Topolino Adventure
Introduzione
Analizzeremo nelle righe che seguono una pubblicazione minore apparsa nelle edicole degli anni Novanta assieme a molte altre consorelle di ben più notevole successo.

Editoriale di benvenuto del Direttore
Topolino Adventure esordisce nel marzo 1995: si tratta di un bimestrale, composto da 132 pagine, dove alle classiche ristampe di storie a fumetti vengono affiancate storie-gioco e altri quiz.
Sul numero 1, all’interno della pagina del sommario (da considerarsi ancora come work in progress, solamente dall’uscita seguente apparirà nella sua forma definitiva), troviamo un brevissimo editoriale di presentazione firmato dal Direttore Paolo Cavaglione che dà il benvenuto ai nuovi lettori. Il claim della nuova testata è “Il Giornale dei Ragazzi Coraggiosi” e si rivolge chiaramente ad un pubblico maschile, di fascia di età individuabile nei pre adolescenti.
Caratteristiche

Immagine promozionale per il primo numero di Topolino Adventure
Una prima occhiata sommaria dedicata all’intera testata di Topolino Adventure ci porta ad osservare come la costina realizzata per questa pubblicazione non fosse uniforme, ma prevedesse un’alternanza dei tre colori primari in una rotazione blu-rosso-giallo che verrà infranta solamente (per errore?) con il numero 12.
La carta utilizzata appare più spessa della tipica grammatura dell’epoca, similmente a quanto accadeva per PaperFantasy. L’aspetto più critico è però quello della rilegatura, di qualità molto bassa, tale da causare forti segni di usura nella costina stessa per la semplice operazione di apertura e lettura dell’albo.
Passando al contenuto, lo schema che viene proposto in maniera abbastanza regolare in ogni uscita è il seguente:
- una storia lunga “portante”, spesso annunciata in copertina;
- una storia-gioco, di 4 o 6 pagine;
- una serie di altri giochi, prevalentemente visivi;
- una o due storie brevi, a completamento;
- un redazionale intitolato In Missione.
Va detto che la selezione delle storie lunghe è assolutamente di qualità: la storia con cui la testata inaugura il suo corso è Indiana Pipps e la valle dei 7 soli, splendida prova da autore completo di Massimo De Vita. Nel numeri seguenti, troveranno spazio avventure scritte dai più grandi Maestri disneyani: fra gli altri, citiamo Rodolfo Cimino, con ad esempio Zio Paperone e “l’oro” del Calderon del Diablo o Zio Paperone e il diritto di successione; Giorgio Pezzin, con Topolino e l’arca di Bubanassar o Topolino e il “ragionevole” uomo delle nevi; Guido Martina, con Zio Paperone e la fuga nel tempo o Zio Paperone e il ritorno del tempo che fu.
Si attinge inoltre in varie occasioni al ciclo della Macchina del Tempo, con la ristampa della prima storia Topolino e il segreto della Gioconda, ma anche con Topolino e l’automa scacchista o Topolino e la piramide impossibile. Curiosa, invece, la ristampa effettuata della terza (Topolino e il ritorno del “principe delle nebbie”) e della quarta avventura (Topolino e la bella addormentata nel cosmo, allora l’ultima) della saga della Spada di Ghiaccio, nei numeri 3 e 20.
Nonostante il titolare della testata sia Topolino, si registra un buon equilibrio fra topi e paperi nelle storie proposte e soprattutto nelle copertine inedite, realizzate da Marco Ghiglione, che alternano in maniera regolare gli uni e gli altri personaggi.
Oltre alle copertine, quindi, il solo materiale inedito di questa pubblicazione è costituito dalle storie-gioco e dagli articoli interni. Per quanto riguarda le prime, i credits compaiono dal numero 12 e consentono di identificare con certezza Sandro Dossi come disegnatore delle stesse e, nell’ultimo caso, anche come ideatore.
Per quanto riguarda i contenuti testuali, non c’è molto da dire sui classici giochi come quello che invita a trovare l’uscita da Il Labirinto oppure L’Occhio del Curioso, che chiede al lettore di rispondere a dieci domande dopo aver osservato un’immagine; merita invece portare la nostra attenzione al redazionale posto nella parte finale degli albi.

Il claim non cambia e lo spot a una pagina valorizza la copertina inedita
Intitolato In missione, inizialmente si limita a riproporre alcune pillole per giovani avventurieri, riprese ad esempio dal celeberrimo Manuale delle Giovani Marmotte. Con il passare dei numeri, però, possiamo assistere alla sua evoluzione. Abbiamo infatti una fase intermedia, occorsa dal numero 7, nella quale l’articolo invita direttamente il lettore a vivere un’avventura sul campo fornendogli consigli utili su come affrontarla: dalla simulazione di una scalata impervia a movimentate attività da vivere sui litorali estivi.
Successivamente, nel numero 13, vengono introdotti, sempre attraverso questa rubrica, i meccanismi del gioco di ruolo, illustrandone i relativi elementi fondamentali: dalla creazione delle schede dei personaggi all’ideazione di un’ambientazione fantasy sempre diversa, con la raccomandazione che molte delle informazioni pubblicate restino naturalmente riservate per i capi gioco (che oggi chiameremmo Master). L’invito rivolto agli appassionati è quello di radunare un gruppo di giocatori che indossino i panni del mago, del cercatore d’oro o dell’elfo di turno, simulando in prima persona mitiche ed emozionanti avventure e seguendo la strada percorsa da tante generazioni.
Un esperimento che dura però solo due albi, dato che già dal numero 15 viene proposta una sorta di versione ridotta del gioco di ruolo: non più una trama messa al servizio di un team affiatato che si ritrovi con i dadi attorno ad un tavolo, bensì una traccia valida per un singolo fruitore, che prevede l’avanzamento nell’avventura attraverso una serie di scelte da effettuare seguendo i suggerimenti e le situazioni indicate dall’anonimo redattore, secondo uno sviluppo ben noto ai lettori di Topolino, ovvero quello della storia a bivi.
Conclusioni

Visione completa della testata
La testata chiude con il numero 20, senza annunci né preavviso, circa tre anni dopo il suo esordio, nel maggio 1998. Il prezzo originariamente fissato a 4.000 Lire, era giunto per gli ultimi due numeri a 5.000, previ due passaggi intermedi avvenuti con il numero 11 (4.300) e il numero 15 (4.500).
A distanza di trent’anni, possiamo affermare con tranquillità come questa testata, nata in un periodo favorevole per le pubblicazioni disneyane, non avesse un vero elemento caratteristico che potesse garantirle una longevità maggiore di quella effettivamente raggiunta.
Dove Topomistery metteva al centro dell’attenzione il giallo, Minni & company le tematiche romantiche, Giovani Marmotte interessanti articoli a tema ecologista accompagnati da una saga inedita, Topolino Adventure presentava in edicola ristampe di storie genericamente dedicate all’avventura: una prerogativa che, in fondo, dovrebbe essere la base per ogni vicenda che appare su Topolino e, a seguire, sulle altre pubblicazioni.
Oppure, un lettore più affamato di storie, con una spesa di poco superiore, poteva acquistare I Grandi Classici Disney, ottenendo quasi 400 pagine a fumetti contro il centinaio scarso (e di difficile consultazione) proposto da Topolino Adventure.
Topolino Adventure resta comunque una testata utile a ricordarci i fasti vissuti dall’editore The Walt Disney Company Italia negli anni Novanta, quando non passava mese senza che una nuova iniziativa vedesse la luce, alla ricerca costante di nuovi lettori. Una strategia che culminerà con il varo di PKNA. Ma questa è un’altra storia!
04 AGO 2025
