Topolino 3496

29 NOV 2022
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Topolino 3496

In attesa del grande ritorno della Spada di Ghiaccio, che ci accompagnerà fino a Natale, ad avere gli onori di prima pagina (e di copertina) tocca ancora all’avventura del Calisota ai mondiali di calcio giovanili, con il secondo episodio di Fridonia’s World Cup 2022.

Abbiamo già avuto modo di discutere in svariate occasioni di come questa formula per le storie sportive iniziata da Marco Nucci sia particolarmente riuscita: si discosta da quello che era l’approccio standard nel passato, mettendo l’azione calcistica veramente in primo piano piuttosto che usarla come pretesto e riuscendo, di volta in volta, a trovare qualche nuovo elemento di interesse per mantenere le storie fresche e godibili, di solito indagando il passato dei personaggi adulti e rendendo gli stadi e le ambientazioni originali e divertenti.

Si tratta anche di un ciclo in cui la suddivisione a puntate risulta meno frustrante e più “naturale” del solito, in quanto ci troviamo anche noi lettori a semplicemente aspettare un’altra giornata di campionato. La storia di questa settimana non fa eccezione, e seguiamo il Calisota in una durissima rimonta per guadagnarsi la classificazione contro due avversari molto eccentrici: i supponenti Trakotakistani e gli scacchistici Acrimoniesi. In questo episodio a essere approfondito è principalmente il mondo dei giovani giocatori e, in particolare, del difensore Black, costretto momentaneamente alla panchina dalla nuova e aggressiva strategia della squadra.

La storia è molto buona, come siamo stati abituati da tutte le altre del ciclo, ed è valorizzata dagli ottimi disegni di Donald Soffritti. Tuttavia, forse si inizia a accusare la lunghezza della serie, dal momento che gli episodi stanno iniziando a apparire prevedibili e simili gli uni agli altri, privi di un qualcosa che li renda memorabili nella loro esperienza di singola lettura. Confidiamo che il nostro desiderio di essere presi in contropiede verrà esaudito nel gran finale, a cui ci stiamo lentamente avvicinando.

A seguire abbiamo una storia di Francesco Vacca e Massimo Fecchi che va a scavare nel passato di Paperone: Zio Paperone e l’albero della neve. In questa avventura il magnate paperopolese torna nel Klondike con Paperino, nipotini e un più inusuale Pico de Paperis inseguendo un sogno ricorrente che non gli da tregua e che ricollega a qualche questione lasciata in sospeso negli anni della corsa all’oro. Scopriremo che si tratta di un ciondolo perso da una bambina salvata da Paperone durante una tormenta di neve, che aveva promesso di ritrovare per lei in quanto suo unico ricordo della sua terra d’origine, l’Irlanda. Gli anni sono passati, e Paperone aveva dimenticato la promessa… fino ad oggi.

Nostalgia canagliona

Tra flashback, re-incontri e citazioni barksiane si assiste così a una caccia al tesoro sui generis, fino alla sua felice e sentimentale risoluzione. Si tratta di una buona storia ma, come del resto nel caso precedente, priva di quel guizzo che potrebbe renderla memorabile. Le citazioni a Barks e alla Saga di Rosa strappano un sorriso di complicità e contribuiscono all’idea bertaniana di worldbuilding, ma tolte quelle e l’ambientazione (a tratti anche un po’ abusata) del Klondike, resta una buona riempitiva come tante arrivano tra le pagine del settimanale. L’imminente settantacinquesimo anniversario di Paperone poteva far sperare in una maggiore celebrazione.

A metà volume troviamo due brevi: Pippo e le candele automobilistiche, di Rudy Salvagnini e Giulia La Torre, e Clarabella e il pronostico gastronomic-ostico, di Blasco Pisapia come autore completo. Salvagnini struttura la storia quasi interamente come un dialogo tra un negoziante di ricambi per auto e Pippo: nel confuso caos delle spiegazioni e racconti di quest’ultimo riesce a catturare bene la sua razionale follia, presentandoci nel contempo un suo ennesimo bis-bis.

Pisapia presenta invece una, al giorno d’oggi rara, Clarabella protagonista, che seguiamo in improbabili avventure gastronomiche. Il maggiore punto di forza sono senza dubbio i disegni: il tratto è piuttosto originale rispetto a quello che è l’attuale standard del settimanale ed è piacevole trovare i personaggi indossare abiti diversi nelle varie scene, particolare che dona freschezza e naturalezza alla storia.

Leonardo allevatore di rane

Un diverso destino per Leonardo da Vinci

Infine, Vito Stabile e Paolo De Lorenzi ci accompagnano di nuovo in viaggio nel tempo con la famiglia dei Paperi con una nuova storia della serie Time Machine (Mis)Adventures dove, questa volta, andiamo a incontrare un giovane Leonardo da Vinci. Il tema del viaggio del tempo non è certo una novità tra le pagine di Topolino, ma questa nuova serie rompe il monopolio di Zapotec e Marlin (le cui storie sono, purtroppo, assenti da tempo) a favore di un approccio molto diverso.

Le storie sono più semplici, rapide, e giocano molto più con i rischi delle modifiche al presente a causa delle azioni dei protagonisti nel passato: il rischio, questa settimana, è avere un Leonardo da Vinci passato alla storia come allevatore di rane. Si farebbe dunque un disservizio a paragonare queste due serie in modo più approfondito, in quanto nascono con scopi e impianti profondamente diversi. Presi singolarmente gli episodi di Time Machine (Mis)Adventures affrontano il tema in modo moderno e divertente, risultando buone storie brevi che meritano il loro spazio nel settimanale.

Nel complesso il numero di questa settimana non presenta nessuna storia poco riuscita, ma allo stesso tempo nessuna riesce ad avere quel quid che le permetterebbe di spiccare nei confronti delle altre che leggiamo ogni settimana, rendendo Topolino 3496 un numero difficile da criticare ma anche arduo da consigliare in modo particolare al lettore. Altissime le aspettative per settimana prossima invece, quando Marco Nucci e Cristian Canfailla ci accompagneranno di nuovo nelle terre dell’Agraar.



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Autore dell'articolo: Simone Devoto

Ricercatore in fisica con la passione dei giochi da tavolo e dei fumetti, uso da tempo il Papersera come contatto con altri appassionati della nona arte. Svezzato con il mondo Disney, che rimane il mio principale punto di riferimento, ho presto ampliato i miei orizzonti a diversi universi fumettistici, con un particolare occhio di riguardo per il fumetto franco-belga.