I Grandi maestri Disney 3 – L’uomo dei paperi – Le storie di Carl Barks

31 MAG 2024
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L’Uomo dei Paperi – Le storie di Carl Barks è un pregevolissimo volume, il primo di questa collana dedicato all’artista americano.

Un aspetto interessante (conseguenza, evidentemente, del fatto che la cura delle singole uscite è affidata a professionisti diversi) è il suo discostarsi nettamente dai due predecessori. Questi ultimi, incentrati su Scarpa e Cavazzano, si focalizzano su singole storie, prediligendo il titolo celebre e di richiamo e dando quindi più l’idea di un vattelapesca costoso.

Questo volume dedicato al cartoonist dell’Oregon, e curato da Davide Del Gusto, è invece strutturato in maniera differente e sfrutta le circa trecento pagine a disposizione per illustrare l’immenso lavoro portato avanti nella creazione e nella definizione dei personaggi che popolano Paperopoli da colui che, non per caso, è universalmente noto con l’appellativo che il titolo del volume ci ricorda.

Maledetti bambini…

Ci sono ben nove sezioni, ciascuna dedicata ad un character di Paperopoli, da Paperino e Qui, Quo, Qua “ereditati” da Disney e Taliaferro, a tutti gli altri ideati di proprio pugno, a cominciare ovviamente da Zio Paperone, per proseguire poi con Gastone e Archimede e quindi spazio ai villain: la Banda Bassotti, Cuordipietra e Amelia.

Dettaglio tutt’altro che secondario, le storie all’interno delle singole sezioni sono presentate in ordine di prima pubblicazione originale, per dar modo, almeno in quelle più corpose, di vedere il cambiamento e l’evoluzione (anche grafica) dei personaggi.

Si tratta di una panoramica ampia e variegata, che restituisce uno spaccato significativo della produzione barksiana: per ognuno dei protagonisti vengono presentate una o due storie importanti o celebri (vedi Il fantasma della grottaThe ghost of the grotto) per Paperino, Il tesoro sottozeroA cold bargain per Paperone, Il tesoro dei vichinghiLuck of the north per Gastone) accompagnate da alcune delle tante brevi scritte dall’autore (ten-pages o one-page), così da evidenziare il suo eclettismo, dalla bravura nell’elaborare le avventure di grande respiro, alla maestria nel confezionare le piccole perle umoristiche.

Una pentola d’oro per ciascuno non fa male a nessuno!

Ricco l’apparato redazionale: l’introduzione di Freccero, dietro l’omaggio a un maestro, cela anche una piccola lezione sul fumetto.

Gli altri editoriali, curati da Davide Del Gusto completano ottimamente il volume: un primo articolo spiega l’importanza di Barks come autore di fumetti ma anche come testimone delle tante trasformazioni a cui ha assistito attraversando tutto il ‘900 e che ha riversato nelle sue storie.

I successivi sono altrettante disamine dei personaggi a cui sono dedicate le sezioni del volume. Ovviamente le analisi più accurate sono quelle relative ai main character, Paperino e Paperone.

Del primo viene giustamente evidenziata la trasformazione che subisce sotto Barks: quello che era un personaggio già affermato ma che viveva, al cinema e nelle strips, situazioni senza una vera direzione e senza un reale approfondimento psicologico, diventa un personaggio a tutto tondo, multiforme, protagonista sia di avventure epiche che di piccole storie di (stra)ordinaria quotidianità.

Riguardo il secondo, creatura totalmente barksiana, si mette l’accento sulla sua graduale trasformazione, figura nata per l’esigenza di una singola storia ma che acquista man mano spessore e personalità fino a diventare una sorta di “ponte” tra un’epoca che non esiste più (ma che lui ha vissuto e conquistato) e un futuro che sta per arrivare (e che lui intende vivere e conquistare).

Altrettanto interessanti gli articoli dedicati agli altri comprimari, che contribuiscono a rendere consigliatissimo l’acquisto del volume, sperando che ne seguano altri altrettanto ben curati, così da realizzare un mini-compendio di uno degli autori più importanti della cultura del XX secolo. Per chi fosse interessato a Barks, nel 2020 il Papersera ha realizzato svariati articoli a lui dedicati.

Autore dell'articolo: Gianni Santarelli

Abruzzese, ingegnere elettronico riconvertito in quel che serve al momento. Il mio rapporto con i fumetti segue tutta la trafila: comincio a cinque anni con le buste risparmio della Bianconi (sovvenzionato da mia zia), poi Disney, i supereroi Corno, i Bonelli (praticamente tutti, anche se abbandonati man mano). Verso i 18 anni scopro le riviste della Comic Art, leggo "Stray toaster" di Sienkiewicz e inizio un giro del mondo fumettistico che ancora non termina. Fumetto franco-belga, argentino, americano, autori celebri e sconosciuti, tutto finisce nella mia biblioteca, molto aspetta ancora di essere letto, nel frattempo dilapido una fortuna. Su due cose sono profondamente ignorante: i supereroi "classici" (ad eccezione di Batman, per cui ho una venerazione, non leggo una storia dell'uomo ragno & c. dagli anni 80) e il fumetto giapponese. Per il Papersera, con il nick "piccolobush", collaboro all'annuale premio, scrivo qualche articolo quando necessario e mi occupo, con puntuale ritardo, del settimanale "Topolino"

Autore dell'articolo: Fabio Del Prete

Amo i fumetti e il basket, giro l'Italia ampliando la mia passione e conoscenza sin dal lontano 1985. Coordino le piattaforme social del Papersera, mi diverto ad intervistare gli addetti ai lavori disneyani e talvolta anche a recensire. Mi trovate su YouTube con il "The Fisbio Show".