Topolino 3696

Sulla copertina di Topolino 3696 campeggia Paperinik in dinamica postura, che si lancia dalla 313-X abbrancando con la mano sinistra una corda, con lo skyline dei grattacieli cittadini sullo sfondo: il disegno di Emmanuele Baccinelli, colorato da Andrea Cagol, preannuncia senza dubbi di sorta il protagonista della storia di apertura dell’albo.
Torneremo più avanti sulla nuova avventura del papero mascherato, tuttavia. Mi piace iniziare la recensione del numero partendo dalla fine, ovvero dalla terza e conclusiva puntata di Topolino e l’isola delle folgori, storia scritta da Francesco Artibani e disegnata da Alessandro Pastrovicchio, posta al termine del libretto. Prescindendo da ogni considerazione su premesse ed esiti dell’ennesima operazione di citazione, recupero e rilancio di una delle vicende disneyane più iconiche del secolo passato, al termine dell’avventura che ha accompagnato i lettori per tre settimane non posso dirmi deluso.
La storia, nel primo atto, ci ha subito calati, senza straniarci e anzi rassicurati da un disegno molto evocativo e suggestivo, in atmosfere antiche, pur inevitabilmente aggiornate e modificate nei personaggi e nelle vicende. E pur procedendo lungo un percorso familiare, ricco di richiami a quanto già noto, la narrazione ha disseminato, nelle pagine del primo episodio, numerosi accenni che, in forma di non-detto, hanno lasciato intendere alcuni successivi inevitabili sviluppi. Nel secondo atto si è consumato lo scarto (e anche lo scatto, vorrei dire) in avanti, verso un territorio sempre meno conosciuto e la storia, con incedere sempre più rapido, si è caratterizzata via via per dinamismo e ritmo più contemporanei, arricchita da elementi, particolari, rivelazioni, varchi dimensionali, snodi, vecchie e inedite coppie.

L’uomo nuvola e la sua macchina volante nella Terza Dimensione
Lo sdoppiamento è una delle cifre della narrazione che evolve nel terzo episodio, in cui giunge a maturazione ogni premessa e si realizzano le condizioni – anche provocate dalle impreviste decisioni dell’intelligenza artificiale che sfugge al controllo del suo creatore: il che riecheggia questioni di allarmante e urgente attualità – che permettono a Topolino e Pippo, ad Enigm e al suo gemello, a Gambadilegno e al cugino Plottigat, alle Dimensioni Delta e Beta e, financo, a macchine volanti che in coppia duettano e duellano nell’aria, di agire e interagire, muovendosi con grande efficacia su diversi piani paralleli che si intersecano e si inseguono. E quando si perviene al risolutivo approdo finale, esso non è del tutto conclusivo. Non pare infatti azzardato immaginare nuove avventure che vedranno ancora protagonista il geniale inquilino (o, forse, potremmo dire inquilini) dell’isola volante.

La terra d’origine di Marine Sireen
Ma, come premesso, il protagonista di copertina di questo numero è Paperinik, che torna – grazie alla sceneggiatura di Bruno Enna e alle matite di Alessandro Perina, autori di Paperinik e la vendetta di Frida – a confrontarsi con l’insidiosa criminale che era ricomparsa, a un anno di distanza, sul Topolino 3684 dello scorso luglio. Un piccolo spoiler: la storia, divisa in due episodi, si apre e si chiude con Frida nella stessa condizione (o costrizione che dir si voglia…), ma questo rileva il giusto, nel senso che a conquistare è lo sviluppo di una vicenda che porterà Paperino a interagire suo malgrado con due Paperine, a confrontarsi con una anzi due arcinemiche e che ci trasporterà nei mari del Sud, dove Archimede, indispensabile alleato del papero mascherato, contribuirà in maniera decisiva a dipanare una trama complessa e sorprendente. Il tutto non senza un inatteso coté romantico (per Archimede, beninteso, visto che per Paperino vi saranno semmai rampogne da parte di Paperina, in relazione a fraintendimento legato a un vistoso accessorio femminile).

Il goloso Malakios
Le ampie storie di apertura e chiusura di numero lasciano poco spazio al resto: infatti, oltre alla brevissima ‘danese’ Pippo e le bolle a sorpresa, di appena due tavole, vi è una sola ulteriore ampia storia (30 tavole): Paperino e la torta scomparsa, nuovo capitolo del ciclo De Paperis rhetorica, da una idea di Giovanni Eccher (che firma soggetto e sceneggiatura), con i disegni di Roberto Vian. Il pretesto di una torta di mele scomparsa nella fattoria di Nonna Papera e la conseguente disputa tra Paperino e Gastone su chi dei due sia il colpevole della razzia (ma siamo proprio sicuri che sia stato uno dei due cugini eterni rivali?) ci trasporta nell’antica Roma durante un processo che vede imputato Paulinus Paperinus per il furto di un prezioso e celebrato olezzante formaggio e che sarà immancabilmente risolto dalla saggezza e dall’acume del saggio Paperagora, dotto antenato di Pico De Paperis. Il quale rammenterà ai lettori che non vi è mai una sola verità.
Prima di concludere mi soffermo, con grande piacere e sincero affetto di fan pluridecennale, sull’editoriale del Direttore Alex Bertani, doverosamente dedicato alla celebrazione della millesima settimana trascorsa dalla pubblicazione, apparsa sul Topolino 2697 dell’agosto 2007, della prima “Che aria tira” di Silvia Ziche. La quale, stavolta, forse gioca ad autocelebrarsi con garbo, affidando allo Zione il compito di ricordarci che, quando si perde il conto, quel che davvero conta è guardare alla qualità (del denaro, nello specifico. Ma, in generale, delle cose, mi sento di chiosare).

Mille e sempre più mille!

