Disney Collection n°7 – Donald’s Happiest Adventures

19 OTT 2022
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (5 voti) Esegui il login per votare!

La cover del volume lascia trasparire lo spirito dinamico e avventuroso dell’opera.

Nel settimo volume della collana Disney Collection (il nono considerate le uscite speciali), Donald’s Happiest Adventures – Alla Ricerca della Felicità, torna lo sfacciato duo Lewis Trondheim e Nicolas Keramidas. Come per il precedente Mickey’s Craziest Adventures, ancora una volta lo spunto che dà agli autori il pretesto per raccontare una storia inedita è l’espediente, puramente di fantasia, del (finto) ritrovamento sul banchetto di un mercatino dell’usato di una serie di fumetti di Paperino degli anni sessanta, Donald’s Quest.

Il duo di autori si fa così artefice della scoperta di questi volumi inediti, che raccoglie e pubblica in un’unica raccolta astraendosi così da una vera e propria paternità dell’opera. L’espediente narrativo permette di dar vita ad una graphic novel disancorata dai più classici canoni disneyani che, rispetto alla precedente, viene “ripubblicata” nella sua interezza, senza pagine o vignette mancanti, e mantenendo lo stile vintage della colorazione (ma non certo del tratto) e i presunti danni causati dal logorio dell’età.

Donald Happiest Adventures – Alla Ricerca della Felicità è un’opera davvero singolare in cui Paperino viene incaricato dal ricco Zio di trovare il segreto della felicità. Un compito decisamente non semplice che porta il malcapitato protagonista ad affrontare un viaggio lungo 42 episodi, ciascuno della lunghezza di una tavola in cui, attraverso comprimari attinti indiscriminatamente da Paperopoli e Topolinia, cerca di assecondare la richiesta di Paperone. Quello intrapreso da Paperino si rivelerà un viaggio profondo e filosofico che lo porterà a scoprire quanto in ognuno sia insito un concetto personale di felicità cui è impossibile dare un significato univoco.

Nella palese scontatezza che caratterizza la risposta finale al quesito è insito l’escamotage narrativo che porta a mettere in scena situazioni estremamente ciniche e talvolta persino al limite di quel che ci si aspetterebbe da un fumetto Disney in cui traspare sempre un certo buonismo di fondo…

L’opera di Trondheim e Keramidas è un susseguirsi di battutine al vetriolo e di ribaltamenti di situazioni che giunge ad un epilogo aspettato che in realtà non è la vera essenza del racconto.

Le copertine dei volumi “ritrovati” al mercatino.

Nonostante il fattore sorpresa possa considerarsi superato dopo la pubblicazione del precedente volume, ad oggi edito da Giunti e per ora non incluso nella collana Disney Collection, Alla Ricerca della Felicità rimane un interessante esperimento che prescinde dal MacGuffin che gli autori, più per coerenza con il passato che per spirito di innovazione, continuano ad ispirarsi.

Un esempio dello humor cinico che caratterizza lo stile di Trondheim e Keramidas.

Il tratto di Trondheim esagera volutamente su ogni espressione rendendo i personaggi e le situazioni profondamente caricaturali ed enfatizzando al limite la caratterizzazione di ognuno, in modo da rendere ancora più forte l’epilogo di ogni tavola. Il tratto, essenziale, ma profondamente dinamico, è appesantito da retinature importanti e accostamenti cromatici spesso violenti che colpiscono il lettore e creano un tutt’uno con l’atmosfera generale del racconto. Sovente si assiste ad una sorta di progressivo oscuramento delle situazioni e dei dialoghi, che vengono enfatizzati proprio dalla colorazione che, come l’incalzare di una colonna sonora, contribuisce ad esagerare l’espressione dei protagonisti.

Nell’universo disneyano immaginato dal duo di autori francesi, i protagonisti di Paperopoli e Topolinia convivono senza troppi limiti, una libertà che offre lo spunto ad incontri interessanti e inediti come quello tra Paperino ed il Professor Enigm. Le situazioni in cui ciascun episodio si va a sviluppare sono sempre al limite del grottesco: sono affrontati temi come la cultura militare, la prigionia, il capitalismo…ciò nonostante l’opera non perde mai di leggerezza e comicità!

Un esperimento piacevole ed innovativo, che deve la sua riuscita all’ampia licenza che gli autori, con la scusa di non ritenersi tali, si sono presi nel raccontare quella che di fatto è una delle cacce al tesoro più semplici e nel contempo ardue che esistano. E’ inutile girarci intorno, la felicità è frutto della capacità che ognuno di noi ha di trarre gioia e soddisfazione dalle piccole cose della vita, e gli autori, senza fare mistero di questo assioma universale, riescono a condurre il protagonista attraverso un percorso a tappe in cui ciascun comprimario viene esaltato per la propria sciocca incapacità di cogliere gli aspetti più belli che lo circondano.

Si può quindi concludere che lo stratagemma riproposto in questa nuova avventura “ripescata dal passato” non è così congeniale alla lettura. A prescidere dall’escamotage di fantasia su cui gli autori insistono, la storia avrebbe comunque retto benissimo perchè Trondheim e Keramidas, pur rompendo gli schemi, dimostrano ugualmente di sapersi contenere a dovere.

Il “soggettivo” concetto di felicità di Gastone.

Donald Happiest Adventures non si merita il punteggio pieno sostanzialmente per due motivi. Sebbene l’edizione risulti curata, come del resto tutte le pubblicazioni di questa collana, manca un apporto editoriale vero e proprio. Al di là di una piccola introduzione che richiama al volume precedente, e reintroduce lo stratagemma narrativo che fa da colonna portante all’avventura di Paperino, i contenuti extra sono davvero risicati. Questo può essere un ostacolo per chi non conosce il passato di questo esperimento e potrebbe non cogliere in pieno lo spirito dell’opera. Secondariamente, per chi invece già conosce il lavoro precedente del duo di autori, la mancanza del fattore sorpresa, peraltro nemmeno sfruttato con gli stessi accorgimenti narrativi dell’opera antecedente, potrebbe portare a considerare questo lavoro come un simpatico deja-vu. In realtà Donald’s Happiest Adventures é un volume che rappresenta in pieno l’abilità della scuola francese de la bende dessinée di saper dissacrare con intelligenza certi stilemi e merita sicuramente un posto sulle librerie degli appassionati Disney.

Autore dell'articolo: Alessandro Mercatelli

Ho iniziato a “guardare le figure” dalle pagine di Topolino quando non sapevo ancora leggere. Le vignette di Scarpa, Carpi, Cavazzano e De Vita accompagnano la mia vita da sempre e mi hanno portato ad affrontare la lettura del fumetto sotto molteplici punti di vista. Amo alla follia la nona arte e adoro analizzarla in tutte le sue sfaccettature. Questa passione mi ha permesso di diventare giornalista e di collaborare con svariate emittenti e testate: dopo diversi anni passati a scrivere per alcuni quotidiani locali, da 11 anni scrivo su Leganerd, e da 25 faccio lo speaker radiofonico. Sono sempre pronto a mettermi in gioco per cercare di analizzare, condividere e confrontare le mie idee riguardo il meraviglioso mondo Disney e tutto il panorama di artisti che vi ruota attorno. Il mio sogno? Una casetta in Via dei Platani e una bella amaca in giardino!