Grandi Autori 112 – Giorgio Pezzin

28 AGO 2026
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Il nuovo numero di Grandi Autori, dopo l’uscita dedicata agli anni ’70 e ’80 di Romano Scarpa e alla particolare selezione in omaggio a Luca Boschi, si focalizza su Giorgio Pezzin.

Il curatore, Alberto Brambilla, realizza un volume dedicato esclusivamente alle storie papere dello sceneggiatore veneto, senza avere sovrapposizione con altre due uscite antologiche uscite, rispettivamente, nel 2016 e nel 2020. E questo denota un certo rispetto per il lettore e per l’appassionato dell’autore, che evita potenziali doppioni.

Zio Paperone e le sabbiature a domicilio, che apre la raccolta, rientra in quel filone affaristico in cui alcune idee innovative di Paperone travolgono gli usi e costumi dei paperopolesi, presentando qualche inghippo. In questo caso, la storia si prende spazio per ironizzare sui costumi di emiri lontani, e propone un paio di tavole ingegneristiche – affini alla formazione universitaria di Pezzin – oltre a pagine dedicate a improbabili sistemi di traporto. Molto belle le due tavole parallele tra Paperone e Rockerduck che mostrano un abile uso della prospettiva, con il funzionamento del sabbiadotto.

Zio Paperone e le miniere disciolte risulta in linea con la storia precedente, confermando Giorgio Cavazzano ai disegni che, dallo stile techno anni Settanta, vira a una linea morbida tipica degli anni Ottanta (The Model, secondo la definizione di Frank Stajano).

Spiegazioni scientifiche

Pezzin sparge a piene mani le sue conoscenze ingegneristiche, spiegando il potenziale scientifico teorico dietro la vaporizzazione dell’acqua di mare, con la conseguente trattenuta degli elementi minerali presenti. Vediamo i paperi armeggiare con l’uranio, muovere tubature e martellare in giro, in una vera e propria ambientazione da impianto industriale, con uno spunto davvero gustoso e che non manca di attualità, se pensiamo agli eventi climatici sconvolgenti provocati dalle attività umane.

Zio Paperone e la città sprecona mette alla berlina Paperopoli, fin dal titolo.

La giusta punizione per chi continua a fare debiti

La storia, poco nota, con sole tre ristampe in 43 anni, è un piccolo compendio di satira sociale, dato che i paperopolesi vengono descritti come indolenti, pigri, atti a sotterfugi di piccolo cabotaggio per gabbare il fisco (o il vicinato) e capaci solo di accumulare debiti, fregandosene di chi dovrà saldarli. Non possiamo non vedere un ritratto preciso della ignorante e retrograda società italiana degli anni Ottanta (e, purtroppo, pure di quella del 2026), che fece esplodere il debito pubblico oltre il raddoppio. La soluzione di Pezzin è in linea con quella dei principali manuali di economia di tutti i tempi, e non può che essere Zio Paperone a impersonificarla: meno spesa e maggiore produttività.

Risulta molto in anticipo sui tempi la scelta di avere un tecnico a prendere decisioni scomode, senza avere il peso della candidatura, se pensiamo ai futuri governi tecnici Ciampi, Monti e Draghi. Ovviamente, Pezzin porta tutto sul paradosso, con conseguenze esagerate per l’intera Paperopoli. La storia funziona ottimamente come apologo economico e sociale, al netto di un finale decisamente affrettato (e, sempre di Pezzin e su un argomento molto simile, ricordiamo con piacere quest’altra vicenda).

Uno scatenato Intini

Mai ristampata dal 1998, Zio Paperone e l’attore kolossale giganteggia, tanto per restare in tema, grazie agli scatenati disegni di un ottimo Stefano Intini, che squaderna meravigliose espressioni disperate, furenti o indiavolate dei nostri amici paperi. Pezzin gigioneggia sulla moda dei film catastrofici (il remake di Godzilla era del maggio 1998), utilizza una parodia di Steven Spielberg ed esagera sul filo dell’assurdo, tra mostri colossali e trovate pubblicitarie semplicemente deleterie.

Paperoga e il peso della gloria è un classico della produzione pezziniana, dato che rappresenta uno dei picchi qualitativi nelle storie realizzate in coppia con Cavazzano. Nel 1975 i due sperimentavano non solo in Disney, ma anche con altre strane coppie come Oscar e Tango, Walkie e Talkie e, soprattutto, Smalto e Jonny. Tutte e tre le coppie hanno molti punti in comune con Paperino e Paperoga. Quest’ultimo, nella succitata storia, si scatena nel creare disturbo e cercare soluzioni creative ai disastri da lui stesso provocati.

Paperino diabolico

Non possiamo dimenticare il coprotagonista della storia, ovvero il sottomarino Apneus, un innovativo sommergibile dotato di mirabolanti gadget: proprio la scelta di queste ambientazioni tecnologiche e meccaniche era una delle richieste che Cavazzano faceva a Pezzin in quegli anni. Il divertimento si vede nei molteplici dettagli tecnici, nelle traiettorie missilistiche e nelle vignette sott’acqua con un preciso uso della prospettiva per esaltare le dimensioni del macchinario. Infine, meritano una menzione la spassosa, e assurda, tavola con l’equipaggio sparato in aria, per non parlare della quadrupla in emersione, con un efficace uso delle onomatopee.

Paperino e l’abilità esplosiva è un omaggio alle storie in dieci tavole – ten pages – realizzate da Carl Barks e dedicate allo zelo di Paperino profuso in bizzarri mestieri. Il canovaccio era sempre lo stesso: alcuni esempi di strepitose messe a terra dell’abilità di Donald, seguite da un caso particolarmente difficile che degenera in un disastro totale. Pezzin aveva a modello questa classica storia, e non sfigura nel confronto (basti pensare allo sformato vesuviano), aiutato anche dai disegni di Romano Scarpa, in una delle sue ultime storie per il mercato italiano. Memorabile la tavola della sequoia che piroetta nell’aria. Non manca anche il messaggio ambientalista, attuale ieri come oggi.

Il techno Cavazzano in una quadrupla strepitosa

Infine, Paperinik e la marcialonga “furtiva” viene scelta per descrivere l’approccio nuovo dato a Paperinik. Rispetto alla versione che lo vedeva vendicatore delle proprie storture famigliari, con un Paperino che poteva finalmente riscattarsi dalle angherie di Paperone e Gastone, nel classico stile di Guido Martina, Pezzin fa di Paperinik un supereroe cittadino, che entra in campo su tematiche ad ampio spettro, dall’inquinamento ai maghi truffatori fino alla mania delle diete. In sostanza, Pezzin usa Paperinik per portare avanti le sue riflessioni satiriche sulla società, in linea con quanto visto in precedenza. Si tratta dunque di un uso del personaggio diverso, ma comunque funzionale.

Nella storia scelta, troviamo di nuovo i cittadini di Paperopoli come personaggi secondari, tra gag fisiche frizzanti e un certo stile slapstick, mentre il nostro eroe ha un ruolo defilato rispetto alle manovre dei Bassotti. Sinceramente, avremmo preferito altre storie con Paperinik, come questa, questa, questa oppure questa.

Il volume risulta comunque molto buono, con articoli di approfondimento interessanti e commenti e aneddoti non banali. Per il nostro gusto personale, ci piacerebbe avere anche un apparato iconografico legato alle storie in termine di copertine o omaggi. Ad esempio, sarebbe stato bello avere una paginetta con le immagini dedicate al peso della gloria realizzate negli anni da Cavazzano. Ma si tratta di opinioni personali; l’albo è caldamente consigliato a tutti.

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.