Le mostre che vorremmo e che meritiamo

28 SET 2026

Amiens, 05/06-13/09/2026

Nella calda estate 2026 appena conclusa, la Maison de la Culture di Amiens (Hauts-de-France) ha festeggiato la 30a edizione del Rendez-vous de la Bande Dessinèe, invitando gli appassionati di fumetti ad intervenire presso l’edificio della Halle Freyssinet per rinfrescarsi con una serie di mostre speciali dedicate ad alcuni celebri personaggi ed autori.

30a edizione del Rendez-vous de la Bande Dessinèe

I visitatori hanno così potuto approfittare di un’offerta totalmente gratuita che spaziava dall’americana Emil Ferris (La mia cosa preferita sono i mostri) al franco-belga Morris e il suo cow-boy Lucky Luke (segnaliamo e consigliamo la recente iniziativa editoriale varata da RCS in occasione degli 80 anni del personaggio, ndr), passando fra gli altri per il giapponese Hiro Mashima (Fairy Tail). Ad ogni autore o personaggio celebrato, è stato dedicato un apposito padiglione che prevedeva un tragitto da seguire, dove era possibile interagire direttamente con i nostri eroi preferiti, attraverso attività che coinvolgevano il pubblico di curiosi.

Fra gli ospiti d’onore di questa grande manifestazione, non poteva naturalmente mancare il nostro amico dalle grandi orecchie. A lui è stata intitolata la mostra Mickey et ses amis, une longue histoire dessinée 1, un viaggio nella storia e nell’arte del fumetto Disney, allestita attraverso materiali forniti da Glénat, l’editore grazie al quale negli ultimi anni abbiamo potuto assistere a nuovi formati e stili utilizzati nella realizzazione delle avventure dei più famosi personaggi antropomorfi.

Il festival ha previsto poi ulteriori eventi al di fuori delle mura della città di Amiens. E’ nata così Mickey, tout a commencé par une souris 2, una collaborazione tra la Maison de la Culture, la Bibliomule de Cordoue, la Cité internationale de la langue française, la Revanche des bibliothécaires e la biblioteca Louis Aragon; il tutto con l’aiuto dell’associazione On a Marché sur la Bulle. Un’esposizione, visitabile dal 5 giugno al 13 settembre 2026, ricca di proiezioni, laboratori, sale di lettura e attività incrociate nelle biblioteche.

Mickey, tout a commencè par une souris

Il curatore dell’esposizione dedicata ai personaggi Disney è stato Laurent Marioni, libraio di professione. Intervistato dalla rivista francese Actualitté, ha invitato il pubblico a non soffermarsi solamente su Topolino come centro di una cultura che ha segnato intere generazioni, ma di vederlo come l’apri-fila di una scuola di racconti popolari più vasta, fatta di arte, disegno e letteratura.

Tout a commencé avec une petite souris, c’est exactement la phrase culte de Walt Disney. C’est bien plus qu’une histoire de petite souris, parce que ça a marqué l’imaginaire depuis un siècle maintenant 3.

Ma l’esposizione non è solo una dedica al topo dalle grandi orecchie, ma a tutti i suoi amici che compongono l’universo disneyano: dall’irascibile e sfortunato Paperino, allo spilorcio zio Paperone, senza dimenticare il fedele Pluto, il distratto Pippo, i nipotini, la fidanzata Minni e Paperina.

La 313 di Paperino

Ad attenderci all’ingresso del padiglione dedicato a Topolino, ecco l’inconfondibile 313 di Paperino: doveroso fare qualche fotografia prima di iniziare l’avventura. La mostra si apre con un Topolino avventuriero degli albori, un po’ combattivo e un po’ irascibile, disegnato da Floyd Gottfredson, e con un Paperino opera di Al Taliaferro. L’esposizione continua proponendo l’esordio di Topolino al cinema, nel 1928; poi il suo passaggio decisivo alla carta stampata, nel 1930. Come racconta Marioni, l’approdo sui giornali americani fu dovuto all’emergente necessità degli stessi di offrire uno spazio dedicato ai bambini. I genitori potevano così leggere i quotidiani lasciando alcune pagine anche ai bambini; inizialmente nacque la striscia giornaliera, di tre o quattro vignette, poi vennero le tavole domenicali.

Il successo di questi primi passi porta pian piano ad una moltiplicazione di stili e di personaggi. Si aggiungono nuovi autori ed ognuno di loro apporta una novità: “la loro mano”. L’evoluzione si legge nelle forme: gli occhi, la coda e i pantaloncini di Topolino, il becco di Paperino, la palandrana di zio Paperone. Vediamo ad esempio l’evoluzione della famiglia dei paperi, con il tratto che si trasforma a partire da Carl Barks per arrivare a Don Rosa.

La seconda parte della mostra riguarda invece le nuove creazioni pubblicate dall’editore Jacques Glénat:

C’est un fan, vraiment un des plus grands fans. Il a voulu éditer les grands classiques, Gottfredson, Barks, Don Rosa, puis proposer à des auteurs des créations originales. Il y a forcément des contraintes, des limites quand on collabore avec Mickey. Il faut respecter l’œuvre, on ne peut pas la dénaturer, on ne peut pas raconter n’importe quoi 4.

Ma le limitazioni non impediscono la creazione e l’originalità di fumettisti come Tébo, Lewis Trondheim, Dav, Nicolas Keramidas, Régis Loisel, Bernard Cosey, Jul, Alexis Nesmes, Joris Chamblain, Fabrizio Petrossi, Jean-Luc Cornette, Thierry Martin, Frédéric Brrémaud, Federico Bertolucci, Silvio Camboni, Denis-Pierre Filippi, Cosey e tanti altri. E’ anche grazie al loro lavoro che è possibile tutt’oggi tenere in vita questi personaggi e leggerne le avventure, pubblicate in Italia in eleganti volumi cartonati raccolti nella collana Disney Collection. Molti dei disegnatori sopra citati sono stati tra l’altro presenti durante il festival di Amiens, disponibili a realizzare commission e autografi per i fan accorsi alla manifestazione.

La teca della Numero Uno

Ad arricchire la mostra, oltre alle tavole estrapolate da queste opere contemporanee, sono presenti anche archivi, oggetti rari e gadget da collezione come quelli allegati ai fumetti oppure articoli speciali destinati ai membri del club di Topolino. Oltre alla già citata automobile di Paperino, è poi possibile vedere da vicino una riproduzione in scala del Deposito di zio Paperone e della teca contenente la Numero Uno.

Tirando le somme, la mostra Mickey et ses amis, une longue histoire dessinée ha avuto il merito di raccontare, attraverso tavole, oggetti, documenti e installazioni l’evoluzione del fumetto Disney, mettendo in luce non soltanto la longevità dei personaggi, ma soprattutto il contributo dei tanti artisti che ne hanno modellato forme, caratteri e universi narrativi. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: mostrare come personaggi apparentemente immutabili possano continuare a vivere grazie all’interpretazione di autori diversi. Da Gottfredson a Don Rosa, fino agli artisti contemporanei pubblicati da Glénat. È forse questa la lezione più bella: i personaggi Disney non vivono soltanto perché continuano a essere ricordati, ma perché continuano a essere reinterpretati, disegnati e raccontati. Un altro elemento particolarmente positivo, infine, riguarda lo spazio espositivo, con un allestimento pensato come un percorso interattivo nel quale perdersi tra passato e futuro del fumetto Disney.

Per questi motivi, ci auguriamo di poter rientrare nuovamente in questo angolo dell’universo di Topolino attraverso una riproposizione della mostra in Italia. Magari durante una prossima edizione di Lucca Comics & Games, oppure, ci sia consentito fantasticare, in occasione di una futura riapertura del WOW nei nuovi spazi di Monza, in corso di realizzazione. Sarebbe un bellissimo regalo per tutti agli appassionati Disney e del fumetto in generale.



  1. Traduzione del redattore: “Topolino e i suoi amici, una lunga storia disegnata”. ↩︎
  2. Traduzione del redattore: “Topolino, tutto è cominciato con un topo”. ↩︎
  3. Traduzione dell’autore: “Tutto è cominciato con un topo, questa è esattamente la frase cult di Walt Disney. È molto più di una storia da topolino, perché ha segnato l’immaginario per un secolo ormai”. Cfr. https://actualitte.com/article/131116/paroles-de-libraire/mickey-est-courageux-brave-honnete-mais-on-s-identifie-plus-rapidement-a-donald ↩︎
  4. Traduzione dell’autore: “È un fan, davvero uno dei più grandi fan. Ha voluto pubblicare i grandi classici, Gottfredson, Barks, Don Rosa e poi proporre agli autori delle creazioni originali. Ci sono necessariamente dei vincoli, dei limiti quando si collabora con Topolino. Bisogna rispettare l’opera, non si può snaturarla, non si può raccontare qualunque cosa”. Cfr. https://actualitte.com/article/131116/paroles-de-libraire/mickey-est-courageux-brave-honnete-mais-on-s-identifie-plus-rapidement-a-donald ↩︎

Bibliografia:

Autore dell'articolo: Valentina Tanzi

Sono un’insegnante giramondo appassionata di letteratura, fumetti e cinema. Topolino è stato il mio primo amore, con lui ho imparato a leggere e così mi si è aperto un universo davanti fatto di comics, manga, BD, graphic novels, historietas, spillati e chi più ne ha più ne metta. Mi piace leggere, scrivere e condividere curiosità letterarie e sul mondo del fumetto nostrano ed estero e la community del Papersera in questo è un’eccellenza.