Topolino 3700

27 OTT 2026
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (9 voti) Esegui il login per votare!

Topolino 3700

Come nella più classica delle tradizioni, Topolino 3700 presenta al lettore un contenuto eterogeneo, potenzialmente ricco di spunti e tematiche diverse fra loro; tuttavia, le sue singole parti faticano a centrare il bersaglio, consegnando agli archivi un libretto che non convince del tutto e che, in fin dei conti, stenta a raggiungere la sufficienza già a partire dalla copertina.

Nel corso della sua storia editoriale, il settimanale non ha sempre festeggiato i cosiddetti “numeri tondi”, ad eccezione naturalmente di quelli che hanno segnato un passaggio epocale. Stavolta la redazione ha scelto una via di mezzo: ecco allora una rappresentazione corale dei personaggi Disney, posti sopra uno sfondo verde brillante, per un’illustrazione sicuramente allegra ma un po’ anonima, se l’intento era quello di celebrare il traguardo. Non migliora la situazione neppure l’inserimento del numero 3700 nell’angolo in alto a destra, abbastanza posticcio. Spesso si dice che in medio stat virtus, ma in questo caso il risultato finale restituisce un compromesso insoddisfacente.

La locuzione latina sopra citata ci offre l’occasione per parlare della nuova storia del ciclo De Paperis Rhetorica, posizionata nella parte centrale del libretto: in Qua e l’equilibrio equo, Giovanni Eccher pone i paperotti di Area 15 di fronte a un dilemma etico, che verrà risolto solamente grazie all’intervento del saggio (nonché neutrale) Pico De Paperis, in grado di rasserenare gli animi presentando loro un caso analogo verificatosi in un’antica Roma ben raffigurata da Simona Capovilla.

Politiche senza tempo

La narrazione parte in maniera interessante, raccontando un episodio simile a quanto può essere vissuto nella quotidianità dei lettori più giovani, come uno screzio imprevisto fra due amici che genera incomprensioni e malumori; nella seconda parte, però, l’azione sparisce per fare posto ad un dibattito legale un po’ ostico da digerire. Puntuale e apprezzata, in ogni caso, la sottile satira riservata ai politicanti, non solo dell’epoca.

Dal taglio ancora più pedagogico è poi Clarabella e il forno… a ostacoli, in cui Marco Bosco realizza una sceneggiatura che mi ha ricordato gli albetti promozionali che venivano allegati come supplementi a Topolino negli anni Novanta… e probabilmente quello sarebbe il luogo ideale, anche al giorno d’oggi, dove pubblicare una storia che si prefigge di veicolare in modo leggero le indicazioni sul corretto smaltimento dei rifiuti elettronici, ingombranti o meno. Carlo Limido visualizza con il consueto dinamismo le peripezie vissute da Clarabella e Orazio in giro per la città, ma la trama non decolla né raggiunge un divertente scioglimento con il colpo di scena finale.

Un balloon invertito 🙁

Per concludere il discorso relativo alle brevi, si ride poco anche in Pippo cerca casa?, otto tavole che costituiscono un’unica, strascicatissima gag che gioca sull’animo stralunato del protagonista: spunto fin troppo abusato. Molto più incisiva la one-page Mansione di responsabilità di Enrico Faccini che chiude il settimanale riservando il trattamento magistrale tipico dell’autore a Paperoga.

Facendo un passo indietro, arriviamo a trattare delle due colonne portanti del numero. Oltre alla ricorrenza tonda ricordata in apertura, il libretto celebra infatti il ventennale dalla pubblicazione della prima avventura dei Wizards of Mickey, perpetuando così ancora oggi la famigerata profezia “mai la fine”.

Francesco Testi rilancia quindi, per l’ennesima volta, la longeva saga fantasy, attingendo ai suoi elementi più classici (incantesimi a scoppio ritardato, amuletofonini, draghi, maledizioni risalenti a secoli addietro e via dicendo) e rivelando una buona gestione dei numerosissimi personaggi messi in scena. Marco Palazzi, fra l’altro uno dei disegnatori impiegati nella storia inaugurale, a sua volta realizza una prova assolutamente fedele al canone dei WoM visualizzato nel corso di questi venti lunghi anni. Ciononostante, il primo episodio de La Signora delle Tempeste, pur risultando una lettura abbastanza piacevole, poco aggiunge a quanto già narrato dalla serie dal 2006 ad oggi.

Dulcis in fundo, non resta che commentare la miglior storia presente su Topolino 3700. Prosegue infatti la rilettura in chiave disneyana di alcuni racconti di Dino Buzzati, dopo Il settimo cielo e La blusa stregata, che assieme alla storia pubblicata su questo numero verranno raccolte in un volume dedicato allo scrittore e giornalista bellunese.

Un proposito che durerà?

Questa volta tocca a Una goccia, il cui titolo originale viene trasposto tal quale anche nella versione a fumetti ideata da Marco Nucci. La trama tocca le corde utili a far emergere l’inquietudine che coglie il protagonista, in questo caso interpretato da Zio Paperone; lo sceneggiatore ritrae alla perfezione il papero più ricco del mondo, attraverso un’evoluzione dei suoi stati d’animo, coerente sia con il personaggio che con il testo da cui è presa l’ispirazione. Ottima anche la caratterizzazione di Battista e Paperino che, a turno, si dimostrano perfetti contraltari di Paperone, capaci inoltre di aggiungere l’ironia necessaria per riportare la storia nei binari umoristici disneyani.

Con un po’ di sorpresa, trovandoci nell’universo paperopolese, scopriamo il nome di Casty quale disegnatore dell’avventura. Il tratto dell’artista goriziano, soprattutto se alle prese con i paperi, tradisce un’impronta un poco retro rispetto ad altri suoi colleghi, ma non lo si può certo considerare un elemento negativo; anzi, ben si addice, in questa circostanza, a una narrazione che non necessitava di tavole spettacolari o di pose cinetiche, ma di un’accurata rappresentazione delle emozioni dei personaggi. Il compito è stato svolto ottimamente e concorre alla felice riuscita della storia.

Terminata la lettura del libretto, è arrivato il momento di tuffarsi nell’imminente manifestazione di Lucca Comics & Games, che quest’anno celebra il suo 60° compleanno: saranno molte, naturalmente, le novità targate Panini Disney, che non mancheremo di seguire sul nostro sito, a partire dalle variant annunciate per i prossimi due numeri. Buona fiera a tutti!



Autenticati per poter votare le storie del Topolino!

Autore dell'articolo: Federico Pavan

Sabaudo di nascita, romano d'adozione e veneto per amore, leggo fumetti da quando ero bambino e non ho ancora smesso! I miei preferiti: Tex, Asterix, Lucky Luke, Corto Maltese, Mafalda… ma Topolino resta il compagno di viaggio più fedele, una passione che mi ha portato a conoscere il Papersera (e a incontrare tanti amici e una splendida sposa) lungo tutto lo stivale italiano. Il mio idolo disneyano di sempre è Romano Scarpa, ma non posso dimenticare l'emozione del mio primo raduno, nel quale ho avuto la fortuna di incontrare due miti come Don Rosa e Carlo Chendi.