Topolino 3476

11 LUG 2022
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Topolino 3476

È la fine degli anni Novanta. In TV danno Friends. Su Topolino ci sono Bruno Enna e Francesco Guerrini. Va tutto bene.

Meme a parte, risulta davvero impossibile non rilevare il sapore “antico” di questo numero 3467, a partire dal primo episodio della storia lunga intitolata Megaricchi che ci accompagnerà per altre tre settimane. Dopo le interessanti Paperino Paperotto e il volo dell’albatro e Amelia e le 7 streghe vulcaniche, Enna sembra tornato stabilmente sulle pagine di Topolino, cosa della quale sono molto felice. Sarà anche il titolo (davvero poco accattivante) ma non avrei sperato di trovarmi di fronte a una storia così frizzante e, al contempo, dal sapore così classico.

Enna mette in campo tutta la propria esperienza portando in scena personaggi che sono ormai iscritti nel suo DNA di sceneggiatore: tutto il variopinto cast dei Paperi si muove con estrema naturalezza, le loro interazioni sono credibili e tutto scorre liscio (anche grazie ai disegni del bravo Alessandro Perina, uno dei miei artisti preferiti tra quelli attualmente in forza al Topo) con tanto di tipico inseguimento finale.

Unica nota stonata, al momento, il personaggio di Red Duckan, di cui da tempo sento parlare gran bene. La frase che sento ripetere più spesso è: “Ha un ottimo potenziale”. Riuscirà Bruno Enna a tirare fuori il potenziale di questo personaggio che, giunto alla propria settima apparizione, ha ancora tutto da dimostrare? Se ho compreso la macrostruttura che Enna ha voluto imporre a questa storia, mi aspetto un focus su di lui nel terzo episodio; spero che l’autore sardo riesca a fare di lui qualcosa di più interessante di un banale McGuffin.

Red Duckan

A parte il suo passato di batterista dei Pooh

A seguire, un altro gradito ritorno: Giuseppe Zironi con il suo Topolino giramondo. Topolino e la sabbia di luna inizia in medias res, presentandoci un Topolino legato e imprigionato in un luogo buio, insomma in guai seri; stavolta si troverà a fronteggiare una banda di ladri di sabbia, che riuscirà a sconfiggere grazie all’aiuto delle vulcaniche sorelle Norma e Ester.

Al di là della storia in sé, molto divertente, mi sono ritrovato a vestire i panni del giornalista investigativo per cercare di determinare dove esattamente si trovassero Topolino e le sue amiche. Perché sì, per quanto possa sembrare strano, dall’inizio alla fine della storia non viene mai nominato alcun luogo a eccezione del Golfo di Luna, sulle cui coste selvagge e incontaminate si svolge tutta l’azione.

Zironi, evidentemente intenzionato a stuzzicare la curiosità del lettore, sparge indizi qui e là: il mare di smeraldo, la sabbia candida, il legno di olivastro (ovvero l’olivo selvatico, tipico della vegetazione costiera del Sud Italia). A meno che non mi sbagli di grosso, ci troviamo in Sardegna, e precisamente a Cala Luna, dove Lina Wertmüller girò il suo celebre Travolti da un insolito destino. Luogo meraviglioso e unico al mondo.

Il fatto che l’isola non sia citata in alcun modo mi è parso curioso e anche controproducente: apparire in maniera esplicita sulle pagine del settimanale a fumetti più famoso d’Italia avrebbe portato molti abitanti di Dorgali, Baunei e della Sardegna tutta ad accaparrarsi questo numero. Suppongo che, anche se non sono in grado di comprenderne il motivo, esista una sorta di impedimento al citare località esistenti su Topolino. A questa ennesima stranezza, come alle numerose altre, tocca probabilmente rassegnarsi.

Sardegna

Nemmeno un nuraghe all’orizzonte

Anche la storia seguente, una breve “quasi muta” dedicata al personaggio del Gran Mogol, nonostante dalle premesse potesse sembrare abbastanza trascurabile, risulta simpatica grazie al capovolgimento finale. Un plauso a Davide Aicardi e a Giulia Lomurno per essere riusciti a dare un po’ di luce a un non-personaggio come il leader delle Giovani Marmotte.

Segue la classica Paperino cercatesori fai-da-te di Pier Giuseppe Giunta e del già citato Francesco Guerrini. Potrebbe sembrare una caccia al tesoro come ne abbiamo lette tante, ma riesce a spiccare grazie all’inedita coppia di protagonisti: Paperino e Paperina. Un soggetto semplice, nobilitato dai meravigliosi disegni di Guerrini, che è sempre un piacere ritrovare sulle pagine di Topolino.

Sul terzo episodio di Foglie rosse: Un lungo inverno non ho molto da dire non avendo mai amato la serie, al punto che ho difficoltà a ricordare gli eventi delle precedenti storie. La trama sembrerebbe un campionario di luoghi comuni di un certo tipo di cinema e di serialità televisiva, con tanto di frasi a effetto che recuperano la struttura sintattica americana. Ci sono gli alieni buoni, gli alieni cattivi, gli uomini del governo, chitarre usate come armi, robot dalle fattezze retrò e, mi sembra, davvero poco altro.

Claudio Sciarrone recupera la gabbia a vignette lunghe orizzontali che era tra i suoi marchi di fabbrica ai tempi di PK2 ma senza affollare troppo le tavole, con un effetto molto migliore rispetto all’antecedente del 2001. Il colore a volte funziona, altre volte decisamente no. Si tratta senz’altro di un esperimento interessante, ma forse un po’ fine a sé stesso.

Chiude l’albo in bellezza la tavola autoconclusiva di Enrico Faccini appartenente alla serie Stile da vendere, nella quale l’autore ligure parafrasa a metrica libera nientemeno che il celeberrimo e violentissimo sonetto S’i’ fosse foco di Cecco Angiolieri. Al netto di un Faccini evidentemente a risparmio energetico (ci sono quattro vignette identiche) mi ha divertito moltissimo, al punto da farmi sperare che l’autore citi più spesso opere letterarie nelle sue brevi, come già ha fatto a suo tempo con L’uomo di neve di Hans Christian Andersen.



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Autore dell'articolo: Manuel Crispo

Medico con la passione per la scrittura, pker di vecchia data, come tanti ho iniziato a leggere con Topolino. Col tempo ho divorato voracemente manga, manhwa, historietas, BD e tutto ciò che è targato Sergio Bonelli, ma l'incredibile mondo Disney resta il mio primo amore.