PaperFantasy

16 OTT 2022

Introduzione

All’inizio degli anni Novanta la gestione dei diritti editoriali italiani da parte di The Walt Disney Company Italia (trasmessi da Mondadori nel 1988), è ormai a pieno regime. La redazione di via Sandro Sandri n. 1 sforna numerose iniziative, riempiendo le edicole di varie testate. La strategia è quella di realizzare diversi contenitori per i diversi tipi di pubblico. In questo contesto nasce PaperFantasy.

Storia

Immagine promozionale di Paper Fantasy, decisamente brillante.

I nuovi artisti che vengono formati all’Accademia Disney hanno bisogno di progetti e pubblicazioni dove esercitarsi, e il settimanale Topolino non basta più, essendoci anche gli autori di lunga data cui affidare storie. Il proliferare delle testate, affiancato alla precisa scelta di marketing di conquistare spazi in edicola rivolgendosi a pubblici diversi, permette alla Walt Disney Company Italia di diversificare le pubblicazioni e realizzare nuovi profitti.

Paperinik e Topomistery, presentano quindi avventure noir e di azione, Zio Paperone e Le Grandi Parodie si rivolgono ai collezionisti, Mega Almanacco propone storie inedite straniere, mentre i Vattelapesca, Paperino Mese, i Classici Disney (II serie) e I Grandi Classici Disney forniscono fumetto Disney con selezione più o meno casuale. Infine, Minni & company è la testata dedicata principalmente ad un pubblico femminile.

Nel 1994 l’offerta è dunque ricca e variegata, per cui ha perfettamente senso lo sbarco in edicola, a giugno, e preceduto da un ricco battage pubblicitario sulle altre testate, di PaperFantasy (da ora in poi PF). Il claim di presentazione risulta davvero suggestivo e memorabile:

La teoria della relatività?

Cose da scienziati.

Lo sbarco sulla luna?

Faccende da astronauti.

I segreti dell’universo?

Roba da Paper Fantasy.

L’approccio per questa nuova pubblicazione è quindi dichiaratamente ambizioso. Il volto di Paperino spezzato in due parti, di cui una realizzata con linee da realtà virtuale, dà subito l’idea di qualcosa di nuovo e moderno, ben oltre il fantasy cui occhieggia il titolo. E, in effetti, all’interno si trovano sempre tre o quattro articoli, con un buon apparato iconografico, dedicato a svariati fenomeni scientifici o fantastici: la storia di Cagliostro, i buchi neri, i folletti, un approfondimento sul telescopio Galileo…

La rivista unisce quindi, una buona selezione di fumetti ad una curata argomentazione scientifica, quest’ultima realizzata prevalentemente da Pierluigi Sandonnini.

Gli slogan colpiscono con forza il lettore.

La testata, sempre bimestrale, fa il suo esordio nel giugno 1994 a 4000 lire (4300 lire con il n. 10 di dicembre 1995 e infine a 4500 lire con il n. 26 di agosto 1998), per complessive 228 pagine e un formato di 14×20,5cm.

Ogni numero è introdotto da un editoriale di una pagina di Santo Scarcella, componente della redazione del settimanale, a parte nei primi due numeri, dove è Marco Iafrate a presentare la testata. Nel primo articolo, in un piccolo box del sommario, la rivista è presentata come “riservata agli intenditori” in virtù della presenza di Jerry Siegel e di una sua storia. Nel suo secondo, e ultimo, editoriale, Iafrate presenta la sua personale esperienza di lettore come un modo per viaggiare nella fantasia attraverso i temi più svariati. La rivista, allo stesso modo, dovrebbe fare lo stesso. Gli altri numeri sono curati da Scarcella, con la consulenza editoriale di Gianni Bono – futuro direttore, per un breve periodo, di Topolino – e l’apporto di Veronica di Lisio, Aldo Carrier Ragazzi, Emanuela Fecchio e Carlo Chendi.

Proprio lo storico sceneggiatore viene coinvolto nella realizzazione di parecchie storie inedite. Forte della sua esperienza nel fantastico con il pianeta Esalion uscita su Topolino Più e riproposta su PF, realizza il miniciclo di quattro storie ambientate nel regno di Greet, oltre ad una scatenata e brillante corsa di Archimede nel caos del tempo. Queste storie, con una forte valenza comica tipica dello sceneggiatore di Rapallo, sono supportate con forza dalle giovani leve da poco uscite dall’Accademia Disney: Fabio Celoni, Andrea Freccero e Claudio Sciarrone sperimentano nuovi modi espressivi sui paperi.

Ogni numero contiene una storia inedita (tranne il n. 6 e il n. 11), mentre la copertina del volume, fino al n. 15, è dedicata ad una delle storie pubblicate internamente, quasi sempre con protagonista Paperino.
L’autore (o gli autori) delle copertine dei primi sedici albi risulta ignoto.

Nei primi due numeri alcune storie sono precedute da una breve introduzione arricchita da belle illustrazioni inedite di Corrado Mastantuono e Claudio Panarese. Inoltre, le prime due storie inedite sono entrambe delle storie gioco scritte da Alessandro Conti e Sergio Giuffrida: una scelta strana, che infatti fu molto discussa tra favorevoli e contrari nello spazio riservato alla posta.

Ogni albo dedica svariate pagine alle lettere inviate dai lettori, che chiedono lumi sui più svariati argomenti: da chi ha visto strane luci nel cielo a chi pensa di essere spiato, da chi vuole maggiori informazioni su particolari fenomeni scientifici a chi invece ha il desiderio di aprirsi, condividendo le proprie paure. A leggerla dopo oltre vent’anni, la “Posta Fantasiosa” (questo era il nome), risulta piuttosto ingenua: molte risposte oggi si trovano, con la stessa qualità, direttamente su internet, ma in fondo erano missive molto genuine. Piuttosto, appare strano come già il primo numero ospitasse due pagine di posta, nonostante la testata fosse appena nata…

Un assaggio di metafumetto e metacinema nella storia finale di PF.

La testata prosegue su questa linea, senza particolari guizzi. La diffusione deve essere buona e, forte della comunanza di tematiche, il n. 12 presenta un’invasione di Evroniani per lanciare PKNA, oltre ad un servizio sulla Master Story delle Giovani Marmotte. Dal n. 17 troviamo un leggero restyling dell’indice e delle pagine della posta e finalmente abbiamo indicato l’autore della copertina: Davide Cesarello con i colori di Lucio De Giuseppe (quest’ultimo realizzerà da solo tutte le copertine a partire da quella del n. 18 fino alla fine).

Il n. 17 presenta un restyling anche delle rubriche, che vengono meglio organizzate. Abbiamo infatti ‘Polvere di stelle’, scritta da Federica Granato, che si concentra su spazio e ufo, ‘Cosmo News’ realizzata da Massimo Gabellini su temi spaziali, ‘Tecno News’ di Pierluigi Sandonnini, su tematiche tecnologiche e ‘Archeo News, sempre della Granato, su argomenti storici. La testata, insomma, non vuole solo ristampare storie, ma anche fornire una buona conoscenza di temi scientifici, in maniera divulgativa e chiara per ogni tipo di pubblico.

Dal n. 19 viene realizzata anche ‘Fantasy news’, una rubrica generica con notizie, citazioni, dati, classifiche e schemi sugli argomenti più disparati, realizzata da Scarcella con un approccio decisamente simile alle rubriche che realizzerà anni dopo ne I Migliori Anni Disney. Scarcella continua a curare sempre l’editoriale, che diventa una raccolta di tre o quattro notizie particolari, spesso su avvistamenti di alieni che si rivelano ovviamente delle bufale (smentite infatti uno o due numeri dopo).

Il restauro però non risulta sostenibile, dato che dal n. 24 l’editoriale mostra solo una foto particolare e bizzarra, e dal n. 26 le rubriche scompaiono, sostituite da un unico articolo (realizzato da Sandonnini ma anche da Gaja Arrighini e Fausto Vitaliano), con poco testo e molte foto. Addirittura, dal n. 23 la posta scompare, segno di un allontanamento da parte dei lettori. Gli articoli, comunque, cercavano quasi sempre di seguire una o più storie presenti nel numero. Ad esempio, gli inseguimenti spaziali di Cavazzano si legano ad un articolo sull’ultimo modello di Shuttle, mentre le rose aurifere di Cimino si sposano con un approfondimento sulla coltivazione floreale: si conferma l’approccio didattico che il fumetto Disney, fin dalle storie di Guido Martina, porta avanti da sempre.

Ad occuparsi della storia inedita è quasi sempre lo Staff di If, un collettivo di autori, con testi di Sergio Tulipano e disegni di Salvatore Deiana o la coppia Emanuele Negrin e Lucio Leoni. Questi autori peraltro realizzano spesso anche le storie inedite di Paperinik e di Paperino. Si tratta quasi sempre di storie valide, con richiami al cinema e a vari topos fantascientifici. In maniera imprevedibile, il n. 23 propone ben due storie inedite.

Metafumetto al cubo.

Di particolare interesse, anche solo per la sua lunghezza, è Squadra Recuperi Spaziali: 186 tavole per sei puntate ricche di colpi di scena e di avventure ambientate nello spazio del 2179. Questa uniformità nella squadra che realizza le storie inedite è ben bilanciata da una ricca varietà nella scelta delle ristampe, sempre di alto livello. Rodolfo Cimino e i suoi fantasiosi viaggi attorno al mondo, e non solo, incontrando popolazioni bizzarre, è una presenza fissa. Ogni tanto vengono ristampate anche avventure di Carl Barks, tra i pochi autori stranieri presenti. Inoltre, la presenza di storie recenti si fa via via più numerosa, anche per ovviare al problema di avere sempre meno storie del passato che ruotassero attorno al tema. In quest’ottica, abbiamo sia due storie recenti con Ok Quack (presenza fissa fin dal primo numero, purtroppo dimenticando di pubblicare un’ultima storia), che il ritorno di Rebo (anche se mancano le ultime due storie). Inoltre, per sopperire alla ricerca delle storie, si pesca a volte anche dalle storie inedite di Paperino Mese.

Meritano una citazione anche la vicenda della cabina teletemporale, guizzante sceneggiatura senza didascalie che si destreggia bene tra cambi di scenari e di personaggi (oltre alla presenza di Mister Martyno, parodia di Martin Mystère), e il fanta kolossal in cui, tra Yoda e un simil Darth Vader, vediamo la parodia di George Lucas.

Il n. 35 di febbraio 2000 fa appena in tempo a mostrare il prezzo anche in euro (2,32 €), che la testata chiude. L’editoriale mostra una certa sorpresa nella chiusura, e spiega come Paperino continuerà le sue avventure su Topolino. Ovviamente la chiusura era prevista, dato che la storia inedita, realizzata sempre da Tulipano ai testi e Deiana ai disegni, si rivela una grande seduta psicanalitica o, se vogliamo, un messaggio catartico per tranquillizzare il lettore (attenzione agli SPOILER nel seguito).

In Paperino e la minaccia… fantastica dunque, Paperino rievoca, con i nipotini, Archimede e Paperone, svariate avventure inedite che hanno vissuto nei mesi precedenti (in un album vengono proprio mostrate delle vignette delle storie passate): ben sei sono le storie ricordate (l’alternativa al quotidiano, la tivù quadrimensionale, il pericolo interdimensionale, le cose dell’altro mondo, il fanta kolossal e le autostrade ultradimensionali). Una fiera della citazione ma, soprattutto, una lettera di affetto e di saluti ai suoi lettori.

La catarsi però non finisce qui: Paperino deve salvare l’intero pianeta da un essere che, per soggiogare tutti gli abitanti, decide di eliminare la fantasia. E non solo quella di Donald ma anche del cinema, citando e mostrando le versioni disneyane di Tarzan, Aladdin, Hercules, Peter Pan, Pinocchio, Biancaneve. La soluzione di Paperino è geniale nel suo essere meta: la fantasia sparirà solo da Paper Fantasy, ma le sue avventure, a fumetti e non, potranno continuare su Topolino. Una storia totalmente meta-fumettistica e dolce, sincera nell’abbracciare il lettore e stringergli la mano in quello che non è un addio ma un arrivederci, ovviamente sempre su un’altra testata targata Walt Disney Company Italia.

La storia finale inedita di PF serve per salutare i lettori e chiudere la testata: un redazionale a fumetti.

Non è un caso che la storia non sia mai stata ristampata, neanche in altri paesi fuori dall’Italia. Per noi che ci divertiamo a raccontare la storia delle testate, si tratta di un folle unicum, dato che non si era mai vista un’intera storia a fumetti usata per raccontare la conclusione di una rivista.

Nel febbraio 2018 PF, inaspettatamente, ritorna. L’editore Panini Comics, licenziatario Disney dal 2013, decide di usare la leva nostalgica, riproponendo in edicola la testata. Questo avviene con una minima spesa e una relativa semplicità. In maniera non del tutto diversa dalla ristampa dei Gialli di Topolino, Panini ricicla il vecchio titolo in modo da attirare facilmente il pubblico. Lo fa trasformando la testata Tutto Disney, uno dei tanti vattelapesca, in un contenitore bimestrale di storie fantastiche o fantascientifiche, con un formato di 14×18,6cm, 3,50 €, 244 pagine. A parte la prima copertina, che riprende il logo originale, le cover successive risultano inedite (realizzate da Renata Castellani, Ciro Cangialosi, Giorgio Di Vita e Andrea Freccero), più o meno collegate alle storie interne.

La testata, con un font simile al crawl di Star Wars e il sottotitolo “Paperi ai confini della realtà”, propone indici di ristampe, quasi tutte ripescate dalla prima serie. Si tratta insomma di un’iniziativa quasi a costo zero, a parte le copertine e alcuni breve introduzioni realizzate da Marco Iafrate, che cura il revival. Stranamente, non vengono ristampate le originali storie inedite, a parte sporadici casi. Iafrate comincia male, selezionando nel primo numero l’ultima storia del ciclo delle Fantaleggende oppure pubblicando solo la prima vicenda del ciclo paperingio, al netto del recupero completo della saga della Rocciafiamma. Ogni tanto compare qualche scritto di Chendi, riferito a proprie storie.

Immagine promozionale per il revival della testata, con i primi due numeri.

La testata però, non sembra funzionare molto. Il prezzo sale rapidamente a 3,90 € (n. 4), scende a 192 pagine con il n. 7, per crollare a 144 pagine con il n. 12. Il prezzo sale ancora a 4 € (n. 13) e, per contenere i costi, le copertine non sono più inedite (a partire dal n. 15). Un rapporto numero di pagine/costo non particolarmente vantaggioso rispetto ad altre testata di ristampe. Si cerca quindi di pubblicare saghe con una storia a numero, ma la scelta dei Q-Galaxy, non certo una storia memorabile, probabilmente non aiuta lo scopo.

La fine di questo inglorioso ciclo coincide con un restyling della collana. Dal n. 19 la testata ha un font chiaramente fantasy, e parte la ristampa della prima serie di WoM (ristampata in maniera completa nella Legendary Collection), annunciata fin dalla copertina e con un articolo inedito di Alessandro Sisti. Il prezzo sale subito con il numero successivo a 4,20 €, e l’inizio della ristampa a episodi della lunga storia inedita nella prima serie Squadra Recuperi Spaziali. La strategia sembra chiara: proporre lunghi cicli pubblicando in ogni numero una o due puntate, senza dilatare troppo la conclusione e fidelizzare il lettore. Ma, con una periodicità bimestrale e uno scarso numero di pagine, la fedeltà è dura da conquistare.

La testata veleggia in maniera inerte, proponendo una seconda volta questa storia, e recuperando finalmente le prime due storie delle Fantaleggende. Il Papersera dedica questo topic al revival della testata, che in generale non scatena particolari entusiasmi e lamenta l’occasione mancata di non realizzare una ristampa anastatica della serie originale.

Immagine promozionale realizzata per il restyling della testata.

Con il n. 25 del febbraio 2022 (e un aumento di prezzo a 4,30 €), la testata ha un inaspettato colpo di reni (sottolineato da un nuovo topic del forum). Non solo la copertina è realizzata per l’occasione, ma lo strillo in copertina dal numero successivo evidenzia una storia inedita. Il direttore di Topolino Alex Bertani decide di pubblicare, per la prima volta in maniera integrale, il ciclo danese della macchina del tempo. Con redazionali di Davide Del Gusto, il bel ciclo disegnato da Marco Rota, Vicar e Tino Santanach Hernandez finalmente arriva completo in Italia, dopo che un paio di episodi erano stati pubblicati su Zio Paperone. La sua conclusione, però, coincide con la chiusura della testata. Bisogna dare atto come non si sia voluto deludere il lettore, pubblicando il ciclo completo in maniera ordinata e pulita.

Conclusioni

Nonostante l’esperimento altalenante avuto con il revival del 2018, possiamo ben dire che PF abbia lasciato un’importante eredità. Per quasi sei anni è stata una testata da edicola che proponeva storie di ottima qualità, inedite di buona fattura e articoli di divulgazione scientifica ben realizzati. Inoltre, la posta costruiva un rapporto con il lettore non banale e piuttosto partecipato.

Questo, unito ad un perenne interesse per le tematiche fantastiche o fantascientifiche, ha permesso un revival nostalgico solo parzialmente riuscito. Il che fa di PF una testata cult e pienamente simbolica dei ferventi anni Novanta disneyani.

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Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.