Il Club dei Supereroi 7

06 AGO 2022
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Club 7

Inizia benissimo, questo secondo anno di pubblicazioni del Club dei Supereroi. Sembra che molte delle pecche scontate in precedenza siano state qui aggiustate. E subito, aprendo il volume, la sensazione è che ci sia già più ordine nella distribuzione delle storie, una migliore disposizione tematica e una maggiore attenzione anche all’impianto editoriale, qui sapientemente utilizzato per creare una divisione tra le varie sezioni e per introdurre, con notevole garbo, le storie più interessanti di ognuna di queste.

Senza indugiare oltre, cominciamo anche illustrando la copertina di questo numero (disegni e colori di Donald Soffritti), che rimette insieme Bat Carioca (nella versione rinnovata di Paulo Borges) e Paper-Bat, ma stavolta da alleati e non in contrapposizione come in questa copertina di Zé Carioca del 2013, disegnata da Fàbio Figueiredo.

Cominciando con le storie dell’albo, la prima sezione (interamente dedicata a Super Pippo) introduce qui la ristampa delle prime vere storie italiane di Super Pippo. Super Pippo e i Superpoteri a singhiozzo (Anne-Marie Dester/Sergio Asteriti) è la prima storia italiana su Super Pippo realizzata per Topolino nel 1975. Storia che sa sapientemente mescolare “il serio e il faceto”, la linearità dell’azione del personaggio e le situazioni di improvviso disagio per la mancanza di superpoteri. Una buona regia e soprattutto delle ottime situazioni comiche, arricchite dai disegni del maestro veneziano.

La ristampa delle storie del ritorno riprende subito dopo, con Super Pippo e il giorno niente male (Bruno Enna/Silvio Camboni), dove troviamo lo sbadato supereroe alle prese con le profezie di una sciagura imminente per il pianeta, interpretate da dotti studiosi appositamente pagati (si fa per dire). La storia si muove bene e ha una buona ironia nelle situazioni di intervento di Super Pippo, anche in questo caso chiamato a risolvere i problemi che affliggono il mondo, mentre si assiste ad un finale inconsueto e decisamente umoristico. I disegni di Camboni in uno stato di grazia arricchiscono questa storia che rimane fresca dopo anni.

Super Pippo ce la fa, ancora una volta.

La sezione delle storie brasiliane apre con un altro ingresso nella testata, ovvero quello di Super Pennino. Paper Bat il Vendicatore – Paper Bat Junior (Ivan Saindenberg/Euclides K. Miyaura) vede come co-protagonista delle vicende il nipote di Paperoga, Pennino, qui alle prese con la classica aspirazione dei bambini di voler imitare il supereroe del momento. Storia che si riempie di situazioni imbarazzanti per Paper-Bat e che sa strappare un sorriso per come si risolvono e per l’arguzia del piccolo nipote. Anche i disegni si distinguono per linearità e apprezzabilità, rendendo la lettura molto gradevole.

Meno gradevole la successiva storia, tratta dal ciclo del Clube dos Herois. Archimede e la formula a sorpresa (Arthur Faria Jr./Eli Marcos M. Leon) riprende la figura di Spennacchiotto quale avversario dei Supereroi paperopolesi, questa volta alle prese con il furto di una pozione… pigmentante (il cui antidoto viene rivelato nell’ultima vignetta e che rovina una già balbettante storia).

Paper Bat e Undici, la nota deficienza artificiale

La sezione “umoristica”, invece, propone due grandi classici a firma Tito Faraci e Giuseppe Ferrario: Paper Bat Niu’ Adventures: Nervoniani e La sfida galattica. In entrambe si respira aria di parodia, di ironia pura e di metafumetto (visibile nella cornice inferiore di ogni tavola).

Due esperimenti di successo, ancora oggi ricordati e che hanno anche volutamente completato il quadro della serie cui si rifacevano ironicamente, ovvero PKNA. Il miglior Faraci che riesce a imbastire trame molto semplici, con scene apprezzabili e irriverenti, impreziosite dalle vignette umoristiche a sola china di Ferrario, il tutto per un risultato che si fa apprezzare anche a distanza di 25 anni.

Faraci è anche protagonista, assieme a Francesco Artibani, delle quattro brevi (disegnate da Pierluigi Ceveglieri, Laura Bozzano e Pier Dario Pennati) che completano questa sezione, tutte tratte da Disney MEGAzine e con protagonisti Paperinik e Super Pippo. Come già illustrato in altre occasioni, il recupero di queste brevi permette di avere un buon break nella lettura delle diverse storie dell’albo, prima di affrontare la lettura assorta della sezione delle inedite.

Si chiude, quindi, The Duck Knight Returns con la quarta parte, che finalmente mette al centro il vero villain di questa trama, ovvero Toros Bulba, il criminale e acerrimo nemico del paladino di St. Canard, che qui veste i panni di imprenditore e CEO della Quackwerks ed è diventato un cyborg tecnologicamente avanzato. La quarta puntata si chiude con numerosi camei di personaggi dalla prima serie di Duck Tales (ovvero, Archimede e Amelia) e con il ritorno dell’armatura di Robopap.

“Robopap Returns”, il crossover che attendevi

Oltre a questi crossover (che hanno caratterizzato anche la vecchia serie a fumetti), il tono della storia ora assume quelli più marcati di un thriller: aumentano le scene di confuse lotte corpo a corpo e colpi micidiali, mettendo i personaggi al centro di una tensione narrativa notevole. La resa grafica stenta anche in questo caso (sicuramente, il tipo di carta e una colorazione così oscura non aiutano), ma in compenso la lettura è decisamente emozionante e tiene il fiato sospeso. Attendendo anche la proposizione delle successive storie, si sottolinea già qui come la trama sia estremamente dinamica e presenti relazioni tra i personaggi marcate e d’effetto.

Paperino “spapero” volante (Sune Troelstrup/Cèsar Ferioli Pelaez) prova a riprendere le tematiche del Superdinamo di barksiana memoria (e di donrosiana riproposizione, oltre alla versione manga vista su Club dei Supereroi 5). Paperino sogna di essere un papero importante nella storia di Paperopoli, e Archimede sembra dargli il pretesto giusto.

Una storia abbastanza carina, dove ancora una volta l’acquisizione dei superpoteri è messa in contrasto con gli effetti nella vita reale che questi potrebbero avere. Vi è anche una buona dose di fato avverso, che non potrebbe altrimenti abbandonare Paperino. I disegni di Ferioli Pelaez, come sempre, offrono un’ottima rappresentazione scenografica, con una profonda ispirazione alla classicità disneyana (Barks, soprattutto) e uno sguardo molto fresco e pulito.

Paperino diventa importante per Paperopoli: ce l’avrà davvero fatta?

Chiude questa sezione delle storie inedite Super Pippo agente in prova (Kari Korhonen/Flemming Andersen). Non esaltante come storia, dove Super Pippo è alle prese con “i limiti” procedurali e regolamentari della polizia, più volte ribaditi dai suoi colleghi temporanei, i quali sono disposti a derogarvi quando i più pericolosi criminali entrano in azione.

Non esattamente lineare come trama, ma in buona parte divertente. I disegni di Andersen sembrano però molto statici e poco dettagliati, il tratto non sempre è pulito, benché la godibilità della lettura non ne risente.

In definitiva, si assiste da questo albo ad un salto di qualità notevole, sia nella composizione antologica, sia nella selezione. La qualità delle storie offerte è incrementata rispetto agli altri albi, e la lettura integrale dell’albo ne beneficia.

Il ricco impianto editoriale, che accompagna praticamente tutte le sezioni dell’albo, conferisce un ulteriore valore aggiunto notevole e prospetta finalmente un’opera più critica e non solo propositiva. Possiamo ora dire che quella direzione tanto sperata per la testata è stata finalmente intrapresa, augurandoci che venga mantenuta e corroborata da una sapiente scelta della selezione.

Autore dell'articolo: Luigi Sammartino

Giurista, accademico e nerd, sono un Pker dormiente della prima ora, ridestatosi assieme alla mia passione per il fumetto Disney. Anche se l'ultimo arrivato, mi piace avere comunque un piglio analitico sui prodotti della nona arte. Sperimentatore perenne, sono sempre disponibile a parlare di tutto.