Topolino 3542

17 OTT 2023
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Topolino 3542

Trecentoventi tavole nell’arco di oltre sette mesi: quello de Gli Evaporati è stato un viaggio lungo e denso di emozioni. Quando lo intraprendemmo, sul numero 3510 dello scorso 1° marzo, ne ignoravamo le modalità, la durata, le tappe, la destinazione. Oggi, giunti al termine, possiamo asserire con certezza che è valsa la pena affrontarlo.

Abbiamo trovato una storia complessa e avvincente, ricca di dettagli e sottotesti, ironia e suspense, azione e approfondimenti psicologici. Vi sarà senz’altro modo per analizzare l’intero percorso, in questa sede concentriamo l’attenzione sul quinto e ultimo episodio della seconda serie che apre Topolino 3542.

Dopo l’epilogo shock della scorsa puntata – una mano gigantesca afferrava Macchia Nera, trascinando lui e Topolino in un vortice spazio-temporale – ci si attendevano scintille, e siamo stati accontentati. Oltre la porta è ambientato in gran parte nella Dimensione Delta e ha uno svolgimento più lineare rispetto ai precedenti capitoli, nei quali abbondavano i repentini, seppur ben calibrati, cambi di scena, tempo e, appunto, dimensione.

Il ritmo è sempre serrato, il senso di costante pericolo non abbandona il lettore per un istante, ma c’è maggiore spazio per sapienti tocchi di humour piazzati al momento giusto, in modo da alleggerire una tensione che, disneyanamente parlando, rischiava di farsi insostenibile. In tal senso, Topolino è in forma smagliante e l’innesto di un nuovo mastodontico (oltre che irresistibile) personaggio, subito ben caratterizzato, dona ulteriore linfa al tutto. Per citare un paio di esempi, la sequenza con il telecomando delle pagine 16-17 e l’ultima vignetta doppia con le carte di pagina 25 sono impagabili.

Le gag si amalgamano alla perfezione con il pathos, che trova l’apogeo nella terribile esplosione a pagina 31, tanto violenta da darci l’impressione che anche le pareti delle nostre case stiano tremando. Lo scoppio, per di più, è capace di far “evaporare” Quantum: una sorte che, in un certo senso e con le dovute distinzioni, pare accomunarlo al Bep Bep di scarpiana memoria.

Un nuovo, imprevedibile compagno di giochi…

Alla fine, le strade di Topolinia, a lungo svuotate di persone e colori, riprendono a popolarsi. Il consueto ritorno alla normalità (e allo status quo)? Non esattamente, perché nell’aria resta ad aleggiare l’inquietudine per lo sfiancante periodo trascorso in una situazione d’emergenza: giorni, settimane, mesi, che hanno lasciato pesanti strascichi. Nulla, insomma, sarà davvero come prima, e in quest’ottica diviene ancora più importante cercare di godersi al meglio ogni spiraglio di luce. Qui è inevitabile che alla mente si affacci il fresco ricordo della pandemia, e non può essere un caso.

Bruno Enna si prodiga nel non lasciare alcunché di irrisolto, sciogliendo ogni nodo e incastrando con precisione millimetrica i tasselli di un puzzle destinato ai solutori più che abili. Nel lettore resta un senso di appagamento, tutto ciò grazie anche alle matite di Davide Cesarello, bravissimo nel mettersi con umiltà e competenza al servizio di una sceneggiatura innovativa, che potrebbe costituire un nuovo punto di riferimento nel fumetto Disney.

Gli affari sono affari

Qualcuno è riuscito a spillare denaro a Paperone!

Il nuovo episodio di Pianeta Paperone, scritto da Alex Bertani e Vito Stabile, è disegnato con l’abituale stile classico da Marco e Stefano Rota. Il più furbo dei furbi introduce un volto nuovo, vagamente rassomigliante a Gastone, il biondo Filler McSeller (anch’egli di origini scozzesi?). All’inizio non ci viene mostrato in che maniera costui, rampante super venditore della Smarter Goose, riesca a convincere lo scettico Paperone ad acquistare più volte i suoi prodotti. Conoscendo i tradizionali antagonisti di Scrooge, viene naturale sospettare che alla radice vi siano azioni truffaldine, se non addirittura qualche maligno incantesimo.

La realtà è molto più semplice e lo Zione ne verrà a capo dopo aver rievocato un episodio finora ignoto della propria giovinezza. La storia s’inserisce in un filone magari un po’ abusato, ma, al netto di qualche comprensibile incertezza nel tratto dell’anziano maestro, risulta gradevole.

Segue Quattro, una ten pager “muta” della serie Don’t Worry Bum Happy, realizzata da Corrado Mastantuono come autore completo. Al centro del surreale plot è una sorta di gara tra Bum Bum Ghigno e il vicino per esibire nel proprio giardino un’ingombrante cifra di marmo maggiore rispetto all’altro. Da una situazione di iniziale parità (entrambi hanno un 2), Bum Bum si vede superato e cerca di correre ai ripari, con mezzi più o meno leciti. Un’originale satira sul consumismo, sull’assurda corsa ad accaparrarsi l’ultimo modello del tal prodotto per non sentirsi “inferiori” a chi ci circonda.

Abbiamo poi 313 x quattro, unica storia a sé stante del numero, e si tratta di una piacevole rivelazione. Partendo da uno spunto attuale (il car pooling, la condivisione di un’auto privata, con ignoti compagni di viaggio raccolti sul web per dividere le spese), Massimiliano Valentini imbastisce una trama spassosa, che il semiesordiente Federico Butticè raffigura con freschezza e pulizia.

Le caratteristiche dei personaggi coinvolti sono quelle tradizionali, senza forzate introspezioni che qui stonerebbero, e ci si diverte parecchio. Molto azzeccati, poi, i pensieri di Malachia, che mette in moto l’avventura, dovendo partecipare a un concorso per gatti rossi in quel di Ocopoli.

Gli esilaranti pensieri di Malachia

Si chiude, rovesciando il libretto, con Lucidatori provetti, ispirata al cortometraggio Clock Cleaners del 1937, ultima delle otto storie celebrative dei 100 anni Disney per la serie Once Upon a Mouse… in the Future.

Anche stavolta, come accaduto in gran parte delle sette precedenti, l’avventura stenta a coinvolgere (nonostante la presenza di un robot gigante e la curiosa seconda interazione nello stesso numero di Enigm con Macchia Nera). È chiaro che la vertiginosa comicità slapstick avrebbe una resa assai più efficace in un cartone animato, ma, d’altronde, il progetto è nato così. Arduo, anche per professionisti di valore (come Francesco Artibani, al soggetto, e Carlo Panaro, alla sceneggiatura), fare granché meglio.

Quanto meno, l’iniziativa ha dato l’opportunità ai disegnatori coinvolti di sfoggiare la loro bravura, mostrando di padroneggiare con maestria varie tecniche. In questo caso Paolo De Lorenzi, autore anche della bella cover “al contrario”, si diverte a esibire una propria versione cartoonesca dei personaggi, restituendo persino la coda a Pippo.

Il centenario della casa madre è festeggiato anche nell’ampio reportage fotografico su Disney100: The Exhibition, la mostra itinerante che espone i tesori dei Disney Archives. Tra gli altri contenuti, si segnala inoltre il nuovo itinerario della Topoguida 2.0 curata da Blasco Pisapia, nell’occasione al seguito di Pluto.

Nel complesso, un numero di buona fattura, con a trainarlo, e a dargli lustro, il brillante epilogo di una saga che lascerà il segno. Il che fa innalzare la valutazione, portandola a quattro stelle.



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Autore dell'articolo: Fabrizio Fidecaro

A cinque anni cominciai a leggere Topolino, a sette fui travolto dal vento del sud. Da allora il fumetto Disney ha sempre fatto parte della mia vita. Amo lo sport (da spettatore), i libri di John Fante e Simenon, i film di Hitchcock e Wes Anderson. Il Papersera mi ha dato l'opportunità di incontrare grandi autori e nuovi amici.

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