Intervista a Francesco Testi e Federico Franzò

24 APR 2026

Nell’ambito delle celebrazioni per il trentennale di PKNA, cui ricordiamo essersi unita anche la nostra Associazione con l’assegnazione del Premio Papersera 2026 e la realizzazione del volume Zero Barra Trenta, tra le numerose iniziative è stato varato anche un ciclo di sei storie, pubblicate a cadenza mensile sulla testata Paperinik.
Lo sceneggiatore Francesco Testi e i disegnatori Federico Franzò (per i primi episodi) e Giovanni Preziosi hanno attinto al passato di PK riprendendo le atmosfere della prima storica serie, cercando però di trovare un interessante equilibrio con quella spinta di innovazione che è da sempre la cifra stilistica del personaggio.
In concomitanza con la pubblicazione della prima puntata, Cacciatore di mondi, uscita nel mese di aprile su Paperinik 112, abbiamo pensato di fare qualche domanda proprio agli autori, che ringraziamo sentitamente per la loro disponibilità. Buona lettura!


Ciao Francesco e benvenuto davanti ai nostri microfoni!

Un saluto a voi utenti del Papersera!

Partiamo dall’inizio: prima di essere uno sceneggiatore, sei stato un lettore di PK? Qual è il tuo rapporto con la serie di cui stiamo festeggiando il trentennale?

Per rispondere alla domanda… sono un lettore accanito di Pikappa! Da bambino ero un fedele abbonato, ho la collezione completa di tutte e tre le serie, possiedo persino alcune storie in diverse edizioni e formati, i mazzi di carte degli anni Novanta e mi sono guadagnato valorosamente la PK Action Hero Card, completa di tutti i bollini.

Qual è stata la genesi delle storie ora in corso di pubblicazione? Ti sei proposto tu o ti sono state affidate?

Sono avvenute entrambe le cose. Già durante il mio primo colloquio con Davide Catenacci (autore della mia storia preferita, Beato Angelico) non ho mancato di esternare il mio amore per il personaggio, dicendo che scriverlo sarebbe stato un sogno divenuto realtà. Successivamente ebbi modo di parlarne anche con Alex Bertani che, rimasto ben impressionato dal mio lavoro e soprattutto dalla passione che dimostravo, mi mise alla prova, incaricandomi di scrivere queste sei storie inedite. E mi sono buttato senza paracadute.

Con che emozioni e con quali obiettivi ti sei approcciato alla stesura della serie?

Da bambino compravo il mensile Paperinik per ritagliare le figure dell’eroe mascherato, così da incollarle su di un quaderno e aggiungere di mio pugno i balloon, creando avventure “in stile Pikappa”. 

La PK Action Hero Card di Francesco Testi!

Possiamo dire che scrivere le sue storie sia stato un desiderio coltivato per quasi trent’anni: l’emozione è stata oggettivamente tanta. Faccio lo sceneggiatore di fumetti dal 2011, tuttavia in questi anni non ho mai provato le stesse emozioni che mi ha dato scrivere queste storie di Pikappa. Di fatto, è come se avessi ritrovato un vecchio amico, che mi ha dato tante ore di felicità, commozione e allegria, con la possibilità di potergli finalmente dire grazie e rendergli tutto quello che mi ha donato.

Il mio obiettivo, con molta sincerità, è stato quello di raccontare Pikappa in un modo che gli renda giustizia. Nella mia visione, è un eroe vero, che ha raggiunto una sua maturità, una sua saggezza e una visione del mondo che gli permette di essere un punto di riferimento per chiunque incroci il suo cammino. Ho voluto trasmettere ciò che lui ha significato per me, nella speranza che i ragazzini di oggi possano amarlo tanto quanto l’ho amato io.  

Pensi che ci sia ancora molto da dire con questo personaggio per evitare che la serie viva solo di nostalgia? Come è possibile rendere ancora interessanti le avventure del papero mascherato a trent’anni dal Numero Zero?

Un personaggio non dovrebbe mai vivere di sola nostalgia. Certo, il successo al cinema di Deadpool & Wolverine mostra come questa possa rivelarsi una carta vincente nel breve termine, ma non la si può certo ergere a rotta verso il futuro. Pikappa è un supereroe che può agire tra le strade di una colossale metropoli, negli angoli più sperduti della Terra, fino ai confini dello spazio e persino in virtualmente infiniti continuum temporali, quindi presenta già di per sé una varietà tematica estremamente elevata.

Splash page d’effetto

La vera novità sta, a parer mio, nel raccontarlo con le sue caratteristiche peculiari, adattate alla sensibilità del lettore moderno. La porta resta sempre la stessa, ma le chiavi (di lettura) possono e devono aggiornarsi.

Dal canto mio, mi piace approfondire i rapporti tra i personaggi e dare la mia risposta a delle domande rimaste in sospeso, quindi ho diversi sentieri paralleli che vorrei far intraprendere al nostro eroe.

La testata su cui vedranno la luce le storie è il mensile Paperinik. Hai lavorato alla sceneggiatura tenendo conto del formato tascabile e delle sole venti tavole a disposizione per episodio?

Fondamentalmente sì. Alcune scelte di sceneggiatura hanno dovuto necessariamente adattarsi al formato, mentre la lunghezza delle tavole è stata maggiormente gestibile, data la mia scelta di realizzare tre storie divise in due episodi ciascuna, così da offrire al lettore un respiro sufficientemente profondo per potersi avvicinare allo spessore contenutistico di PKNA.

La serie sembra essere ambientata all’epoca di PKNA: perché hai deciso di posizionarti proprio in quel periodo?

Data la ricorrenza, mi è stato chiesto di realizzare delle storie collocabili in un contesto di “equilibrio” dal punto di vista della continuity, che rappresentassero il cuore del personaggio senza scardinarne gli ordini costituiti. Ho scelto il periodo PKNA perché si prestava bene alla richiesta, ma per queste prime storie lo avrei fatto in ogni caso. Credo di non sfondare nessuna porta aperta affermando che quella cinquantina di albi (tra #0, #0/2, #0/3, Speciali e #49/50 i conti sono sempre complicati) rappresentino il “vero” Pikappa nel cuore e nei ricordi di molti tra noi Pkers. Ho deciso quindi di fare un salto nel passato, cosa che nel mondo del nostro eroe è abbastanza naturale.

Nonostante questa apparente ambientazione temporale nel passato, nella prima storia compaiono smartphone e si fa riferimento alle attuali IA generative. In che punto della continuity ci troviamo?

Ho visto che il tema ha sollevato molta attenzione, quindi rispondo alla domanda in modo esaustivo.

Questo mio ciclo di storie, senza cadere nello spoiler, è collocabile in larga parte tra Beato Angelico e la trilogia di Xadhoom. Specifico un dettaglio: il rispetto della continuity non implica però la sedimentazione in un’epoca tassativa! Pikappa non è un personaggio collocato storicamente in senso draconiano, come possono essere ad esempio Tex Willer o Asterix. A parer mio, non è mai stato concepito come ambientato negli anni Novanta in senso stretto, ma soltanto in senso lato. La prima serie, essendo pubblicata in quel periodo storico, faceva ovviamente riferimento alla contemporaneità del lettore, che però si deve sempre adattare all’oggi.

Di vere I.A. ce n’è solo… Uno!

Da questo punto di vista, Batman, Superman e Spider-Man sono esempi perfetti: le loro avventure attuali non sono certo ambientate alla fine degli anni Trenta o all’inizio dei Sessanta, eppure viene fatto riferimento a passaggi fondamentali della loro continuity, avvenuti svariati decenni fa. Esemplificativo il problema dell’incoerente primo incontro tra Bruce Wayne e Catwoman, narrato sia da Bob Kane che da Frank Miller, risolto intelligentemente da Tom King. Possiamo dire che io abbia traslato la continuity degli anni Novanta nel nostro presente… e non sono il solo, visto che ne L’Esperimento Abominio vediamo Paperino utilizzare un vistoso smartphone all’ultimo grido, ma evidentemente non ha superato la cinquantina né i nipotini sono diventati uomini di trent’anni, quindi la trama non sta proseguendo dal 1996.

Punto di forza di PKNA era l’alternanza tra filoni narrativi differenti. In queste tre storie vedremo qualcosa del genere o saranno tutte accomunabili?

Le storie, che toccheranno tematiche differenti, sono virtualmente godibili in tre blocchi autonomi da due episodi, ma con dei fili conduttori che potranno farle apparire come un’unica saga.

Il grand’ammiraglio Zenith

Nella puntata d’esordio, Cacciatore di mondi, vediamo la prima apparizione di un nuovo nemico, il grand’ammiraglio Zenith. Come si crea un cattivo convincente di PK? Il suo particolare design grafico lo vede raffigurato come lo avevi immaginato oppure Federico Franzò ha saputo aggiungere qualche dettaglio che ti ha sorpreso?

La figura di Zenith rappresenta lo spirito con cui mi sono approcciato alla scrittura di Pikappa: riprendere il cuore della golden age, mettendoci del mio. Amavo le storie con Trauma, Mitchell, Rosto… dove il cattivo incuteva soggezione dall’inizio alla fine e non c’era spazio per stemperante ironia sulle sue malefatte.

Zenith è quindi l’apoteosi dell’evroniano: spietato, crudele, temibile. Pur senza le modifiche genetiche di Raghor o appunto di Trauma, è un super soldato, forgiato dalle avversità e dal dolore. L’ho pensato fin da subito come “il fratello” di Zondag: volevo scandagliare lo spirito di un alieno, concepito per nascere in una cultura spersonalizzante, che invece si trova a condividere sfide terribili insieme a colui che diverrà il suo “fratello di sangue”. Il futuro ha portato un conflitto tra loro, che ci permetterà di scoprire la vera essenza dell’animo dei due conquistatori. Dunque, vedendolo come una figura “manifesto” del mio stile, l’ho descritto in maniera dettagliata e precisa, che Federico è stato molto abile a trarre in immagini.

C’è qualche sua tavola che ti ha colpito particolarmente a lavoro finito?

Senza dubbio la splash-page con Pikappa che scaglia in aria l’automobile usando lo scudo, ma devo dire che sono rimasto davvero colpito da alcune tavole di Halo. Avrete modo di apprezzarle a maggio.

Nella storia compaiono anche il generale Zondag e il Sommo Zotnam. Scopriremo il loro destino che nella prima serie da un certo punto in avanti rimane sconosciuto?

In parte, ma ho voluto lasciare aperto lo sportello dello shuttle. C’è ancora molto da raccontare.

Gerarchie evroniane dal Numero Zero

Siamo quasi in chiusura, concedici una domanda più nerd (ma d’altra parte si è tra pker!): viene introdotto in questa storia il grado di grand’ammiraglio. Noi sappiamo già da PKNA che gli ammiragli sono pari ai generali, significa che Zenith è il più alto in grado dopo i consiglieri imperiali ed è superiore anche a Zondag?

Confermo. Zenith è l’ufficiale di grado più elevato all’interno dell’esercito evroniano, rispondendo del suo operato soltanto alla casta “governativa”. Potremmo paragonarlo, facendo un parallelismo storico, a una figura come Giulio Cesare ai tempi della conquista delle Gallie: un comandante indipendente, dotato di un suo esercito personale, a cui manca davvero poco per fare il grande salto.

Ci puoi dare qualche piccola anticipazione sulle prossime storie? Potrà esserci l’occasione di riprendere e portare a compimento qualche trama in sospeso dalla prima serie?

Ho voluto riprendere alcune tematiche che mi avevano particolarmente colpito e che avrei voluto approfondire maggiormente, soprattutto i rapporti tra i personaggi. Ci saranno degli sviluppi inaspettati, tra incontri e prese di coscienza, che dal passato potrebbero portare al futuro.

Ti vedremo in un prossimo futuro sceneggiare storie di PK che portino avanti la saga principale, su Topolino o su un altro contenitore?

Come avrete capito dalle risposte, amo Pikappa e per me sarebbe fantastico continuare a raccontare le sue storie. Ci sono ancora tante strade che mi piacerebbe percorrere insieme a lui. Vedremo cosa riserverà il futuro.

Anche se, come direbbe Mister Crocodile Dundee… “Io sono ottimista!”


Buongiorno Federico e grazie per avere accettato di partecipare a questa breve intervista!

Ciao Matteo!

Partiamo dall’inizio: prima di essere un disegnatore, sei stato un lettore di PK? Qual è il tuo rapporto con la serie di cui stiamo festeggiando il trentennale?

Sì, ho vissuto in prima persona tutta la saga dal vivo. Avevo 12 anni quando uscì il Numero Zero e SBAM, folgorato. Sensazione rinnovata per praticamente tutti i primi numeri, con il confronto con altri ragazzini esaltati quanto me, i quintali di disegni copiati da questo e quel numero, etc.

Ho tutti i numeri delle prime tre serie. Fino a quel punto il rapporto direi che non è troppo diverso da quello di qualsiasi Pker.

Il rapporto professionale invece è iniziato con l’inizio della PKNE: nel 2014 ho aiutato Vitale Mangiatordi (con cui ai tempi condividevo lo studio in coworking) a ripassare qualche tavola delle storie scritte da Tito Faraci per il mensile Paperinik, il what if Universo PK. Ve le ricordate? (certamente, ndr)

Come ti sei approcciato alle matite del ciclo in corso di pubblicazione sul mensile Paperinik? Ti sei ispirato a qualcuno degli artisti che ti hanno preceduto?

Un incipit accattivante

Innanzitutto ho provato grande esaltazione, poi panico (ma quello succede per qualsiasi sceneggiatura che mi arriva). Poi, nel cercare documentazione, nuovamente esaltazione, visto che erano anni che non rileggevo i vecchi PK e si è risvegliato tutto per l’ennesima volta. Poi di nuovo panico quando ho iniziato ad appoggiare la matita sul foglio. Per Cacciatore di mondi l’andazzo si è ripetuto così un po’ di volte. Per Halo è andata diversamente, ma ve ne parlo meglio in seguito.

Per il primo episodio ho adottato in realtà un approccio più pratico e meno da fan, guardando come hanno gestito le tavole gli autori della PKNE, dato che le dimensioni della stampa sarebbero state quelle del Topo e non quelle dello spillato come nelle prime serie.

Per il secondo invece ho guardato esclusivamente roba di supereroi Marvel e DC, autori dalle tavole incasinatissime e regie super sparate. Mi sono reso conto che guardando solo gli autori del Topo nelle pagine del Topo ero rimasto imbrigliato in meccaniche troppo classiche e ho cercato di porvi rimedio. Non che la prima storia non andasse bene, ma ho voluto pretendere di più da me stesso, spronarmi a fare di più, a fare un passo avanti.

Hai seguito la sceneggiatura alla lettera o hai apportato qualche modifica, magari per far risaltare alcune scene? Inoltre, la gabbia è più classica rispetto a molte altre storie della serie. Hai preferito limitare soluzioni grafiche più articolate?

In Cacciatore di mondi Francesco ha riempito di ottocentomila dettagli la sceneggiatura, ho voluto infilarci tutto e seguire alla lettera tutto. TUTTO! Anche perché si è sbattuto un casino: cosa fai, te ne freghi e fai di testa tua?

Per Halo ho seguito invece più le mie idee e dato priorità all’effetto di scena, sistemando poi successivamente eventuali dettagli che servivano alla narrazione. Emblematica è stata la tavola 8, dove PK e Zenith si presentavano in una scena di dialogo classica. L’ho trasformata in una splash-page tagliata dai contorni delle vignette, con inserti messi qua e là dei primi piani dei personaggi, così da mantenere quell’aria di sfida western che Francesco suggeriva in sceneggiatura.

Duello notturno

C’è una tavola che preferisci fra quelle che hai disegnato?

Sì, la tavola 8 di cui dicevo prima. Sennò potrei citarti anche l’opener di Halo, con (spoiler) la fattoria di Nonna Papera. Più che altro dopo averla impostata è quella che mi ha fatto dire “Ok, QUESTO è il modo. Ripartiamo da qui”.

Oh, poi magari non vi piacerà, però per me è stato un momento davvero appagante.

Il design del grand’ammiraglio Zenith è piuttosto originale. Ci sono delle ispirazioni in particolare? Come si crea l’aspetto di un cattivo convincente di PK?

La descrizione di Francesco era molto precisa, ho seguito il più possibile le sue indicazioni. Ho cercato di dargli delle vibes più selvagge rispetto all’evroniano classico, con le placche da stegosauro e i rovi più irregolari possibile. Anche per differenziarlo da Zondag, più rigoroso e marziale.

Mi piaceva pure l’idea di dare continuità tra la chioma e il mantello, entrambi neri, così da dargli un aspetto più coreografico/minaccioso quando si muove, soprattutto nelle scene action.

Nelle prossime puntate passerai il testimone a Giovanni Preziosi. In quale puntata ti subentrerà? Avete avuto modo di coordinarvi per restituire al lettore un prodotto più omogeneo oppure non avete avuto modo di collaborare?

Dal terzo episodio in poi subentra Giovanni! Sì, ci siamo sentiti per gli elementi comuni nelle storie, in particolar modo Zenith. Ci siamo inviati a vicenda le tavole, discusso un po’ etc. Adooooro il suo stile fresco, giocoso e dinamico, sono contento che continuerà lui!


A noi non resta che attendere i prossimi mesi per leggere queste nuove avventure, iniziando dai numeri 112 e 113 del mensile Paperinik, in edicola e fumetteria nei mesi di aprile e maggio 2026!

Autore dell'articolo: Matteo Aiosa

Da studente, flautista in formazione, cinefilo ma soprattutto appassionato di fumetto Disney (e non solo!) sin dalla più tenera età, scoprire questa community è stato un punto di svolta per la mia passione. Il Papersera ha permesso di ampliare i miei orizzonti, allenarmi a scrivere e soprattutto conoscere delle persone con cui confrontarmi e con cui, con il tempo, ho anche stretto dei preziosi legami di amicizia.