Topolino 3495

20 NOV 2022
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Topolino 3495

Tra le tante saghe che affollano il settimanale degli ultimi anni, alcune sono soggette ad una cadenza meno regolare di altre. Caso fortuito ha voluto che due di queste apparissero contemporaneamente sull’albo 3495: quella dei mondiali di calcio di Qui, Quo e Qua e quella cosmica del Sole Nero.

Fridonia’s World Cup 2022 è, infatti, l’ultima aggiunta al lungo ciclo di storie calcistiche di Marco Nucci iniziato nel 2020 con Il torneo delle cento porte e proseguita nel 2021 con la Calisota Summer Cup. Nel 2022 inizia quella che sembra essere l’ultima fase, quella dei mondiali, divisa in due parti. La prima, Road to World Cup, si è conclusa su Topolino 3491 e ora con Il futuro è qui entriamo nella seconda, con il testimone artistico che passa da Stefano Intini a Donald Soffritti.

Come nei precedenti episodi, la formula è quella del parallelo tra il presente e il passato di uno dei personaggi in scena e, in onore della saga finale, al centro delle attenzioni torna Andrew D. Ribbling, colui che avviò il ciclo. Conosciamo meglio anche la stessa Fridonia, repubblica immaginaria fino ad ora solo citata, ma che ora scopriamo ricordare le ambientazioni dei giochi dei Pokémon: geografie pressoché isolate dal resto del mondo, ma in grado di contenere un vero e proprio micro ecosistema dal clima e dalla topografia variegati e spesso inconciliabili.

Tra le squadre concorrenti, accanto alle improbabili Trussia e Brecia, sottolineiamo il cameo della Brutopia di barksiana memoria. La prima partita contro il Fridonia si conclude con una totale disfatta per il Calisota: il perfetto punto di partenza per la rimonta cui sicuramente assisteremo nei prossimi quattro episodi. O forse no.

Chissà se hanno un Pokédex regionale

La ciurma del Sole Nero giunge al suo giro di boa con Cuore nero, episodio cardine del ciclo che si impegna a rivelarci il mistero del fatidico fallimento del capitano Topolino Tomorrow. Per l’occasione Marco Gervasio, a questo giro autore unico, subentra a Cristian Canfailla, impegnato probabilmente da mesi nella realizzazione del nuovo capitolo della Spada di ghiaccio in arrivo su Topolino 3497.

Ma il flashback di Topolino non è il vero fulcro dell’episodio, che si concentra più sulla redenzione verso sé stessi del personaggio. La fiducia dei suoi compagni, infatti, non viene minimamente scalfita dalla rivelazione e, alla fine, l’unico a dover superare i propri tentennamenti è proprio lui. Un cuore emotivo, dunque, che al netto di qualche prolissità nei dialoghi, funziona bene e porta a casa la storia.

Sul lato grafico meritano menzione le tavole della discesa del protagonista verso il generatore. Una serie di vignette a tutta pagina (con qualche insert) di costruzione prevalentemente prospettica dall’effetto volutamente straniante e che sembrano ispirarsi ad alcuni grandi film di fantascienza, a partire da 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrik. Il gioco cromatico, poi, fornisce anche un buon numero di vibes da Jack Kirby. La sequenza si chiude, infine, con un chiarissimo omaggio ad una delle più grandi serie televisive degli ultimi venti anni: Lost di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber.

Tocca scendere quaggiù ogni 108 minuti?

Alle due lunghe storie d’apertura seguono tre riempitive. Il nuovo duo Faraci/Faccini torna sulla serie Gli allegri mestieri di Paperino con Turno di notte, un delirante susseguirsi di gag situazionali alimentate da un MacGuffin robotico: il terreno ideale per far fiorire l’arte dell’“eccentrico” disegnatore.

Gambadilegno e il fattore “Sgrinfia” e Paperino, Paperoga e la lista dei guai sono due storie che partono dallo stesso principio: data una coppia di combinaguai, affrontiamo chi dei due è la causa scatenante. Nella storia di Valentini e La Torre, Gambadilegno individua in Sgrinfia la fonte di tutti i fallimenti della propria carriera e cerca di sfruttare l’estromissione forzata del carcere: una storia con pochi guizzi e che ne ricorda molte altre simili, tra cui comunque non riesce a spiccare.

Fontana e Usai tentano un approccio diverso e leggermente più innovativo alla questione. Paperino ha le idee chiare in merito alla natura entropica di Paperoga e fin dal primo momento chiede un risarcimento, anche non economico, attraverso una “lista dei guai” che ricorda esplicitamente la più notoria dei debiti con Paperone. Il vero colpo di coda arriva quando Paperoga, offeso dalle reazioni del cugino, si tira indietro e Paperino cede alla propria curiosità, cosicché i due si avviano verso l’ennesima, distruttiva, idea.

Chiudere una pagina prima questa storia avrebbe forse giovato ai ritmi, lasciando nel non-detto il progetto del cugino bislacco in una scena che avrebbe funto da preludio a qualsivoglia folle caos li attende all’orizzonte.



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Autore dell'articolo: Andrea Pasti

Andrea Pasti cresce leggendo Topolino per tutta la vita. All'età di diciotto anni appende i fumetti al chiodo, per poi riprendere nel 2019 dopo aver conseguito la laurea in Scienze Geologiche. Come Leo Ortolani non ha ancora trovato una concreta applicazione del suo indirizzo.