Topolino Sport

22 LUG 2022

Introduzione

In principio era Topolino Sport, una rivista mensile che proponeva articoli sportivi e minori contenuti a fumetti tra l’ottobre 1984 e il marzo 1985 per complessivi sei numeri. Poi è stato di nuovo Topolino Sport, ma in maniera completamente diversa.

In questo articolo, ne raccontiamo la storia.

Storia

Immagine promozionale per la prima serie, realizzata da Mastantuono. I singoli personaggi erano stati usati per anticipare l’uscita.

Nell’ottobre 1993 il Corriere dello Sport, storico quotidiano sportivo italiano, porta in edicola una nuova iniziativa editoriale, forse per cavalcare l’onda del successo che Il Sole 24 Ore aveva iniziato con L’Economia di Zio Paperone. E, in effetti, le caratteristiche tipografiche sono sempre le stesse: fascicoli spillati settimanali 20x28cm da 24 pagine dati in omaggio ai lettori con storie inedite e articoli.

Lo scopo è quello di raccontare, con un linguaggio universale, vari aspetti del mondo sportivo: sui record e i numeri dello sport, sullo sport americano e invernale, e altri argomenti generici, oltre che sul giornalismo sportivo e sul Trofeo Topolino (ovvero gare nazionali di diversi sport sponsorizzate da Topolino fin dal 1958). Proprio questo è di fatto il filo conduttore di tutta la collana. Infatti, a introdurre ogni numero e ogni storia è lo stesso Topolino (presente anche nel colophon), che si presenta come giornalista sportivo (con un implicito riferimento ad uno dei suoi lavori più importanti).

Ogni numero presenta una copertina inedita e varie illustrazioni a corredo degli articoli, sempre realizzate da un giovane Claudio Sciarrone, fresco di Accademia Disney. Queste iniziative collaterali erano l’ideale banco di prova per i nuovi artisti formati da Giovan Battista Carpi. La serie si snoda per complessivi dieci numeri più uno, con ben sette storie inedite, tutte sceneggiate da Massimo Marconi (che aveva iniziato la sua carriera proprio come giornalista sportivo e che, grazie a questa esperienza, entró a far parte ufficialmente della categoria dei giornalisti sportivi, ottenendo la tessera Coni per assistere a numerosi eventi). L’autore milanese spese molte energie per realizzare un prodotto che raccontasse lo sport in maniera divertente e completa, occupandosi di tutto, dalla progettazione generale alle sceneggiature delle storie e delle illustrazioni interne. Il suo referente all’interno del quotidiano era Massimo Martellini, figlio di Nando celebre commentatore sportivo. Si tratta di storie in otto tavole, ognuna legata al tema dell’albo: sono vicende classiche, briose, ben congegnate. Costruite per un pubblico anche di adulti (i lettori del quotidiano), le trame propongono alcune strizzate d’occhio al doping e alla morte (come nella storia del secondo numero), oltre ad alcune caricature di personaggi sportivi esistenti. Insieme a Sciarrone (ben quattro storie), sono presenti anche Corrado Mastantuono (due storie) e Giuseppe Zironi (una storia). Le altre quattro storie sono invece ristampe di Carl Barks, con la prima vignetta modificata per aggiungere la macchina da scrivere su cui Topolino, come giornalista, è al lavoro.

La rivista era legata anche ad un concorso a premi, tra cui viaggi a Walt Disney World, ad Orlando. La testata propone dieci numeri con un raccoglitore in cartone per ospitarli. In maniera inaspettata, esce un undicesimo numero a ridosso del natale 1993. Si tratta a tutti gli effetti di un regalo natalizio, dalla copertina rossa in linea con il periodo, peraltro poco pubblicizzato, contenente una storia barksiana non proprio a tema sportivo. Interessante come ci siano due pagine redazionali in cui vengono riassunti tutti i dieci numeri, con copertine e riassunti. L’iniziativa comunque ha funzionato, dato che la pagina introduttiva, firmata da Italo Cucci, il direttore del corriere, ringrazia i lettori promettendo una nuova iniziativa in futuro.

Immagine promozionale per la seconda serie, sempre realizzata da Mastantuono.

Un anno dopo, nell’ottobre 1994, Topolino Sport torna in edicola con modalità simili. Il cambio di coordinatore, da Gaudenzio Capelli appassionato sportivo a Paolo Cavaglione, non inficia il risultato. Dieci nuovi numeri, con copertine non più a sfondo bianco ma azzurro, sempre realizzate da Claudio Sciarrone. L’impostazione contenutistica cambia: ogni albo presenta una diversa disciplina sportiva, a partire dal calcio, che viene raccontata tramite una storia a fumetti inedita, una galleria fotografica di due pagine e un lungo articolo posto a fondo di ogni tavola della storia a fumetti. Inoltre, al centro di ogni albo, viene pubblicata Pippo e i parastinchi di Olympia e il suo sequel. Il capolavoro di Romano Scarpa del 1972 viene pubblicato in due tavole per pagina stampate a rovescio, con la possibilità per il lettore di staccare l’inserto e rilegare la storia a parte. Bisogna sottolineare come negli albi non venga mai specificato che la storia sia una ristampa. In compenso, viene sottolineato che la vicenda si svolge tra Barcellona 92 e Atlanta 96: questo ovviamente accade grazie a cambi nei testi e nei dialoghi e aggiustamenti grafici ad alcune vignette. L’idea, forse, era di spacciare per inedita una storia vecchia di 22 anni.

Per quanto concerne la storia inedita contenuta in ogni numero, sono sempre sceneggiate da Marconi e disegnate da Sciarrone (otto di esse) e da Silvia Ziche (le rimanenti due), che firma anche la copertina del raccoglitore. L’approccio dello sceneggiatore milanese è nuovo rispetto alla prima serie: pur presente all’inizio, la macchina da scrivere non presenta articoli firmati da Topolino. Ogni storia racconta infatti le regole e gli eventi che hanno contrassegnato lo sport protagonista di ogni albo, sullo stile degli “How to” degli anni Quaranta e Cinquanta realizzati per il cinema dagli studi Disney utilizzando Pippo come protagonista assoluto.

Quel geniale approccio in cui la seriosa voce narrante viene continuamente messa a dura prova da vari pippidi sempre piu catastrofici, viene ben trasposto nel fumetto. E in effetti in quelle tavole succede di tutto: compaiono gustosi camei, da Paperone e Gastone fino al Bianconiglio e a Ben Ali Gator, vengono citate guerre, religione, stereotipi culturali e quant’altro pur di ottenere l’effetto comico. Il risultato è decisamente brillante ed efficace nell’illustrare la storia dei diversi sport.

Conclusioni

Dopo la seconda serie, la collaborazione con il Corriere dello Sport si interrompe. Con una qualità simile a quella dell’Economia di Zio Paperone, Topolino Sport ha portato storie inedite di buon livello, oltre a riproporre perle di Barks e di Scarpa. Soprattutto, ha permesso la realizzazione di ottime vicende che hanno il ritmo di un cartone animato. Fino ad oggi, non sono mai state ristampate. Sarebbe bello che venissero riproposte.

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Autore dell'articolo: Amedeo Badini

Il fumetto è sempre stato una mia grande passione, sotto forma prima di un rassicurante Topolino a cadenza settimanale, per poi inoltrarsi nel terreno filologico-collezionistico. Questo aspetto critico mi ha permesso di apprezzare altri autori, da Alan Moore a Jeff Smith, e soprattutto di affinare la curiosità verso tutta la nona arte del fumetto. Disney è il mio primo campo, ma non disdegno sortite e passeggiate in territori vicini. Per il Papersera ho scritto più di 100 recensioni, oltre ad aver curato una parte degli articoli sulle testate disney del passato. Inoltre, ho realizzato il Don Rosa Compendium, un'analisi dettagliata di tutte le storie del grande autore del Kentucky. Scrivo di fumetto e di cinema anche per il settimanale Tempi, per Lo Spazio Bianco e per la Tana del Sollazzo.