Topolino 3690

17 AGO 2026
Voti del fascicolo: Recensore: Medio: (36 voti) Esegui il login per votare!

Topolino 3690 è un numero che, per una buona fetta di lettori, non passa sicuramente inosservato. Dopo un’attesa durata ben quattro anni, giunge finalmente il momento di tirare le fila della run di Macchia Nera firmata da Marco Nucci e Casty. In effetti, proprio nell’ormai lontano agosto 2022 si concludeva il terzo tassello della tetralogia: Topolino e l’incubo dell’isola di corallo, storia apprezzata da molti lettori grazie alle sue particolari atmosfere e a suggestioni grafiche di alto livello.

La coppia Nucci/Casty in realtà è poi tornata sulle pagine del settimanale in occasione del Natale 2023 con la particolare Topolino e il mondo senza Macchia, in cui però il malvagio antagonista creato da Merrill De Maris e Floyd Gottfredson non appariva fisicamente. Quell’avventura era peraltro direttamente collegata alla storia-evento del periodo, Zio Paperone e la lampada bisestile, rappresentandone quindi un corollario piuttosto che una storia indipendente.

Atmosfere suggestive

Per tutti questi motivi, il vero ritorno di Macchia Nera avviene nelle attuali assolate edicole estive, con Quattro note in nero. Alla storia, suddivisa in quattro parti spalmate su due numeri consecutivi del libretto, è anche dedicata la copertina di Corrado Mastantuono. Il tratto del disegnatore romano è sempre piacevole ma, in questo caso, l’inimitabile stile di Casty avrebbe forse evocato in modo più efficace le atmosfere sinistre del ciclo.

È pur vero che per il momento non si può dire molto sull’ultima fatica di Marco Nucci: queste prime due puntate sono infatti prettamente introduttive. Vengono presentati nuovi personaggi e nuove ambientazioni, ma solo la prossima settimana potremo capire dove si vorrà andare a parare. Per il momento, la storia non mi ha suscitato particolari emozioni, ma mi riservo di cambiare idea quando potremo valutarla nella sua interezza.

Una cosa, però, si può dire fin da subito: i disegni di Casty (che ritorna finalmente sul settimanale dopo quasi un anno di assenza) confermano l’ormai raggiunta maturità artistica del goriziano. A spiccare sono soprattutto i paesaggi e le ambientazioni, che valgono il “prezzo del biglietto” .

Il resto del numero, invece, si rivela purtroppo piuttosto deludente. In linea con le abitudini del periodo estivo, vengono proposte una serie di storie piuttosto brevi e dalle trame non particolarmente impegnate.

Battista in: ferie non godute ha il merito di focalizzarsi su un comprimario che è stato spesso messo in ombra, ma la sceneggiatura di Tito Faraci purtroppo fatica a decollare. Anche i disegni del Maestro Giorgio Cavazzano appaiono piuttosto sottotono, per quanto le ambientazioni lascino una certa soddisfazione e la raffigurazione di Zio Paperone sia molto piacevole.

Neologismi evitabili

Paperino Park Ranger sulla carta sembrava essere un progetto molto interessante e in effetti, nell’episodio Click!, si intravede del potenziale. L’idea di trasferire su carta la comicità slapstick tipica dei corti animati è ottima, e anche le ambientazioni, ben raffigurate da Luca Usai, costituiscono un grande punto a favore del progetto. Purtroppo, però, non tutto funziona per il verso giusto ed esco dalla lettura con qualche riserva: oltre all’uso, francamente evitabile, dell’aggettivo che mostro in vignetta, mi ha colpito la presenza di uno smartphone. Topolino è sempre stato al passo con i tempi e, quando sono funzionali alla narrazione, le nuove tecnologie possono riservare spunti intriganti. In questo caso, però, in una storia ambientata in mezzo alla natura e con gli intenti dei cartoon pocanzi evidenziati, dal mio punto di vista stonano parecchio. Un esperimento riuscito a metà, quindi. Aggiustando un po’ il tiro, comunque, Paperino Park Ranger ha tutte le caratteristiche per funzionare decisamente meglio.

La carrellata di storie brevi prosegue con una nuvoa proposta di Giulia Lomurno come autrice completa: Vacanze da Strega – Il castello di Dracula è apprezzabile per il tentativo di proporre qualcosa di insolito in poche tavole, regalando una buona prova anche dal punto di vista grafico.

Regole decisamente inaspettate

Marco Nucci si dedica anche all’altra metà del mondo disneyano nella breve Paperino e la scienza dell’accettazione, disegnata da Marco e Stefano Rota. L’intuizione alla base del racconto è intrigante, ma la trama risulta fin troppo dilatata: una tavola autoconclusiva magari sarebbe stata una scelta più centrata.

Chiude il numero De Paperis Rhetorica – Paperino e le papaye delle discordia, sceneggiata da Giovanni Eccher, autore in forza al settimanale da pochi mesi, ma che ha già dato la dimostrazione di saper muovere egregiamente i characters disneyani. In questo caso, la storia offre uno spunto suggestivo (un lungo flashback nel passato che potrebbe aiutare i personaggi a risolvere una situazione nel loro presente), ma la sceneggiatura, pur non scendendo mai sotto un certo livello, si risolve senza particolari scossoni. Giampaolo Soldati alle matite realizza un lavoro discreto, con un tratto che fa piacere ritrovare sul libretto.

In conclusione, al di là dell’attesa prosecuzione del ciclo di Macchia Nera, Topolino 3690 regala ben poche soddisfazioni e il voto finale purtroppo non riesce a raggiungere la sufficienza.



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Autore dell'articolo: Tommaso Praloran

Appassionato lettore di fumetti Disney fin dall'infanzia, fra i miei autori preferiti annovero Carl Barks, Romano Scarpa, Luciano Bottaro e Casty. Frequento il Papersera dal 2015 e ciò mi ha portato a consolidare la mia passione!