Topolino 3688

05 AGO 2026
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Topolino 3688

La bella copertina di Topolino 3688, firmata da Andrea Freccero, introduce un numero del libretto che mantiene un legame piuttosto tenue con la sua atmosfera estiva e allegra.

Dopo un apparentemente immotivato Che aria tira… a tema pikappico, probabilmente dovuto al modellino della Pi-Kar allegato all’albo, la storia d’apertura è l’attesissimo capitolo conclusivo de L’isola dei volti nascosti, scritta da Bruno Enna e disegnata da Lorenzo Pastrovicchio.

Partendo proprio dall’aspetto grafico, Pastrovicchio realizza indubbiamente un ottimo lavoro, dimostrandosi capace di miscelare una costruzione e una regia della tavola molto contemporanee con un character design e una recitazione dei personaggi chiaramente d’ispirazione gottfredsoniana. Naturalmente, questa commistione non è casuale, ma riflette perfettamente una sceneggiatura che gioca moltissimo proprio sul bilanciamento fra modernità e vintage. All’interno di una trama che sfrutta stilemi ed elementi cui siamo abituati solo a partire dagli ultimi decenni (basti pensare che Topolino e amici sono protagonisti, loro malgrado, di una sorta di reality show), si inserisce un cattivo ripreso direttamente dalle strisce degli anni Quaranta: la Spia Poeta.

Sembra aver perso un po’ di smalto…

Il personaggio, tra le tantissime felici invenzioni di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, è uno dei villain più carismatici e temibili combattuti da Topolino; mai più ripreso dopo la sua prima apparizione fino al 1994, in una malriuscitissima storia di Goresi/Asteriti, è servito il talento di Casty a restituirgli la minacciosità di un tempo, nel capolavoro Topolino e il mondo che verrà. Anche dopo quella fortunata riscoperta, la Spia Poeta è tornata solo molto saltuariamente tra le pagine del settimanale, ed è proprio per questo che lascia l’amaro in bocca constatare come in questa sua ultima apparizione rappresenti proprio il punto debole della storia. 


Infatti, per quanto in questa terza puntata de L’isola dei volti nascosti venga data una risoluzione convincente a tutti i misteri e venga fatto un ottimo uso del cast molto allargato (Enna in questo è sempre un maestro), la scelta di tenere nascosta l’identità del cattivo fino all’ultimo non ha pagato. La Spia Poeta alla fine risulta quasi una comparsa, avendo pochissime battute – e rime! – a disposizione e venendo sconfitto quasi subito. Probabilmente la narrazione avrebbe beneficiato di un episodio in più, per fornire maggior respiro a una storia comunque valida, ma che a conti fatti non ha raggiunto del tutto le aspettative.

Le due brevi del numero vedono entrambe un Paperino in trasferta come protagonista: nella prima, Caffè?, di Giovanni Barbieri e Carlo Limido, proseguono le disavventure di Donald come Park Ranger, in un’efficace reinterpretazione dei corti animati e del loro umorismo slapstick; nella seconda, Paperina, Paperino e il resort Maraviglio di Augusto Macchetto e Valerio Held, la coppia cerca di godersi una vacanza al mare in un’avventura dal gusto naïf, tra eccessive frasi in rima e un’atmosfera a tratti inquietante che permea la vicenda.

Scorci mozzafiato

Chiudono l’albo i due tempi di Rivelazioni, storia appartenente alla serie Il corsaro, che racconta un nuovo episodio della giovinezza di Malcolm de’ Paperoni. La sceneggiatura, sempre ad opera di Vito Stabile, è energica e divertente, riuscendo a raccontare una caccia al tesoro dal sapore classico con grande brio e freschezza. Merito anche del cast della serie, poiché la ciurma del Falcon Rover continua a essere molto efficace nell’accompagnare le avventure di un Malcolm sempre più vicino, per certi comportamenti, al suo celebre pronipote. In questo caso è Elaine a essere approfondita più di tutti, spiccando per la sua caratterizzazione molto ben tratteggiata in una storia di cui diventa a tutti gli effetti la coprotagonista, e che vede consolidare ancora di più il suo ruolo di interesse sentimentale dell’antenato di Paperone.

A rubare la scena sono però le straordinarie tavole di Emmanuele Baccinelli, in quella che forse può essere considerata la sua prova migliore in assoluto fra le pagine del settimanale. Vi sono numerose splash page spettacolari, ma è anche tutto il resto a essere straordinario, dalla recitazione dei personaggi alle ambientazioni dettagliatissime: la giungla non era così rigogliosa dai tempi del Terzo Nilo. Un lavoro eccellente dunque, che proietta ancora di più Baccinelli nel novero dei migliori disegnatori disneyani del nostro tempo.

Considerato nel suo complesso, Topolino 3688 risulta abbastanza convincente, pur non andando completamente a segno in ogni storia proposta. Si può comunque riscontrare piacevolmente come questo numero sia l’ennesima conferma del buon livello generale degli ultimi mesi, sperando che questa tendenza possa proseguire il più a lungo possibile.



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Autore dell'articolo: Matteo Aiosa

Da studente, flautista in formazione, cinefilo ma soprattutto appassionato di fumetto Disney (e non solo!) sin dalla più tenera età, scoprire questa community è stato un punto di svolta per la mia passione. Il Papersera ha permesso di ampliare i miei orizzonti, allenarmi a scrivere e soprattutto conoscere delle persone con cui confrontarmi e con cui, con il tempo, ho anche stretto dei preziosi legami di amicizia.