Disney Collection 5 – Le vacanze di Donald

15 GIU 2022
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Le vacanze di Donald

Certe volte si ha la fortuna di poter affermare un giudizio senza temere il parere altrui…è quello che accade con il quinto volume della collana Disney Collection, Le vacanze di Donald, scritto dal francese Frédéric Brrémaud e disegnato dall’italiano Federico Bertolucci.

Senza tanti giri di parole, l’opera del duo italo-francese può definirsi un gioiello della nona arte capace di accontentare chiunque.

È incredibile come in sole 48 pagine prive di dialoghi la coppia di autori sia stata in grado di bilanciare alla perfezione ogni aspetto dell’opera, riuscendo a creare una storia dall’altissimo livello artistico, sceneggiata in perfetto equilibrio tra comicità e poesia e da cui trapela tutto l’immenso amore del duo nei confronti dei cortometraggi Disney degli anni Cinquanta. Il riferimento agli stupendi cartoon Disney del dopoguerra traspare ovunque, in primo luogo dalla trama.

Stufo del trambusto cittadino, Paperino parte per una vacanza in mezzo alla natura. Il suo sogno di starsene tranquillo e godere il più possibile della quiete di boschi e montagna dovrà presto fare i conti con la sua indole pasticciona e imbranata che oltre a causargli guai e sciagure di ogni tipo, lo porterà a confrontarsi con altri già noti abitanti del luogo particolarmente invadenti.

Nel realizzare il più classico dei plot Brrémaud dimostra di saper lasciare il giusto spazio alla creatività artistica di Bertolucci, cui è data la possibilità di fare sfoggio del suo incredibile talento per l’illustrazione.

Ogni tavola è un susseguirsi di dettagli, colori, giochi di luce e ombra che regalano stupore ad ogni vignetta. Bertolucci gioca moltissimo con la profondità delle scene realizzando vignette per lo più di dimensione ridotta ma piene di dettagli, ognuna delle quali può considerarsi un piccolo quadro in miniatura, un insieme di fotogrammi di una pellicola capace di suscitare di volta in volta sensazioni diverse.

I paesaggi mozzafiato realizzati da Bertolucci

Nonostante l’impaginazione piuttosto regolare, l’artista riesce a trasmettere tutto il dinamismo tipico dei vecchi cartoon grazie ad una notevole abilità nel ritrarre il malcapitato Paperino che appare sempre tremendamente espressivo tanto nella mimica facciale che in quella corporea.

Il merito di questa perfetta commistione, affidata ad un racconto che si ricorda essere reso unicamente per immagini, va allo sceneggiatore Frédéric Brrémaud che dimostra di saper dosare astutamente i contenuti della storia regalando un romantico e profondo epilogo capace persino di strappare un briciolo di commozione.

Il grande pregio di Brrémaud sta proprio in questa capacità di alternare il ritmo incalzante e talvolta persino opprimente del versante comico del racconto – di fatto racchiuso in un susseguirsi di tipiche gag in puro stile slapstick comedycon improvvisi cambiamenti di rotta che oltre ad interrompere bruscamente le rocambolesche dinamiche in cui si dipana il racconto, hanno il preciso scopo di permettere al lettore di prendere fiato e soffermarsi sulla profondità delle illustrazioni e delle sensazioni suscitate da esse.

Un esempio del dinamismo delle gag

È con questo sapiente stratagemma che Brrémaud prepara gradualmente il lettore all’epilogo del racconto che offre una splendida riflessione finale su quanto sia effettivamente valsa la fatica del protagonista che proprio quando pensa di aver buttato via il proprio tempo si rende conto di portare a casa un grande tesoro!

Leggendo l’opera è facile comprendere quanto il modus operandi della coppia di autori sia ben rodato e risulti efficace sotto ogni punto di vista.

Brrémaud e Bertolucci  – quest’ultimo già noto in Italia per alcune collaborazioni per il settimanale Topolino e soprattutto per titoli come W.I.T.C.H. e Monster Allergy – vantano una duratura collaborazione alla serie intitolata Love, incentrata sulle avventure di animali nel loro ambiente naturale (pubblicata in Italia da Edizioni BD e da SaldaPress), in cui, come nel volume qui recensito, sono volutamente omessi i dialoghi a fronte di una rappresentazione quasi fotorealistica degli ambienti e dei protagonisti.

Il rodato sodalizio italofrancese regala un’opera unica nel suo genere, a metà tra fumetto e cartoon, il cui più grande pregio non è tanto quello della meravigliosa cornice estetica quanto la capacità di non far minimamente sentire al lettore il peso della mancanza dei dialoghi.

Photobombing nel bosco

La storia è perfettamente godibile e mai monotona; sebbene il racconto proceda in maniera spedita, salvo che nei momenti più riflessivi, la lettura de Le vacanze di Donald non risulta mai eccessivamente veloce. Ogni vignetta è in grado di racchiudere così tanti contenuti da far sì che il lettore porti il proprio occhio a soffermarsi da qualche parte prima di passare alla scena successiva. In tutto questo le illustrazioni di Bertolucci sono talmente dinamiche, dettagliate e vive da creare una vera e propria fusione nella mente del lettore che, in più di un’occasione, pur trovandosi di fronte alla totale assenza di onomatopee o balloon, sentirà riecheggiare nella propria testa rumori di ogni tipo, comprese le urla dello sfortunato Paperino!

Ad arricchire l’edizione italiana troviamo una galleria, Dagli archivi di Federico Bertolucci, in cui l’artista, attraverso le immagini degli schizzi preparatori descrive la tecnica impiegata, mostra alcune modifiche in corso d’opera e fornisce al lettore la giusta chiave per comprendere fino in fondo lo studio e la fatica racchiuse in ogni vignetta. Un minimo di extra dedicato anche a Brrémaud avrebbe reso assolutamente perfetto questo volume che già così come presentato da Panini si aggiudica il massimo dei voti.

Le vacanze di Donald merita sicuramente l’acquisto: un’opera “ibrida” dall’elevatissimo pregio artistico e letterario che omaggia i cortometraggi dell’immediato dopoguerra e segna un ulteriore passo in avanti nel già ricco panorama di illustri autori disneyani.

Autore dell'articolo: Alessandro Mercatelli

Ho iniziato a “guardare le figure” dalle pagine di Topolino quando non sapevo ancora leggere. Le vignette di Scarpa, Carpi, Cavazzano e De Vita accompagnano la mia vita da sempre e mi hanno portato ad affrontare la lettura del fumetto sotto molteplici punti di vista. Amo alla follia la nona arte e adoro analizzarla in tutte le sue sfaccettature. Questa passione mi ha permesso di diventare giornalista e di collaborare con svariate emittenti e testate: dopo diversi anni passati a scrivere per alcuni quotidiani locali, da 11 anni scrivo su Leganerd, e da 25 faccio lo speaker radiofonico. Sono sempre pronto a mettermi in gioco per cercare di analizzare, condividere e confrontare le mie idee riguardo il meraviglioso mondo Disney e tutto il panorama di artisti che vi ruota attorno. Il mio sogno? Una casetta in Via dei Platani e una bella amaca in giardino!