Grandi Autori 87 – Topolino Writers Edition: Giorgio Pezzin

10 GIU 2020
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Nell’aprile di quest’anno è stato rilasciato in tutte le edicole d’Italia il numero 87 di Grandi Autori, già Speciale Disney. Questa eterogenea e discontinua testata risale al 1994 e comprende in sé pubblicazioni come Paperi in India, Minni Factor e tutte le cosiddette Special Edition, volumi generalmente monografici, il cui esordio risale al 2014 con il corposo tomo della Black Edition. Sei anni e ventuno volumi dopo le cosiddette Special godono ancora dell’apprezzamento di una larga fetta del lettorato Disney: dopo la prima serie, dedicata all’opera di Tito Faraci, Andrea Castellan, Francesco Artibani e Massimo Marconi, ne abbiamo avuta una seconda, una terza, una quarta e una quinta, fino a coprire buona parte degli autori italiani più rappresentativi. Nonostante qualche caduta di stile (un esempio per tutti il volume dedicato a Ciccio Agente Gnam) e una foliazione inizialmente generosa che è andata snellendosi nel corso degli anni (si va dalle 368 pagine della Diamond Edition alle 288 attuali) le “Special” hanno saputo farsi apprezzare, complici una veste grafica accattivante e una vaga promessa di organicità.

Dato il peso che la quarantennale opera di Giorgio Pezzin ha avuto nell’ambito del fumetto italiano, è più che giusto che lo sceneggiatore veneto abbia ottenuto ben due volumi dedicati in questa collana Special. Chi se non Pezzin, che ha rinnovato il personaggio di Paperinik, che ha ideato saghe ambiziose come C’era una volta… in America, che ha contribuito a creare il florido filone della Macchina del Tempo e che con le proprie intuizioni ha saputo anticipare innovazioni tecnologiche reali meritava una tale considerazione? La prima Special a lui dedicata, la cosiddetta Evergreen Edition del marzo 2016, racchiudeva storie realizzate con il contributo grafico del Maestro Giorgio Cavazzano. Fra le avventure proposte trovavano posto le meravigliose Zio Paperone e gli icebergs volanti, Paperino e l’eroico smemorato e Topolino e l’evasione clinica.

Questo primo volume della sesta serie, la Writers Edition, è dunque il secondo tomo dedicato a Pezzin. Impreziosito da una prefazione di Massimo De Vita, in cui vengono rievocati i trascorsi della loro collaborazione, e da un commento finale dello stesso Pezzin, il volumetto comprende sette storie realizzate tra la fine degli anni Settanta e i primi Duemila, arrivando quindi a coprire buona parte della sua produzione artistica.

In apertura troviamo Paperinik e la rivolta dei mariti del 1978, un’avventura ancor oggi fresca e moderna appartenente al filone “umoristico” del papero mascherato; a seguire Paperino e la casa elettronica del 1984, dove Pezzin mostra una perfetta padronanza nella gestione di Paperoga; le successive Topolino e gli enigmi del tempo e Topolino e l’Atlantide continente perduto rappresentano un ottimo campione della fortunata saga della Macchina del Tempo, ideata e sviluppata con l’indimenticato Bruno Concina nella seconda metà degli anni Ottanta. Seguono due storie con protagonisti lontani antenati di Topolino: Topolino e il tesoro della Mayflower, primo episodio della serie C’era una volta… in America, e Topolino e la pietra di Sbilenque, prima delle splendide Tops Stories. In conclusione troviamo la simpatica (ma modesta) Paperino e il corso… di discorso, appartenente all’ultima fase della sua produzione, prima dello iato fra il 2005 e il 2012, anno dell’effimero ritorno di Pezzin sulle pagine del Topo.

La distruzione di Atlantide, probabilmente una delle scene più d’impatto nell’intera produzione Disney

Come si vede, in questa sede grande rilievo viene dato a quelli che sono probabilmente i tre grandi aspetti-chiave della produzione pezziniana, vale a dire la satira dei costumi, l’approfondimento storico e le innovazioni tecnologiche. Presa singolarmente, questa Special offre senz’altro uno sguardo a 360 gradi sull’opera dello sceneggiatore mestrino. E tuttavia nel valutare questo primo volume della Writers Edition non mancano i motivi di scontento per l’appassionato.

Se nella Evergreen del 2016 l’intenzione di celebrare sia lo sceneggiatore che il disegnatore era dichiarata esplicitamente e il volume aveva il grande pregio di andare a offrire, tra le altre cose, un meraviglioso sguardo sulla prima fase artistica di Giorgio Cavazzano, differente è il caso di questo secondo albo, facente parte di una serie il cui focus esclusivo dovrebbe essere sulla scrittura.

Logica vorrebbe che l’indice di una Special così concepita presentasse storie realizzate in collaborazione con autori come Romano Scarpa, Luciano Gatto, Giulio Chierchini, Tiberio Colantuoni, Franco Lostaffa, Giancarlo Gatti, Giuseppe Perego, Giovan Battista Carpi, Sergio Asteriti, Guido Scala, Sandro Del Conte, Sandro Zemolin, José Ferrér, per elencare solo alcuni dei numerosissimi disegnatori che nel corso dei decenni di attività di Pezzin hanno avuto occasione di realizzare le sue sceneggiature. La scelta dei curatori di questa Writers è stata invece diversa e per certi versi singolare: su sette, sei delle storie proposte sono realizzate da Massimo De Vita, e una sola (l’ultima dell’indice) da Giorgio Di Vita, il cui cognome quasi identico fa pensare a un errore del selezionatore o a una specie di strano calembour.

Addirittura nella descrizione presente sul sito della Panini potete leggere queste righe: «Tra le altre, Topolino e l’Atlantide continente perduto (con i disegni di Massimo De Vita), Paperino e la casa elettronica – spassosa avventura con l’impareggiabile Paperoga – e Topolino e la pietra di Sbilenque, il primo episodio della serie ‘Le Tops stories’». Come se queste ultime due non fossero disegnate dallo stesso De Vita! E così, quasi en passant, anche stavolta e senza alcuna motivazione logica il “gancio” per convincere il lettore a investire 7,90 euro per un volumetto di ristampe è rappresentato dal grande nome del disegnatore, con l’aggravante che qui la cosa viene proposta quasi come se fosse casuale.

La rivolta dei mariti,

La rivolta dei mariti, “appena” alla sua nona ristampa

Se da un lato è apprezzabile che non vi siano “doppioni” rispetto alla Evergreen, cosa che a rigor di logica dovrebbe far felice un completista come me (siamo pochi ma battaglieri), è pur vero che si tratta di avventure pluriristampate anche in tempi recenti; che sono presenti storie appartenenti a dei cicli narrativamente ben definiti, tutte serie che stiamo riscoprendo proprio in questi anni grazie alla Definitive Collection e ai nuovi Grandi Classici Disney; che a De Vita sono già stati dedicati (giustamente, dato il contributo che il Maestro ha dato al fumetto italiano) ben quattro volumi della testata dei Tesori Made in Italy.

In definitiva non si capisce bene lo scopo di questo nuovo Special. Se si rivolge all’appassionato cultore dell’universo Disney fallisce nel presentare storie molto note, alcune delle quali estratte dalle proprie saghe di appartenenza. Se invece è pensata per il fantomatico “casual”, essa risulta troppo costosa e il lettore con poche pretese gli può facilmente preferire un contenitore più classico con un miglior rapporto quantità/prezzo come il sempreverde e immarcescibile Disney BIG.

Fra gli indubbi pregi una copertina piacevole per colorazione e materiale, e una buona qualità di stampa per un volumetto compatto destinato a durare e a costituire una bilogia ideale con Evergreen grazie a una selezione di storie bellissime che offrono al lettore uno sguardo a tutto tondo sulla carriera di Giorgio Pezzin. Ma per apprezzare questa selezione, mono-disegnatore all’85,7%, bisogna prima di tutto dimenticare il titolo della serie: “WritersEdition.

Autore dell'articolo: Manuel Crispo

Medico con la passione per la scrittura, pker di vecchia data, come tanti ho iniziato a leggere con Topolino. Col tempo ho divorato voracemente manga, manhwa, historietas, BD e tutto ciò che è targato Sergio Bonelli, ma l'incredibile mondo Disney resta il mio primo amore.