Topolino 3555

12 GEN 2024
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Topolino 3555

Se il primo numero dell’anno non era partito come ci si aspettava, neanche Topolino 3555 brilla particolarmente. Ancora una volta, ci sentiamo di dire, nonostante la bella copertina con un Paperone corsaro realizzata da Freccero e Cagol potesse far presagire diversamente.

Ad aprire il numero ci pensa Il corsaro, con Vito Stabile alla sceneggiatura, Mario Ferracina ai disegni e alle chine ed Emanuele Virzì ai colori. La storia, suddivisa in due episodi entrambi presenti all’interno di questo numero, ci fa rivivere le vicende giovanili di Malcom de’ Paperoni, antenato di Paperone, che, come ci ricorda l’editoriale di Alex Bertani, fa la sua prima comparsa in Zio Paperone e il tesoro della regina di Carl Barks, per poi tornare, appena accennato, nella Saga di Don Rosa e poi, più di recente e con un maggior approfondimento, in Zio Paperone e la corona dei desideri dello stesso Stabile e di Alessandro Perina.

La storia scorre piuttosto bene, complici i bei disegni di Ferracina e gli altrettanto bei colori di Virzì, ma non svetta. Com’è ormai d’uso da qualche anno sulle pagine di Topolino, la vicenda è incentrata sui dilemmi e le lacerazioni interiori del protagonista, lasciando così poco spazio all’avventura vera e propria.

Sebbene l’utilizzo del metodo introspettivo nella struttura narrativa del fumetto sia, a giudizio di chi scrive, apprezzabile, permangono comunque dei dubbi sull’uso pervicace che se ne sta facendo negli ultimi tempi, soprattutto quando è proiettato sul personaggio di Paperone o sui suoi antenati, come in questo caso. Come se non bastasse, la storia di Stabile si sviluppa quasi pedissequamente ricalcando il sesto capitolo della Saga, con tanto di sequenza finale con una visione del futuro. Insomma, sa tutto di già fin troppo visto.

Il resto del numero deve inevitabilmente fare i conti con il poco spazio a disposizione rimasto, a partire da Pippo e l’incomprensibile insonnia, con Rudy Salvagnini alla sceneggiatura e Ottavio Panaro ai disegni. La breve vicenda prettamente umoristica ci regala un finale piuttosto anticlimatico, dove l’unica reazione consentita al lettore non si discosta troppo da quella che gli si presenta agli occhi nell’ultima vignetta.

Metodi di contenimento trova il suo punto di forza nell’assenza di una discorsività eccessiva

Diversamente, Orazio e Curiazio in Metodi di contenimento, con Francesco Vacca alla sceneggiatura e Lucio Leoni ai disegni, sfrutta delle divertenti e dinamiche gag slapstick, con un finale da classica commedia degli equivoci, sempre efficace quando si tratta di storie brevi.

A chiudere il numero ci pensa il secondo episodio de Le GM e la pietra di paragone, di Bruno Enna per la sceneggiatura e Perina per i disegni. Astenendoci dal lasciare giudizi affrettati, ben consapevoli di dover attendere che la storia sia completa, questo episodio, eminentemente didattico, non regala particolari emozioni.

Continuiamo dunque a sguazzare nell’insufficienza, sperando che si tratti solo di una falsa partenza per il 2024.



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Autore dell'articolo: Alberto Biscazzo

Appassionato di fumetto fin da quando non ero ancora in grado di leggere, ho una predilezione per i paperi di Barks e i topi di Gottfredson.

1 commento su “Topolino 3555

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