I Grandi Classici Disney 123

01 APR 2026
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I Grandi Classici Disney 123

I Grandi Classici Disney 123, in uscita a marzo, presentano fin dall’inizio il fil rouge del numero, annunciato anche nel redazionale d’apertura: l’acqua, in tutte le sue forme.

Apre infatti il numero Topolino e gli uomini-ostrica, ad opera di Romano Scarpa autore completo, coadiuvato alle chine da Sandro Del Conte. Pippo e Topolino, spinti dal nuovo hobby della malacologia, si imbattono in un vivaio di ostriche dalle numerose peripezie. La trama gialla viene affiancata da siparietti comici, risultando in una vicenda frizzante e dagli spunti originali. Spicca il personaggio di Pippo, un po’ illogico ma anche sveglio e risolutivo insieme a Topolino; una bella caratterizzazione nel solco dell’interpretazione scarpiana di Pippo. I disegni sono assai espressivi, dinamici e puliti.

Segue un dittico di storie incentrate sulla sfortuna di Paperino, entrambe scritte da Abramo e Giampaolo Barosso. La prima è Paperino e il venerdì 17: nel fatidico giorno, le sfortune di Paperino si acuiscono più che mai, in un crescendo continuo. La sceneggiatura riesce bene nel compito di divertire e far anche empatizzare con Paperino, sia grazie alle situazioni quotidiane che potrebbero capitare a chiunque, sia perché la scalogna origina dal “venerdì 17” e Paperino non ne ha alcuna colpa. La vicenda è arricchita da sequenze molto simili a quelle dei corti animati, e la comicità slapstick è rafforzata dai disegni di Massimo De Vita, ancora acerbi ma già efficaci nei tempi comici e nell’espressività. 

Un’immagine quasi cinematografica

Non si può dire altrettanto della storia “gemella” Paperino e il pomeriggio distensivo, con le matite di Giuseppe Perego. Stavolta la iella di Paperino è causata soprattutto dalla sua stessa dabbenaggine, tanto grossolana da impedire l’immedesimazione, a differenza di quanto accadeva nella storia precedente. Anche i disegni non aiutano ad esaltare la comicità, essendo piuttosto statici e sproporzionati. La storia ha però il pregio di essere davvero rara, essendo questa la prima ristampa in assoluto dalla prima pubblicazione nel 1963.

Tra le due storie a tema “scalogna” si piazza l’articolo Paperino: fu vera sfortuna?, interessante analisi di varie scuole di autori e delle diverse caratterizzazioni avvicendatesi riguardo alla nota scalogna paperinesca. Unica nota negativa, è da segnalare un refuso nel riportare il titolo Paperino e il venerdì 13 anziché il corretto venerdì 17.

Tra monumenti e abitanti pittoreschi

Troviamo poi Topolino e la pianola testamentaria, altra storia rara (si tratta della sua terza pubblicazione, l’unica altra ristampa risale al 2004). I testi di Michele Gazzarri scorrono piacevolmente ma senza particolari guizzi, con il merito di un’idea di base che presenta del potenziale. Belli i disegni di Guido Scala, come sempre caratteristici. Come segnalato in calce alla prima tavola, alcune pagine della storia presentano, per evenienze d’archivio, difformità e colori un po’ spenti

La Sezione Superstar si compone di “cinque storie d’acqua”, con alcuni alti e bassi qualitativi.

Si inizia con il piatto forte della sezione: Zio Paperone e la deriva dei monumenti, scritta da Giorgio Pezzin e disegnata da Giorgio Cavazzano. Chi meglio dei due briosi autori veneziani avrebbe potuto dare vita ad un’avventura che vede Paperone “salvare” i monumenti di Venezia dall’alta marea? Anticipando idee e soluzioni tecnologiche avvicendatesi nel corso degli anni nella realtà, Paperone si adopera per far galleggiare Piazza San Marco e i monumenti più celebri della città lagunare su enormi materassi acquatici, con tutti gli imprevisti del caso. Oltre alle avvincenti idee tecniche, trovano spazio anche bellissimi scorci veneziani ad opera di Cavazzano, battute taglienti e perfino una parodia del “tipo” veneziano, accento compreso.

Zio Paperone e le “aspirazioni” petrolifere, con Osvaldo Pavese ai testi e Giulio Chierchini ai disegni, vede Paperone disperato per i suoi giacimenti “misteriosamente” esauriti. Risaltano soprattutto i bei disegni e le buone caratterizzazioni di tutti i personaggi, in particolare è davvero gradevole l’intraprendenza dei nipotini.

Buon vicinato

In Topolino e i predoni del fiume, Topolino e Pippo si imbattono in una banda di pirati fluviali, in una sceneggiatura scritta ancora da Osvaldo Pavese che però non brilla particolarmente. I disegni di Sergio Asteriti sono piuttosto buoni.

È una piacevole sorpresa Paperino e l’allevamento particolare di Giulio Chierchini in veste di autore completo: la trama rappresenta una classica schermaglia tra vicini, impreziosita però da battute gustose e colorite e da un apparato grafico assai originale, comprendente una gabbia su due strisce e una palette di colori brillanti, tipiche delle storie di Chierchini del periodo, ovvero la fine degli anni Ottanta.

Chiude il numero Topolino e il trittico del tritone, scritta ancora dai fratelli Barosso e disegnata da Guido Scala. Una serie di strani furti coinvolge il trittico del titolo, ritraente una fontana che a sua volta pare ispirata alla Fontana del Tritone di Bernini, collocata però nella storia in uno staterello mitteleuropeo completo di borgomastro e costumi caratteristici. La vicenda è gradevole, ma i disegni paiono un po’ incerti e sproporzionati, e anche la resa grafica di Macchia Nera non è molto riconoscibile. 

Assegno al numero quattro stelle, considerando la presenza di più storie memorabili e interessanti e la qualità degli articoli.

Autore dell'articolo: Claudia C.

Ho imparato a leggere con "Topolino" e non l'ho mai abbandonato, cercando di esplorare sempre territori nuovi, dai Maestri stranieri alla scuola italiana classica, dagli esperimenti più recenti agli universi più particolari come PKNA. Classicista nelle varie accezioni del termine, le altre mie passioni sono i fumetti anche extra-Disney (ma i Disney rimangono i miei prediletti), il cinema, la musica, l'enigmistica, la cucina e la letteratura. Mi piace guardare, leggere o ascoltare le opere anche nelle loro lingue originali, nella speranza di imparare quante più lingue straniere possibili, ma nella consapevolezza del mio immenso amore per la lingua italiana, un amore che ha basi assolutamente riconducibili a "Topolino".