Topolino 3569

31 MAG 2024
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Topolino 3569 poggia prevalentemente sulla prima lunga storia: Le parole giuste, secondo episodio della serie di avventure de Il Corsaro, ovvero il giovane Malcolm de’ Paperoni, antenato creato da Carl Barks nel 1956.

Vito Stabile dà vita ad una trama interessante, in cui la ciurma di corsari si trova in acque perigliose, avendo a che fare con il temibile Billy Blackwing, terrore delle navi di Sua Maestà. La parte squisitamente avventurosa si mischia con quella maggiormente intimistica, in uno stile ormai tipico del giovane sceneggiatore. Malcolm appare per quello che è: un giovane scalpitante che vuole farsi strada nel mondo. A farne apprezzare il ruolo sono anche i personaggi di contorno, a partire da Elaine e dalla sua melanconica ricerca.

Il twist narrativo della storia, nonostante una certa flessibilità da un punto di vista storico, appare convincente, così come convincente è l’utilizzo del cattivo. Quella che risulta probabilmente più indigesta è la gestione stessa del ruolo dei corsari. La ciurma di Malcolm deve inevitabilmente essere all’acqua di rose, disarmata e fornita solo di buoni propositi e “della forza della nostra unione”, come ci ricorda il capitano Greenbottle. La necessità di barcamenarsi tra questi due aspetti – armi e buoni propositi – risulta in alcuni casi parecchio straniante.

Teatrali entrate in scena

Mario Ferracina ai disegni realizza un lavoro maestoso, sbizzarrendosi in splash-pages e vignette dal taglio cinematografico. Particolarmente riuscita la scena finale del duello, che mi ha ricordato la celebre scena finale dell’Amleto di Gianni De Luca. I colori di Emanuele Virzì, dai toni acquarellati, rendono bene sia le atmosfere marinare, sia quelle maggiormente intimistiche, dedicate alle difficoltà di comunicazione famigliare.

Proprio quest’ultimo punto risulta particolarmente riuscito. Stabile riesce a parlare di un tema non banale – il rapporto con i propri genitori – anche in una situazione temporalmente molto lontana da noi. Ma, dato che si tratta di tematiche sempre attuali, risulta ancor più importante parlarne, specie in una pubblicazione rivolta, in primis, ad un pubblico giovane. Inoltre, ma questa è una suggestione personale, non ho potuto non pensare ad un’altra futura lettera

Reminiscenze potteriane

Il numero prosegue con la terza e penultima puntata de Il mondo di ghiaccio – Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche. Enna prosegue nella costruzione del mondo magico di Amelia, con chiare ispirazioni da Harry Potter. Il dipanarsi del mistero, nonché il carattere dei personaggi, risultano assolutamente credibili e aiutano il lettore ad immergersi nella vicenda e ad essere coinvolto nella lettura. Facciotto prosegue l’eccellente trend grafico della storia, avendo in gran cura sia le inquadrature che, soprattutto, gli sfondi e i costumi, ricchi di dettagli e di credibile realismo.

La breve Paperoga e il rammarico persecutorio (Panaro/Mazzarello), funziona bene per quello che deve fare. La sua sottile vena inquieta riscatta quella che poteva essere una storiella banale. E ci fa anche riflettere sulle aspettative che riponiamo sugli altri e su come gestire i giudizi altrui. Torna inoltre un’autoconclusiva dedicata a Battista, del ciclo ad opera di Roberto Gagnor e Simone Tempia, per i disegni di Carlo Limido e i colori di Diana Laudando.

Incontri inquieti

Chiudono il numero, infine, le dieci tavole di prologo a Topolino e la Spectralia Antartica. Casty ritorna da autore completo (con le chine di Michela Frare e i colori di Manuel Giarolli, supervisionati dallo stesso Casty) con una storia in più episodi, a quasi cinque anni di distanza da Topolino e il castello sulla luna. In particolare, l’autore goriziano prosegue la sua personale serie su Atlantide (che potete trovare negli ottimi volumi 2 e 3 della Thriller Collection).

Il prologo funge da riassunto, ricco di vignette a tutta pagina, delle tre storie precedenti, permettendo al lettore di riconnettersi con la complicata ricerca del continente perduto. Oltre a questo, vediamo i nostri tre protagonisti – Topolino, Pippo ed Eurasia Tost – in una situazione di estremo pericolo, e dunque nella situazione ideale per il lettore di scoprire che cosa succederà.

Sul versante delle rubriche il numero è completato da un’intervista allo stesso Casty, dalla lezione di Stefano Intini su come disegnare Archimedee da un focus sulle uscite editoriali da presentare al Comicon di Napoli.



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Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.