rivelano complementari alla recitazione degli stessi. Alla fine lo status quo non viene drammaticamente rivisto e le atmosfere reggono bene questa nuova avventura.

     
    L’espressività di Pluto

     La longeva serie dei mestieri di Paperino, scritta da Tito Faraci e disegnata da Enrico Faccini, in questo numero introduce un nuovo spin-off, che trasporta il nostro operoso e scalognato protagonista in una vicenda in maschera, fra le pagine di Gli antichi mestieri di Paperino – In una selva. Paperino si trova in un’ambientazione lontana dalla sua quotidianità, non solo cronologicamente, ma anche per il ruolo che si trova a ricoprire, ovvero il praticante in una Banda Bassotti medievale.

     La frustrazione, la precarietà e la scarsa motivazione per un posto che non sente essere neanche lontanamente nelle proprie corde vengono trasportate in un contesto anacronistico. Si gioca su un Paperino piatto nelle sue interazioni, per sottolinearne l’alienazione verso un mondo che non gli appartiene, ma nel quale è costretto ad adattarsi per le necessità della vita. Inoltre, gli autori non si esimono dal presentare ripetuti riferimenti all’universo classico, a volte ripercorrendo gli stilemi attesi, a volte mescolando le carte, per ingenerare un effetto comico legato a ciò che è atteso dal lettore o meno.

     
    La formazione lavorativa ha i suoi problemi, in ogni tempo

     In occasione del raduno aerostatico dell’Epifania, organizzato a Mondovì, abbiamo modo di leggere la particolare storia seguente, la quale, nonostante la brevità, regala la copertina al numero (ad opera di Ivan Bigarella). Francesco Pelosi e Giampaolo Soldati, in Topolino e Pippo con la testa fra le nuvole, sfruttano la logica laterale del pippide per ribaltare ogni inconveniente in un’opportunità, grazie ad un cambio di prospettiva, metaforico e letterale allo stesso tempo. Per una storia che non si prefigge di essere puramente umoristica, le dieci tavole risultano strette, riducendo quasi il tutto ad un uso alquanto convenzionale di Pippo e poco più. Soldati fa una buona prova, classica ed espressiva.

     Pico de Paperis e le reciproche risorse, di Carlo Panaro e Ottavio Panaro, presenta una base di partenza che certamente non si può dire innovativa: si ritorna all’incapacità di Pico di coinvolgere produttivamente un uditorio e di come poter risolvere la situazione, tramite un incontro con un esponente di un mondo che all’apparenza può sembrare fra i più distanti da quello dello studioso. La risoluzione della crisi avviene in modo anche troppo lineare, con intoppi appena accennati. Certo, è pur sempre una breve, ma considerata la struttura così tradizionale, la mancanza di un vero conflitto si sente.

     In ultimo, ma non per importanza, ruotando il settimanale, possiamo leggere il nuovo episodio di Zio Paperone – Il papero più potente della Terra, scritto sempre da Jason Aaron e presentato da una eccellente cover pittorica di Gabriele Dell’Otto. Proporre questo capitolo a distanza di cinque settimane dall’uscita del primo non aiuta certo a tenere le fila delle vicende che in questa miniserie vengono raccontate, confermandosi una scelta non certo ideale. Lo sceneggiatore americano trasporta Paperone in un viaggio mentale fra le tappe più di rilievo della sua vita, prendendo a piene mani dalla mitologia donrosiana – in pratica esclusivamente da quella – e miscelando quelle atmosfere con quelle supereroistiche marveliane. Il narratore continua a sottolineare, infatti, la natura eccezionale del personaggio di Scrooge, in una costante generazione di hype per i vari Paperoni incontrati. Perché questo viaggio mentale è alla fine un viaggio nei ricordi ed un confronto del protagonista con i “se stesso” del passato, in modalità che possono far dubitare il lettore. A quale scopo questa carrellata di incontri? Paperone deve recuperare i propri ricordi o fare ciò rischia solo di esporli alla furia dei lacchè cibernetici degli Intenditori?

     
    Esaltazione dell’eroismo e paperi non troppo canonici

     Dal punto di vista dei disegni c’è una certa varietà. Se Ario Anindito, pur proponendo un’interpretazione poco disneyana, riesce ad essere sufficientemente convincente anche con i personaggi paperi, Esad Ribic e Pete Woods non riescono ad adattare il loro stile ai funny animals senza ridurre queste figure a sembrare quasi dei pupazzi poco espressivi. Nick Bradshaw, a mio parere, fa un lavoro intermedio fra questi due approcci; si vede invece come Mirka Andolfo, pur nella sua specificità, probabilmente grazie anche alle sue passate collaborazioni, fornisca la rappresentazione dei characters più vicina a ciò che possiamo abitualmente vedere sulle pagine del settimanale.

     Nel complesso, quindi, ci troviamo di fronte ad un numero vario che, seppur non presentando una vera storia evento, riesce a reggersi su un equilibrio tra proposte diverse, non tutte ugualmente incisive, ma in grado di offrire una lettura soddisfacente per diversi tipi di lettori.



    Voto del recensore: 3.5/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2026/01/12/topolino-3659/


    Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


    Re: Topolino 3659 (# 7)

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    Re: Topolino 3659 (# 7)

    I miei colleghi monregalesi mi hanno detto che in quel di Mondovì il Topo in questione è andato a ruba. In un paio di giorni le edicole l'avevano esaurito ed erano già sommerse da richieste di ordinazioni per ulteriori copie

    Re: Topolino 3659 (# 8)

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    Re: Topolino 3659 (# 8)

    Numero assai variegato, di cui mi è difficile dare un giudizio.


    Entrambe le copertine sono magnifiche.
    Ho amato molto la storia su Newton, molto ben costruita con ogni elemento che s'incastra alla perfezione, e la faraciana, in cui un inedito Paperino brigante si trova, novello Dante, a compiere una scelta morale all'interno di una selva. Molto originale e spassosa, promossa a pieni voti.

    Nella sua semplicità ho apprezzato molto Topolino e Pippo con la testa tra le nuvole, che sfoggia la versione di Pippo che preferisco.

    Mi hanno lasciato abbastanza tiepido, invece, la breve su Pico e la nuova puntata di 500 piedi e una zampa, come il resto di questo spin-off purtroppo. Anche se reputo l'idea di base molto valida e la costruzione delle puntate tutto sommato buona, non riesco proprio a farmi piacere le storie in cui Pluto ragiona, agisce e parla (con un traduttore) esattamente come un umano. Preferisco di gran lunga vederlo in storie come questa recente serie di Pelosi, che rendono giustizia al suo "essere cane".

    Infine devo parlare della marvelliana, che secondo me è il risultato che vien fuori se si prende Don Rosa, si toglie tutto ciò che di buono c'è in Don Rosa e si lasciano solo gli aspetti negativi.
    Sorvolando sulla trama, un'accozzaglia di fan service che, come fa notare la recensione, non si capisce a cosa serva e sorvolando pure sui molti disegni raccapriccianti, neppure il Don era arrivato a definire "il giorno più nero della vita di Paperone" il litigio con Doretta. E quando ha incendiato quel villaggio africano, allora?
    Nell'ultima didascalia addirittura mi pare di capire che Doretta (anzi il ricordo di lei) sia "tutto ciò che lo rendeva il Papero più ricco del mondo". A meno che non si riferisse ad altri ricordi di cui ha perso memoria. Se così non fosse, penso che Barks si rivolterebbe nella tomba.
    Mi sembra che sia stato già detto e dimostrato più e più volte qual è la vera ricchezza di Paperone... E per quanto possa essere stato doloroso quell'evento, davvero un amore irrealizzato del 1800 è ciò che anima ogni impresa di Paperone? È più importante della famiglia che lo supporta e accompagna continuamente in ogni tipo di avventura? Davvero?

    Re: Topolino 3659 (# 9)

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    Re: Topolino 3659 (# 9)

    Citazione di: Tuta_ il Martedì 13 Gen 2026, 12:17:01Infine devo parlare della marvelliana, che secondo me è il risultato che vien fuori se si prende Don Rosa, si toglie tutto ciò che di buono c'è in Don Rosa e si lasciano solo gli aspetti negativi.
    Penso che con una sola frase hai colto l'essenza di questa storia e di tutta l'operazione! ;D
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    Re: Topolino 3659 (# 10)

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    Re: Topolino 3659 (# 10)

    Citazione di: Tuta_ il Martedì 13 Gen 2026, 12:17:01Mi sembra che sia stato già detto e dimostrato più e più volte qual è la vera ricchezza di Paperone... E per quanto possa essere stato doloroso quell'evento, davvero un amore irrealizzato del 1800 è ciò che anima ogni impresa di Paperone? È più importante della famiglia che lo supporta e accompagna continuamente in ogni tipo di avventura? Davvero?
    Lo stesso Don Rosa dice chiaramente, nella storia in cui ricompare Matilda, che ciò che dà forza a Paperone è la sua famiglia, nipote e nipotini in particolare; Doretta fa parte a pieno titolo del suo passato, non del suo presente.
    "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel"

    Re: Topolino 3659 (# 11)

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    Re: Topolino 3659 (# 11)

    Citazione di: Fantasio il Martedì 13 Gen 2026, 14:13:58Lo stesso Don Rosa dice chiaramente, nella storia in cui ricompare Matilda, che ciò che dà forza a Paperone è la sua famiglia, nipote e nipotini in particolare; Doretta fa parte a pieno titolo del suo passato, non del suo presente.

    È vero, non lo ricordavo. Grazie, Fantasio. Quindi qui siamo già oltre Don Rosa, è delirio puro!

    Re: Topolino 3659 (# 12)

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    Re: Topolino 3659 (# 12)

    A me "tutto ciò che lo rendeva il Papero più ricco del mondo" sembra riferito ai ricordi in generale, non solo a quello su Doretta (o lo voglio sperare), ma concordo sulla perplessità nel definire il litigio con lei il "giorno più nero". Anzi concordo con il commento di Tuta in tutte le sue parti.
    In realtà, però, il legame con Paperino faceva da presupposto alla precedente storia Marvel dello stesso autore... Ma non si è data molta profondità alla cosa, visto che si è risolto tutto a scazzottate.
    In generale il motivo per cui non riesco ad apprezzare questi tipi di narrazione sta nella sensazione che l'autore fosse indeciso se scrivere una storia di pura azione o di introspezione... Per poi esagerare in entrambi i sensi, con una cascata di didascalie che mi risultano scoordinate rispetto a ciò che vedo e che più che fare introspezione fanno apologie che stancano subito. Peccato, perché l'idea dei ricordi era anche suggestiva e, ora che ci penso, era già stata usata da Celoni nella sua storia, con risultati decisamente migliori. So che mancano ancora due puntate, ma ormai l'andazzo sembra chiaro.
    Sull'incendio del villaggio africano, temo non sia più proponibile per i motivi che sappiamo... Si sarebbe comunque potuto citare il litigio con Ortensia a Paperopoli, ma avranno pensato che Doretta fa sospirare di più... O forse considerano la questione Ortensia problematica.

    Citazione di: Dippy Dawg il Martedì 13 Gen 2026, 13:13:00
    Citazione di: Tuta_ il Martedì 13 Gen 2026, 12:17:01Infine devo parlare della marvelliana, che secondo me è il risultato che vien fuori se si prende Don Rosa, si toglie tutto ciò che di buono c'è in Don Rosa e si lasciano solo gli aspetti negativi.
    Penso che con una sola frase hai colto l'essenza di questa storia e di tutta l'operazione! ;D

    A proposito di questo...
    Non riesco a provare nulla nel vedere Paperone che cavalca un orso e annoda serpenti tanto perché fa figo. Mi piaceva invece il Paperone "terrore del Transvaal" perché il modo in cui domava leoni non era solo badass, ma umoristicamente badass e con tutta una serie di dettagli comici sullo sfondo. E soprattutto non era fine a se stesso, ma era in fondo un modo per rappresentare il forte senso di tradimento e rivalsa che stava provando.

    Re: Topolino 3659 (# 13)

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    Re: Topolino 3659 (# 13) Ultima modifica: Mercoledì 14 Gen 2026, 19:58:07 di Cornelius

    La cosa più strana che abbia visto in questo numero non si trova nella storia marveliana al contrario ma in una breve paniniana centrale: "Con la testa fra le nuvole". Nel viaggio in mongolfiera sopra una città che inizialmente sembra essere Topolinia, Pippo e Mickey, disquisendo di varie amenità, sorvolano delle parti urbane, alcune 'coerenti' con la metropoli calisotiana in questione e altre un po' meno, con un finale 'italocentrico', sopra una cittadina medievale appenninica (più o meno).

    Non ho seguito attentamente i dialoghi perché questa storia, come altre del numero, non mi ha preso per nulla per cui potrebbe esserci stata una grande trasvolata 'metaforica' in relazione alla natura delle questioni discusse. Ma a grandi linee non mi pare sia andata così per cui immagino che Giampaolo Soldati abbia 'semplicemente' dato sfogo alla sua vena artistica relativa alle varie tipologie di panorami urbani, senza tener troppo conto di quello teoricamente più coerente, modificandolo a piacimento.

    Non bastassero le settimanali e variegate trasferte in terra italica oltre ai numeri in dialetto, adesso anche le storie apparentemente più estranee al nostro contesto nazionale devono comunque riportarci ad esso, in qualche modo, anche solo con una 'cartolina' dai nostri borghi che tanto entusiasma Minni. Questa evidente e straripante 'italianizzazione' del "Topolino" di Alex Bertani è probabilmente una delle tante mosse 'tattiche' del direttore per far aumentare le vendite del libretto.

    E non sarebbe certo la prima nel campo della editoria europea: in passato Donaldville era in Francia (con tanto di F sulla facciata del Deposito) e Entenhausen in Germania (con tanto di DD sullo stesso immobile). Anche in Olanda credo che Duckburg (il nome restava originale) si trovasse nel paese dei tulipani. Adesso in quei paesi la situazione mi pare sia cambiata (forse dopo la 'rivoluzione donrosiana') ma nel nostro, se non si può più spostare una intera città, quanto meno lo si fa cambiandole i connotati e trasferendo frequentemente oltre oceano i suoi abitanti.

    Re: Topolino 3659 (# 14)

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    Re: Topolino 3659 (# 14) Ultima modifica: Mercoledì 14 Gen 2026, 21:21:34 di Cornelius

    Molto americana è invece la storia, non a caso della DPW in salsa marveliana, che si rifà alla saga donrosiana. Mi chiedo quanto a Don Rosa, autore molto 'realistico', possano essere piaciute queste intromissioni aliene e questo proliferare di Paperoni di tutte le tipologie ed età. Paperoni che Jason Aaron mischia con i suoi antenati facendo dire al conte Braccio di Ferro addirittura "Io sono Paperone" (casomai sono un McDuck, un De' Paperoni)

    Evidentemente agli americani piacciono queste trasposizioni kolossal di fumetti europei (Don Rosa ha scritto la sua Saga con la Egmont), queste estremizzazioni fisiche e psicologiche di fatti e personaggi. Estremizzazioni che nella Saga di Don Rosa erano solo accennate e non erano certo il plot delle sue storie. Forse l'unico momento di 'condivisione' fra Aaron e Rosa potrebbe essere quello riguardante Doretta: immagino che il Don sarebbe d'accordo riguardo il giorno più nero di Paperone collegato a lei.