Le grandi saghe Disney 1 – Topolino e la Spada di Ghiaccio 1

16 SET 2022
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Copertina inedita del primo volume realizzata da Andrea Freccero.

C’era una volta Tesori Disney, una testata che incarnava una proposta intelligente e intrigante ma che è durata appena 16 numeri, inciampando in una serie di grossolani errori di realizzazione e di scelte editoriali.

Per chi volesse saperne di più, la triste parabola della testata viene ripercorsa in questo articolo, mentre qua ci interessa principalmente l’idea alla sua base, che resta estremamente valida, ovvero quella di raccogliere le molte saghe del fumetto Disney in maniera organica e filologicamente curata.

Le grandi saghe Disney (per l’appunto), che debutta questa settimana con la prima parte di quella che è, forse, LA saga Disney per definizione, idealmente raccoglie il testimone di quella avventura di un decennio fa.

L’editoriale del direttore Bertani testimonia non solo l’intenzione di recuperare quel modello, ma inoltre di arricchirlo andando a considerare storie ed epopee meno conosciute e persino inedite in Italia, aprendo anche agli eventuali suggerimenti dei lettori.

Sempre il direttore, nella nota stampa Panini, non nasconde l’orgoglio nel presentare questa nuova iniziativa, non solo rivendicando il grande impegno che vi è stato profuso, ma definendo quello che dovrebbe essere il risultato finale: “Quella che andremo a comporre sarà una specie di “enciclopedia sui fumetti Disney” come mai, forse, si è visto prima”.

Ovviamente la neonata testata presenta nuove caratteristiche che si spera la rendano appetibile per il pubblico cui si rivolge. Oltre all’apertura a materiale di provenienza estera ed inedito, quella che più di tutti colpisce è la periodicità: fatta eccezione per l’ammiraglia e per le collane abbinate ai quotidiani, Le grandi saghe Disney è la prima iniziativa editoriale con uscita settimanale dai tempi degli Albi di Topolino.

Mappe e favole nordiche: benvenuti nella terra dell’Argaar.

Altro elemento distintivo importante è che ogni volume conterrà un singolo ciclo di ogni saga (o, nel caso di avventure uniche come Storia & Gloria della dinastia dei paperi, un certo numero di episodi).

A queste si uniscono un prezzo abbordabile, una foliazione variabile ma comunque commisurata (questa prima uscita consta di 120 pagine), un formato più grande di quello del settimanale (18x24cm), copertine inedite e soprattutto edizioni in versione integrale e con un corposo apparato redazionale, veri elementi di discrimine per operazioni di questo tipo.

Il risultato è una proposta editoriale molto interessante che permette di ottenere diversi obiettivi: volumetti agili e maneggevoli ma di ampio formato, prezzo in linea con i contenuti, un tempo ragionevole per concludere una qualsiasi saga, la possibilità di “saggiare” eventuali storie che non si conoscono per valutare se completarle o no, evitando un esborso esagerato per un qualcosa che potrebbe non essere nelle proprie corde.

E veniamo quindi al volume che esce questa settimana.

Come anticipato, si parte con una delle epopee più famose del fumetto Disney, quella della “Spada di ghiaccio”, opera di Massimo De Vita, che vede la luce sul settimanale in tre Natali consecutivi nei primi anni Ottanta.

De Vita realizza quadruple spezzate con linee non rette per creare movimento, come faceva Carl Barks.

Scrivere qualcosa su questa storia credo sia pressoché inutile, essendo celeberrima e con moltissime ristampe.

Il consiglio per chi non l’avesse ancora mai letta è, banalmente, comperarla, approfittando anche del prezzo di lancio (€ 5,90 abbinata a Topolino n. 3486, € 2,90 da sola).

Nonostante festeggi proprio nel 2022 i 40 anni dalla prima uscita, non è assolutamente un’opera datata ma ancora perfettamente godibile con tutti i suoi diversi livelli di lettura: il fantasy, o per meglio dire l’high fantasy, che è il genere cui è più immediato associarla, è infatti oggi estremamente popolare (basta guardare un qualunque scaffale di libreria o i palinsesti dei vari network) e conosce il suo momento di svolta proprio sul finire degli anni Settanta, con la pubblicazione de La spada di Shannara, l’opera che ha contribuito a tirare il genere fuori dalla sua nicchia per portarlo a conquistare un pubblico sempre più ampio.

E l’opera di Terry Brooks è, per ammissione dello stesso De Vita, una delle ispirazioni principali della saga ma ovviamente non l’unica, dato che l’autore attinge un po’ a tutto l’immaginario di quegli anni, compreso le Star Wars di Lucas, altro esempio di fenomeno che ha superato le barriere del tempo.

Ma l’esame del contesto in cui l’opera ha visto la luce, qui solo brevemente accennato, è uno dei punti focali dei ricchi e interessanti redazionali curati da Davide Del Gusto. Tre pagine per inquadrare la saga della Spada di ghiaccio nella cornice di quegli anni con una panoramica che spazia tra letteratura, cinema live action e d’animazione.

Immagine promozionale per la nuova testata, con l’accento sui ricchi contenuti editoriali.

A questa segue una attenta analisi della storia che, sotto la patina della facile parodia, cela invece molto altro, dai rimandi al folklore scandinavo, all’influenza del lavoro di Uderzo, fino al ruolo centrale di Pippo di cui vengono esaltate le sue “peculiarità”.

Completa l’apparato redazionale un dettagliato riepilogo della vicenda editoriale di tutti i cicli che compongono la saga, ospitati sulle varie testate Disney edite in Italia.

In definitiva un volume imperdibile per chi non conoscesse le avventure vissute da Pippo e Topolino nei territori dell’Argaar, ma consigliato anche per il lettore più esperto o il collezionista dato che le pur numerose edizioni che l’hanno riproposta, raramente sono andati oltre la semplice ristampa delle storie, mancando quasi sempre di qualsiasi approfondimento.

N.B.: al momento l’editore non ha ufficialmente comunicato quale sarà l’ordine di uscita, e quindi di alternanza, tra i vari titoli e per una collana del genere non credo sia esattamente la cosa migliore. Comunque, per chi fosse intenzionata a seguirla e volesse essere sicuro di non dimenticare proprio il numero che gli interessa, può consultare il calendario del Papersera, sempre aggiornato con le ultime anticipazioni

Autore dell'articolo: Gianni Santarelli

Abruzzese, ingegnere elettronico riconvertito in quel che serve al momento. Il mio rapporto con i fumetti segue tutta la trafila: comincio a cinque anni con le buste risparmio della Bianconi (sovvenzionato da mia zia), poi Disney, i supereroi Corno, i Bonelli (praticamente tutti, anche se abbandonati man mano). Verso i 18 anni scopro le riviste della Comic Art, leggo "Stray toaster" di Sienkiewicz e inizio un giro del mondo fumettistico che ancora non termina. Fumetto franco-belga, argentino, americano, autori celebri e sconosciuti, tutto finisce nella mia biblioteca, molto aspetta ancora di essere letto, nel frattempo dilapido una fortuna. Su due cose sono profondamente ignorante: i supereroi "classici" (ad eccezione di Batman, per cui ho una venerazione, non leggo una storia dell'uomo ragno & c. dagli anni 80) e il fumetto giapponese. Per il Papersera, con il nick "piccolobush", collaboro all'annuale premio, scrivo qualche articolo quando necessario e mi occupo, con puntuale ritardo, del settimanale "Topolino"