Walt Disney Presenta

13 LUG 2022

Introduzione

In genere in questa sezione dedicata alle testate disneyane ci occupiamo di volumi a fumetti usciti in edicola. In questo caso però, per la prima volta, raccontiamo di una testata nata e distribuita solo nel circuito librario: un’iniziativa di saggistica che aveva l’obiettivo di raccontare la storia dei personaggi Disney in maniera inedita, con un misto di prosa, fumetto e imponente apparato iconografico. Per realizzare questo prodotto di alto livello, con una qualità cartotecnica eccellente, ci voleva una squadra all’altezza. Nell’articolo racconteremo la storia di questa testata libraria unica nella storia delle pubblicazioni Disney italiane.

Storia

Efficace teaser per il primo volume, che nella pagina successiva (vedi la prossima immagine) proponeva un bollettino per comprarlo direttamente da Disney Italia con una spilla omaggio.

Nel 1988 nasceva la Scuola Disney, diventata nel 1993 Accademia Disney, guidata da Giovan Battista Carpi. Il grande autore genovese aveva avuto l’onore e l’onere di creare un luogo in cui insegnare lo stile disney a nuovi disegnatori. Carpi aveva dunque abbandonato in parte il lavoro di fumettista per calarsi in quello di maestro. In compenso, realizzava numerose copertine per varie testate e dava il suo apporto per la grafica delle varie rubriche all’interno del settimanale Topolino, continuando la sua passione di illustratore che ha perseguito per tutta la vita.

Nel 1988 la Walt Disney Company Italia riprende i diritti dei fumetti dalla casa editrice Mondadori, per realizzare materiali sia per le edicole che per le libreria. Se in edicola molte testate vengono aggiornate oppure ne nascono di nuove, per la libreria viene creata una nuova etichetta: la Disney Libri. Sotto tale etichetta (al cui interno troviamo anche una collana di sei uscite dedicata alle Grandi Parodie Disney) vengono realizzati soprattutto volumi dedicati ai lungometraggi di animazione per pubblici diversi: pubblicazioni di grande formato con riprodotti i fotogrammi originali, libri illustrati di formato minore oppure monografie su lungometraggi con spiegate le varie fasi di lavorazione e dovizia di materiale (ad esempio Fantasia o La Bella e la Bestia). Non manca comunque materiale giocoso per un pubblico infantile.

Appare quindi logico realizzare un contenitore che fornisca ai lettori una buona conoscenza dei principali personaggi Disney in una maniera che unisca saggistica, umorismo e fumetto, per lettori di tutte le età. Effettivamente, era un prodotto mai realizzato prima.

Nasce cosi la collana Walt Disney Presenta…, cinque eleganti volumi usciti tra il maggio 1992 e il febbraio 1994. Alla maestria di Carpi, considerato il riferimento stilistico dell’arte Disney, si affianca la conoscenza filologica del grande critico Luca Boschi: si tratta della persona giusta per scrivere dei libri in cui raccontare la storia dei personaggi sotto tutti i punti di vista: animazione, fumetto, merchandising, costume e quant’altro.

I volumi uscirono in quest’ordine:

  • Walt Disney Presenta Topolino (maggio 1992, 88 pagine complessive, 26.000 lire);
  • Walt Disney Presenta Qui Quo Qua (ottobre 1992, 88 pagine complessive, 26.000 lire);
  • Walt Disney Presenta Pippo (febbraio 1993, 88 pagine complessive, 28.000 lire);
  • Walt Disney Presenta Paperino (ottobre 1993, 88 pagine complessive, 30.000 lire):
  • Walt Disney Presenta Paperina e le altre (febbraio 1994, 88 pagine complessive, 30.000 lire).

La confezione era davvero di alto livello. L’ampio formato (30,5x23cm) e la carta lucida di alta qualità permette una perfetta risoluzione di tutte le immagini. La cartonatura telata presenta caratteri in doratura, presente anche nella cornice a sbalzo che circonda il personaggio nella sovraccopertina. Le pagine sono infine rilegate a filo. È evidente l’obiettivo di realizzare un prodotto di altissimo livello.

Il primo volume venne venduto anche via posta tramite un bollettino che si trovava su alcune testate disney, per ottenere una spilla omaggio. Si noti come l’iniziativa venisse presentata, sottolineando la presenza di Carpi e l’esclusività.

La struttura di ogni volume è sempre la stessa, con alcune variazioni come vedremo. Boschi realizza un testo in prosa e a fumetti in cui il personaggio protagonista si trova a raccontare la sua storia, mentre Carpi ha il compito di illustrare la parte a fumetti e una serie di immagini inedite. Ogni capitolo, con un suo titolo, racconta in maniera accurata e con un linguaggio chiaro e adatto anche ai non esperti un aspetto del personaggio, collegandosi sempre al filo conduttore del volume. Nella parte finale poi è presente una storia a fumetti creata per l’occasione (tranne nell’ultimo volume).

Il primo volume è anche il migliore. In parte perché su Topolino c’è parecchio materiale su cui scrivere, in parte perché Carpi dà il massimo. Boschi inventa come filo conduttore l’arrivo di Eta Beta, dato che una casa editrice del suo pianeta vuole pubblicare una biografia di Topolino. Mickey inizia così a raccontare alla scrittrice Teta Iota i passi salienti della sua vita. Boschi ci guida soprattutto tra le tappe fondamentali della carriera da attore d’animazione di Topolino, aspetti non semplici da rendere su carta ma che vengono resi con brio, tra racconto delle trame e dettagli e aneddoti sugli animatori e sulla rivoluzione che Walt Disney creò sul grande schermo. Sul Disney Compendium trovate tutte le schede analitiche dei cartoon di Topolino.

Ovviamente non c’è solo l’animazione. Boschi racconta della grande epopea a fumetti realizzata da Floyd Gottfredson, e non dimentica la scuola italiana, soprattutto con Romano Scarpa. Inoltre, realizza un focus sul merchandising realizzato negli anni attorno al piccolo grande topo. Si tratta di informazioni non sempre noto anche agli addetti ai lavori, per un risultato che parla davvero a tutti. Inoltre, viene proposta l’intera filmografia di Topolino, ovvero l’elenco di tutti i cartoni realizzati fino ad allora con il personaggio: in un’epoca senza internet, si trattava di informazioni presenti solo in pochi e specializzati testi. A rendere i volumi davvero piacevoli c’è anche un apparato iconografico degno di nota. Boschi utilizza soprattutto disegni provenienti dall’animazione – cels, layout, schizzi, concept art – spesso inediti. Ma non possiamo negare che a fare la parte del leone sia Carpi.

Tra le varie pubblicazioni DIsney Libri, numerose erano quelle dedicate ai lungometraggi d’animazione.

Il suo lavoro si dispiega in due direzioni. Da un lato, abbiamo numerose illustrazioni che arricchiscono l’articolo: si tratta di immagini piccole, in cui a volte c’è solo Topolino in costume da sarto ammazzasette oppure in foto ricordo di Enigm, Gancio e Musone. Se ne contano ben 22.

Dall’altro abbiamo invece otto meravigliose illustrazioni a tutta pagina (più una parziale che accompagna delle tavole a fumetti). Si tratta di illustrazioni di grande formato (gli originali misurano 35x46cm e sono realizzate su cartoncino di alta grammatura) in tecnica mista (acquarello, pastello, oli a seconda delle necessita) con l’aiuto al colore da parte di Silvano Scolari (che ha spesso collaborato con Carpi anche in altri progetti come le carte disney). Carpi pone in queste illustrazioni la summa del suo stile, che rimanda alle geometrie anni 30 di Rubino per andare oltre, in una sintesi grafica unica. Ricolme di dettagli, ma mai confuse, sempre giocose e con una plasticità data ai personaggi difficile da trovare altrove. I soggetti sono i più disparati: Topolino che come una star arriva a Hyperion Avenue (la prima sede dei Disney Studios), Topolino nel West tra la barriera invisibile e il bandito pipistrello, Topolino in sella ad un comico ma elaborato cavallo davanti ad un meraviglioso castello, Topolino in veste di gran parata, Topolino che legge l’album dei ricordi con Pluto e piccoli topi combina-guai in bianco e nero. Insomma, una festa per gli occhi, oltre ad un impegno profuso non indifferente.

Altra immagine promozionale che fornisce una ricca panoramica delle diverse pubblicazioni Disney Libri per tutti i gusti.

Come ciliegina sulla torta abbiamo infine una storia a fumetti inedita, sempre realizzata da Carpi (con l’aiuto di Andrea Freccero, Stefano Pachí e Leopoldo Barbarini) utilizzando lo stile delle storie dipinte, ovvero usando la tecnica dei disegni animati, con i fondali a colori sfumati e i personaggi a tinte piatte riportati su fogli di celluloide trasparente. Boschi ripropone il personaggio del regista McCorker, che lo invita a recitare il ruolo dell’apprendista stregone in Fantasia. Si tratta di 17 tavole decisamente efficaci, che celebrano il ruolo di Topolino come stella dell’immaginario globale.

La monografia successiva e dedicata a Qui Quo Qua. Pare strano che non si sia scelto di passare ad un personaggio piu celebre, ma bisogna considerare quanto i manuali delle giovani marmotte fossero un successo eccezionale in libreria da anni. Dato che Disney Italia aveva realizzato una ristampa dei manuali, aggiungendo nuovi volumi, forse si intendeva realizzare un libro che raccontasse meglio la storia dei nipotini di Paperino.

Non poteva mancare l’immagine promozionale per il volume su Pippo, decisamente giocosa. Non mancano i riferimenti ai precedenti volumi.

Nella sala macchine troviamo sempre gli stessi operatori: Boschi e Carpi. Il primo fa un lavoro simile a quanto fatto per Topolino, ma in maniera diversa. Innanzitutto, il filo conduttore a fumetti nasce proprio da quanto successo nel volume precedente: un invidioso Paperino, geloso della spazio dato a Mickey, chiede a Pico de Paperis di scrivere la biografia su di lui. A causa di un equivoco, però, saranno Qui Quo Qua a vedersi un testo dedicato.

La parte critica ricopre le tappe proposte per il topo: focus sull’animazione e racconto sulla vita a fumetti. Ma, visto che sui nipotini alla fine non c’è molto da raccontare, il critico toscano deve utilizzare vari stratagemmi. Le trame di alcune storie oppure di certi cortometraggi risultano più particolareggiate e lunghe, mentre vengono scelte illustrazioni iconografiche (soprattutto oli di Barks non spesso pertinenti) di grande formato per occupare spazio, a scapito del testo. Inoltre, è presente un articolo che, tramite Pico de Paperis, racconta il mediometraggio di corti assemblati Kids is kids. Infine, appaiono sia la filmografia dei nipotini che una ‘bimbografia’, ovvero schede descrittive dedicate a tutti i bambini del mondo disney, Gilberto a Tip e Tap, da Elmer a Penna Bianca e via dicendo.

Carpi invece risulta meno partecipe. Innanzitutto, vi sono solo quattro illustrazioni a tutta pagina inedite, comunque sempre di alto livello. Memorabile quella dedicata al cortometraggio Trick or Treat (1952) con la strega Nocciola, mentre risente molto dello spirito degli anni Ottanta i nipotini in spiaggia con macchina rombante e musica a tutta volume. Il suo apporto al filo conduttore risulta decisamente modesto, ma probabilmente venne realizzato da qualche giovane autore dell’accademia (i collaboratori citati sono Andrea Ferraris, Andrea Nicolucci e Sara Storino). Inoltre, vennero riciclate numerose immagini, sempre di Carpi, realizzate negli anni Settanta per i manuali delle Giovani Marmotte, materiale sicuramente inerente.

Forse per eliminare le giacenze, venne realizzata un’iniziativa promozionale che dava la possibilità di ottenere vari gadget nelle librerie selezionate, ovviamente solo comprando una delle biografie.

Infine, la storia a fumetti. Carpi utilizza una vecchia sceneggiatura di Barks del periodo in cui non disegnava più con protagonisti i nipotini nella loro versione scout. La reinterpretazione è decisamente più briosa e dinamica rispetto a quella di Kay Wright, specie nella rappresentazione del drago inquinato, amaramente gioioso nella sua mestizia. Il tratto però in certe vignette appare decisamente affrettato e vi è meno rigore rispetto alla storia pubblicata nel primo volume. Il fumetto non è dipinto, mentre risulta molto classica la cover introduttiva.

Il terzo volume propone di nuovo un personaggio di primo piano, ovvero Pippo. Boschi è sicuramente più a suo agio, recupera Sfrizzo de Pippis e realizza un divertente filo conduttore con Gilberto, la stracolma soffitta di Goofy e un complicato albero genealogico (visualizzato a tutto pagina in un’illustrazione di Roberto Santillo), tra film (e ovviamente filmografia) e fumetti. L’apparato iconografico dedicato all’animazione si rivela piuttosto ricco, così come la parte dedicata al merchandising e all’approccio che la Disney stessa diede al personaggio, tra Sport Goofy e Goof Troop.

L’apporto grafico invece cambia in maniera consistente. Carpi realizza solo tre illustrazioni (una a tutta pagina, una a mezza e un disegno di Gancio). A realizzare il filo conduttore è invece Santillo, che aveva appena preso proprio da Carpi il timone dell’Accademia Disney. L’autore siciliano realizza anche la storia inedita, su testi di Boschi. Il critico toscano realizza un’eccellente trama che fa il verso ai celebri ‘How to’ di Pippo, ovvero i cortometraggi in cui una seriosa voce narrante dava istruzioni su come brillare in alcune attività, sempre smentita dai disastri di Goofy. Boschi pesca a piene mani nell’iconografia dei cortometraggi anni Cinquanta, servito benissimo da Santillo che realizza un eccellente lavoro, pulito e dinamico al tempo stesso. Sua anche la riuscita cover della storia.

Filologica immagine promozionale per il volume dedicato a Paperino.

La testata procede con il quarto volume. Nei risguardi della sovraccopertina si annunciavano futuri volumi su ‘Paperone, Gambadilegno, Archimede, Paperina, Pluto e altri’. Probabilmente c’era davvero l’intenzione di proseguire, ma questo non avverrà. Il volume dedicato a Paperino in compenso risulta ottimo, con uno sforzo simile a quello del primo volume: una scelta decisamente sensata, visto il peso del personaggio. Il classico prologo in prosa che comincia sempre con l’incipit “Quella mattina…” si lega alla parte a fumetti, in cui il sempre filologo Boschi inserisce Meo Porcello (dritto dalla Gallinella Saggia) e Malachia.

La parte saggistica analizza in maniera approfondita la carriera cinematografica di Paperino (sempre presente la filmografia), tra approfondimenti sui numerosi corti con animali recalcitranti e i due film sudamericani: Saludos Amigos e I Tre Caballeros.

C’è spazio di nuovo per il merchandising, in linea con quanto fatto su Topolino, e ovviamente per il fumetto, tra parodie, Taliaferro e Barks. Proprio sul maestro dell’Oregon vale la pena sottolineare la presenza di un articolo sulla casa di Paperino, con la raccolta, in un’efficace illustrazione, dei quadri di mucche e becchi e le lampade a forma di papero che Barks inseriva nelle vignette per aggiungere una nota umoristica.

A rendere il volume eccellente è il ritorno a tutto tondo di Carpi. Realizza due illustrazioni a tutta pagina: un bellissimo Paperino Don Chisciotte alle prese con colorati mulini a vento dalle reminiscenze rubiniane e un’efficace seduta psicanalitica a matita con Freud. C’è anche una illustrazione a mezza tavola, oltre ad un profluvio di immagini carpiane del passato (molte dal volume della grande tribù). Infine, ricordiamo un Paperino su 313 realizzato da Lucio De Giuseppe.

Carpi realizza infine, sempre su testi di Boschi, una divertente e scatenata storia che, al pari di quella dell’apprendista stregone, flirta con l’animazione, utilizzando Josè Carioca e Panchito Pistoles: la lampada in condominio è una buffa vicenda in cui quell’allegra e spensierata follia della bilogia sudamericana si riversa su carta, in una cornice da “mille e una notte” decisamente calzante. Colori caldi e una bellissima cover a tecnica mista di un Carpi molto coinvolto, completano il quadro di un volume perfettamente riuscito.

Esempio di pubblicazione Disney Libri dedicata ad un pubblico infantile.

Con il quinto volume la testata si chiude, probabilmente a causa di basse vendite e di costi eccessivamente alti. Risulta comunque strano il tema scelto, piuttosto ostico e di nicchia rispetto ad un personaggio non trattato come Paperone. Forse l’idea era di agganciare il pubblico femminile su cui Disney Italia stava approcciando con la coeva testata Minni & Company.

Sta di fatto che non c’è molto da dire, e infatti il titolo parla di “altre” papere. Boschi racconta la figura di Paperina partendo come sempre dall’animazione e dalla relativa filmografia. Inoltre vengono citati i fumetti di Barks e la longeva serie “dal diario di Paperina“. Il racconto poi si sposta su Nonna Papera e Amelia (con due bellissime illustrazioni a tutta pagina realizzate da Carpi). Per allungare il brodo, infine, Boschi realizza un approfondimento su tutto l’albero genealogico della famiglia dei paperi, con una magnifica illustrazione a doppia pagina realizzata sempre da Carpi.

Raffinato e accurato volume dedicato al lungometraggio Disney ‘Fantasia’ (1940), sempre edito da Disney Libri e proposto con simile approccio promozionale.

Il filo conduttore a fumetti e in prosa risulta molto divertente e ben riuscito. Paperina, come giornalista del Papersera, riceve da Paperone l’incarico di realizzare un inserto settimanale chiamato “Papera Moderna”. La storia a fumetti presente nel volume sarebbe in teoria un fotoromanzo creato apposta per la rivista. Si tratta di un modo per giustificare certi cambiamenti, dato che la storia scelta è, per la prima volta nella testata, non inedita. Sempre realizzata da Carpi, ma nel 1981 con testi di Guido Martina, Paperino e la piccola Butterfly è una divertente parodia dell’opera lirica. Boschi per esigenze di impaginazione è costretto a tagliare due tavole (una dozzina di vignette sparse tra la storia), mentre per necessità narrative alla storia cambia nome a tutti i personaggi paperizzandoli (Pinkerton diventa Nat Paperton e via dicendo), con aggiunti in prima pagina i volti dei personaggi che interpretano il ruolo.

Carpi d’altronde non realizza altro materiale inedito oltre alle illustrazioni citate. La parte a fumetti del filo conduttore è affidata ad Andrea Freccero, fresco di Accademia Disney (e Boschi non manca di usare il raro Sgrizzo tra i personaggi, insieme a Paperino e Paperoga). La copertina, per qualità, non risulta all’altezza delle altre, e il progetto si chiude qui (nonostante nei risguardi siano ancora annunciate future uscite). Ultima particolarità per questo numero: si tratta dell’unico volume stampato con rilegatura blu scuro invece che rossa.

Conclusioni

Con cinque numeri, la testata è sicuramente breve ma ricchissima di informazioni, all’epoca per niente facili da trovare, e di qualità. Il lavoro di Carpi si rivela decisamente potente ed evocativo, una summa del suo stile che fa decisamente parte di quello stile Disney codificato in America e ben compreso dall’autore di Genova. Disney Libri non realizzò altre iniziative fumettistiche, né pubblicò più opere inedite cosi complesse. Walt Disney Presenta resta così un unicum ancora prezioso a vent’anni di distanza.

Qui di seguito la galleria con tutte le immagini realizzate da Carpi e dai collaboratori per la collana (in aggiornamento).

Carpi-Pippo-Cowboy

Immagine 1 di 13

Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.