I gialli di Topolino 1 (ristampa)

05 MAG 2017
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E’ il maggio del 2005 quando esce in edicola una nuova pubblicazione, si tratta de I gialli di Topolino, che nelle intenzioni prende il posto lasciato vacante, ormai più di 5 anni prima, dal vecchio Topomistery e che, come già il titolo lascia chiaramente intuire, è interamente dedicata alla dimensione poliziesca di Topolino.

Oggi, a distanza di 12 anni esatti, la Panini decide di riproporre quel progetto ai nuovi lettori, con una ristampa assolutamente identica dei vecchi albi, se si fa eccezione delle pubblicità interne e della cromìa della cover di questo primo numero, dove è stata corretta l’anomala colorazione arancione presente nell’analogo numero del 2005.

L’albo si apre con Topolino e il ricattatore misterioso (Salvagnini/De Vita), denominata “storia-gioco” ma che di ludico non presenta alcun elemento: molto semplicemente, dopo 27 tavole viene interrotta per lasciar tempo al lettore di indovinare il colpevole; riprende in coda al volume. Pur non essendo nata per questo scopo, resta comunque un gradevole giallo.

La seconda è anche la storia migliore dell’albo: Topolino e il mistero della voce spezzata (Mezzavilla/Cavazzano) è giustamente famosa e celebrata per l’ottima trama di Silvano Mezzavilla e per gli altrettanto ottimi disegni di Cavazzano; la vicenda assume ben presto una connotazione inspiegabile, quasi inquietante, che tiene il lettore col fiato sospeso sino alle ultime tavole. Insomma, un ottimo esempio di noir moderno.

Si prosegue con Topolino e il diabolico complotto (Martina/Scarpa/Del Conte), altro giallo robusto e ben strutturato con la presenza di Eta Beta e Flip, mentre più classica nell’impostazione, ma assolutamente gradevole, anche solo per un Gambadilegno ben determinato a far fuori il “topastro”, si presenta la successiva Topolino e le rapine a domicilio (Pezzin/Carpi).

Più moderna, anche nella grafica, risulta Topolino e il supercolpo d’autore (Cesarello), che beneficia di più tempi comici rispetto alle altre, anche grazie ad una centrale presenza di Pippo. L’albo si conclude, fatta eccezione per le 9 tavole conclusive della prima, con Topolino e il detective elettronico (Pavese/De Vita), interessante storia dal sapore molto anni ’70.

In conclusione, si tratta, come detto, di una mera operazione-ristampa di un progetto mai decollato (da ricordare che la testata del 2005 durò appena 17 numeri), ma che, al contempo, va a riempire un vuoto, quello delle storie di genere poliziesco, tutt’ora vacante. Sull’opportunità di questa scelta si può discutere, ma è pur da considerare che il prezzo è lievitato dagli originari € 2,50 agli attuali € 3,50 senza che ciò abbia portato novità alcuna nei contenuti: il voto finale tiene, pertanto, conto di tutto ciò. Peraltro, ad oggi non è dato sapere se questa seconda edizione si limiterà alla mera ristampa dei vecchi 17 numeri o se proseguirà anche oltre, ma nulla lascia intendere che la seconda alternativa abbia effettivi spiragli.

Autore dell'articolo: Gancio